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IL VICINO 1^ parte

Post n°238 pubblicato il 10 Febbraio 2016 da infaticabile2

ormai era diventato un appuntamento fisso,da quando,qualche mese fa aveva cambiato casa,o meglio,era tornata nei luoghi della sua infanzia,quella casa della nonna dove aveva vissuto i primi anni della sua vita.
c'era tornata con suo marito,un uomo ormai distante anni luce da quella persona che aveva sposato anni prima. quello che almeno agli inizi,riusciva a farla divertire e non quello che ormai pensa solo al lavoro,alla carriera,a tornare a casa e trovare tutto pronto,due parole in croce a tavola e neppure sempre,poi via,o televisione o pc per lavoro,lasciandola sempre sola,troppo sola.
non sapeva neppure lei come mai stava ancora insieme,non avevano figli,poteva andarsene,ma dove,ormai era entrata in una strada senza uscita,almeno così sembrava la sua vita,giornate uguali,spesa,pulizie,cucinare,telenovelle pomeridiane e autoconsolazioni che sempre più sapevano di squallore. eppure,era ancora molto giovane,neppure 40 anni,a volte si guardava allo specchio e si vedeva così vecchia,così trasandata,così poco femminile e per nulla donna. ormai solo la sua mente riusciva a farla evadere da quelle giornate tristi.
ma da qualche mese ,oltre all'immaginazione,alla fantasia,c'era anche quell'appuntamento pomeridiano,furtivo.
una delle finestre guardava nel giardino del vicino,qualche anno più vecchio di lei,se lo ricordava a mala pena,quando da bambini giocavano,ma poi,un giorno quei giochi finirono perchè i genitori di lei si trasferirono e così si persero di vista,mentre la finestra di lui,quella della camera da letto,aveva sempre le persiane alzate e la tenda aperta e lui,dentro,forse si era accorto,si,forse,ma sembrava non curarsi e così continuava con le sue abitudini,finita la doccia,ritornava in camera nudo e molte volte ci restava per parecchio tempo,prima di decidersi a vestirsi,altre restava solo con i boxer.
così la donna,spegneva le luci della stanza dove si trovava e iniziava ad aspettare quei momenti,arivando perfino a mettere una sedia dove si accomodava e di volta in volta,sempre più audacemente,la mente guidava la sua mano che iniziava così a sfiorarsi,con gli occhi socchiusi a guardare il suo vicino nudo e con una verga notevole.
alcuni giorni prima,aveva avuto la netta impressione di essere stata scoperta,lui fissava fuori,sembrava proprio che la stesse vedendo,si,sembrava,così,girandosi iniziò a toccarsi,sempre più convintamente ed eccitato,mostrando tutto il suo uccello rigido,lasciandola estasiata da quella visione,mentre la mano di lei sfiorava per poi entrare sempre più dentro alla sua grazia,arrivando a lanciare gridolini di piacere fino a godere e dovette trattenersi non poco dal lanciare un vero e proprio grido di piacere,un urlo liberatorio,per poi tornare alle sue cose,alla sua vita che iniziava ad essere sempre più triste.
quella sera,ancora eccitata,decise di farsi bella,indossando della biancheria intima decisamente provocante ma che ormai sapeva così tanto da naftalina,così,quando suo marito arrivò,lei era là,pronta e vogliosa di farsi una cavalcata,ma l'unica cosa che nè ricavò,furono degli improperi per non avergli fatto trovare la cena pronta. l'uomo sbotto,scalciando una sedia le lanciò un'occhiataccia e uscì di casa sbattendo la porta. lei ci rimase molto male,così stracciandosi l'intimo di dosso corse in camera buttandosi nel letto fienendo in un pianto rabbioso,meledicendo il giorno che aveva detto quel si.
intanto le giornate continuavano,poi,un giorno,l'oggetto dei suoi desideri non si presentò all'appuntamento,la persiana era chiusa,così il giorno dopo e per una decina di giorni,lasciandola in uno stato di sconforto,aveva paura di perdere anche una delle poche cose che ancora riuscivano a farla sembrave femmina a dare un senso a quelle giornate che orami sembravano solo un susseguirsi di numeri in un calendario.si,giorni sopesi,come la sua vita frustrata,era proprio così che si stava sentendo.
finalmente un pomeriggio rivide la persiana alzata,la tenda aperta e la luce accesa,ma poi,un brivido le gelò il sangue già pronto all'eccitazione,nella stanza si presentò una giovane donna,nuda e quello che vide la fece piombare in uno sconforto ancor peggio di quello dei giorni passati,ma non durò molto,solo pochi minuti,infatti poi arrivò anche lui,nudo,spense la luce e accese l'abasciur,poi s'affacciò alla finestra,guardando la finestra dove sapeva,o si sapeva,che c'era la sua vicina.
poi si girò verso la giovane donna,iniziaro a baciarsi,lasciandosi andare in effusioni sempre più bollenti,mentre la donna,ora di nuovo molto eccitata e anche un po gelosa,ma non sapeva darsi una spiegazione,d'altronde,da quando era ritornata in quella casa,non si erano mai incontrati,ma era quello ciò che sentiva dentro,gelosia,o forse era invidia per quello che stava vedendo,si,forse,sta di fatto che a un certo punto,pensò che lui l'avesse fatto apposta,alzo la giovane donna,le fece mettere le braccia tese poggiate sulla finestra,la chinò a 90 e iniziò a sbattersela per bene,tanto che nonostante le finestre chiuse,qualche grido di dolore misto a piacere,giungevano alle sue orecchie,la mente le amplificava mentre si stava masturbando,scoprendo 3 dita dentro alla sua fessura completamente bagnata e desiderosa di qualcosa di diverso,si,forse era la prima volta che avrebbe voluto essere lei in quella stanza,lei a gridare di dolore e piacere,lei ad essere sbattuta da una verga così grossa.
e poi,sembrava che lui sapesse cosa stava accadendo dietro a quella finestra di fronte a camera sua,si,era la che mentre sbatteva e dava piacere alla giovane donna,i suoi occhi fissavano quella finestra,un sorriso,quasi un ghigno di piacere nel sapere che c'era qualcuna che li stava guardando,fino a quando,ma solo per pochi secondi,la vide alzarsi in piedi,il seno al vento e i due si guardarono. secondi che sembrarono infiniti,mentre la mano di lui,premendo sulla testa della giovane,continuava imperterrito a sbattersela,ora facendola gridare,vengo,vengo,si,si,scopami.
aveva uno sguardo da diavolo,un ghigno stampato sul viso diabolicamente eccintante,mentre lei restò impalata a fissarli ancora pochi altri secondi per poi ricadere sulla sedia e finire quello che stava facendo,quasi con rabbia,probabilmente con un desiderio,così la sua mente,per la prima volta,iniziava a pretendere qualcosa di più. ormai entrambi erano consapevoli che si stavano guardando,così iniziò la testa di lei iniziò a pensare a un modo per poter riallacciare quella conoscenza così datata.
anche se ora aveva un dubbio,se quel pomeriggio fosse stato un incontro casuale o se quella fosse la sua donna. poi però fece una considerazione,anche se quella fosse stata la sua compagna,quell'uomo doveva esere un gran porco,visto che non aveva tirato la tenda,sapendo di essere osservato,anzi,la cosa sembrava averlo eccitato,poi finì per pensare a quanto era diverso da l'omicolo che aveva sposato,diverso proprio in tutto.

 
 
 
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