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Creato da paoloalbert il 20/12/2009

CHIMICA sperimentale

Esperienze in home-lab: considerazioni di chimica sperimentale e altro

 

 

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Un Home-Lab...

Post n°38 pubblicato il 18 Luglio 2010 da paoloalbert

Ma come è fatto il tuo lab?... mi chiede qualcuno... eccolo, in quattro foto nel successivo post n.39!

Vi possono essere diversi modi di approccio alla vista di un lab-chim, semplice o complesso che sia: quello del professionista, quello del visitatore che della materia sa già qualcosa e quello dell'osservatore occasionale, digiuno di chimica.
In Italia sicuramente la terza categoria è la stragrande maggioranza, dato che questa materia è pressochè sconosciuta alla quasi totalità delle persone, studenti di scuola superiore compresi. Anzi, "senza tema di smentita" direi che la chimica è fra le materie fondamentali quella decisamente più sconosciuta di qualsiasi altra.

-Il visitatore occasionale vede perciò il mio lab spaziando lo sguardo fra le boccettine, ma non cogliendo l'enorme differenza che vi è tra una e l'altra: cloruro di magnesio o anidride acetica sono per lui più o meno la stessa cosa, cioè due ignote sostanze, quasi sicuramente "tossiche" e "corrosive".
Vede la semplice vetreria non capacitandosi della necessità di "così tanti alambicchi".
Ma a cosa potranno servire tutti questi "acidi"? (Per lui sono tutti "acidi").
Uno a caso...ossalato d'argento?
Mah, buco nero totale, mistero, forse nemmeno la filosofia spiega la passione per una materia del genere... che si chiama chimica.

-Il visitatore evoluto coglie già la differenza fra alcune sostanze, sa la differenza tra chimica organica e inorganica (ma c'è sempre qualche dubbio...), intuisce che quei tubi sono i refrigeranti per distillare, sa che il sodio fa la fiamma gialla e lo stronzio rossa, con lui si può ragionare su un esagono con delle lineette parallele ai lati chiamandolo anello benzenico senza tanto scandalo.
Questo visitatore, se è particolarmente evoluto, sa apprezzare anche con piacere la differenza odorosa tra il butantiolo e il butirrato di amile...

-Il visitatore professionale (non ne ho mai avuti nel mio lab, sono talmente rari i chimici...) noterebbe immediatamente la pochezza e la modestia del lab stesso: vedrebbe con moderno terrore che non c'è neanche un apparecchio "con la spina"!  (Ovvero uno qualsiasi degli  apparecchi elettronici che corredano tutti i laboratori chimici di adesso).
-Ma come si fa a lavorare così?- si chiede.
Sembra il laboratorio del sottoscala del nonno... Ma come, tutte le sostanze non sono Merk, Fluka o Aldrich? Che contenitori del cavolo! Ma dov'è l'evaporatore rotante? Ma come fai a sapere quello che produci senza nemmeno un NMR, un assorbimento IR, niente!
Bah, apprezzo la buona volontà, ma alla fin fine sto visitando un laboratorietto del cavolo...  (non lo dice apertamente, ma lo pensa, glielo si legge in faccia...).

Quest'ultimo visitatore, abituato a lab professionali o universitari, ha perfettamente ragione, il suo discorso non fa una piega, la chimica moderna è e deve essere come dice lui!

Ma la mia NON è una chimica moderna, è volutamente la chimica sperimentale come quella del nonno, come quando con un po' di vetreria, un bunsen ed esperienza quanto basta si facevano sintesi e reazioni di una meraviglia sconcertante! Io non faccio niente di meraviglioso, non invento niente di niente, i prodotti che faticosamente sintetizzo non avranno una purezza da NMR, ma è proprio la semplicità che mi diverte: se facessi il chimico di professione vorrei tanti "apparecchi con la spina", magari dell'ultimo modello, ma niente di tutto questo deve entrare nel mio lab... mi sembrerebbe di lavorare, anzichè di giocare!

Punti di vista...

 
 
 
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