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una nave che va
Post n°195 pubblicato il 02 Ottobre 2015 da infaticabile2
vorrei andare lontano,da questa città,da questa casa,da questa camera che sa di gelo,mette dei brividi che tormentano le notti,tendomi sveglio e fando diventare una notte infinita prendere la macchina e correre,quando certe notti,certi pensieri tormentano la mente e le cicatrici dell'animo fanno ancora male,mentre ti guardi a uno specchio e non vedi nulla quel sorriso che mostri a tutti,quanto sa di falso,se solo guardassero meglio,se solo riuscissero a guardarti dentro,dove è buio,dove brandelli di cuore sembrano non battere più ed è il grigio il colore predominante dentro di me,mentre sognavo spiagge bianche e isole nascoste trovo solo pochi scogli e un mare agitato,dove la mia anima a stento riesce a galleggiare,dove a tratti manca il respiro,sove la vita diventa un soffio leggero ancora una volta mi guardo dentro,come vorrei riuscire di nuovo a parlare a me stesso,a gridare,ma è silenzio e incertezza,la mia anima non c'è o io non la riesco più a sentire perennemente in bilico,in un equilibrio precario,cammino ad occhi chiusi sfidando il destino,corro senza un faro,la mente vuota mentre attorno a me i miei pensieri mi guardano mente cuore e anima,ognuna per la propria strda,mentre questo corpo viene straziato,quasi smembrato da direzione opposte e si riaprono ferite,il cuore sanguina mentre ancor una volta quella lacrima che vuole scendere su un viso che con conosco più,resta sospesa come il mio respiro in questa gornata grigia,dove anche il sole sembra essere triste certo ovunque quella speranza,ma la sento scivolare via,lontana e vorrei provare a raggiungerla,ma sono fermo,seduto con l'ennesiama sigaretta e i miei fantasmi che sorridono sbeffeggiandomi stringo ancora una volta rabbioso quel pugno che sa di niente,mentre cerco di fermare l'emorragia dei miei pensieri,raccogliendo le poche certezze che ancora rimangono appena fuori me e ancora provo a soridere,un raggio di sole beffardo vuole venire fuori,accendendo una piccola luce,ma subito dopo scompare inghiottito nuovamente dalla realtà di questo presente,figlio del passato guardo il disordine di questa stanza,come se volesse ricordarmi quello che è stato,seduto su una sedia scomoda,dove un tempo riponevo la mia speranza,un freddo monitor a tenermi compagnia e una tastiera su cui lasciare tracce di me ancora tutto la dentro a un cassetto aperto,dove lo sguardo sembra cadere ogni volta che sono qua fogli che sanno ancora di un sogno finito troppo presto,lasciando il posto a illusioni che rincorro ancora e a volte penso che basta solo provare,ma è come avere tessere di un puzzle che conosci,ma ogni volta scopri che ne manca una diferente dalla volta precedente e non capisci il perchè o forse lo so ma faccio finta di niente provo a chiudere questo libro,ma non trovo le parole per un degno finale,ma so che finchè resta così,quei fantasmi continueranno a sbeffeggiarmi,questa scrivania a farmi soffrire,queta stanza a non essere più mia e resto ancora una volta sospeso nel vuoto,solo il flebile battito di un cuore stanco riesce ancora a tenermi legato a quel filo chiamata vita mentre resto ancora legato a ricordi di sorrisi spensierati,persi nel passato e sono la,sulla riva di questo mare a guardare la barca della mia vita allontanarsi mentre la mia anima mi guarda ancora una volta stipita
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