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Introduzione alla storia contemporaneaP. Pombeni (ed.)
Post n°49 pubblicato il 17 Marzo 2008 da picilongo
Domande 1 _ L’EC 1. Come può essere definita la SC? Contemporaneo significa che accade nello stesso tempo; storia è un concetto che rinvia a qualcosa che è passato. Tra i parametri adottati dagli storici nell’affrontare la “periodizzazione” vi sono il distacco di più generazioni, il concetto di distanza storica ed infine il principio oggettivo della disponibilità delle fonti. Come criterio di massima, si può allora affermare che un evento è storicamente comprensibile quando, pur non avendo perso tutte le connessioni col presente, esso è leggibile in un quadro di riferimenti compiuti. 2. Qual è la data di inizio dell’EC? Problema è fissare una data di svolta. Da punto di vista della storia politica si potrebbe dire che l’evento che cambiò la percezione del modo di organizzare lo spazio politico fu la Riv.Fra. (1789). Certo la Riv.Am. con la stesura della nuova costituzione fondata sulla proclamazione dei diritti dell’uomo, era stata un precursore illustre di quel movimento, ma i suoi effetti erano rimasti circoscritti in quel mondo. Gli storici fissano il Congresso di Vienna (1815), dove le potenze vincitrici di Napoleone si erano riunite per ridisegnare la carta d’Europa. Vienna segnava definitivamente il tramonto del sistema degli stati moderni e l’avvio di una ricezione forzata dei cambiamenti dovuti alla Riv.Fra., privati degli eccessi giacobini. Altra data probabile è il 1830, la prima ondata di grandi e pubbliche proteste politiche contro la restaurazione, cioè contro l’ideologia del ritorno all’Ancien Régime che le potenze conservatrici come Russia, Austria e Prussia (e una parte della classe dirigente europea) volevano imporre per cancellare la memoria dello sconvolgimento legato alle rivoluzioni dell’Illuminismo. 3. Come suddivide le epoche storiche Geoffrey Barraclough? Pubblicò Introduzione alla SC. Ritenne che fosse preferibile evitare la ricerca di una sola data simbolo per segnare il passaggio fra le due epoche, e propose di considerare come periodo di transizione fra di esse il lungo blocco di anni che andava dalle dimissioni di Bismarck (1890) al 1961 anno di inizio della presidenza Kennedy. Questi 70 anni avrebbero visto tanto il progressivo declino dei caratteri dell’età precedente (per es. il predominio della cultura e politica europea), quanto l’affermarsi dei caratteri dominanti della nuova era (es. la massa, la tecnologia). Solo dopo Kennedy si sarebbe assistito al tramonto dei caratteri della modernità e all’affermazione del nuovo universo storico. 4. Illustrate le tesi di Arno Mayer e il problema della proprietà fondiaria. M. nel 1981 ha lanciato la tesi di un Antico Regime che sarebbe durato fino alla Prima Guerra. Dimostra che i valori dell’antico regime che si credevano finiti con la Riv.Fra. erano sopravvissuti (almeno in Europa) sino al conflitto del 1914 analizzando questi fenomeni: proprietà fondiaria (i nuovi ricchi correvano spesso, non appena lo avessero potuto, a comprarsi delle tenute agricole e delle proprietà di terreni, ma questo voleva davvero dire che essi ritenevano ancora la terra la vera radice del potere economico, o non voleva più semplicemente dire che essi compravano le antiche insegne dei loro nemici sconfitti (la nobiltà) per esibirle come status symbol del potere raggiunto?), le vecchie aristocrazie erano ancora nelle classi di governo, gli stili di vita si adeguavano ai modelli di vita nobiliari, la cultura aveva nostalgia dei riferimenti aristocratici. 5. Quale tesi sostiene lo storico Eric J. Hobsbawn? Lanciava la seducente tesi che ci sono stati due secoli diseguali: un lungo Ottocento che andava dall’Impero Napoleonico alla fine della Prima Guerra ed un breve Novecento che iniziato con gli eventi legati alla Grande guerra si interrompeva bruscamente nel 1989, quando con la caduta del muro di Berlino, si dissolveva il potere del comunismo nella sua forma-stato e nella sua presa ideologica 6. Che cosa si intende con il termine «periodizzazione» e quale funzione svolge nello studio della storia cont.? Le periodizzazioni sono forme di organizzazione del pensiero storico, che servono per aiutarci a inquadrare e comprendere dei fatti, inserendoli in un certo contesto, in una catena logica, in modo da renderli significativi. Una periodizzazione della SC ha un senso solo se la mettiamo in rapporto a una sorta di quadro logico entro cui vogliamo iscrivere la nuova epoca. Ci è difficile dire quando è finita perché ci vuole una certa sedimentazione che ci consenta di verificare se davvero viviamo in un contesto nuovo o se più semplicemente dei modi di organizzazione già consolidati rivestono panni nuovi per sopravvivere. 7. Quali sono i fenomeni sociali ed economici che caratterizzano l’EC? Accelerazione dello sviluppo dei mezzi che la tecnica mette a disposizione degli uomini (ferrovia, automobile, aerei… hanno modificato la fruibilità degli spazi. Rovescio della medaglia: inquinamento, stress…). Velocità della trasmissione e fruizione delle notizie (telegrafo, radio, telefono, televisione e i computer che hanno unificato, almeno apparentemente lo spazio geografico). È indubbio che sia mutata anche la dimensione che fa percepire il rapporto degli uomini con lo spazio pubblico: essa sembra sempre più essere quella della massa. Cambia anche il modo di organizzare il rapporto dell’uomo con il territorio: si afferma il modello urbano come metro di organizzazione della vita civile. L’economica conosce un constante mutamento: l’industrializzazione, l’invenzione della catena di montaggio, i salari, l’organizzazione dei capitali necessari per l’esercizio delle industrie, gestione delle risorse monetarie. Tutte queste trasformazioni chiamano in campo il soggetto politico sia come regolatore dello spazio in cui l’economia si muove (giuridico e civile, stato sociale), sia come soggetto attivo tra gli altri (lo stato che spende e che quindi crea ricchezza, che preleva percentuali di redditi e li gestisce a seconda delle necessità). 8. L’EC come «età delle ideologie». La società ha bisogno di essere capita e governata. Non a caso la SC è stata definita età delle ideologie. In precedenza dare spiegazioni e spiegare i perché era compito della cultura, funzione assolta o dalla religione (divino) o dalla filosofia (ragione). Rispetto a queste le ideologie era semplificate in forme di filosofia pratica, forme di pensiero che avevano per fine di comprendere il mondo, ma con lo scopo di organizzare la condotta pratica degli uomini e di orientarne l’agire. In un periodo storico come l’età contemporanea in cui la sensazione di non capirci niente era forte e ricorrente si formò un terreno propizio perché la vita pubblica si organizzasse sempre più attorno a ideologie, ponendole anche in contrasto tra loro. Anche l’organizzazione della politica si è ristrutturata prendendo importanza il criterio della sovranità politica (rappresentanza). Il diritto aveva imposto il principio dell’eguaglianza giuridica. I diritti fondamentali dei cittadini. Trionfo del costituzionalismo. Sotto le etichette di crisi dello stato moderno, crisi della democrazia e crisi del costituzionalismo sorgono imponenti le ideologie di sinistra o destra. |
Inviato da: Anonimo
il 08/04/2008 alle 22:44
Inviato da: picilongo
il 08/04/2008 alle 14:57
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il 01/04/2008 alle 00:19
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il 23/03/2008 alle 13:03
Inviato da: picilongo
il 19/03/2008 alle 09:31