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Le Indicazioni per la scuola dell'Infanzia e Primaria

Post n°28 pubblicato il 28 Settembre 2007 da picilongo
Foto di picilongo

Il Ministro della Pubblica Istruzione ha presentato le “Indicazioni per il curricolo”.  Il documento, parte integrante del D.M. 31.7.2007, sottoposto alla registrazione della Corte dei conti, supera il carattere transitorio delle Indicazioni Nazionali allegate al decreto legislativo 59/04, sostituendole.

Il testo è, rispetto alle Indicazioni Nazionali, un documento più snello ed essenziale che riduce notevolmente gli oltre 800 Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA), elimina i Percorsi di Studio Personalizzati (PSP) e offre l’opportunità di implementare il curricolo didattico che era stato “oscurato” dalle Indicazioni del precedente Ministro, Letizia Moratti.

Si avvia, così, un importante percorso di continuità in verticale, dalla scuola dell’infanzia a tutta la scuola del primo ciclo, approntando le modalità per un approccio interdisciplinare.

La fase di prima attuazione si realizza negli anni scolastici 2007/08 e 2008/09. In questo biennio le istituzioni scolastiche verificheranno la congruità dei contenuti proposti e la loro articolazione anche al fine di eventuali modificazioni e integrazioni.

Per il corrente anno scolastico (2007/08) le scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione procederanno all’elaborazione dell’offerta formativa per il successivo anno scolastico, avendo a riferimento il nuovo testo delle Indicazioni.

Fin da ora, con gradualità e flessibilità, è possibile applicare quelle parti delle nuove Indicazioni che sono compatibili con il P.O.F. già predisposto e che, comunque, possono facilitare e semplificare il lavoro quotidiano dei docenti. È possibile, infatti, abbandonare - se non condivise - le defatiganti procedure collegate ai troppi obiettivi specifici di apprendimento, ai percorsi personalizzati, all’articolazione del proprio insegnamento in unità di apprendimento.

In questa fase, stante il carattere di elaborazione e verifica, gli attuali ordinamenti (monte-ore complessivo, quadri-orario delle discipline e classi di concorso) rimangono invariati.

Nella primavera 2008 è prevista una “consultazione nazionale nelle scuole” per la raccolta sistematica e ragionata di commenti, riflessioni e proposte scaturite direttamente dall’esperienza degli insegnanti.

In realtà le scuole sono reduci da tre anni di confusione e conflittualità. Era, quindi, necessario uscire al più presto dal limbo della “transitorietà” assicurando, però – per la definizione delle scelte curricolari – l’autonomia scolastica e il rispetto della  professionalità dei docenti, in un contesto di ampio respiro che veda nella gradualità e nella flessibilità l’unica procedura possibile. 

Ma, poiché le scuole potranno sperimentare liberamente tutto, non c’è da preoccuparsi: le Indicazioni di Fioroni, almeno per un paio d’anni, rappresenteranno un punto di riferimento importante, ma non un obbligo di legge.

 
 
 
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