Creato da mirilasso il 29/10/2005
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SEI UNO SCHIAVO? GUARDA NEL PORTAFOGLIO E LO SCOPRIRAI

Post n°21 pubblicato il 03 Luglio 2008 da mirilasso

La nostra società si basa su una economia che non può che devastare il
pianeta e creare sofferenza e morte tra i suoi abitanti. Il pil
(prodotto interno lordo) più cresce è più la vita sul pianeta diventa
insostenibile.

Quando per sopravvivere bisogna continuare a produrre significa che c’è qualcosa che non va.

E’ inutile svuotare continuamente la barca che affonda. Energia
sprecata e la barca continuerà ad affondare. Ma se noi tappiamo le
falle di questa nave cosa faranno quelli che noi paghiamo per svuotare
l’acqua che entrava dalle falle? Rimarranno disoccupati.

Ora essere disoccupati in una società industriale e urbanizzata significa perdere anche il diritto alla sopravvivenza.

Perchè in questa società tutto si paga compreso i sogni. E l’unico modo per
avere i soldi è lavorare. Ma anche il lavoro oggi si paga. Infatti ci
sono le agenzie interinali che ti vendono il lavoro.

Da ogni parte del mondo la gente lascia le campagne, le foreste, i
boschi le montagne per rifugiarsi in luoghi inospitali e inquinati come
le città.

E tutto questo accade perchè da una parte ci sono una banda di
delinquenti che si sono appropriati del diritto ad usare il territorio
che è di tutti e dall’altra sempre questi delinquenti attraverso i loro
mezzi di comunicazione di massa (giornali, radio, internet, tv, manifesti
pubblicitari) inondano tutto il mondo, anche il villaggio più sperduto,
dell’illusione della società dei consumi, evitando astutamente di farci
sapere che tutto ha un prezzo e quel prezzo è la nostra schiavitù.

I padroni per attrarre nuovi e volentorosi schiavi creano miraggi di
benessere dietro ai quali c’è sempre la catena della schiavitù.

Questi miraggi funzionano benissimo e lo dimostrano tutti coloro che
rischiando la vita sbarcano sulle coste dei paesi schiavisti come
l’Italia alla ricerca del finto Eldorado.

E qui trovano i Proci che banchettano come maiali gettando gli avanzi dentro buste paghe ai loro schiavi.

Il sogno degli schiavi è di liberarsi dalla schiavitù. Ma i padroni
sono così astuti che hanno imparato a vendere agli schiavi anche il
sogno della loro liberazione dalla schiavitù.

In conclusione ogni volta che compri qualcosa stai comprando anche la tua schiavitù.

 
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L'ARTE DI ESSERE INFELICI

Post n°20 pubblicato il 01 Luglio 2008 da mirilasso
 

Una corsa affannosa verso la felicità: un cartello indica loro chiaramente: baratro. Grandi e piccini, uomini e donne, giornalisti e lettori, preti e salme, cantanti e ammutoliti, dializzati e diabetici, infermiere e suore, baristi e necrofori. Una lunga fila, una folla che solleva un polverone.
Intanto il regista guarda il gioco che ha creato. Mentre intorno a lui ballano le veline e Cristoforo Colombo chiede di essere ricevuto.
"Cosa vuoi Cristoforo?"
Vorrei non aver scoperto l'America. A causa di questa mia belinata non mi fanno entrare in Paradiso e nel paese dove sono nato si vergognano di me. Se avessi scoperto l'acqua calda forse avrei una cattedra universitaria o il premio Nobel.  Se avessi scoperto me stesso non starei ancora qui a cercarmi sbattendo sempre contro una porta di ferro con un cartello che dice torna indietro

 
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L’OLIO BUONO

Post n°19 pubblicato il 24 Giugno 2008 da mirilasso

Questa mattina sono uscito di casa e sono andato a Fontanellato, dove c’era la manifestazione fieristica Rocca e Natura. Un caldo notevole e pochi espositori. Mentre sono al bar per bere un caffè mi vede Tino, che avevo incontrato domenica scorsa al mercatino di Pontedellolio e dal quale avevo comprato 6 litri olio. Un olio buonissimo. Tino subito mi offre il caffè che avevo ordinato. Chiacchieriamo un po’ e ci dirigiamo al suo stand. Appena arriviamo mi scalda 3 bruschette e me le offre immerse nel suo olio “buonissimo”. Osservo come lo versa con abbondanza, un segno di generosità. E poi mi offre anche un bicchiere della sua birra, mentre consuma il modesto pranzo consistente in due panini imbottiti. Vorrebbe offrirmi ancora altre bruschette, ma la sua generosità è così piacevole che gli dico che sono sazio, anzi che le cose buone vanno solo degustate.

Continuiamo a chiacchierare e da quello che mi racconta e da come l’ho visto comportarsi sono felice di stare li con un uomo, non solo produttore di un olio stupendo, ma anche una bellissima persona, che cerca di dare il meglio di se stesso. Mi offre da fumare, ma io non fumo.

Frantoio Flamini, Giano dell’Umbria (PG)

0472.90509 e 333.4384586

info@frantoioflamini.it

 
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C'E' UN LIMITE AL SAPERE?

Post n°18 pubblicato il 03 Giugno 2008 da mirilasso

Socrate diceva: so di non sapere. Ed era uno che ne sapeva tanto. Noi siamo essere limitati non solo fisicamente ma anche mentalmente. Mentre la nostra identità metafisica è in infinita. Tutto quello che riusciamo a conoscere attraverso il nostro corpo e la nostra mente è limitato, soggettivo e incerto. La scienza infatti si basa esclusivamente su ipotesi.
Solamente quando trascendiamo la nostra identità materiale e approdiamo alla nostra consapevolezza metafisica sperimentiamo la conoscenza, che è infinita.
Quello che solitamente chiamiamo conoscenza è un insieme di ipotesi, che cambiano nel corso della storia.
Quindi nel mondo materiale il sapere oggettivo non esiste e lo si può raggiungere solo nel momento in cui si trascende la dimensione spazio, tempo, persona.

Io che ho 50 anni oggi penso di saperne di meno di quando ne avevo 10. Perchè ogni giorno divento più consapevole della relatività di tutte le mie conoscenze. E oggi più che mai capisco la frase di Socrate.

Coloro che invece pensano di sapere sono quelli che fanno soffrire l'umanità e devastano il pianeta: Hitler, Bush, i kamikaze, i militari, il papa e tutti coloro che sento la necessità di convincerti delle proprie illusioni.


 
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SCOPRIRE IL CUCCIOLO CHE C'E' IN OGNUNO DI NOI

Post n°17 pubblicato il 03 Giugno 2008 da mirilasso

Ognuno di noi percorre un sentiero. All'inizio pensa: guarda quante vette da scalare e dalla cui cima vedere orizzonti affascinanti. Poi si accorge che percorrendo un sentiero deve rinunciare a percorrerne altri. Avvicinandosi ad una cima si allantona dalle altre cime. E quando con lo sguardo scruta l'orizzonte e assapora il piacere di essere su quella cima, vede anche la maestosità delle altre cime, apparentemente vicine ma in realtà molto lontane. E su ogni vima vede qualcuno che lo saluta. E allora è contento di essere arrivato alla sua meta insieme a tanti altri viandanti, ognuno dei quali ha raggiunto la propria meta.
La vera meta è arrivare a sentirsi parte dell'umanità. Scoprire il cucciolo che c'è in ognuno di noi.

 
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