Creato da Dafne89msl il 10/10/2006

Capire le donne...

La situazione delle donne nel mondo

 

 

« Messaggio #3Afghanistan »

Realtà cambogiana

Post n°4 pubblicato il 10 Ottobre 2006 da Dafne89msl

SOMALY MAM
 
 
RICORDATEVI IL SUO NOME
 
HA DICHIARATO GUERRA ALLA PEDOFILIA IN CAMBOGIA. E POTREBBE RICEVERE IL NOBEL PER LA PACE.
 
La Cambogia è un paese estremamente economico. Con un dollaro si può mangiare in un buon ristorante. Con cinque si affitta una camera d'albergo, con bagno e acqua calda. Una bambino, o un bambino, possono costare anche meno.
La Cambogia, signore e signori, è il nuovo paradiso per i pedofili! Con pochi soldi, si riesce a comprarsi sesso e giudici compiacenti.
Molte bambine hanno subito la stessa sorte di Somaly Mam.
Somaly Mam, dei suoi 36 anni, ne ha passati quattro (dai 14 ai 18) in una casa chiusa. Una delle molte disseminate sul territorio cambogiano. Un francese, ex propietaro di bordelli a Phnom Penh, è il designato per eseguire la sua condanna a morte. Già arrestato nel 2003, è riuscito a corrompere il giudice e ad uscire velocemente.
Somaly Mam assicura di non essere preoccupata per la sua vita, ma per quella dei suoi famigliari. Nonostante ciò, vive sotto protezione 24 ore su 24.
Vive ora alla periferia della capitale, con marito e figli, dopo che le hanno bruciato la casa. Vicino all'attuale abitazione si trova anche la sede di AFESIP (Agir puor les femmes en situation prècaire), associazione fondata da lei dieci anni fa, con un unico obiettivo: liberare le bambine dai bordelli cambogiani.
LE bimbe liberate sono più di 3000, e quasi altre 2000 sono attualmente ospiti nei centri di accoglienza Afesip a Phnom Penh e a Kampoong Cham.
Le ragazze accolte hanno tra i 10 e i 20 anni, ma l'età si abbassa notevolmente. Come racconta Somaly Mam, i pedofili le richiedono sempre più giovani e nei bordelli lavorano anche bimbe di 7-8 anni.
Somaly Mam ha raccontato la storia di una ragazza quindicenne cambogiana, Chau. Questa ragazzina venne venduta da un'amica di famiglia all'età di dieci anni. Un uomo d'affari cinese la pagò 1000 $ perchè era vergine, la tenne una settimana (durante la quale abusò di lei) e infine la vendette ad un bordello. Questo bordello fu la sua casa per ben cinque anni. Veniva pagata la miseria di 10 $ a prestazione e se si rifiutava di lavorare, veniva picchiata dal padrone.
Storie come questa di Chau ce ne sono a bizzeffe.
Stando ai dati raccolti dall'Unicef, in Cambogia ci sono ventimila minorenni che si prostituiscono. Per Afesip circa il doppio. Le stesse famiglie spesso incoraggiano i figli a prostituirsi, per avere delle entrate. Infatti, il 36% della popolazione vive con meno di 1$ al giorno.
Il colmo è che in Cambogia la PROSTITUZIONE E' ILLEGALE. Ma i bordelli sono di propietà di ufficiali dell'esercito e della polizia. Alcuni occidentali che hanno aperto bar e ristoranti possono offrire anche cameriere.
Su degli opuscoli anti-pedofilia distribuiti dal governo (in accordo con Unicef) c'è scritto che sono stati arrestati circa 780 pedofili, ma Somaly Mam afferma che in carcere ce ne saranno al massimo cinque (tra questi un italiano: Alain Filippo Berrutti, elettricista 32enne di Milano. Deve scontare 10 anni di reclusione. La polizia l'ha trovato nudo in un parco che toccava e si faceva toccare da 4 ragazzini tra gli 11 e i 14 anni. Ha affermato che era "solo un esperimento" e che "stava toccando la loro pelle". Ma NON si è definito un pedofilo).

 
 
 
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