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Creato da: Cavaliere_Templare0 il 23/06/2007
Gocce di vita

 

 
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Post N° 7

Post n°7 pubblicato il 28 Dicembre 2007 da Cavaliere_Templare0

Quando stanco di correre mi fermerò, allora, certamente verrò da te e ti racconterò ancora la favola antica e ti parlerò del mio tempo e delle cose che ho fatto negli anni della corsa. Mi ascolterai, lo so, lo farai come allora, quando iniziammo assieme quel cammino luingo il tempo. Non avevamo paura allora, nè ci intimorivano le avversità, gli ostacoli, i problemi.

Abbiamo affrontato tempeste, assieme, e siamo sopravvissuti e poi abbiamo anche riso quando rispuntava il sereno.

Poi uno di noi due si è fermato lungo la strada, e l'altro ha aspettato che si riprendesse per continuare assieme il cammino che Lui aveva fissato prima dell'inizio del tempo.

Ma l'altro non si è ripreso. Era stato deciso che finisse lì il tragitto.

Così ho proseguito da solo, anche se solo non sono mai stato. C'eri sempre tu con me, piccolo bocciolo di rosa, perchè eri presente nella profondità della mente, là dove nascono i sentimenti più belli e i dolori più grandi.

Ho continuato il percorso e ho corso, ho corso tanto.

Ogni tanto mi fermavo e guardavo indietro. Speravo di vederti ancora...

E intanto altri compagni di viaggio si fermavano lungo quella strada, tante persone care che hanno percorso con me e prima di me tratti di quella via.

Sai, non ho mai smesso di pensarli, mentre andavo avanti e il ricordo mi ha sempre accompagnato negli anni.

Non ho mai smesso di amare quelli che mi hanno amato e accompagnato nel viaggio.

E non ho mai smesso di amare te, neanche quando ho provato le gioie più grandi e neanche quando ho urlato tutto il mio dolore nelle zone deserte che pure ho incontrato lungo il cammino.

Grazie anima mia per essere stata con me. Lo so che eri nel vento, quando il vento mi smuoveva i capelli, e nell'acqua del mare, quando l'onda mi tormentava le caviglie e nel sole quando il sole mi bruciava le labbra.

E sono andato avanti e ho visto le cose belle che questa umanità riesce a regalare e le cose brutte di cui è anche capace.

Ogni tanto mi sono fermato anch'io. L'ho fatto per fare un bilancio di ciò che era avvenuto. Delle cose che avevo avuto e di ciò che avevo perso.

Ci sono stati anni in cui ho solo riso e gioito e anni in cui mi sono sentito veramente solo e senza volontà.

Non ho mai abusato della gioia e della fortuna e l'ho condivisa con gli altri, con le persone care e con quanti ho incontrato lungo la strada e che avevano bisogno anche di una sola parola. Non sono stato avaro, mai.

Non ho condiviso con gli altri il mio dolore, però, perchè ho voluto che fosse solo mio e perchè ho ritenuto giusto che restasse nel mio cuore e non passasse in quello degli altri che mi volevano bene.

Ho sempre temuto di sbagliare e di poter offendere con qualche parola di troppo, gli altri.

Ho sempre sentito su di me l'occhio di Dio e l'ho temuto. Con Lui ho parlato spesso e l'ho chiamato, gli ho chiesto se c'era, quando mi sentivo solo lungo la via. C'era, sai? C'è sempre stato in questo tempo e l'ho sempre amato, sempre, anche quando incontravo tristezze e dolori lungo il percorso, anche quando ha deciso che tu ti fermassi.

Anche lui mi ha amato, perchè poi sapeva muovere le corde del mio cuore e ridarmi la speranza che al di là del tempo ci sarebbe stata quella gioia senza fine dell'Alleanza promessa ad Abramo.

E sono qui oramai stanco, piccolo fiore di gelso, e ti racconto la favola antica, ancora...

E intanto il mandorlo ritorna a fiorire. Ricordi il mandorlo sulle nostre colline? Là c'è ancora il profumo della primavera, c'è ancora la brezza del vento di maggio.

Ecco, io sono ancora là, col mio bagaglio di esperienze, di sofferenze, di cose vissute e di gioie provate. Sono là come un tempo, come nel tempo dei sogni e dei progetti. Nulla è cambiato in me, nulla dentro di me.

E ti rivedo felice di guardarmi, di guardarti, e sorrido ancora vedendoti sorridere e i tuoi occhi sono nell'azzurro del cielo, del nostro cielo. E ci prenderemo ancora  per mano, a sentire i nostri corpi e  correre come allora intorno all'albero di gelso e rifarci le promesse fatte e riprendere i sogni infranti ed essere ripagati delle lacrime e dei tormenti incontrati lungo quella strada.

    

 
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