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Un blog creato da vera_nella_notte il 19/11/2006

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HOLIDAY :-)

Post n°8 pubblicato il 06 Dicembre 2006 da vera_nella_notte
Foto di vera_nella_notte

Ciao a tutti gli amici bloggers...

Sono stata via per un pò, mi sono presa una mini vacanza dal pc...:-)
Nulla di speciale, sono stata a casa dei miei e poi ho avuto mille cose da sbrigare quando sono rientrata nella mia bella Bologna...
Dio quanto mi piace questa città!
Mi mancavano i portici, il profumo di antico, le piadine,  la vita godereccia e un pò pazza tipica di questo posto...Per fortuna sono tornata. Per fortuna qui niente è cambiato.

Il mio ex si è rifatto vivo (di nuovo) ma io non demordo.
Anzi, sono quasi indifferente...
Poi ho conosciuto un ragazzo che mi piace davvero...E' la prima volta che mi piace qualcuno da quando ci siamo lasciati, lo prendo come un buon segno, finalmente l'ormone del sesso (che credevo ormai morto) si è un pò ravvivato (era ora..).
Insomma nel complesso direi che le cose stanno procedendo bene.
Per il resto...
Bè nessuna grossa news, sono un pò di fretta ma ci tenevo a fare un salutino a tutti, soprattutto a quelli che (preoccupati per la mia assenza) mi hanno lasciato un messaggino in pvt...Siete adorabili.

Un bacio a tutti e buona serata
Vera



 
 
 

ANESTESIA (MA PRIMA O POI CI SI RISVEGLIA NO?)

Post n°7 pubblicato il 24 Novembre 2006 da vera_nella_notte
Foto di vera_nella_notte

Ok...questo post lo comincio così, con un affermazione su me stessa che ultimamente mi riempie il cervello in più di qualche circostanza, per più di qualche momento....

Io non sono normale.

Ecco, l'ho detto....
Non sono normale perchè mi rendo conto che ho completamente perso la capacità di guardare un uomo con gli occhi di una donna, di emozionarmi per uno sguardo, per un dettaglio, per ciò che mette in luce quello che fino a poco tempo fa era l'aspetto che più  mi faceva impazzire dell'altro sesso: le differenze.
Il mio essere donna vs il suo essere uomo. Più un uomo era diverso da me e più queste differenze mettevano in luce una certa complementarietà e più io mi intrippavo.
Adesso io  queste differenze non le vedo più... Non le sento più.
Mi spiego.
C'è una persona che mi sta facendo una corte spietata e lo sta facendo nel modo che generalmente piace a me: con calma, lasciandomi molto spazio, parlandomi un pò di tutto (non i soliti argomenti da abbordaggio) e ascoltando con attenzione, con interesse autentico, con curiosità. Queste sono cose che gratificano ogni donna, che la fanno sentire importante, soprattutto se attenzioni di questo tipo ti sono rivolte da un uomo, attraente, interessante ecc.. A pensarci bene non è nemmeno una questione di provare o non provare attrazione: se un uomo oggettivamente bello ti ascolta, ti cerca, ti vuole e ti piace la sua compagnia, ci stai pure bene....bè, magari non ti innamori ma come minimo il vederlo, il parlargli, lo starci assieme ti provoca qualche emozione, qualche (forse piccolo) batticuore, ti fa scattare qualcosa, qualche molla dentro....è normale no?

Bè, a me tutto questo non succede più.
Non mi emoziono, non mi sento coinvolta da nessuno, nemmeno un complimento sincero, un gesto di stima, di interesse ecc...NULLA mi attira, mi gratifica, mi da la scossa.
Sono come anestetizzata, paralizzata da una specie di morfina che mi appanna i sensi, mi toglie lo slancio, la curiosità. Mi sento come una bottiglia dell'acqua vuota, accartocciata su se stessa e col tappo ben stretto....
Priva di contenuto, aggrovigliata sui miei problemi e chiusa in me stessa. Ecco in che condizioni sto ora.


Io non sono così, non lo sono mai stata. Estroversa, curiosa (di quella curiosità che non si ferma nemmeno davanti agli stop che ogni tanto la vita ti pianta li con prepotenza), che fa vedere quello che sente, che ama la condivisione, il contatto.
Ora invece mi paralizza anche solo l'idea di essere accarezzata, di essere baciata...E non c'entra se l'altra sera in discoteca io questo ragazzo l'ho baciato più e più volte, ero brilla, mi ero appena lasciata con il mio ex...Insomma ero in uno stato di, definiamolo così, "alterazione".
Ma da sobria ed in circostanze normali sto male al pensiero di un uomo che mi bacia, che mi tocca, che fa l'amore con me. Mi sento un pezzo di ghiaccio, rigida, imbalsamata, insensibile...persino frigida!!!

Vabbè, non so cos'altro dire. Sono disarmata nel rileggere quanto ho scritto, non mi sembra nemmeno di parlare di me ed invece...questa sono io ora.
Sono io.
Speriamo passi...

 
 
 

PIOGGIA ASSASSINA

Post n°6 pubblicato il 22 Novembre 2006 da vera_nella_notte
Foto di vera_nella_notte

Stamane la città sembrava avvolta da una strana atmosfera...Non sembrava una qualunque mattinata autunnale, col cielo grigio e con quella pioggerellina così sottile che ti ritrovi bagnata senza accorgertene. No. Stamattina qualcosa era diverso.
Imbacuccata per non prendere freddo (perchè se c'è un virus qualunque nel raggio di 100 Km state certi che la prima sfigata che se lo prende sono io!) mi sono diretta alla fermata dell'autobus per andare all'università.
Terminato il breve percorso che separa il mio appartamento dalla fermata il cuore ha smesso di battere improvvisamente.

In mezzo alla strada, in mezzo alle pozzanghere, al traffico, alla gente che camminava, c'era una macchina, o per meglio dire ciò che restava di una macchina. Un groviglio di metallo e plastica accartocciato, tra le altre auto incolonnate, lì,  sul grande viale alberato che guardo dalla finestra ogni mattina quando mi sveglio.
I vetri della vettura erano frantumati e c'erano schizzi di sangue (e Dio sa cos'altro) ovunque, per terra e sui pezzetti di vetro rotto, che luccicavano di un rosso vivo, violento, terribile.
Ho trattenuto il fiato convinta di svenire. Guardavo la macchina: una golf, il colore familiare...Troppo familiare e particolare, non nero o grigio metallizato come tante altre, un colore luminoso, strano, pieno di riflessi. Un colore ed un auto che io conoscevo. L'auto del mio ex...sotto casa mia...a un passo dalla fermata dell'autobus che io prendo sempre.

Panico. Un ansia che non so spiegare....sono corsa come una matta verso l'auto per guardarla più da vicino, per vedere se qualcuno era ancora intrappolato nella carcassa di quello che sembrava un animale ferito e non una semplice automobile deformata da un urto troppo violento. Un vigile mi ha fermata dicendo che non potevo avvicinarmi. Io come una pazza con le lacrime che mi stavano arrivando a chiedere cosa era successo, chi c'era alla guida...Nessuna risposta.
"Non può essere lui, non può essere lui, non può essere lui...." continuavo a ripetere a me stessa.
Poi, d'istinto, ho guardato la targa....
Nonostante la scena raccapricciante, la gente che con disgustosa curiosità si affollava per vedere, per spiare i dettagli di quella tragedia, io ho provato un incredibile (seppur fuoriluogo) senso di sollievo.
La targa non era la sua. L'auto non era la sua. Il sangue ovunque non era il suo.
Un sorriso sconsiderato ma spontaneo mi si è stampato sulla faccia.
Avrei voluto sotterrarmi per questo. Mi sono vergognata di me...
E' stato più forte il sollievo di sapere che in quell'auto non c'era lui che la dolorosa compassione per chi, tra quei sedili sporchi di sangue, aveva probabilmente perso la vita.

Ho perso l'autobus. Rintronata mi sono incamminata a piedi per il viale alberato  con la testa vuota ed il cuore pesante. Sono andata a lezione ma la mia mente vagava altrove. Se fosse stato lui, magari venuto li per parlare con me, io credo che...
Non ci voglio pensare. Non ci devo pensare.
Però oggi il mio risveglio è stato dannatamente triste.

 
 
 

W L' AGRICOLTURA!!!

Post n°5 pubblicato il 21 Novembre 2006 da vera_nella_notte
Foto di vera_nella_notte

Una cosa che mi fa incavolare è quando, nonostante uno ci metta la buona volontà, il destino decide di remarti contro e tenta subdolamente di far fallire tutte le buone intenzioni, la grinta e la determinazione che ci hai messo (spesso non senza fatica) per raggiungere ogni giorno quei piccoli passi, quei mini traguardi, che col tempo dovrebbero irrimediabilmente condurti verso un obbiettivo più grande ed importante che TU (e non il caso) hai scelto per te. Ma il fato beffardo (o semplicemente la sfiga) dice no. Nossignore!

Così ieri notte inaspettatamente, dopo tutti i tentativi (che credevo riusciti) di scoraggiare il mio ex a riavvicinarsi mi arriva un suo messaggio carico di speranze (solo sue però) e di velate promesse. Il punto qui è che le speranze io le ho perse e le promesse non le voglio più. NON VOGLIO PIU’ LUI.
L’ ho scritto a caratteri cubitali, l’ ho urlato al vento, al cielo, alla terra, al muro di casa…
L ’ho detto e ridetto in tutte le lingue del mondo e con tutte le energie che avevo in corpo ma il destino del piffero s’è scrollato le spalle e ha fatto di testa sua. Perché?
E’ come coltivare con cura, passione ed impegno il tuo piccolo orticello e poi arriva una grandinata della madonna che pretende di distrugge in 10 minuti il lavoro di giorni e giorni.
Non me la prendo con nessuno, ne con Mr Destino ne con Mr “Non mi arrendo”…però, che cavolo,  posso avere un po’ di pausa? Un po’ di tranquillità, non chiedo altro…
Una tregua. E che palle….

E invece no.
Ok dico io…Tanto qua sto e qua resto, qualunque siano le sue parole, le sue intenzioni, i suoi gesti, io sarò lontana, distante, forse non del tutto  intoccabile ma nemmeno pronta a farmi distruggere di nuovo, per la 101esima volta, da lui.
Sarà tutto come pioggia, forse un po’ fredda sì, ma mi scivolerà addosso e in men che non si dica sarò di nuovo asciutta.
Libera. Pronta a riprendere la zappa in mano e a risistemare il mio orticello, rimediare ai danni, dare sostegno alle piantine più deboli, ripiantare i semi andati persi…insomma pronta a fare tutto ciò che va fatto con più grinta di prima, sperando che ci sia un po’ di sole a darmi una mano.

 
 
 

LA SCATOLA DEI RICORDI

Post n°4 pubblicato il 20 Novembre 2006 da vera_nella_notte
Foto di vera_nella_notte

Pomeriggio tranquillo oggi, piove tanto, Bologna è grigia e triste ma a differenza delle condizioni meteo io mi sento bene!
Presa da una buona energia mi sono alzata presto, università, giù a darci dentro con appunti, manuali da 1000 pagine e balle varie...Una cosa che mi piace pensare è che da oggi che lui non c'è avrò più tempo da dadicare allo studio  e agli amici.
Avrò meno pensieri e sarà più facile convergere le mie energie sui libri (almeno credo...) e sulle persone che ho un pò trascurato per stare con lui.

Oggi si è rifatto sentire un tipo che ho consciuto giovedi sera. Amico di una mia amica.
E' successa una mezza cosa...io mi ero lasciata da 2 giorni (disperata, di quella disperazione che ti rintrona), la mia amica mi ha convinto ad uscire per distrarmi, serata un pò alcolica, gruppo di persone simpatiche, discoteca....morale, c'è scappato qualche bacio.
L'ho rivisto da sobria venerdì pomeriggio, ho chiarito la situazione (cioè cuore infranto + alcool = cazzate), gli ho spiegato che sono molto incasinata, che ho in testa ancora e solo lui e che per me è naturalmente troppo presto per qualunque cosa. Sembra aver capito ma vuole uscire ancora con me per conoscermi (dice), senza impegno, senza aspettarsi nulla in cambio. Siccome mi sembra una brava persona oltre che un ragazzo intelligente e con la testa sulle spalle (almeno stando alla chiacchierata di venerdì) ho accettato, con la clausola che ci si conosca e si esca per qualche aperitivo ogni tanto solo e veramente come amici.
Sono stata chiara e limpida e non ho lasciato spazio a dubbi o fraintendimenti.
Può essere piacevole conoscere gente nuova (soprattutto se ci parli bene) ma non voglio complicazioni. Non voglio nulla che sia più di un'amicizia...ne un avventura ne tanto meno un storia vera e propria, ci mancherebbe. A stento e con fatica sto accettando al fine della mia, figuriamoci se mi farei mai coinvolgere da qualcos'altro. Non è tempo. Sulla bontà e sul valore della persona in questione non discuto (perchè non lo conosco, anche se la prima impressione è stata buona).
Ma io adesso ho le porte chiuse a doppia mandata, il campanello staccato e il citofono che non funziona... Insomma io non ci sono. Per nessuno. Punto.

Oggi ho fatto un passo importante. Ho tolto da sopra la  tv il pupazzo a forma di giraffa che mi aveva regalato lui. Sono piena di cose sue (cose che ha lasciato qui e cose che mi ha regalato) sparse per la stanza...Non butto nulla, sono ricordi, ma piano piano per il mio bene devo far sparire tutto. Così ho comprato una scatola di cartone colorata, di quelle che si usano per fare ordine negli armadi.
Per adesso ci ho infilato dentro solo la giraffa, poi col tempo ci finiranno tutte le altre cose. Sarà una scatola dei ricordi, ed un giorno la aprirò senza più provare dolore. Guarderò ogni oggetto in essa contenuto e mi verranno in mente le cose belle, i momenti magici che abbiamo condiviso e non sentirò più nulla...Solo la dolcezza di una reminescenza, ma il mio cuore sarà lontano da provare quelle scosse e quei dolorosi sussulti che prova ora quando lo penso, quando sfioro un qualunque oggetto che gli è appartenuto, che è stato suo...
Un domani sorriderò di tutto questo.
Un domani il dolore sarà lontano.

Spero tanto sia così....Spero che il tempo passi veloce e si porti via tutto. Non voglio nulla, voglio il vuoto dentro di me, e quando sarà il momento lo riempirò con nuove emozioni e nuovi ricordi. Ora no. Ora è presto. Ora voglio stare sola.

 
 
 
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