Creato da progettoeternity il 05/05/2010
 

guarire dal cancro

guarire dal cancro si può e raggiungere l'eterna giovineezza

 

 

Farmaco interessi

Post n°62 pubblicato il 12 Marzo 2015 da progettoeternity

 

Nel labirinto delle Corporazioni Farmaceutiche

 

Milioni di dollari ogni anno vengono spesi per medicinali che come dichiarato dalla Glaxo...

Il 70% non servono a niente, servono solo a fare cassa e i consumatori comprano nell'illusione di avere un beneficio che nella realtà agisce solo come un placebo.

Ma questi grandi signori che muovono le redini di un mercato che produce più danni alla salute delle vere stesse malattie che affliggono l'Uomo, hanno il monopolio mondiale di vendere la morte, malattie che loro dichiarano guaribili nella realtà non vengono guarite, la gente continua a morire partendo dalla più banale malattia ad una ben più grave malattia come il cancro.

Illustri scienziati ricercatori che dichiarano di aver fatto determinate scoperte , ma che queste potranno avere risultati nel campo dell'applicazione pratica solo dopo 10/15 anni.

Intanto in tale illusione ed inganno ottengono milioni di Euro e Dollari di finanziamenti per le loro ricerche.

Vengono creati nuovi farmaci illusori e poi venduti a costi proibitivi per le tasche del povero cittadino, chi dovrebbe tutelare la salute delle persone , invece si allea alla logica del facile guadagno che queste lobby industriali del farmaco presenta a loro.

Medici di famiglia che lavorano non più nel rispetto del malato che si presenta nei loro studi, ma lavorano alla logica dettata dai loro padroni, così si rendono essi schiavi di una logica basata sul denaro a costo anche di sacrificare la vita stessa dei loro pazienti ammalati.

Chi dovrebbe tutelare la salute degli ammalati e dei cittadini che ancora sono sani, fa orecchie da mercante...""""Guai toccare gli interessi di queste grandi corporazioni""""

La legge è Uguale x tutti come la morte è indifferente fra ricco e povero.

Continuiamo a vivere nel baratro della disinformazione, dell' illegalità , della legge del Dio denaro che continua a fabbricare cadaveri in tutti gli angoli della terra.

E' anche vero che resta un 30% di medicinali che veramente sono utili e salvano la vita , ma solo di un 30% direi ben poco.

E allora va bene così lasciamo che le cose restino così, continuiamo a permettere che i nostri cari muoiano a causa di chi non ha interesse vero di guarire una persona ammalata, perché la persona se è ammalata diventa motivo di guadagno per qualcuno.

 

AVANTI tutta il mercante della morte aspetta solo che tu ti ammali.......

E dalla malattia e dalla tua ignoranza egli trarrà il suo profitto.

Con la morte la macchina perde uno delle sue migliori fonti di guadagno.

 

 

 

 
 
 

guarure dal cancro si può

Post n°61 pubblicato il 16 Novembre 2012 da progettoeternity
 

 

LA MEMORIA DELL'ACQUA

CANCRO

E

MALATTIE DEGENERATIVE

MORTALI

 

ATTRAVERSO L'ACQUA POSSIAMO TRASMETTERE IL PATRIMONIO GENETICO E CURARE QUALSIASI MALATTIA

 

Sembra, dunque, che il DNA lasci la sua impronta elettromagnetica nell'acqua. Un'impronta che viene conservata nel tempo ed adirittura trasmessa. Il segnale emmesso dal DNA può essere registrato come un file inviato a centinaia chilometri di distanza, questo messaggio sarebbe addirittura in grado di creare  nuovo DNA, identico all'originale al 98%.

Però è necessari che ci sia un fondo elettromagnetico, l'acqua cioè , utilizza il rumore elettromagnetico per fabbricare il segnale elettromagnetico: lo usa come cibo.

Bisogna sapere che questi segnali sono di risonanza. Vale a dire che l'energia non viene dal DNA ma da una eccitazione esterna. Questo perché la terra è circondata da fasci di radiazioni elettromagnetiche di frequenza ultra-bassa. Radiazioni che eccitano per risonanza la formazione di segnali da parte del DNA e dell'acqua che la circonda. Questa è la prima cosa.

Abbiamo la prova del fatto che stiamo entrando in un ambito nuovo della biologia, dove le onde elettromagnetiche potrebbero avere un ruolo importante nella trasmissione dell'informazione genetica la cui potrà essere sfruttata in campo medico nella cura di tutte le malattie in particolare delle malattie degenerative mortali come Il cancro.

Tale esperimento alla base di questa teoria è stato portato a termine da Luc Montagner noto medico e virologo di fama mondiale. Premio Nobel per la Medicina nel 1983.

COME LA NATURA CI VIENE INCONTRO

Secondo gli studi dello scienziato Francese Luc Montagner e di quello che fu il suo ispiratore, l'immunologo Jacques Benveniste, l'acqua si comporta si comporta come una sorta di banda magnetica liquida, in grado di conservare, almeno per qualche tempo,la traccia di ogni materia vivente che vi sia stata immersa. Ma questo processo può avvenire solo in presenza di un fattore fondamentale: il campo magnetico terrestre.

Il nostro pianeta è immerso nella cosidetta risonanza di Schumann ,  un' onda elettromagnetica a bassissima frequenza in costante Vibrazione che ,alimentata dalle scariche elettriche dei fulmin, si propaga rimbalzando fra la terra e la ionosfera. Da quando sono emerse alcune singolari coincidenze, queste onde sono osservate con grande attenzione. Ad esempio, la loro frequenza fondamentale, che è pari a 7,83 Hz, coincide con quello di un cervello in stato di profondo rilassamento o trance. Secondo alcune teorie, al momento non ancora verificate, il nostro stesso equilibrio psicofisico sarebbe influenzato dalla Risonanza di Schumann. Il segreto dell' acqua, sembra dunque,tanto le affermazioni di alcune più antiche tradizioni spirituali dell' Umanità, quanto le più moderne teoria della fisica: ossia, tutto è energia. L'intero universo , dalle particelle sub - atomiche alle forme di vita, più complesse, può considerarsi come un gigantesco campo di energia in risonanza , dove ogni parte è in costante interazione con le altre.

 

L' acqua ha una memoria.

 

Il scienziato Giapponese ,Masaru Emoto  noto ricercatore in tutto il mondo per il suo lavoro sui cristalli di ghiaccio, sostiene che l'acqua sia in grado di rispecchiare fedelmente gli stimoli visivi e sonori ai quali è stata esposta per un certo tempo.

Un suo noto esperimento consiste , ogni campione di acqua è diviso in 50 parti di 0,5 centilitri, portate ad una temperatura di -30° C per tre ore. Poi i campioni sono estratti dal congelatore  è il cristalli di ghiaccio che si è formato viene esaminato e fotografato al microscopio. Tutto deve essere fatto molto velocemente, al massimo entro 2 minuti, altrimenti il campione si scioglie. Secondo Masaru Emoto la forma  piu o meno armoniosa dei cristalli è legata all'esperienza che l'acqua ha vissuto prima di essere congelata: se è stata a pensieri positivi ed elevati, a un ambiente naturale e sereno o a musica classica, tali sono armoniosi è perfetti. Se, invece, l'acqua è entrata in contatto con pensieri, immagini o situazioni violente o un ambiente inquinato, i cristalli sono deformati, come se avessero subito un forte stress. E' molto noto un detto popolare:

 

" LE PAROLE POSSONO GUARIRE OPPURE POSSONO DANEGGIARE."

 

OSSERVAZIONI :   di    Ferro Francesco

 

 

[S1] Fin qui abbiamo visto la scoperta fatta da alcuni noti ricercatori , adesso andremo a vedere quale vera utilità tale scoperta potrà avere nell'ambito dellann prevenzione e cura delle malattie degenerative e mortali come il cancro.

Nota:

 nel secondo capitolo che verrà pubblicato a breve , verranno esposte le proposte alternative alla medicina ufficiale ,  oggetto di specifici studi fatti dallo scrivente. Si potrà così sperimentare di persona, da parte delle persone ammalate di cancro la vera possibilità di guarire dal cancro stesso o da altre malattie degenerative.

 

Ferro Francesco  ,

cell- 327-5738741

 

Parte ceconda....

 

Come si evince dal 1° capitolo, L'acqua è la cosa più importante per la sopravvivenza dell'essere Umano e sulla base di questa necessità, si fonda il concetto di acidità o alcalinità del nostro sangue ,la gente si ammala solo esclusivamente perché dell'alimentazione non ne fanno un corretto uso.

Senza l'acqua l'essere Umano potrebbe vivere solo per alcuni giorni, ed è per questo motivo che se deve bere in abbondanza, facendo in modo che l'acqua sia più alcalina .

Una buona salute è inseparabile dall" equilibrio acido-alcalino. E' indispensabile mantenere il PH del sangue tra 7,35 - 7,45. Solo questo sangue è in grado di procurare al corpo tutte le sostanze nutritive richieste ed è capace di rimuovere lo scarto cellulare.

Sfortunatamente diete sbagliate, stress ed emozioni negative si creano una situazione in cui si forma un eccesso di scarti acidi, il corpo Umano non è più in grado di rimuoverli pienamente .

Sfortunatamente le diete moderne e la qualità del cibo non assicurano l'adeguata forniture di sostanze

Alcaline : inoltre la maggioranza delle bibite gassate sono molto acide e contengono vari dolcificanti artificialiL'acqua alcalina contiene solamente metalli alcalini richiesti x la neutralizzazione delle scorie acide.

 

Il PH e i segreti per un corposano e pieno di energia

Il corpo umano potrebbe tranquillamente arrivare ai 120 anni eppure nessuno riesce a raggiungere questa veneranda età. Le cause di questo, se escludiamo gravi patologie, possono essere collegate al pH. L'equilibrio del pH è la chiave per vivere una vita sana e piena di energia. I concetti di salute e guarigione si basano sulla nozione di equilibrio. Si è in equilibrio soltanto quando, internamente, c'è equilibrio tra acidità e alcalinità. Questo equilibrio è l'equilibrio più cruciale dell'organismo ed è essenziale per garantire salute, energia e vitalità.

Tutte le reazioni, che definiscono le condizioni essenziali di un ambiente in cui la "vita" sia possibile, si svolgono nell'ambito di  determinati valori, tra questi il più importante è il rapporto acido/basico. All'interno del nostro organismo questo rapporto dovrebbe sempre rimanere costante, si possono però creare delle condizioni troppo acide oppure troppo basiche.
Per misurare il rapporto acido/basico viene utilizzato un termine di paragone chiamato "pH". Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l'urina.

Il pH misura l'acidità o l'alcalinità di una soluzione liquido. La scala acido-alcalina va dallo 0 (estremamente acido) al 14 (estremamente alcalino), col neutro al punto 7.
Ogni punto in più o in meno equivale a un incremento di 10 volte, per cui l'acidità di un pH a livello 5 è 10 volte più alta dell'acidità di un pH a livello 6.

Per una buona salute questo rapporto tra acidità e alcalinità dovrebbe sempre rimanere costante, sebbene possono verificarsi condizioni troppo acide (situazione assai frequente) o troppo basiche (condizione abbastanza rara).

Il sangue umano è leggermente alcalino, compreso tra il 7.30 e il 7.45 e il nostro organismo deve mantenerlo tale per permettere la vita e la salute del corpo.

I liquidi organici sono tutti leggermente alcalini, i loro valori vanno da pH 7,1 (la saliva di un uomo sano) a 8,8 (i succhi pancreatici). Per l'intestino tenue andiamo invece su posizioni più alcaline, col pH a 8.00.

Ma per lo stomaco si va su livelli molto acidi, con pH 2.00-3.50, dove più basso è il pH e più acido e siliceo è l'ambiente, per cui sul livello pH 1.00-2.00 si corrode lo strato mucoso e il tessuto stesso, finendo in situazioni di ulcera gastrica.

Sangue alcalino e stomaco acido, formula standard di un corpo umano funzionante.

Esiste un meccanismo che regola l'equilibrio degli acidi e delle basi (sostanze alcaline) contenuti nel sangue, chiamato sistema tampone. Quando l'equilibrio degli acidi e delle basi si sbilancia, il sistema tampone, con una serie di processi chimici, riporta tutto in equilibrio.

Una variazione del pH sia in basso che in alto causerebbe gravi squilibri ai processi biochimici in tutto l'organismo.

 

La scoperta della Dott.ssa Lynda Frassetto

Nel 1996 la Dott.ssa Lynda Frassetto dell'Università della California in San Francisco ha scoperto che, con l'avanzare dell'età, dopo circa i 45 anni, perdiamo gradualmente i tamponi alcalini - i bicarbonati- nel nostro sangue. Intorno ai 90 anni perdiamo il 18 % di bicarbonati nel nostro sangue.
Un quantitativo insufficiente di bicarbonati nel nostro sangue riduce la nostra capacità di gestire (neutralizzare e scaricare) gli acidi che il nostro organismo produce. Questa è la causa dell'invecchiamento. L'età di 45 anni è l'età media in cui gli esseri umani iniziano a mostrare sintomi quali diabete, ipertensione, osteoporosi e molte altre malattie degenerative. E poiché non possiamo più gestire gli acidi, li accumuliamo nel nostro corpo, sotto forma di colesterolo, acido grasso, acido urico, urato, solfato, fosfato, calcoli renali, ecc.

 

Troppa Acidità = Problemi

Se esiste un problema di salute, si è quasi sempre in presenza di troppa acidità. Le ricerche indicano che se il livello di pH del corpo non è leggermente alcalino, il corpo non riuscirà a guarire. Per cui indipendentemente dal tipo di modalità scelta per guarire un problema di salute, la cura incomincerà ad avere effetto soltanto in un ambiente alcalino; dato che è l'ambiente alcalino che favorisce la guarigione. Se il livello del pH nel corpo non è in uno stato di equilibrio, non è possibile assimilare efficacemente le vitamine, i minerali o altre sostanze supplementari.

"Gli infiniti nomi che diamo alle malattie non hanno alcun valore. Ciò che davvero conta è che derivano tutte dalla stessa causa... troppe scorie acide nel corpo!" Dr Theodore A. Baroody

"Esiste soltanto una malattia, e quella malattia è l'acidosi del corpo causata principalmente da un modo sbagliato di vivere, di pensare e di mangiare... quindi può esserci soltanto un rimedio e un trattamento: alcalinizzare il corpo e ripristinare l'equilibrio, ritornando in questo modo ad avere l'energia, la vitalità e quella vera salute che noi tutti abbiamo il diritto di avere."  -Dr Robert O. Young

La troppa acidità inibisce la capacità dell'organismo ad assimilare le sostanze nutritive, produrre nuove celluledepurare e riparare i tessuti danneggiati; per giunta un ambiente acido favorisce lo sviluppo di cellule tumorali ed aumenta il livello di suscettibilità all'affaticamento e alle malattie.

 

Cause dell'Acidità

L'eccessiva acidità è determinata da diversi fattori, tra cui le emozioni negative (collera, preoccupazione, paura, stress), alcol, aceto, caffè, zucchero, sigarette, proteine animali, oli cotti o frazionati, cibi trattaticarboidrati raffinati, mancanza di riposo e di esercizio fisico, respirazione superficiale, sostanze chimiche, farmaci, inquinamento, radiazioni, reazioni del sistema immunitario, sovraccarico di tossicità, eccessiva alimentazione o qualsiasi altro processo che impedisca la somministrazione dell'ossigeno e delle altre sostanze nutrienti alle cellule.

 

Il sangue è in grado di neutralizzare quantità definite di scorie metaboliche acide

Quando gli acidi aumentano, essi devono essere neutralizzati. I minerali alcalinizzanti comepotassio, calcio e magnesio, e i sistemi tampone provvedono a questa funzione, mantenendo l'equilibrio acido-base nell'organismo. Quando, pur con tutti gli accorgimenti fisiologici, le quantità di scorie metaboliche acide superano quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare, insorge l'acidosi, ovvero un sovraccarico di sostanze acide "parcheggiate" in alcuni tessuti, aree di riserva, in attesa di neutralizzazione e smaltimento.
In questo modo gli organi interessati allo smaltimento delle scorie metaboliche acide in eccesso si sottopongono a continui stress organici che, a lungo andare, li deteriorano.

Una dieta non corretta è il primo fattore che predispone all'acidosi. Nel corso degli ultimi decenni, l'alimentazione normale si è arricchita a dismisura di proteine a sfavore di frutta e verdura. È noto che il metabolismo delle proteine conduce alla formazione di molti acidi: oggi ben 4 pazienti su 5 soffrono di acidosi tissutale!

Il cibo quindi produce continuamente rifiuti acidi che si aggiungono a quelli del metabolismo cellulare e il corpo fa del suo meglio per eliminarli. Tuttavia se non dispone di una sufficiente scorta alcalina, per mantenere il pH sanguigno costante, il corpo adotta un abile stratagemmaconverte gli acidi liquidi in acidi solidi, come colesterolo o acidi grassi. Infatti se questi acidi non sono sciolti nel sangue, il pH del sangue non si abbassa. Così facendo però il sangue si addensa e la circolazione diventa lenta a tal punto da non fornire abbastanza ossigeno e sostanze nutritive agli organi vitali. Il corpo necessita di aiuto esterno per innalzare il livello alcalino e ristabilire l'equilibrio.

 

Osteoporosi e Acidosi

L'osso, oltre alle sue funzioni di sostegno e protezione, rappresenta anche una riserva fondamentale di minerali, a cui l'organismo attinge quando non ha altre riserve. Circa il 98% del calcio e il 75% del fosfato si trovano nelle ossa. Una di queste funzioni è proprio legata all'acidosi metabolica: quando l'organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce ad eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l'osso interviene rilasciando bicarbonati; l'emergenza acidosi viene risolta ma il prezzo da pagare è un significativo indebolimento del tessuto osseo. E' proprio questo continuo processo che, nel tempo, facilita l'insorgenza di patologie quali l'osteopenia e l'osteoporosi.

L'uomo ha caratteristiche diverse dagli animali carnivori ed onnivori

Il sangue degli animali carnivori ed onnivori è acido e sta tra il 6 e il 7.

Lo stomaco dell'uomo rivela possedere un'ambiente digestivo acido ma non super-acido, abbiamo infatti, nel nostro stomaco, 10 volte meno acido cloridrico degli animali carnivori.

L'uomo ha un intestino molto più lungo di quello degli animali. Questi ultimi evacuano rapidamente la carne ingerita, mentre nel nostro intestino, essendo circa 10 volte più lungo di quello dei carnivori, la carne ristagna alcuni giorni e così ha tutto il tempo per imputridire, formando sostanze altamente tossiche nonché cancerogene.

Non abbiamo nel fegato l'uricasi, quell'enzima presente negli animali carnivori il cui compito è quello di scindere l'acido urico prodotto dalla carne. Pertanto, senza l'enzima "uricasi", l'acido urico resta nel nostro organismo come prodotto di scarto.

La carne digerita (=decomposta), stando a lungo nell'intestino tenue e crasso, fermenta (crea ambiente acido) e produce tossine, in misura molto maggiore dei vegetali. Ecco un semplice test: lasciare una carota e un pezzo di carne a 37 gradi (temperatura corporea) e annusare dopo un giorno (tempo almeno in cui la carne rimane nell'intestino).

L'anatomia comparata mostra che la dentatura umana sembra essere predisposta più per una masticazione frugivora e granivora che per quella carnivora. La vera funzione dei numerosi molari che abbiamo è quella di tritare finemente semi, noci, grano, ecc.

 

L'importanza dell'equilibrio acido-basico lungo l'intero circuito gastrointestinale

Le sostanze sono definite acide quando, in soluzione liquida, tendono a liberare ioni idrogeno (H+, cioè protoni, ovvero particelle di carica elettrica positiva), mentre sono definitebasiche o alcali quando assorbono ioni H+ per formare il gruppo ossidrile OH-, che è un anione, ossia una molecola che ha acquistato una carica negativa.
L'organismo umano ha una precisa necessità di mantenere il pH entro limiti molto strettiperché i metabolismi e gli scambi biochimici sono regolati da enzimi che dipendono dal pH, e anche da esigenze di tipo elettromagnetico.

 

Acidificazione del sangue e malattie

L'acidificazione del sangue scatena una serie di disturbi oggi sempre più frequenti:infiammazioni, pelle secca, crampi, dolori articolari, mancanza di energia, stanchezza, depressione e confusione mentale, caduta dei capelli, accresciuta sensibilità al dolore, tendenza a infezioni ricorrenti.

Le scorie acide rappresentano un problema nel corpo umano e costringono i reni ad eliminarle in continuazione. Se i reni sono sovraccaricati, o sono depotenziati da insufficienza renale, e se anche il secondo rene che è la pelle non è in grado di comportarsi da valido partner eliminativo, i filtri non riescono a starci dietro e le scorie acide si accumulano nei tessuti provocando malanni a catena:

1) Il fastidioso bruciore allo stomaco.

2) Calcoli renali e calcoli alla cistifellea.

3) Osteoporosi.

4) Cellulite.

5) Invecchiamento pelle.

6) Squilibri ormonali.

7) Dermatiti.

8) Vitiligine.

9) Stanchezza cronica.

10) Alitosi.

11) Radicali liberi

12) Cancro

Affinché l'equilibrio vitale delle cellule si possa mantenere, il loro nucleo deve presentare una reazione acida ed un citoplasma alcalino. Questa differenza è fondamentale, in quanto permette lo scambio di nutrimenti e informazioni tra nucleo e citoplasma. Solo in presenza di una differenza può avvenire uno scambio, la batteria fornisce corrente proprio perché i suoi poli hanno un potenziale elettrico differente. Se l'ambiente in cui vivono le cellule diventa molto acido questa acidità penetrerà all'interno delle cellule alterando il pH del nucleo e creando i presupposti per quei fenomeni incurabili che vengono comunemente chiamati "malattie da degenerazione cellulare".

 

Il paradosso dell'acido che alcalinizza e del basico che acidifica

L'acidità e l'alcalinità di un cibo non si valuta sul suo valore di partenza, ma sugli effetti acidificanti o alcalinizzanti delle sue ceneri a livello di zona di assorbimento duodenale.

Ad esempio latticini e carni sono cibi dal sapore alcalino in partenza, ma dopo la digestione rilasciano ceneri fortemente acide, ed è per questo che sono classificati tra i peggiori acidificanti del sangue.

Al contrario la frutta e la verdura, essendo tutte acidognole al gusto, diventanoalcalinizzanti del sangue a livello di ceneri rilasciate in zona duodenale.

cibi più alcalinizzanti sono per l'appunto limoni, arance e agrumi, che sono in partenza acidi.

Quindi alimenti alcalini in partenza che diventano acidificanti (carni e latticini), e altri acidognoli in partenza che diventano alcalinizzanti (agrumi e frutta).

L'acqua purissima, come quella distillata, ha un valore pH di 7.00, corrispondente alla perfetta neutralità.

Per anni la medicina si è basata sulla convinzione generale che, avendo gli umani il sangue alcalino, si dovesse alcalinizzare pure lo stomaco. Ma le ultime ricerche dimostrano il contrario.
Una dura batosta per Big Pharma, per le diete carnivore ed acidificanti propugnate dalla medicina, e per i brodi di carne ospedalieri tanto cari a primari ed infermieri.

Ehret preferiva il limone perché in Germania non arrivavano ancora le buone arance

Ricordiamoci che la spremuta mattiniera di agrumi è un dono preziosissimo della natura.
Il buon Ehret ha insegnato alla gente a bersi il succo di limone con l'acqua, esprimendo un concetto intelligente di contrasto al muco.
A quel tempo, le arance di Sicilia non trovavano facilmente la via per la Germania e costavano quanto oggi i manghi e le papaie comperate a Roma e Milano.
Se il dr Ehret fosse oggi tra noi, non suggerirebbe più il succo di limone ma esalterebbe il succo d'arancia rossa o bionda che sia.

I gravi errori del mangiare moderno, inclusa la pessima dieta Mediterranea

L'errore grave della diete odierne è che abbondano in carne, pesce, uova e latticini, che sono alcalini in partenza ma rilasciano ceneri superacide.

E abbondano pure in pane, pasta, pizza, cibi cotti, riso bianco stracotto, cereali cotti, sale, caffè, the, vini, alcolici, cacao, farmaci, vaccini, tutte sostanze che acidificano più o meno pesantemente il sangue.

La tipica dieta di un fast food o comunque di un panino con formaggio, prosciutto e foglia di insalata, più lattina di coca-cola o simili, è un autentico disastro, un insidioso attentato alla salute.

Assai diverso invece se la pizza è sottile, niente formaggio, niente proteine e grassi animali, ma tanto avocado, pomodoro, funghi, cipolla, peperoni, olive, melanzane, patate, rucola con le verdure possibilmente aggiunte non a inizio ma a metà cottura).

 

I maschi e le acidificazioni senza scampo

Noi Adami, mangiando male, o magari vivendo una vita perennemente sotto pressione, studiando e lavorando troppo, facendo troppo sport agonistico, prendendo troppi voli aerei con tensioni relative, accumulando troppi stimoli sessuali che aumenano il nostro testosterone, impedendo alle influenze stagionali di fare il loro corso e troncandole con farmaci e vaccini, depauperiamo la miniera di minerale antiacido che è la nostra chioma, e provochiamo la caduta progressiva dei capelli o il loro imbiancamento precoce.

 

Nei maschi, una strordinaria fonte minerale, al fine di tamponare le sostanze acide, sono i capelli

La calvizie precoce maschile (androgenica), dalla quale (basta guardarsi intorno) sono molto più colpiti gli uomini delle donne, non è ascrivibile esclusivamente al compito degli ormoni androgeni (Testosterone, Diidrotestosterone, Deidroepiandrosterone, Androstenedione), perché tale accadimento, al di fuori del fatto genetico, occorre contestualizzarlo con lo sforzo metabolico urgente da parte del nostro stesso organismo di attingere i minerali alcalinizzanti da un distretto corporeo, quale quello appunto del cuoio capelluto, alla stregua di come riferito per i muscoli e per le ossa, ma potrei aggiungere anche delle unghie, ..., per tamponare proprio il preesistente, costante stato di Acidosi dei tessuti.

 

Le mestruazioni che salvano le giovani donne

Nella donna giovane questo non succede, perché l'accumulo acido viene smaltito mensilmente col ciclo mestruale.
Non a caso le femmine, prima del ciclo risultano intrattabili ed inavvicinabili.
Chiaro poi che, se la donna si comporta da crudista vegana, non ha bisogno nemmeno delle mestruazioni, e le bastano le vampate di calore per purificarsi.

 

Le donne in menopausa, i capelli cadenti e le vampate di calore

Anche le femmine diventano soggette alla caduta dei capelli in fase di menopausa, quando viene a mancare lo scarico delle tossine acide accumulate.
Ma pure qui la natura le può preservare mediante le cosiddette vampate di calore, che sono da considerarsi un ennesimo regalo ad Eva da parte del Creatore, oppure uno stratagemma evolutivo utile a sostituire le mestruazioni.
La controprova sta nel fatto che le vampate avvengono verso le 18.30, solo 30 minuti prima di uno dei massimi picchi di flusso acido-corporeo, che avviene esattamente alle 19 di ogni giorno.

La febbre che scioglie gli acidi

L'aumento della temperatura è infatti uno dei metodi per sciogliere gli acidi accumulati nell'organismo.
Ecco ancora una volta l'utilità estrema delle influenze stagionali per maschi e femmine, per bambini e anziani.
Ecco ancora una volta l'importanza di ricordare il nostro grande Parmenide da Elea o Velia (oggi Castellamare della Bruca), che nel VI secolo avanti Cristo lanciava, con 2500 anni di anticipo sulla retrograda medicina vaccinatoria odierna, una frase coniata sulla pietra: Datemi la potenza della febbre e saprò fare mirabilie.

 

 
 
 

VIT D il più potente antinfluenzale

Vitamina D altro che vaccini!

 

 

DAL MOMENTO CHE ESISTE UNA SOSTANZA CAPACE DI PREVENIRE L’INFLUENZA MOLTO PIU’ EFFICACEMENTE DEI VACCINI

tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l’8 per cento.I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici – ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi dell’influenza.Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di quattro gruppi di individui:

 

Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D

Gruppo # 2 dovrebbe ricevere vitamina D (2.000 IU al giorno)

Gruppo # 3 dovrebbe ricevere una iniezione di vaccino antinfluenzale

Gruppo # 4 dovrebbe ricevere una iniezione placebo

 

Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente realizzato perché gli spacciatori di vaccini sanno bene che proverebbe in maniera definitiva la inutilità dei loro vaccini.Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per quei bambini ai quali in passato – prima dell’esperimento – era già stata somministrata vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi.In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D.Lo studio ha anche evidenziato come la vitamina D abbia fortemente represso i sintomi da asma bronchiale. Su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, nel gruppo “vitamina D”, solo 2 hanno manifestato tali sintomi.Sebbene questo sottoinsieme sia di dimensione piuttosto contenuta, è apparso assolutamente chiaro che la vitamina D prevenga gli attacchi di asma nei bambini, e tutto ciò si dimostra del tutto coerente con la prova antinfluenzale.

 

 

GLI SPACCIATORI DI VACCINI NON SONO VERI SCIENZIATI

 

Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così potente nel prevenire l’influenza – 800 volte più efficace dei vaccini – i medici e le autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D prima che abbia inizio la “stagione influenzale”?Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano.Perché? Perché non credono nel nutrizionismo! Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali funzioni curative.Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la raccomandano.Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone apparentemente “intelligenti” che commettono errori marchiani su base regolare. Il che ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche.Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford, professore di virologia al Queen Mary School of Medicine di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata:Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in considerazione l’idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini. Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai vaccini!Questo ostracismo “dogmatico” è riscontrabile anche in campo oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma cose come: “Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la chemioterapia …” ma mai in sostituzione della chemio, ovviamente.Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per respingerli.

 

RIVISTE MEDICHE: CUSTODI DELLA IGNORANZA

 

Gran parte delle riviste mediche non funzionano come amplificatori di verità scientifiche, ma come difensori del dogma pseudoscientifico. Per essere pubblicato un testo – nella gran parte di tali riviste – il tema trattato deve soddisfare le aspettative e le credenze tanto del giornale quanto dello editore. Così, il progresso della conoscenza scientifica in ogni giornale si limita a rispecchiare le attuali convinzioni di un singolo individuo: il direttore di quel giornale.Quasi tutte le ricerche pionieristiche che abbiano sfidato lo status quo sono state respinte. Solo ai documenti che confermassero le convinzioni di redazione della rivista è stata regolarmente concessa la pubblicazione. Questa è una delle ragioni per cui la scienza medica, in particolare, avanza così lentamente.Gli studi che hanno dimostrato che la vitamina D sia più efficace rispetto ai vaccini hanno visto raramente la luce del giorno nella comunità scientifica. Ciò avvalora l’opera del Journal of Clinical Nutrition, il quale ha accettato la pubblicazione di questo documento da parte Mitsuyoshi Urashima. La maggior parte delle riviste mediche non avrebbero osato pubblicarlo proprio perché mette in discussione lo status quo relativo a vaccini ed influenza.Vedete, le riviste mediche sono in gran parte finanziate dalla industria farmaceutica. E Big Pharma non vuole accordare alcuna credibilità agli studi sulle vitamine, indipendentemente dal loro valore scientifico. Anche se la somministrazione di vitamina D potrebbe comportare un risparmio di miliardi di dollari in America, e ridurre i costi di assistenza domiciliare, nessuno vuole concedere supporto scientifico alla vitamina D dal momento che alle aziende farmaceutiche non sarebbe concesso di brevettare una vitamina. Essa è inoltre facilmente accessibile al costo di pochi centesimi.Con il tempo la vitamina D sarà riconosciuta come superiore ai vaccini nel contrastare la influenza stagionale, ma per adesso dobbiamo sorbirci la sciocca propaganda di un settore che ha abbandonato la scienza, per adorare aghi e provette.

Articolo pubblicato sul sito The Vigilant Citizen

ferro.francesco63@gmail.com

 

 

 

 
 
 

Guarire dal cancro si può

Obesità

Cancro

Malattie degenerative

Malattie metaboliche

 La vera causa nella degenerazione dei nutrienti indispensabili per l'Uomo

SECONDA PARTE

Più carne, meno salute


Dott.ssa Leila Nicoletti, biologa, docente liceo classico, segretaria AVA

Per "carne" s'intende "un alimento costituito dal tessuto muscolare di vari animali (con l'esclusione della carne di pesce), ricco di proteine, ferro, ecc." (1). In realtà, in questa definizione si dovrebbe includere la carne di pesce, in quanto alimento proveniente da animali, vertebrati o invertebrati, acquatici (pesci, balene, rane, molluschi, crostacei, ecc).

Dal punto di vista nutrizionale, in 100 grammi di carne troviamo: 75% di acqua; 18% di proteine, contenenti amminoacidi, di cui uno soltanto, attualmente, è ritenuto essenziale (la treonina); sostanze azotate non proteiche (glutatione, creatinina, purine, ecc.); 3% di lipidi di deposito e strutturali, costituiti da acidi grassi saturi; 0,90% di glucidi (glicogeno); 0,10% di vitamine (soprattutto niacina, riboflavina, tiamina e B12) e tracce di elementi inorganici, in particolare: K, Na, Mg e Fe (in maggior misura), e Ca, Zn, Al, Cu, Mn in piccole quantità. (2)

Secondo gli ultimi dati ISTAT, in Italia si consumano 80 Kg pro capite all'anno di carni. Questo dato è allarmante, se si considera la crescita esponenziale dei vegetariani, soprattutto nelle grandi città, che ne abbassano la media.

Tutte le carni non sono adatte all'alimentazione umana, perché:

  • 1. sono alimenti iperproteici ed a causa dell'eccesso di azoto, che l'organismo umano non può utilizzare, causano nefropatie di varia natura, iperuricemia, gotta, ecc. (3). Le proteine animali, contenute nel pesce, nei volatili, nelle carni rosse, oltre che nelle uova e nei latticini, tendono ad impoverire l'osso di calcio ed a favorirne la perdita con le urine. Le proteine vegetali, contenute nei legumi, nei cereali, nelle verdure, non sembrano avere questo effetto (4). Sulla base di numerosi studi di popolazione, disponibili nella letteratura scientifica, l'American Dietetic Association (la principale associazione di Nutrizionisti Americani), afferma che le diete vegetariane e vegane, correttamente bilanciate, sono in grado di fornire all'organismo un perfetto apporto proteico (4). Anche gli studi epidemiologici, condotti su popolazioni rurali cinesi hanno evidenziato come un apporto proteico, in larghissima parte di fonte vegetale, soddisfi in pieno le esigenze nutrizionali di chi svolge abitualmente lavori pesanti (5).
  • 2. Sono alimenti acidificanti, che impoveriscono tutti gli umori cellulari di riserve alcaline, nel tentativo di neutralizzarne gli effetti, bloccando i prodotti terminali del catabolismo, causando così: fatica cronica, maggiore sensibilità alle infezioni per l'abbassamento delle difese immunitarie dell'organismo e, sottraendo calcio e magnesio alle ossa, con conseguenti osteoporosi e artriti (3).
  • 3. Non contengono fibre indigeribili, presenti, invece, nella frutta e nella verdura, necessarie a stimolare la motilità intestinale. Un'alimentazione prevalentemente carnea causa: stitichezza, tossiemia, obesità, vene varicose, emorroidi, diverticoliti, appendiciti, cancro intestinale (statisticamente al 2° posto come frequenza) e malattie cardiovascolari (6).
  • 4. Anche se contengono piccole quantità di vitamine idrosolubili (gruppo B) e liposolubili (A, D, E), queste vitamine, di fatto, con la cottura vengono tutte inattivate, a causa della loro termolabilità.
  • 5. Contengono grassi saturi e colesterolo (anche quelle carni cosiddette "magre"), responsabili di molteplici effetti dannosi all'interno dell'organismo umano. I grassi animali sono risultati strettamente associati a: cancro al colon, mammella, prostata, ovaie, endometrio e pancreas ed al rischio di arteriosclerosi (7). E' inoltre, scientificamente provato che un'alimentazione troppo ricca di grassi saturi provoca steatorrea ed a lungo andare perdite di vitamina B12 e di calcio (8). Studi su flussi migratori, su popolazioni umane e altri dati supportano un effetto carcinogeno dei grassi nella dieta, anche se problematiche metodologiche impediscono di evidenziarne la correlazione in maniera chiara (9b).
  • 6. Sono alimenti cancerogeni, comprovati da numerosi studi sul cancro, condotti su popolazioni di vegetariani, in cui si evidenzia un ridotto rischio globale di incidenza e di mortalità per cancro, rispetto ai non-vegetariani (9b). In particolare, le carni bovine, stimolano la produzione di acidi biliari, su cui agiscono alcuni microrganismi, (ad es. alcuni ceppi di clostridi) capaci, sottraendo idrogeno, di trasformarli in potenti cancerogeni come l'acido desossicolico e il litocolico (3).
  • 7. Sono alimenti tossici: per il loro contenuto di tossine cadaveriche, che si sviluppano alla morte degli animali, che passano nel sangue umano (putrescina, cadaverina, ptomaine, scatolo, metil- etil-mercaptano, ecc.) e che l'organismo cerca di eliminare attraverso il fegato ed i reni, intaccandone l'efficienza; per le sostanze prodotte dalla paura degli animali al momento del macellazione (adrenalina, acido lattico, ecc.), in quanto gli animali avvertono che stanno per essere assassinati e sentono l'odore del sangue di chi li ha preceduti; per l'accumulo di pesticidi e di metalli pesanti (mercurio, cadmio, piombo, ecc.) prodotti dalle attività industriali o agricole, che gli animali terricoli o acquatici incorporano nel proprio organismo, essendo gli ultimi anelli delle catene alimentari nell'ecosistema terra e che, infine, con gli alimenti, arrivano all'uomo (ad es. sono state trovate grandi quantità di pesticidi nel fegato dei tonni del Mediterraneo e, in minor misura, nei pesci dell'Atlantico); per i farmaci, che vengono somministrati agli animali, costretti a vivere in condizioni non naturali (antibiotici vari, antinfiammatori, ormoni soprattutto estrogeni, antitiroidei, sedativi, beta-bloccanti, sali di zinco, ecc.).
  • 8. Sono pericolose, perché vengono macellati e immessi nella rete di distribuzione, animali infetti da malattie, quali TBC, afta epizoica, mastite, cancro, BSE, ecc. che sfuggono al controllo dei NAS.
  • 9. Generano aggressività, perché fanno aumentare i livelli, nel cervello, di dopamina e di adrenalina, mentre fanno diminuire la serotonina, sintetizzata a partire dal triptofano, che giunge al cervello in dosi basse, a causa dell'impegno dei meccanismi di trasporto degli aminoacidi per le dosi elevate di tiroxina e leucina, contenute nelle carni in misura maggiore del triptofano. Una ridotta quantità di serotonina aumenta l'aggressività, diminuisce il sonno e predispone alla depressiome (3).

A partire dagli anni '40, la dott.ssa C. Kousmine aveva elaborato un metodo preventivo e curativo per le malattie degenerative ed il mantenimento del benessere generale, rivolgendosi, prima di tutto ai medici, ed individuando una serie di soluzioni associate ad una corretta alimentazione, basata su cibi integrali e di origine vegetale. La ricerca immunologica, oggi, le sta dando ragione a posteriori. Approfonditi studi, condotti dall'OMS, hanno evidenziato una forte correlazione tra alimentazione ed insorgenza di malattie neoplastiche ed autoimmuni. L'OMS stessa ha indicato, come prevenzione, un'alimentazione basata su alimenti di origine vegetale e cibi integrali (8). L'importanza di una dieta ben bilanciata, basata esclusivamente o principalmente su cibi di origine vegetale, ricca di antiossidanti e di fibre, priva di grassi animali e con un contenuto proteico limitato (Plant-based Diet) è stata documentata in svariate situazioni patologiche, come ad es. il morbo di Parkinson ed è risultata protettiva nei confronti dei rischi cardiovascolari, di stipsi e diverticolosi (9a).

BIBLIOGRAFIA:
  • 1.Vocabolario Treccani Vol 1°
  • 2.Nutrizione Umana di F. Fidanza , G: Liguori
  • 3.Miti e realtà nell'alimentazione umana di Armando D'Elia
  • 4.Documenti di Scienza Vegetariana: www.scienzavegetariana.it
  • 5.Le Scienze- Maggio 1990
  • 6.Mondo Vegetariano aprile 2003 articolo del dott. Piergiorgio Lucarini
  • 7.Quaderni di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, a cura della dr.ssa L.Baroni
  • 8.Atti del convegno: Nutrizione, malattie degenerative e cancro, del 24-26/10/2003, doc. "Nutrizione e malattie autoimmuni", del dott. Angelo Di Fede
  • 9.Atti del convegno, Nutrizione, malattie degenerative e cancro, del 24-26/10/2003, doc. "Nutrizione e MdP" 9a) e "Cancro e Plant-based-diet" 9b) della dr.ssa L.Baroni



 

 
 
 

Morire di cancro...quali le cause????

Post n°55 pubblicato il 25 Maggio 2012 da progettoeternity

LA PROBABILE CAUSA DEL CANCRO

 

 

Sindrome metabolica Alimentazione

e infezioni da myicoplasma

 

La causa nascosta del cancro e delle malattie autoimmuni

 

1° parte:

 

La sindrome metabolica si manifesta a seguito di un erroneo stile di vita  che va a comprendere una scorretta alimentazione Una mancata coltura di se stessi, del proprio io,varie e specifiche cause in concomitanza fra di loro, come ad esempio un ponderale aumento di peso con tutte le reali implicazioni , oppure il diabete.

L’inizio della sindrome metabolica viene solitamente indicato quando il soggetto presenta un sovrappeso o un accumulo di grasso addominale superiore al valore medio per l’età e il sesso. A quel punto comincia il vero problema, poichè il sovrapeso e il grasso addominale in eccesso provocano un aumento della produzione di insulina (ormone che regola l’adeguato utilizzo del glucosio).
L’ eccesso di grasso addominale provoca il conosciuto “fegato grasso”, cioè lo stato in cui il fegato viene coperto dal grasso e produce fino al 30% in più di glucosio , causando livelli di glicemia elevati a digiuno, spesso fra i 110 e 130 mg/dl, contribuendo cosi allo sviluppo dell’intolleranza glucidica (IGT) e poi del diabete di tipo 2.
Gli obesi sono coinvolti in un giro vizioso in cui l’insulino–resistenza e l’iperinsulinemia possono essere sia il momento facilitante dell’iniziale sovrapeso, sia l’aggravante di una spirale soprappeso/ insulino–resistenza/iperinsulinemia/obesità/grave obesità.

Gli altri disordini della sindrome metabolica sono conseguenza diretta del sovrappeso o dell’obesità. Basta solo rompere il ciclo per poter combattere la sindrome: nonostante si possa vivere senza particolari fastidi pur essendo affetti, purtroppo è considerata una bomba ad orologeria che può provocare in qualsiasi momento la morte di chi ne soffre da molto tempo.
La sindrome Metabolica si tratta in diverse maniere, attraverso la terapia farmacologia, con trattamento di Metformina, e attraverso un cambio radicale dello stile di vita: alimentazione regolare e sana, ed attività fisica. Queste sono le tre chiavi per vincere questa sindrome.

(La metformina è un farmaco che inibisce la neoglucogenesi (produzione di glucosio da parte del fegato), e riduce il rilascio epatico di glucosio. Inoltre favorisce l’utilizzo muscolare del glucosio. La sua efficacia è in parte condizionata dall’entità del sovrappeso e dal dosaggio del farmaco.)

La sindrome metabolica purtroppo si ricollega anche alle malattie di carattere oncologico e solo il normale ripristino delle funzioni metaboliche potrà portare la persona ammalata, ad una rapida guarigione.

Altri fattori oltre alla sindrome metabolica sono causa di morte nei malati di cancro, nei malati di AIDS.

E’ la contaminazione del sangue da parte di microbi  pleimorfi il vero fattore letale nel cancro,l’AIDS e varie malattie autoimmuni. I rimedi naturali che ripuliscono il sangue e ripristinano la vitalità del sistema immunitario offrono una soluzione a molti problemi di salute.

Non bisogna fare confusione fra ciò che è la causa dell’insorgenza del cancro e la causa della morte seguita dal cancro.

                                                                    

 

  L’articolo è lungo continua nella seconda parte

LA PROBABILE CAUSA DEL CANCRO

 

 

Sindrome metabolica Alimentazione

e infezioni da myicoplasma

 

La causa nascosta del cancro e delle malattie autoimmuni

 

1° parte:

 

La sindrome metabolica si manifesta a seguito di un erroneo stile di vita  che va a comprendere una scorretta alimentazione Una mancata coltura di se stessi, del proprio io,varie e specifiche cause in concomitanza fra di loro, come ad esempio un ponderale aumento di peso con tutte le reali implicazioni , oppure il diabete.

L'inizio della sindrome metabolica viene solitamente indicato quando il soggetto presenta un sovrappeso o un accumulo di grasso addominale superiore al valore medio per l'età e il sesso. A quel punto comincia il vero problema, poichè il sovrapeso e il grasso addominale in eccesso provocano un aumento della produzione di insulina (ormone che regola l'adeguato utilizzo del glucosio).
L' eccesso di grasso addominale provoca il conosciuto "fegato grasso", cioè lo stato in cui il fegato viene coperto dal grasso e produce fino al 30% in più di glucosio , causando livelli di glicemia elevati a digiuno, spesso fra i 110 e 130 mg/dl, contribuendo cosi allo sviluppo dell'intolleranza glucidica (IGT) e poi del diabete di tipo 2.
Gli obesi sono coinvolti in un giro vizioso in cui l'insulino-resistenza e l'iperinsulinemia possono essere sia il momento facilitante dell'iniziale sovrapeso, sia l'aggravante di una spirale soprappeso/ insulino-resistenza/iperinsulinemia/obesità/grave obesità.

Gli altri disordini della sindrome metabolica sono conseguenza diretta del sovrappeso o dell'obesità. Basta solo rompere il ciclo per poter combattere la sindrome: nonostante si possa vivere senza particolari fastidi pur essendo affetti, purtroppo è considerata una bomba ad orologeria che può provocare in qualsiasi momento la morte di chi ne soffre da molto tempo.
La sindrome Metabolica si tratta in diverse maniere, attraverso la terapia farmacologia, con trattamento di Metformina, e attraverso un cambio radicale dello stile di vita: alimentazione regolare e sana, ed attività fisica. Queste sono le tre chiavi per vincere questa sindrome.

(La metformina è un farmaco che inibisce la neoglucogenesi (produzione di glucosio da parte del fegato), e riduce il rilascio epatico di glucosio. Inoltre favorisce l'utilizzo muscolare del glucosio. La sua efficacia è in parte condizionata dall'entità del sovrappeso e dal dosaggio del farmaco.)

La sindrome metabolica purtroppo si ricollega anche alle malattie di carattere oncologico e solo il normale ripristino delle funzioni metaboliche potrà portare la persona ammalata, ad una rapida guarigione.

Altri fattori oltre alla sindrome metabolica sono causa di morte nei malati di cancro, nei malati di AIDS.

E' la contaminazione del sangue da parte di microbi  pleimorfi il vero fattore letale nel cancro,l'AIDS e varie malattie autoimmuni. I rimedi naturali che ripuliscono il sangue e ripristinano la vitalità del sistema immunitario offrono una soluzione a molti problemi di salute.

Non bisogna fare confusione fra ciò che è la causa dell'insorgenza del cancro e la causa della morte seguita dal cancro.

 

 

  L'articolo è lungo continua nella seconda parte

 

 
 
 

speciale dimagrimento

Speciale dimagrimentoperché ingrassiamo? Come dimagrire? Problemi e soluzioni

 

PRINCIPALI FUNZIONI DEL TESSUTO ADIPOSO

Il grasso presente nel nostro corpo svolge alcune funzioni molto importanti:

riserva energetica, isolamento termico, protezione degli organi interni e del corpo in genere, controllo ormonale e regolazione del metabolismo cellulare. Plasmando le forme fisiche tipiche dei due sessi il grasso ha inoltre una funzione estetica

Secondo le ultime ricerche il nostro corpo accumula grasso anche per proteggersi dagli effetti negativi della resistenza all'insulina, del diabete e delle sostanze tossiche presenti negli alimenti, nell'aria e nei farmaci. Ad ostacolare il dimagrimento ci pensa anche il declino di alcuni ormoni sessuali favorito dal sovrappeso e dalla sedentarietà.

DUE TIPI DI GRASSO:

Il grasso presente nel corpo umano si divide principalmente in due distretti: quello sottocutaneo e quello viscerale.  Il grasso viscerale, maggiore nei maschi, è il più pericoloso per la salute ma è anche il primo a rispondere al dimagrimento. Pertanto chi possiede una percentuale molto alta di grasso viscerale ha bisogno di tempo per smaltirlo e favorire la riduzione di quello sottocutaneo.

 

IL GRASSO ED IL MECCANISMO DI SOPRAVVIVENZA

Se esaminiamo attentamente le funzioni del tessuto adiposo ci accorgiamo che il grasso non è un qualche cosa di superfluo ma un tessuto indispensabile alla vita. In modo particolare nelle popolazioni primitive il grasso di deposito rappresentava un fattore fondamentale per la sopravvivenza della specie umana nei periodi di carestia.

PERDITA DI PESO E DIMAGRIMENTO

Anche se molte persone non se ne rendono conto la perdita di peso ed il dimagrimento non sono necessariamente collegati. E' importante capire che il dimagrimento è un processo che porta alla riduzione del peso corporeo e non viceversa. A seguito di una dieta ipocalorica, ad esempio, si possono perdere diversi Kg nel primo periodo ma questo peso il più delle volte deriva da una riduzione dell'idratazione corporea e delle masse muscolari e non da una riduzione del grasso in eccesso.

 

COME DIMAGRIRE?

Semplicemente eliminando i problemi metabolici che hanno dato inizio all'accumulo di grasso.

 

1 ° problema: eccesso di calorie, come risolverlo?

 

Semplice direte voi... mangiando meno; sbagliato, non si tratta di mangiare meno ma di MANGIARE MEGLIO! Avete mai visto su certi giornali la comparazione tra due tipi di alimenti? Sembra impossibile ma hanno ragione!

Un esempio: un etto di salame equivale più o meno a 400 g di pesce spada alla griglia + due etti di verdura alla griglia + 10 g di olio di oliva...

 

2° problema: eccessiva riduzione di calorie, come risolverlo?

 

Obesi con 700 Kcal al giorno? Impossibile ma vero... Il problema è in realtà più complesso; assumere solo 700 kcal al giorno, o comunque una quantità di energia nettamente inferiore a quella necessaria, in un primo periodo può dare discreti risultati che poi vanno esaurendosi nel giro di poche settimane; sapete perché? perché si verifica una riduzione del metabolismo basale: l'organismo si abitua a sopravvivere con meno calorie, abbassando le proprie funzioni. Questo fenomeno comporta: diminuzione delle energie da dedicare alle attività quotidiane, stanchezza cronica, diminuzione del desiderio sessuale e delle masse muscolari.

Ma gli effetti negativi di un simile approccio dietetico non sono finiti. Per un meccanismo di difesa il corpo tende ad ottimizzare l'apporto calorico fornito dalla dieta, il che significa che al primo sgarro alimentare il vostro corpo sarà bravissimo a trasformare le calorie in eccesso in grasso di riserva.

Ecco perché: UN APPROCCIO CALORICO TROPPO RESTRITTIVO ASSOCIATO A SALTUARIE ABBUFFATE (ne basta anche una ogni 10 giorni) NON PUO' FUNZIONARE.

Se seguite un simile programma dietetico rivoluzionatelo ed iniziate a mangiare di più e soprattutto meglio.

 

3° problema: pasti troppo consistenti e infrequenti come risolverlo?

 

Sforzatevi di aumentare il numero di pasti giornalieri almeno fino a 4, e non sottovalutate l'importanza di una abbondante colazione.

 

4°problema: stile di vita sedentario e mancanza di attività fisica

 

Sforzatevi di allenarvi almeno tre giorni alla settimana, anche se l'ideale sarebbe andare in palestra 4-5 volte alla settimana. Se avete molti Kg da perdere (10 o più) eseguite un breve circuito di potenziamento muscolare all'inizio della seduta a cui far seguire un esercizio aerobico CONTINUO della durata di ALMENO 40 MINUTI ad INTENSITÀ MODERATA, ma no troppo (vedi Metabolismo energetico nel lavoro muscolare ). Se invece volete solo eliminare un po' di grasso ostinato chiedete al vostro trainer di fiducia di crearvi un programma basato sul circuit training.

 

5 ° problema: accumulo di tossine: come risolverlo?

 

Il metodo è abbastanza semplice: ridurre l'introduzione di cibo significa lasciare all'organismo maggiori quantità di energie da dedicare alla disintossicazione. A questo scopo (un giorno alla settimana) può essere utile  ridurre l'apporto calorico e preferire cibi ricchi di antiossidanti come la frutta.

E' importantissimo ridurre al minimo l'introduzione di tossine con la dieta (pesticidi, derivati della plastica, eccesso di alcol) anche durante gli altri giorni della settimana .

Da notare il paradosso: il dimagrimento favorisce l'ossidazione delle scorte lipidiche che a loro volta aumentano la quantità di tossine in circolo, questo processo stimola il corpo a immagazzinare nuovamente più grasso possibile per proteggersi da questo eccesso di residui tossici. Cosa possiamo fare a tal proposito?

Bere! Cercate di bere almeno due litri di acqua al giorno, anche di più e preferite acque povere di sodio. Ricordatelo, specie se siete abituati a bere poco, vedrete subito la differenza (vedi Idratazione e sport )

 

6 ° problema: resistenza all'insulina, come risolverlo?

 

Preferendo alimenti ricchi di fibre (verdura, frutta, cereali integrali) e riducendo il consumo di zuccheri semplici (dolci, banane, uva, farine e cereali raffinati), si evitano tutti quegli inutili sbalzi glicemici che a lungo andare predispongono il soggetto al diabete di tipo II.

 

7° problema: dieta iperproteica.

 

La funzione delle proteine introdotte con la dieta è quella di intervenire nel turnover proteico, ovvero nella sostituzione delle proteine corporee danneggiate o degradate. Il corpo può anche utilizzare le proteine a scopo energetico ma questa operazione porta ad un inutile sovraccarico epatico e renale. Se invece i carboidrati ed i grassi introdotti con la dieta sono sufficienti a coprire le richieste energetiche le proteine in eccesso vengono trasformate in grasso.

Per favorire il dimagrimento aumentate leggermente l'apporto proteico  nella vostra dieta ma evitate di andare oltre gli 1,5-2 g di proteine/die per Kg di peso corporeo in relazione al vostro livello di attività fisica.

 

8 °problema: mancanza di informazione.

 

Se non ne sapete molto in fatto di alimentazione potete consultare il seguente articolo: "Consigli alimentari". Ricordate in ogni caso di consultare un medico prima di intraprendere un nuovo programma dietetico.

 

 
 
 

Il miracolo del magnesio

Efficacia del magnesio nel trattamento dell’emicrania

 

- Nel suo ultimo studio il dr. Alexander Mauskop, famoso neurologo e ricercatore da oltre un ventennio nel campo delle cefalgie, fondatore e direttore dello Headache Center di New York, non ha dubbi: ogni paziente sofferente di emicrania dovrebbe assumere magnesio.

Questo importante macrominerale, che svolge ruoli vitali in numerosi processi fisiologici, mostra di essere implicato a vari livelli nella patogenesi dell’emicrania (diffusione della depressione corticale, rilascio dei neurotrasmettitori, aggregazione piastrinica e vasocostrizione).

Secondo Mauskop, i pazienti emicranici potrebbero sviluppare carenza di magnesio per una ridotta capacità di assorbirlo (genetica), perdita renale ereditaria, eccessiva escrezione da stress, scarso apporto nutrizionale e altro.

Numerose evidenze scientifiche suggeriscono che la carenza di magnesio sia predominante nei pazienti emicranici rispetto ai soggetti sani.

Inoltre gli studi indicano che il trattamento orale con 360-600 mg al giorno di magnesio sia in grado di produrre buoni risultati nelle cefalgie (riduzione della frequenza e dei giorni degli attacchi e del punteggio totale del dolore).

L’efficacia del magnesio è stata osservata anche nell’emicrania legata al ciclo mestruale e in quella pediatrica.

 

 
 
 

Guarire dal cancro

Alimentazione

S.O.S. OBESITA'

CANCRO
MALATTIE METABOLICHE



La medicina evoluzionistica ci dice che le cause di una malattia che studiamo oggi devono essere ricercate nella storia della specie. Ammesso che sia così, qual è la storia del
Fenotipo obesità e qual è il motivo della sua espansione?
L'interpretazione più comune del fenomeno obesità è quella di pensarlo come un esempio di interpretazione geni-ambiente
 Nella quale i due fattori si sono modificati con tempistiche diverse :più velocemente l'ambiente, non dando tempo alla genetica di adattarsi  e quindi di selezionare individui capaci di difendersi dall'aggressione dell'ambiente obesogeno, che permette di ottenere più calorie con minore dispendio energetico. Una variabile percentuale della popolazione moderna presenta un non sempre ben definito eccesso di tessuto adiposo che può essere fonte di malattie.
Infatti. Non tutti gli individui  che definiamo "obesi" manifestano patologie riferibili all'eccesso di tessuto adiposo. Oggi siamo preoccupati perché in una parte della popolazione mondiale questo fenotipo è aumentato di prevalenza è appare nocivo per la salute.
L'obesità sempre più oggetto di attenzione da parte del mondo medico e la sua progressiva diffusione preoccupa,
tanto da essre definita dall' organizzazione mondiale della sanità "epidemia globale".Nel mondo  oltre un miliardo e mezzo di persone sono in sovrappeso e circa 400 milioni sono obese. L'obesità costituisce secondo l'OMS uno dei problemi
di salute più visibili e tuttavia ancora trascurati. Le patologie croniche legate all'obesità (metaboliche,cardiovascolari,oncologiche ecc.) causano il 60% di tutte le morti ogni anno e rappresentano quasi la metà di tutti i problemi di salute pubblica nel mondo.
Diversi studi attribuiscono all'ereditarietà il 40-70% della responsabilità di sovrappeso e obesità.
Io personalmente ritengo abberante scaricare le cause dell'obesità solo in un contesto ereditario, perlomeno almeno i dati andrebbero rivalutati nelle tabelle di percentualità e causa all'obesità.
Piuttosto le cause del fenomeno obesità vanno riconosciute e ricercate in una scorretta alimentazione e in un anomalo stile di vita, dove le esigenze salutari corporali vengono messe al secondo posto.
Il piacere del palato è causa di una esagerata e scorretta alimentazione, con conseguenza di stati alterati nel metabolismo Umano, dove eccessivi apporti di carboidrati e di calorie sono la causa principale nella cronicità dell' obesità. Con conseguente avvelenamento metabolico che produrrò malattie e patologie come in primis...Diabete.
Negli ultimi tre anni si è fatta strada l'ipotesi che fattori nutrizionali durante la vita fetale e nelle prime fasi di vita possano influenzare la suscettibilità all'obesità e alle alterazioni metaboliche in età adulta.
Le nozioni sul meccanismo con cui i fattori nutrizionali regolano i geni durante la vita fetale e nelle prime fasi di vita sono agli arbori , tuttavia si stà considerando l'ipotesi che il rapido aumento dell'incidenza di obesità possa in parte essere spiegato da influenze ambientali molto precoci , che potrebbero indurre persistenti alterazioni nella trascrizione di geni trasmissibili alla prole. L'effetto delle modifiche dello stile di vita può superare quello della predisposizione genetica.
Nella medicina moderna purtroppo ci si esprime su linee terapeutiche che lasciano molto a desiderare, la mancanza di una corretta informazione nutrizionale, diventa causa nel scatenarsi delle più svariate malattie che affiggono l'Uomo moderno.
Non di meno i vari stili di vita che l'industrializazione ci ha portato diventano motivo di concausa nel predisporre l'organismo a  malattie degenerative che portano l'individuo che si ammala ad una precoce morte.
Da qui ne deriva che solo con radicali cambiamenti dei vari stili di vita ed abitudini che l'era moderna ci ha portato possa in futuro debellare l'obesità associata a tutte le malattie degenerative e mortali.
Un corretto stile di vita una corretta alimentazione un corretto approccio alla corretta informazione salutare , possa finalmente cambiare i destini dell'obesità a favore di una vita più sana e duratura nel tempo.
Il corpo Umano ha un sistema innato che anela sempre a ricompense piacevoli. Il piacere che si ricava dal cibo è una delle ricompense che siamo programmati a desiderare.
Sebbene persone diverse desiderino ardentemente tipi diversi di cibo, per quelli con problemi di peso i cibi più appetibili
E più voluti sono,quelli chimicamente trattati che non contengono solo ulteriori grassi o zuccheri, ma una combinazione di grassi e zuccheri uniti al sale. Per molte persone questi cibi fortemente appetibili  rappresentano il piacere massimo e sono assolutamente irresistibili.
Ma non è solo fame, bensì è la stimolazione mentale data da questi cibi, a far si che molte npersone li bramino. Questa stimolazione fa rinascere l'appetito anche se si è appena finito di mangiare. Il piacere che deriva dai vari livelli di grassi, zucchero e sale contenuti nei cibi può dar vita a un'ossessione, che conduce molte persone a desiderare sempre di più quel determinato cibo, a volerne sempre di più.
Quando i vostri sensi vengono esposti a un determinato cibo, il vostro cervello rilascia una raffica di dopamina, che stimola la risposta di piacere verso quel determinato cibo, senza neanche averlo mangiato.
Di conseguenza è ben chiaro che la stimolazione olfattiva e saporifera sono alla base di un innato controllo nel piacere de gustativo del cibo.
Bisogna imparare a controllare questi metabolici stimoli e essere capaci di rifiutarli ben sapendo che una scorretta alimentazione nel futuro della salute personale potrebbe come risultato di un vago alquanto assurdo  personale piacere, originare quelle svariate patologie che già tutti conosciamo compreso il cancro e come risultato appagante avviarci al precoce declino della normale vita biologica dell'individuo essere Umano.
Progetto Eternità                                          Ferro Francesco

Via Madonna della pace, n.7                  
31014 Colle Umberto (Treviso)

ferro.francesco63@gmail.com

  • Cancro ed alimentazione: il ruolo dei nutrienti contenuti nella carne
  • Carne, sostanza incompatibile con la natura umana
  • La carne: i danni del singolo, della collettività, dell'ecosistema

          Più carne, meno salute

 

 
 
 

guarire dal cancro si può

Post n°51 pubblicato il 03 Gennaio 2012 da progettoeternity

Un sorriso non costa nulla e rende molto
arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona
non dura che un istante ma il suo ricordo è talora Eterno.
Nessuno e così ricco da poterne fare a meno, ne così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia da sostegno sul lavoro ed è segno di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco , rinnova il coraggio nelle prove,
nella tristezza e vera medicina.
Se poi incontri chi non te lo offre allora si generoso e porgili il tuo;
Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso  come di  colui che no sa darlo.



BUON ANNO

Ferro Francesco

 
 
 

guarire dal cancro si può

Post n°50 pubblicato il 04 Novembre 2011 da progettoeternity

 

Parliamo un po di alimentazione

Come presumibile causa di svariate malattie compreso il cancro.

 

La vera causa di tutte le malattie degenerative e mortali va visualizzata nell'ambito di una scorretta alimentazione e di un anomalo stile di vita che si ripercuote nell'ambito psicologico della persona che ne paga le conseguenze.

Su questa base si può e si deve intervenire sia nell'ambito della prevenzione, ma ancora di più nell'ambito di una terapia mirata al fine di sconfiggere una prematura causa di morte.

 

Da anni emerge il fatto che il primo macronutriente che scarseggia nell'alimentazione quotidiana è la proteina,sia essa proveniente da fonti animali (cani,latte,uova o pesce) o vegetali (soia,legumi,cereali ).

In ogni caso l'apporto fornito  da una alimentazione frenetica caratterizzata da pasti veloci e tramezzini non garantisce l'adeguato apporto di tale prezioso nutriente.

 

Le proteine presenti nel corpo umano, frutto della combinazione di aminoacidi essenziali e non, sono presenti sotto forme e compongono sia i tessuti (ossa,capelli,pelle,muscoli )che alcuni importanti ormoni anabolici ( insulina e GH )Queste strutture vengono ricostruite giornalmente  grazie ad un processo denominato turn over proteico influenzato dalla quantità e soprattutto qualità delle proteine ingerite con l'alimentazione non che dalla frequenza della loro assunzione attraverso pasti e gli tramezzini.

 

Il fabbisogno quotidiano di aminoacidi essenziali si esprime in mg/kg/die e varia in base all'età del soggetto e al suo stato di salute.
Per soddisfare tale fabbisogno è quasi sempre sufficiente assumere un grammo di proteine per ogni kg di peso corporeo al giorno (corrispondente a circa il 10% dell'energia totale). Specifiche carenze possono insorgere solo in presenza di determinate condizioni patologiche, disordini alimentari o abitudini dietetiche scorrette (dieta vegana, fruttista, crudista ecc.) protratte per lunghi periodi di tempo.
essenziali integratoriAltro fattore limitante, spesso sottovalutato, e' l'apporto calorico totale: se la dieta è fortemente ipocalorica buona parte degli aminoacidi viene infatti utilizzata per produrre energia ed il

bilancio azotato può diventare negativo.
Il bambino e gli atleti hanno bisogno di un maggior apporto di proteine rispetto al resto della popolazione. L'aumentato fabbisogno può tuttavia essere coperto semplicemente aumentando l'assunzione calorica complessiva.
Analogo discorso può essere fatto per le nutrici o le gestanti dove le proteine, data la loro funzione plastica, rivestono un'importanza fondamentale.

Per assumere quantitativi adeguati di aminoacidi essenziali la maggior parte dei nutrizionisti consiglia di consumare ogni giorno una quantità di proteine pari a:

10-20% dell'assunzione calorica quotidiana (un grammo di proteine equivale a 4 Kcal o 17 Kjoule) oppure 1-1,5 grammi per kg di peso corporeo*

*durante il calcolo del fabbisogno proteico quotidiano viene considerato il peso corporeo desiderabile (peso forma) e non quello effettivo. Nel neonato tale fabbisogno sale fino a 2,2 grammi per kg, Negli atleti e in fase di crescita è più idoneo un apporto proteico vicino al limite superiore (1,5 g/kg) mentre per i sedentari può essere sufficiente anche un'assunzione di 0,8-1 grammi di proteine per kg.

Una integrazione di aminoacidi essenziali può essere giustificata eventualmente per:

maratoneti
body Builder
vegetariani
soggetti che seguono un'alimentazione povera di carne, uova e pesce
soggetti che per motivi di lavoro o attività sportiva professionistica non riescono a sostenere pasti principali completi ed adeguati al fabbisogno proteico quotidiano.


Soggetti colpiti da patologie tumorali e anche patologie degenerative.

Fabbisogni di amminoacidi essenziali nell'adulto (Comitato FAO 1973): valori in mg/kg/die

Istidina

(8-12)*

Isoleucina

10

Leucina

14

Lisina

12

Metionina + cistina

13

Fenilalanina + tirosina

14

treonina

7

triptofano

3,5

valina

10

totale amminoacidi essenziali

84

* il rapporto del Comitato FAO non indicava valori per l'istidina. Attualmente, sono disponibili prove che questo amminoacido sia essenziale non solo per il neonato, ma anche per l'adulto. I valori del fabbisogno sono stimati tra 8 e 12 mg/kg/die.

 Attenzione che questi dati andrebbero rivalutati, per un graduale aumento del fabbisogno corporeo, specialmente nei soggetti ammalati e come ulteriore integrazione a titolo di prevenzione nelle malattie degenerative e mortali.

 

Cibo cotto, cibo morto.
La cottura distrugge le proprietà curative dei cibi.

La leucocitosi è un fenomeno dovuto all'aumento di globuli bianchi nel sangue: si verifica in modo più evidente dopo ingestione di carne, nella donna in gravidanza, nel neonato, nella persona anziana, dopo stress fisici ecc. ma diventa un fatto patologico a causa di polmoniti, appendiciti, infezioni da germi, intossicazioni ecc.
I globuli bianchi, che possono assorbire anche sostanze chimiche e tossiche, contengono numerosi enzimi che hanno lo scopo di difendere l'organismo fagocitando corpi estranei o microbi penetrati nel sangue.

Quando l'organismo è chiamato a fronteggiare un'infezione, cioè un'improvvisa invasione di microbi patogeni, mobilita rapidamente i macrociti che ingaggiano un'aspra battaglia contro gli invasori: più l'organismo è in pericolo maggiore è il ritmo di produzione per sostituire i microfagi e macrofagi che muoiono in battaglia, innescando in questo modo la leucocitosi.
Esiste una diretta correlazione tra aumento di globuli bianchi e stato di infezione di un organismo, come esiste una diretta correlazione tra ingestione di cibi cotti ed aumento dei globuli bianchi. La cottura dei cibi risulta essere la causa più rilevante all'insorgere di malattie umane.

Che il cibo cotto sia un alimento morto viene dimostrato dal fatto che un seme cotto non germina più, un uovo di gallina fecondato se cotto non darà mai un pulcino, una pianta strappata con l'apparato radicale integro se sottoposta a cottura non riattaccherà mai più.
Con la cottura le proteine subiscono un brusco decadimento del loro valore biologico, tale decadimento è particolarmente intenso in caso di bollitura; se poi la cottura avviene mediante arrostimento o tostatura le proteine si denaturano e producono sostanze tossiche da piroscissione alcune delle quali notoriamente cancerogene, come il benzopirene. Le carni alla griglia sono causa, ormai accertata, di cancro. La stessa cosa si può dire dei semi sottoposti a torrefazione (caffè, cacao, pane abbrustolito ecc.): si formano dei catrami di piroscissione nei quali sono state individuate almeno una decina di sostanze cancerogene (prof. R. Lautie, Vie et Action). La digeribilità delle proteine diminuisce con la cottura (eccetto per l'albume dell'uovo). Le sostanze proteiche a 60° iniziano a flocculare e poi coagulano del tutto divenendo inattaccabili dai succhi gastrici.

Per quanto riguarda i carboidrati. Il dr. Alberto Donzelli (nella rivista Girasole 1984 n.31) afferma: "Tutte le parti imbrunite cotte al forno contengono sostanze mutageni.

In merito alla digeribilità degli amidi cotti il corpo umano è capace di fare la stessa cosa con i propri enzimi (ptialina ecc.) senza ricorrere alla cottura. Anche gli amidi crudi sono digeribili. Il cavolo crudo richiede 2 ore per essere digerito, se cotto ne richiede 4. La cottura impedisce la digestione salivare e rende gli amidi meno digeribili.

Il calore sui grassi causa ossidazione che porta dapprima alla formazione di perossidi e di idroperossidi e poi di acidi grassi a catena corta. Inoltre la glicerina che si libera è un composto altamente tossico. L'acido linoleico, come il linolenico, preziosi per la sintesi dei fosfolipidi, subiscono con il calore delle modifiche strutturali che li rendono inattivi. Il grasso cotto ritarda l'assorbimento di calcio, magnesio, ferro e rallenta lo sviluppo delle ossa.

Il noto igienista Dr. A. I. Mosseri dice: "Gli alimenti cotti non sono adatti all'alimentazione umana, essendo denaturati, devitaminizzati, demineralizzati". E il prof. Byron Tyler aggiunge: "Gli alimenti cotti sono alimenti morti. Il cibo cotto è la più grande maledizione umana".

Il medico di Losanna P. Kouchakoff ha dimostrato, a conclusione di migliaia di esperimenti condotti su molti soggetti e su se stesso, che un alimento cotto provoca la moltiplicazione quasi immediata dei globuli bianchi che, come è noto, servono a difenderci da corpi estranei e dannosi, soprattutto di natura microbica, mentre l'alimento crudo non la provoca mai. Esiste, insomma, nel nostro organismo una sorta di automatismo fisiologico in virtù del quale l'alimento cotto è considerato come un aggressore. Le nostre difese leucocitarie, sollecitate diverse volte al giorno finiscono inevitabilmente coll'indebolirsi e forse in questo risiede la nostra grande vulnerabilità alle infezioni. Il nostro organismo è in grado di utilizzare anche il cibo cotto ma è costretto a trasformare un cibo morto in materia vivente con un dispendio notevole di energie vitali sottraendole all'economia delle nostre difese immunitarie.
Oscar Montanari scrisse un libro in difesa del crudismo dal titolo "Gli alimenti cotti indeboliscono, ammalano, uccidono il corpo umano". Il dr. Giuseppe Panegrossi, noto clinico all'università La Sapienza di Roma, scrisse anche lui un libro in difesa del crudismo "Il crudismo nei confronti della scienza e della civiltà".
L'ingegnere francese Andrè Simoneton gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarismo e si dette a studiare la causa del potere guaritore delle piante. Scoprì che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano intorno a 6500 Angstrom mentre in condizioni di malattia o di cattiva alimentazione scendono sempre ad di sotto di tale livello.

Simoneton divise gli alimenti in tre categorie:

1) alimenti morti (cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcol, liquori, zucchero bianco e grezzo): questi prodotti hanno radiazioni nulle o quasi nulle;

2) alimenti inferiori (carne, salumi, uova non fresche, latte bollito, caffè, tè, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco: questi hanno radiazioni inferiori a 5000 Angstrom;

3) alimenti superiori: frutta cruda e matura e verdura cruda e fresca: questi cibi hanno radiazioni molto elevate tra 8000 e 10000 Angstrom. Inoltre le radiazioni della frutta e della verdura sono più alte quanto più breve è il tempo trascorso dalla loro raccolta.

Gli alimenti che non si possono mangiare crudi non erano destinati dalla natura a nutrirci.
L'uomo ha iniziato a cuocere il cibo (carne e cereali) per estreme necessità di sopravvivenza cercando di rendere appetibile cibi inadatti alla sua natura di animale fruttariano ma, purtroppo, come affermava Lucrezio "Il cibo cotto è stata la causa dell'indebolimento della razza umana e dell'accorciamento della vita". Infatti l'alimentazione cruda è la base prima del benessere umano mentre il cibo cotto espone l'uomo a tutte le malattie e ai pericoli della morte precoce.
Quando gli uomini si nutrivano di cibi crudi vivevano più a lungo ed erano più forti e più resistenti alle fatiche. A tal proposito è bene ricordare  che gli atleti greci, spartani e gli eserciti di Cesare si nutrivano quasi esclusivamente di fichi, nocciole, formaggio e gran turco.

Dopo aver mangiato cibo cotto i leucociti (che influenzano la morfologia del sangue) aumentano per mezzora, dopo 90 minuti ritornano nella norma. Mediante cottura ordinaria, bollitura, si verifica un aumento dei globuli bianchi; se i cibi vengono cotti al alte temperature si sviluppa iperleucocitosi. Questo non succede con i cibi crudi: anche se si mangia carne cruda i globuli bianchi non aumentano. Ma un alimento cotto genera leucocitosi anche se assunto freddo.
Vino, aceto e zucchero producono aumento di globuli bianchi.

Esiste un limite (temperatura critica) entro cui può essere portato a cottura un alimento senza che questo sviluppo leucocitosi digestiva. Queste temperature critiche variano da 87 a 97 gradi centigradi a seconda dell'alimento che si cuoce. Si può evitare leucocitosi mangiando prodotto cotto con quello crudo, nella proporzione minima del 10% del primo e con la necessità di masticarli insieme. Mangiare prima l'uno e poi l'altro cibo non impedisce leucocitosi.
La leucocitosi è un'alterazione delle cellule e non un cambiamento dei componenti liquidi, infatti il succo estratto dagli alimenti crudi e poi cotto non determina leucocitosi. Però alcuni batteri che si sviluppano per es. nello yogurt, nel latte cagliato o nei formaggi possono influenzare la reazione leucocitaria.
Gli alimenti che causano leucocitosi digestiva subiscono con la cottura modifiche chimiche a causa della mancanza di ossigeno. Infatti agitando nell'aria per mezzora un cibo cotto riprende le sue proprietà di cibo crudo. Esempio lampante dimostra che per neutralizzare gli effetti dannosi dello zucchero occorre compensarlo con prodotti crudi.
Seccare, salare, affumicare fa perdere al cibo le proprietà nutritive.
Gli animali nutriti con carne cotta vivono meno a lungo ed hanno minori capacità di riproduzione inoltre tendono a sviluppare maggiori malattie mentre l'alimentazione cruda rende perfino più agevole il parto degli animali. Nei suoi esperimenti con le scimmie McCarrison ha dimostrato che i cibi cotti producono dissenteria: le scimmie perdono l'appetito, contraggono anemia, malattie della pelle, perdono peso corporeo e tutti gli organi vitali cominciano ad atrofizzarsi.

LA COTTURA ...

- distrugge il corredo vitaminico, specie delle vitamine termolabili: enzimi, ormoni, antiossidanti naturali: elementi che sono alla base delle difese naturali dell'organismo;

- cambia ciò che era organico in inorganico rendendolo inutilizzabile dall'organismo; specialmente le vit. B e C solubili in acqua, si dissolvono alla prima cottura;

- causa grande perdita di minerali solubili, dal 20 al 70%;

- la cottura a vapore produce una perdita dal 22 al 43%;

- produce acido urico che danneggia lo stomaco, intestini, reni, fegato, polmoni, cuore causando artrite, reumatismi, gotta, cancro.

Le verdure bollite e l'acqua gettata perdono quasi tutti i minerali. Maggiore è l'acqua che si usa per cuocere il cibo maggiore è il quantitativo di nutrienti che va perso.
Il cavolo cotto perde il 62% delle proteine, il 72% del suo calcio, il 60 % di fosforo e il 67% di ferro. La perdita di vit. C degli ortaggi è del 45%; nei germogli di soia è del 70%.
Tutti i minerali organici si ossidano quando vengono in contatto con l'ossigeno dell'aria e tornano ad essere inorganici. Non c'è vita nella sostanza inorganica. La sostanza inorganica non è utilizzabile dall'organismo. Un cibo cotto è un cibo ossidato. Quando la carne viene bollita i fosfati organici si trasformano in inorganici.
Con il cibo cotto l'organismo non potendo trarre tutto il nutrimento necessario sente il bisogno di ingerire maggiori quantità di alimenti, con ciò che ne consegue. Se ci si nutrisse di cibi crudi ne basterebbe la metà del quantitativo che ingeriamo da cotto.
Nel latte bollito, il complesso calcio-fosfato utilizzabile per la crescita, viene mutato in una forma che è quasi impossibile assimilare.

Più a lungo vengono cotti i cibi, più alta è la temperatura, maggiore è il danno.
Le parti più cotte di un cibo (per esempio la crosta del pane) hanno meno valore nutritivo di quelle meno cotte (la mollica).
Il processo di cottura è nemico non solo degli organi digestivi ma dell'intero organismo umano.
I cibi cotti e poi conservati per il pasto successivo perdono tutte o quasi tutte le loro proprietà nutritive. I cibi essiccati (tostati inscatolati ecc.) hanno pochissimo o quasi nullo potere protettivo.
La perdita di acido folico è molto alta con la cottura dei cibi: con la cottura a vapore si perde il 10%; con quella a pressione il 20%; con la bollitura il 50%.
Il latte pastorizzato perde le sue proprietà antiscorbutiche. Allo stesso modo gli ortaggi e la frutta se essiccati, conservati o inscatolati: perdono le loro proprietà antiscorbutiche.
Meglio una forte e breve bollitura che una lunga e lenta.
Non è vero che le cose cotte sono più appetitose: sono, eventualmente, i condimenti che le rendono tali, ma le spezie e gli aromi sono spesso tossici.
Molti cibi divengono indigesti a causa del tipo di cottura o perché vengono cucinati con l'aggiunta di altri alimenti tra loro incompatibili (es. legumi e grasso).
I cibi cotti (ritenuti pre-digeriti) non sono un vantaggio in quanto impediscono la giusta attività dei succhi gastrici.
Da ricordare che tra i tanti tristi primati dell'uomo (come quello di essere il solo animale che prende il latte di un altro animale anche dopo lo svezzamento) è quello di cuocere e mischiare i cibi che mangia. Vi sono 700 mila forme di vita animale: nessuna tranne l'uomo mangia cibo cotto. L'uomo è la sola specie ad essere malata, oltre agli animali domestici a cui viene dato cibo cotto.

Silvester Graham (1794-1851) (uno dei più eminenti scienziati che per primo a parlato di cure naturali, di igiene naturale, di nutrizione) dichiara: "Se l'uomo si sostenesse interamente con cibo crudo, la sua accurata masticazione e il lento inghiottire e i suoi pasti semplici servirebbero grandemente ad impedire l'iper-alimentazione e a salvarlo dai nocivi effetti di una delle cause più distruttive della vita civile".
Giustamente il movimento del cibo crudo si fa risalire a Graham per il quale, come per Russell Thacker Trall (1812-1877), Allcott, Densmore, Page ed altri, la frutta cruda, le noci e gli ortaggi rappresentano la migliore e la più alta materia nutritiva per l'uomo.
Dice Adolph Just nel suo Ritorno alla Natura: "Non c'erano forse uomini e donne belli migliaia e migliaia di anni prima della scoperta del fuoco? Volete forse credere che la natura abbia trascurato la salute dell'uomo fino a che pillole, medicinali e cibi brevettati non l'avessero salvato?"
Il cuoco arrostisce, bolle, cuoce in umido, aggiunge salse, intingoli, sostanze aromatiche e poi mescola e mescola fino a che della sostanza iniziale, totalmente contraffatta, non è più possibile riconoscere il gusto, il colore, l'aroma. Un cibo che non esiste in natura: adatto ad un popolo destinato ad non esistere. Camuffare la morte, il sapore e il truce aspetto della salma di un animale, con i colori e i sapori della vita, questa in sintesi la professione del cuoco. Più uno chef  è rinomato e famoso, più spavalde, arroganti, avventurose e blasfeme saranno le sue proposte e le sue modificazioni, le sue macchinazioni infernali sul cibo, elaborate in costante contraddizione con le esigenze salutistiche di chi dovrà consumare le sue taroccate opere d'arte culinaria.  Caratteristica peculiare e imprescindibile del cuoco è quella di tenere in totale dispregio le esigenze digestive-assimilative del suo cliente.

RIASSUMENDO:

- il cibo crudo richiede masticazione: esercizio essenziale per i denti;

- la necessaria masticazione assicura un'insalivazione appropriata;

- il cibo crudo preserva i denti e lo stomaco dai danni del cibo cotto;

- i cibi crudi posseggono le giuste proporzioni tra sostanze nutritive e quelle di scarto;

- i cibi crudi tendono ad impedire dannose combinazioni di alimenti;

- i cibi crudi posseggono vitamine, enzimi, sali, acidi, carboidrati, proteine, e grassi in forma organica, cioè altamente assimilabili;

- la necessità di masticare ci consente di assaporare pienamente il sapore del cibo, questo assicura l'appropriato adattamento ad esso dei succhi gastrici;

- i cibi crudi non possono essere facilmente adulterati così come oggi avviene per i cibi inscatolati;

- il cibo crudo non fermenta rapidamente;

- la dieta cruda fa risparmiare energie, tempo e lavoro.

Documento divulgativo tratto da    www.disinformazione.it





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Gli Enzimi digestivi

 

Gli enzimi digestivi



Ø                           PER POTER DIGERIRE CORRETTAMENTE IL CIBO CHE NOI MANGIAMO, ABBIAMO BISOGNO DI CREARE NEL NOSTRO ORGASNISMO, SECREZIONI ENZIMATICHE CHE SI ADATTINO ALLA NOSTRA CORRETTA DIGESTIONE ,DI QUALSIASI CIBO NOI INGERIAMO SI PUO' CHIARAMENTE AFFERMARE, CHE LA MAGGIOR CAUSA DELLE MALATTIE DELL'UOMO E DOVUTA AD UNA  SCORRETTA ALIMENTAZIONE, TALI MALATTIE COMPRENDONO ANCHE IL TUMORE. L'ORGANISMO SECERNE GLI APPROPRIATI QUANTITATIVI E TIPI DI ENZIMI DIGESTIVI, IN RELAZIONE AL CIBO INGERITO. GLI ALIMENTI COTTI AD UNA TEMPERATURA SUPERIORE AI 50° GRADI, MANCANO DI ENZIMI ESSENZIALI ,IL CHE IMPEDISCE UNA DIGESTINE CORRETTA. SE SI VA AD ANALIZZARE IL CONTENUTO ENZIMATICO DELLA SALIVA, NELLE PERSONE CHE PREFRISCONO IN PRIMA ,CONSUMARE MAGGIORMENTE CIBI COTTI, SI NOTERA', UN CONTENUTO DI ENZIMI ASSAI ELEVATO, POICHE' ,PER DIGERIRE I CIBI COTTI, L'ORGANISMO E' COSTRETTO A SECERNERE GLI ENZIMI DA ALTRI ORGANI. NE DERIVA CHE, GLI ORGANI CHE SUBISCONO UN ECCESIVO PRELIEVO DEI VARI ENZIMI, PER POTER METTER IN ATTO LA DIGESTIONE INIZIALE, SI AMMALANO IN QUANTO A LUNGO ANDARE SI TROVANO IN DEFICIT QUANTITATIVO DI RISERVA PERSONALE.  PER ESEMPIO, """SE NOI MANGIAMO UN CAVOLFIORE CRUDO, SI FORMERA' UNA SECREZIONE  ENZIMATICA DIRETTA ,IN QUANTO IL STESSO CAVOLFIORE CRUDO LIBERERA' GLI ENZIMI NECESSARI PER POTER FAR SI, CHE IL CAVOLFIORE SIA DIGERITO ADEGUATAMENTE, MENTRE CON IL CONSUMO DI CAVOLFIORI COTTI, L'ORGANISMO SI TROVERA' A DOVER USUFRUIRE DELLE RISERVE ENZIMATICHE DI ALCUNI ORGANI RIDUCENDO IN ESSI LA LORO RISERVA NATURALE , COL ANDARE DEL TEMPO L'ORGANO DIRETTAMENTE INTERESSATO NEL PRELIEVO FORZATO, RIMARRA' SENZA RISERVE E DI CONSEGUENZA SI AMMALERA'.  TUTTI I CIBI NON TRATTATI  NE ' COTTI CONTENGONO GLI ESATTI TIPI E QUANTITATIVI DI ENZIMI NECESSARI ALLA PROPRIA SCOMPOSIZIONE, ATTA A PRODURRE UNA CORRETTA DIGESTIONE. NEGLI ENZIMI ABBIAMO L'ESSENZA VITALE IN ASSOLUTO,"" LA VITA STESSA NON POTREBBE ESISTERE SENZA ENZIMI"". GLI ENZIMI SONO CLASSIFICATI IN VARI GRUPPI, NELL'AMBITO CLINICO QUELLI PIU' IMPORTANTI SONO GLI ENZIMI IDROLITICI, CHE SI SUDDIVIDONO IN TRE GRUPPI PRINCIPALI:



Ø      ENZIMI DIGESTIVI ---------PRODOTTI DAGLI ORGANI  DELL'APPARATO DIGERENTE ALLO SCOPO DI COADIUVARE LA DIGESTIONE DEGLI ALIMENTI.

Ø      ENZIMI DEGLI ALIMENTI --------PRESENTI IN TUTTI GLI ALIMENTI CRUDI, NON COTTI;

Ø      ENZIMI METABOLICI---------PRODOTTI DA TUTTE LE CELLULE PER ASSOLVERE ALLE LORO RISPETTIVE FUNZIONI.




I PIU' IMPORTANTI ENZIMI DIGESTIVI SONO :

¨      AMIALISI--------DIGERISCE GLI AMIDI,COMPRESI CEREALI  E ORTAGGI AMIDACEI;

¨      CELLULASI------SCOMPONE  LE FIBRE VEGETALI;

¨      LIPASI-------------SEPARA GRASSI ED OLI IN ACIDI GRASSI;

¨      PROTEASI--------SCOMPONE LA PROTEINA IN AMINOACIDI E PEPTIDI A CATENA BREVE.


PER CONCLUDERE

UN PECCATO DI GOLA PUO' ESSERE ACCETTATO, l'IMPORTANTE E CHE CI SI RENDA CONTO DI INCREMENTARE NELL'ALIMENTAZIONE GIORNALIERA, UN CORRETTO CONSUMO DI VERDURE CRUDE E FRUTTA, AL FINE DI MIGLIORARE  E AGEVOLARE UNA CORRETTA DIGESTINE NATURALE INDOTTA DALLA SECREZIONE ENZIMATICA APPROPRIATA  EVITANDO UN PRELIEVO FORZATO AGLI ORGANI DEL CORPO, NON PREDISPOSTI A TALE FUNZIONE. PER ESSERE DIGERITO IL CIBO CARENTE DI ENZIMI DEVE COSTRINGERE  L' ORGANISMO A FAR RICORSO AGLI ENZIM METABOLICI. SE SI RENDE NECESSARIO, POTREBBE ESSERE IMPORTANTE INTEGRARE ALCUNI ENZIMI, POSSIBILMENTE DI NATURA VEGETALE, PER COSI' FAR FRONTE AGLI SCOMPENSI ORIGINALI, IN CUI L'ORGANISMO, O IL DETERMINATO ORGANO, SI TROVA IN CARENZA.




Ferro Francesco

Progetto Eternity

 

 
 
 

Creatina usi nel campo della medicina naturale

Cretatina una potenza micidiale

 

 

La contrazione della muscolatura durante le fasi di sforzo può variare da regolare a intensa  o esplosiva. Per capire meglio, come la creatina influisce sulla contrazione muscolare e necessario conoscere, le fasi del processo energetico. Tramite un complicato processo metabolico, il nostro corpo, consumando principalmente carboidrati e/o grassi con l’ossigeno respirato, produce energia e di conseguenza anche un fosfato chiamato adenosintrifosfato <brevemente ATP> Sarà poi questo fosfato ad accompagnare l’energia nel punto esatto della muscolatura causandone la contrazione.

Quando sottoponiamo il nostro corpo ad un elevato tipo di sforzo causiamo la richiesta di un maggiore fabbisogno di ATP, per far fronte a questo, il corpo richiede l’intervento della ferrea riserva chiamata creatina.

Questo fosfato agisce come il turbo di un motore, aumentando la pressione del’ ATP producendo in brevissimo tempo una grande quantità di energia, senza richiedere l’intervento dell’ossigeno. Riuscendo così la muscolatura a superare lo sforzo, che si trova a dover subire. La creatina è un fosfato presente nelle cellule della muscolatura dove viene sintetizzata (riprodotta).

Negli alimenti è presente nella carne. I felini debbono la loro straordinaria potenza e gli uccelli migratori la resistenza a lunghi voli, grazie all’alto contenuto del fosfato creatina.

La creatina si ritiene uno degli elementi principali da far assumere alle persone che presentano patologie degenerative di deficit muscolare, in quanto aiuterebbero loro ad immagazzinare i quantitativi necessari al sostegno di tutto l’apparato muscolare del corpo, dando energia necessaria alle cellule dei tessuti connettivali del muscolo, ecco perché nelle persone che presentano patologie tumorali dovrebbero essere trattate anche con questo aminoacido particolare.

 

In tale contesto sarebbe bene assumere insieme alla creatina, L-ARGININA, indispensabile per un’ottima crescita—stimola la cresita dell’ormone della crescita- importante nel metabolismo muscolare, agisce come veicolo di trasporto immagazzinando ed eliminando l’azoto in eccesso - incrementa la massa muscolare, diminuendo la quantità di grasso nel corpo, ha un ruolo importante nei problemi post - traumatici, cambiamenti di peso, nel bilancio dell’azotato e nella guarigione dei tessuti, dando aumento al collagene la principale proteina fibrosa che si trova nelle ossa, nelle cartilagini ed in altri tessuti connettivi. Stimola il sistema immunitario - combatte la fatica fisica e mentale - aumenta la spermatogenesi - usata nel trattamento dei disordini epatici (FEGATO) favorisce l’eliminazione dell’ammoniaca, la quale è un veleno per le cellule viventi.

Ferro Francesco

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Il squilibrio alimentare è la cusa delle malattie del corpo

 

Il digiuno può salvarvi la vita
Marcello Pamio - 18 giugno 2009

Prima di spiegare cos'è il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos'è la malattia.
A tal proposito e per completezza, vi invito a leggere l'articolo "La malattia: amica o nemica?" del dottor Sebastiano Magnano.
In estrema sintesi, dal punto di vista igienistico, il "sintomo" (ufficialmente chiamato "malattia") è il tentativo ultimo della Natura, cioè dell'organismo, di eliminare tutte le tossine (alimentari, metaboliche, emozionali, ecc.) che hanno inquinato il corpo.

Il costante avvelenamento
Le tossine entrano nella circolazione sanguigna principalmente attraverso:
1)      Tossiemia esogena, cioè esterna, provocata da alimenti nocivi (combinazioni errate, fermentazioni, putrefazioni intestinali) o sostanze estranee all'organismo (microbi, batteri, ecc.)
2)      Tossiemia endogena, cioè interna, di origine cellulare per la ritenzione di metaboliti. In ogni momento i tessuti (cellule, ecc.) vengono distrutti nel processo chiamato "catabolismo". Questi sono rifiuti tossici che devono essere espulsi quanto prima dal corpo.

L'avvelenamento, sia per opera di cibi tossici e/o combinazioni errate, sia nel caso dei tessuti distrutti, in un organismo sano, forte e in buona salute, viene ridotto ed eliminato dal sangue rapidamente. Quando invece l'energia nervosa non è sufficiente, il sistema di eliminazione non funziona correttamente provocando la ritenzione delle tossine e la costante intossicazione del sangue e dei tessuti. Nel momento in cui tale intossicazione supera una soglia di tolleranza, scatta immediatamente la malattia.

L'energia nervosa
Il troppo freddo o caldo, le preoccupazioni, i traumi, la digestione appesantita, gli sforzi mentali e fisici, la paura, gli eccessi emozionali, la rabbia, il non riposo, ecc. sono tutte condizioni che a lungo andare snervano l'essere umano e disperdono l'energia corporea.
Quando l'energia individuale si abbassa e raggiunge un certo livello (unico ed individuale per ogni persona), viene ritardata l'eliminazione delle tossine, dei rifiuti tossici, con conseguente deposito di scorie e tossine che causano autoavvelenamento.
La zona o l'organo dove avviene il maggior deposito di scorie dipende da persona a persona, dipende dalla costituzione, da eventuali predisposizioni (non certo genetiche, ma epigenetiche, quindi ambientali), dalla zona a "minor resistenza", ecc.
Qualcuno potrà vedere interessate le articolazioni (artrosi, reumatismi, gotta, ecc.), qualcun altro un organo specifico (fegato --> cirrosi, polmoni --> polmonite, reni --> nefrite, stomaco --> gastrite, arterie --> ipertensione), ecc.

Malattia e sintomo
Nonostante queste differenze di locazione il concetto di malattia non cambia: si tratta sempre di una "eliminazione vicariante" operata dal corpo per espellere le tossine e diminuire la pericolosa saturazione tossica.
Sembrerà strano, ma tutti i fattori esterni a noi (freddo, caldo, microbi, virus, batteri, alimenti, ecc.) non possono causare di per sé la malattia, a meno che non provochino snervamento e indebolimento dell'energia vitale, la cui conseguenza è il ritardo nella espulsione delle tossine.
Se e solo se, il sangue si satura di tossine, interviene "l'eliminazione vicariante" detta malattia (o sintomo)!
Quindi in quest'ottica, la malattia altro non è che la Natura stessa che interviene di prepotenza, per liberare il carico tossico dal corpo, e segnalarci che siamo usciti dai binari di una vita sana e naturale.
Il nostro stile di vita globale (alimentazione, mondo dei sentimenti, mondo dei pensieri, le cose che diciamo e come le diciamo, ecc.) viene messo in discussione. Sta a noi comprenderlo e accettarlo, oppure possiamo sempre girare la testa dall'altra parte e prendere la medicina, il prodotto naturale, il farmaco omeopatico, ecc.
Tutte cose che nel bene (medicine naturali) e nel male (farmaci tossici) interferiscono con il meccanismo messo in atto dalla Natura.

STRESS AMBIENTALE - ABITUDINI QUOTIDIANE ERRATE

TRAUMI (FISICI-MENTALI-EMOZIONALI)

INDEBOLIMENTO

ELIMINAZIONE INSUFFICIENTE E RITENZIONE DI TOSSINE

TOSSIEMIA

MALATTIA
Irritazione > Infiammazione > Indurimento > Ulcerazione > Fungosità (cancro)

Qui sopra, dal diagramma codificato dal dottor J.H. Tilden (1851-1940) che esemplifica l'andamento della malattia, si può evincere che la malattia viene sempre dopo una tossiemia generalizzata, e la tossiemia viene sempre dopo un indebolimento energetico causato dallo stile di vita errato (alimenti tossici come le proteine animali, le combinazioni errate, una vita sregolata, poco riposo, ecc.)
Se tutto parte da un indebolimento generale e generalizzato, è logico che il riposo (mentale, fisico, emozionale) è basilare, e infatti in quest'ottica il digiuno è uno degli strumenti chiave.

Virus e batteri
Che ruolo hanno in tutto questo i batteri e virus? Sono esseri così tremendi da dover combattere con ogni strumento?
In questa visione, non sono certo da demonizzare, visto che il nostro corpo è praticamente colonizzato da miliardi di microrganismi, per non parlare dei virus (informazione ricoperta da una proteina) che sono all'ordine del giorno. 
Nonostante quello che viene insegnato nelle scuole di medicina, i pericoli non arrivano dall'esterno se il corpo è sano e forte. Un qualsiasi organismo in perfetta salute "resiste" a qualsiasi "entità estranea", mentre un corpo malato, indebolito da pratiche debilitanti (stress, traumi, alimentazione, ecc.) soccombe a qualsiasi cosa.
I microbi sono dei saprofiti, vale a dire che si nutrono delle materie organiche morte o morenti. In questa maniera se i tessuti si trovano in uno stato tossiemico tale da necessitare una pulizia, allora agiscono positivamente in favore della salute.
Se i tessuti sono sani, ossigenati e nutriti correttamente, il corpo ha numerosi sistemi (pelle, mucose, secrezioni battericide, globuli bianchi, proteine, fegato, milza, linfociti, ecc.) per distruggere i microrganismi che accidentalmente arrivano dall'esterno (cibo, acqua, respirazione, ferite, ecc.).
I microrganismi interni, quindi, vengono "attivati" e/o "disattivati" dal nostro terreno biologico e fungono da veri e propri "spazzini" che aiutano a "pulire" il corpo in determinate situazioni patologiche. Gli antibiotici ("anti-bios" = contro la vita, contro la Natura) per esempio, distruggono tutte le forme di vita, impedendo ai microbi di lavorare e alla Guarigione di manifestarsi.

Cos'è il digiuno?
Diciamo subito che il digiuno non è una cura e nemmeno una terapia: è "semplicemente" il riposo fisiologico dell'organismo!
Parlare di "digiuno-terapia", in termini odierni, non sarebbe molto corretto, a meno ché non s'intenda per terapia il complesso processo di autoguarigione (che però vedremo tra poco).

L'economica della Natura
La Natura si sa, non spreca nulla.
L'organismo umano normale è fornito di una scorta di materiali nutritivi messi da parte sotto forma di grasso, midollo osseo, glicogeno, estratti muscolari, latte, minerali, vitamine, ecc.
Sembrerà impossibile, ma un corpo in buona salute possiede immagazzinata una scorta nutritiva appropriata e sufficiente per superare giorni, settimane e anche alcuni mesi senza cibo.
Se non ci si alimenta, il corpo si avvale di queste riserve per nutrire i tessuti, e quando queste si esauriscono sopravviene il vero e proprio dimagrimento.
Nel sangue, linfa, ossa, specialmente nel midollo osseo, nel grasso, nel fegato e nelle altre ghiandole, persino nelle cellule vi sono riserve di proteine, grassi, zuccheri, minerali e vitamine da utilizzare nei momenti di scarsezza.
Quindi l'organismo a digiuno non verrà danneggiato dall'astinenza se e solo se le riserve saranno sufficienti a soddisfare i bisogni nutritivi dei tessuti e/o organi primari (cervello, polmoni, cuore, sistema nervoso, ecc.).

Per esempio, il glicogeno (amido animale), immagazzinato nel fegato, a bisogno viene trasformato in zucchero e distribuito ai tessuti a seconda le necessità.
Migliaia di esperimenti su persone hanno stabilito che durante il digiuno i tessuti si consumano in ordine inverso alla loro importanza: il grasso è il primo tessuto a scomparire (scompare il grasso dai muscoli, ma il muscolo mantiene la sua integrità ed una forza sorprendente).
Certamente l'organismo a digiuno cala di peso, ma tale perdita, anche se per un periodo prolungato, coinvolge le riserve e non i tessuti organici.
Infine, la perdita di peso varia a seconda del carattere e della qualità dei tessuti, dell'attività fisica ed emotiva svolta, della temperatura esterna, ecc.
Gli stress emotivi, l'attività fisica, il freddo e i tessuti scadenti accelerano il processo del calo di peso.
La regola importante è "in salute o in malattia, mai forzare del cibo nello stomaco"

Nelle malattie acute
Nelle malattie acute (infiammazioni, dolori, febbre, ecc.) la fame non si presenta perché le energie devono essere indirizzate verso altre direzioni piuttosto che "sprecate" per la digestione.
L'energia viene deviata dagli organi digestivi verso il lavoro più urgente, e anche il sangue fa la stessa cosa: viene dirottato verso quelle zone che ne richiedono in quantità.
Vi è assenza di succhi gastrici e le pareti del sistema digestivo secernono muco in quantità; i movimenti muscolari dello stomaco vengono sospesi e viene quindi meno la capacità di digerire il cibo.
Non si deve mangiare durante una crisi acuta, sia perché non si digerirebbe correttamente provocando fermentazioni e/o putrefazioni, ma anche perché il digiuno allevia il dolore e alleggerisce il carico di organi come reni e cuore.
Negli stati febbrili, i medici napoletani di 150 anni fa, facevano digiunare! Oggi? Il medico prescrive tachipirina, novalgina, aspirina, e altri veleni tossici per l'organismo.
Saltare qualche pasto, quando si presentano i primi sintomi, spesso è sufficiente a prevenire lo sviluppo di malattie più serie.

Nelle malattie croniche
Nelle malattie croniche una persona tende a credere di aver fame, ma le sue sensazioni sono solo irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi scompaiono quando si digiuna.
Durante il digiuno si accelerano i processi escretori che liberano velocemente il corpo dalle scorie e tossine che sono causa del disturbo
Nell'anemia e nel diabete, non si può intraprendere il digiuno da soli, ma serve la guida di un esperto igienista

Quattro buone ragioni per digiunare

1- Dimagrimento. Il digiuno è la strada più veloce, sicura ed efficiente per dimagrire.

2- Compensazione fisiologica. Quando si deve digerire un cibo una grande quantità di sangue deve affluire agli organi digestivi e l'organismo conseguentemente tende ad essere pigro, ad addormentarsi. Se si svolge un lavoro pesante, il processo digestivo è praticamente sospeso. Digiunare, conservando le energie digestive, permette di deviarle verso altri canali e quindi di svolgere altri lavori.

3- Riposo fisiologico. Il digiuno permette il riposo del sistema digestivo, ghiandolare, circolatorio, respiratorio, nervoso. Più cibo viene ingerito, maggiore è il lavoro che deve essere svolto dagli organi che formano tali sistemi; in presenza di un digiuno questi organi si riposano. Le ghiandole della bocca e dello stomaco, il tubo digestivo, il fegato e il pancreas non devono lavorare. Il cuore, le arterie si alleggeriscono e riposano. Le ghiandole, all'infuori di quelle che scernono succhi digestivi, riducono la loro attività secretrice. La respirazione rallenta e il sistema nervoso lavora di meno.

4- Eliminazione. Il dottor J. H. Tilden: "Dopo 55 anni trascorsi nel selvaggio mondo delle terapie mediche, sono costretto a dichiarare, senza paura di essere smentito, che il digiuno rappresenta l'unico evacuatore terapeutico sicuro per l'uomo"

Il dottor Felix L. Oswald: "Il digiuno rappresenta il migliore sistema rinnovatore. Tre giorni di digiuno all'anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più efficacemente di cento bottiglie di soluzioni purgative".
Non esiste niente altro che al pari del digiuno che sia in grado di aumentare l'eliminazione delle sostanze di rifiuto dal sangue e dai tessuti.
Le secrezioni represse o i rifiuti trattenuti vengono espulsi dall'organismo ed il sistema risulta purificato. Servono pochi giorni per liberare il sangue e la linfa dalle tossine, ma il digiuno prosegue nella sua azione e provoca l'espulsione delle tossine che da molto tempo erano depositate nei tessuti meno importanti (grasso, organi, ecc.)
Il digiuno costringe il corpo a consumare (autolisi) tutti i tessuti superflui e le scorte nutritive utilizzandole per sostenere i tessuti principali. In questo senso le tossine immesse in circolazione potranno essere espulse dagli organi escretori.

L'escrezione
L'escrezione è una delle funzioni fondamentali della vita ed è essenziale per l'esistenza stessa. L'organismo per mantenersi in vita deve: ASSIMILARE, CRESCERE, ESCRETARE
Abbiamo visto prima che vi è un continuo sforzo da parte dell'organismo di espellere le tossine accumulate, i rifiuti organici e inorganici (metabolismo: anabolismo e catabolismo).
Tutto quello che il corpo non può utilizzare come cibo deve essere espulso dal corpo.
Le energie dell'uomo sono divise sempre tra ASSIMILAZIONE ed ELIMINAZIONE.
Durante il digiuno (sospensione dell'alimentazione) l'eliminazione degli scarti, delle tossine raggiunge livelli unici.
Il riposo da solo aumenta l'eliminazione, anche se non agli stessi livelli.

Tutto ciò che diminuisce il lavoro dell'organismo aumenta quello dell'eliminazione

Forza ed energia durante il digiuno
Per quanto paradossale possa apparire, le persone deboli traggono i maggiori benefici da periodi di astinenza dal cibo, anche perché, la debolezza di solito, non è dovuta a mancanza di cibo ma ad una condizione di intossicazione dell'organismo e da una cattiva assimilazione.

Il digiuno può curare?
Il termine "cura" deriva dal latino che significava "attenzione", "cautela".
Oggi ovviamente ha un altro significato.
Il digiuno non "cura" nulla: è un periodo di riposo fisiologico, l'interruzione di ogni fatica.
Il riposo fornisce all'organismo l'opportunità di fare da solo quello che non riesce a fare in completa attività.

Solo quando le cause vengono eliminate e/o bloccate, il corpo, DA SOLO, può iniziare a guarire. Rimuovere le cause NON significa guarire, significa rendere possibile che i processi ristoratori, rigeneratori, perfezionino il loro operato.
Questo operato si chiama AUTOGUARIGIONE

Guarire, a differenza di curare, è un processo biologico, NON è un'arte.
Un chirurgo può cucire una ferita ma non può guarirla, può mettere insieme le estremità di un osso rotto ma non può unire o saldare le due parti. SOLO l'organismo può fare questo.

Guarire è un processo naturale

Ogni GUARIGIONE è in realtà solo AUTOGUARIGIONE e per tanto il digiuno non è una cura.
In quanto riposo fisiologico, il digiuno permette all'organismo di autoguarirsi, fornendo al corpo l'opportunità di lavorare con meno sforzi.

Alcune cosa da sapere nel digiuno
1- Quando si inizia a digiunare quasi inevitabilmente si presentano sviluppi fisici che non devono allarmare: lingua bianca, bocca e alito cattivo, denti impastati, mal di testa, ecc.
Sono tutte condizioni che rappresentano il processo purificatore. Appena il corpo scarica il suo fardello tossico, inizia il processo di purificazione della lingua, prima la punta e poi sui lati e alla fine bocca e lingua puliti.
2- L'urina può diventare scura, quasi nera, dall'odore forte, anche se si beve solo acqua. Indice del lavoro renale di eliminazione.
3- La perdita di peso è dovuta all'utilizzazione delle riserve organiche
4- La debolezza è dovuta all'inattività funzionale. Si è molto rilassati, il cuore e la respirazione rallenta, la circolazione si calma. La debolezza iniziale è dovuta all'assenza della "solita stimolazione": caffè, ecc.
5- L'aspetto più noioso forse è rappresentato da nausee e vomito, che però sono importanti crisi purificatorie.
6- Il riposo (fisico e mentale) è fondamentale.
7- L'esercizio fisico all'aria aperta moderato è molto importante
8- Il raffreddamento inibisce l'eliminazione, per cui bisogna stare al caldo.
9- Bere acqua fresca pura, non fredda.
10- I bagni di sole sono un fattore nutritivo di grande aiuto nel digiuno, basta non abusarne.
11- Niente purganti durante il digiuno

L'interruzione Del digiuno
Il momento ideale per interrompere il digiuno è quando si manifesta il ritorno della fame.
La lingua è pulita e l'alito è sano.
L'interruzione e la ripresa alimentare è fondamentale per non vanificare il tutto.
Si può riprendere mangiando cibi leggeri come frutta e verdure. Tre pasti al giorno, semplici e non ricchi, formati da cibi freschi.


Bibliografia:
"Il digiuno può salvarvi la vita", dottor Herbert Shelton, ed. Manca
"La Tossiemia causa primaria di malattia" dottor J.H. Tilden, ed. Manca 
"Tossiemia e la disintossicazione" di Emanuele Dimauro, tratto da "Igiene Naturale e Salute", nr.78-79-80, aprile 2009

Articolo tratto da:      www.disinformazione.it

                                                                    Progetto Eternità


 

 
 
 

Magnesio x curare tutte le malattie

 

Magnesio piccolo miracolo della natura

 

 

Questo sale minerale , se usato nella giusta forma corretta, potrebbe veramente salvarvi la vita. Il Magnesio è il minerale più importante nell'organismo. Esso infatti , attiva oltre 300 differenti reazioni biochimiche tutte necessarie all'organismo per funzionare in modo adeguato. Tutti gli altri minerali più importanti sono dipendenti dalla presenza di Magnesio per poter svolgere la loro funzione. Incluso Calcio, Potassio, e Sodio. Contrariamente a quanto si crede, la carenza di Magnesio è comune anche fra coloro che lo integrano regolarmente. Ci sono tante motivazioni che comportano ad una caduta dei valori di Magnesio nel organismo, fra questi, c'è lo Stress quotidiano ,fattore rilevante nel far esaurire le riserve  molto più rapidamente di quanto si possa pensare. Il Calcio un grande minerale, necessita del Magnesio per poter essere assimilato nel nostro corpo. Comunque il calcio non deve essere mai preso da solo. Altrimenti esso eliminerà il Magnesio dalle altri parti del corpo per poter essere assimilato. Ciò determinerà una carenza di Magnesio e la persona si sentirà peggio. Coloro che bevono latte sono spesso e volentieri soggetti ad uno stato di stanchezza fisica, il latte è composto da otto parti di Calcio ed una di Magnesio. Un sincronismo non adeguato per le reali funzionalità dei due sali minerali. L'eccesso di Calcio nell'organismo formerà dei depositi, quali calcoli biliari,calcoli renali, depositi di calcio nelle giunture (causando l'artrite. Tutto questo scompare dopo aver assunto molto Magnesio sotto forma di bevanda. Calcio e Magnesio lavorano insieme. Purtroppo, gli stress causati dalla vita moderna, dalle condizioni ambientali o mentali, consumano le riserve di Magnesio, molto più rapidamente di quello che si potrebbe pensare. Una integrazione extra di Magnesio, può sesso essere l'elemento risolutivo nei casi di persone soggette a stati di stress, portando la persona ad un graduale rilassamento del copo. Il Magnesio è assolutamente sicuro, se ne assumete parecchio l'organismo provvederà ad eliminarlo da solo: Il peggio che vi potrà accadere sarà la sua eliminazione attraverso la diarrea. Non ha altri effetti collaterali. Per appurare quale sia la quantità massima di cui l'organismo ne ha bisogno, fate questo: assumete la bevanda di Magnesio in quantità crescente fino a quando come effetto, si avrà la comparsa della diarrea, diminuite quindi di una dose il livello di assunzione sino ad arrivare alla scomparsa della diarrea. Questa sarà la dose massima che il vostro organismo potrà assumere. Il Magnesio lavorerà nonostante l'asunzione di sostanze medicinali e cure mediche. Il Magnesio attiva un Enzima che si trova in tutte le membrane cellulari. Questo Enzima controlla il corretto equilibrio fra Sodio e Potassio, mantenendo il Sodio nel liquido extra cellulare ed il Potassio all'interno delle cellule. Questo equilibrio è necessario per il normale equilibri dell'acqua, per l'attività cellulare e per la produzione di energia cellulare. Senza sufficiente Magnesio a livello cellulare, il Potassio sarà rapidamente espulso dall'organismo generando una carenza che causerà stanchezza, collasso da calore e debolezza. Molti giovani  che frequentano sport , purtroppo alcuni sono anche morti, senza che nessuno spiegasse una reale causa dell'evento funesto. Forse da ricercare proprio in una sbagliata integrazione dei sali minerali ed aminoacidi ,che questi assumono prima di un prolungato ,sforzo fisico o di una vera competizione sportiva come ad esempio il calcio o la corsa in bicicletta.

Il Calcio contrae i muscoli, il Magnesio li rilassa. Quando il Magnesio è carente, i muscoli rimangono contratti causando crampi, e non dimentichiamoci che il cuore è un fondamentale muscolo, questo può accadere quando avete troppo Calcio e troppo poco Magnesio immagazzinato nell'organismo: IlMagnesio aiuta dando una scorta energica alle cellule; senza Magnesio vi sentirete stanchi, andando incontro a conseguenze di stanchezza cronica , o a patologie più gravi che possono portare il soggetto anche alla morte per arresto cardiaco.




                                                                       Progetto Eternity


 

 
 
 

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Per amore di un Angelo

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La ricerca non può e non

Deve fermarsi

Nessuno può permettersi di violare

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Dell’intera esistenza

Universale e Umana

 PROGETTO ETERNITA’

 Dopo alcuni anni di studio ed esperienza personale ho scoperto una cura contro tutte le malattie debilitanti ,degenerative che portano la persona ammala, oppure ammalata terminale a morire sennò vivere, una vita molto disagiata ed  invalidante.

Il concetto di terapia detta anche orto molecolare si basa sul principio di un totale riequilibrio delle Difese Immunitarie del corpo Umano.

Si va a ristabilire la funzione delle difese immunitarie attraverso il riequilibrio fisiologico dei vari nutrienti come - Aminoacidi,Vitamine e Sali Minerali-

 Vengono integrati anche eventuali farmaci nel caso di dover intervenire sul malato Terminale in Gravissime condizioni di salute tenendo ben presente che la maggior parte di questi ammalati si è già

 ( senza ottener un risultato positivo )

sottoposta alla chemioterapia e raggi, cobalto ecc.

Di per se sembra facile e di semplice applicazione integrare nel corpo Umano gli ingredienti necessari per rimanere in piena Salute, ma così’ non e proprio semplice, anche perché ogni persona ha uno suo personale metabolismo e risponde alle terapie integrative dei vari elementi che dovrà assumere ognuno in maniera diversa, di conseguenza la terapia dovrà essere somministrata in maniera differente su ogni persona.

L’integrazione degli elementi integrativi devono essere assunti in una perfetta armonia fra di loro e solo in tale contesto si potrà ottenere quel risultato importante che porterà l’ammalato ad una sicura e rapida guarigione .

Progetto Eternità lavora solo nell’interesse della persona ammalata , io seguo giornalmente i pazienti che si rivolgono a me, non come fanno i medici di oggi, che ti prescrivono un farmaco, e dopo che tu sei uscito dal loro studio già si dimenticano della persona ammalata.

Le persone ammalate vanno seguite da me tutti i giorni,voglio chiaramente specificare che la causa di tutte queste patologie, degenerative e dovuta ad una scorretta alimentazione che nasce già  dal periodo gestionale nel grembo della madre, e poi col tempo avanzando nell’ età, queste persone non avendo ricevuto una corretta informazione si sono portate dietro a se tutte le reali conseguenze  di un vivere malsano.bisogna poi aggiungere altri fattori esterni che qui no sto a spiegare,

I dati personali delle persone ammalate non vengo divulgati senza il loro pieno consenso, anche nel rispetto della  privacy  di ognuno di loro.Le persone che desidereranno curarsi col protocollo terapeutico che io loro consiglierò avranno tutte le informazioni necessarie del caso,alle persone ammalate sarà rilasciata una mia dichiarazione firmata che garantirà la totale guarigione della malattia al 100%. Entro un tempo prestabilito

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guarire si può

 

REFLUSSO GASTRICO:

I SINTOMI ATIPICI



 

I disturbi caratteristici del reflusso riguardano l'apparato digerente, ma esistono anche fastidi che oltrepassano i confini di stomaco ed esofago e possono essere sintomo di questa problematica

Si sa, il reflusso gastroesofageo è dovuto alla risalita nello stomaco del contenuto gastrico. Non sorprende, quindi, che i sintomi tipici di questo disturbo riguardino l'apparato digerente.

Ma, accanto al rigurgito e alla sensazione di bruciore alla bocca dello stomaco possono comparire altri disturbi di natura non gastroenterologica e che, per questo motivo, vengono definiti "sintomi atipici" del reflusso.

Anzi, a volte i sintomi tipici mancano e il disturbo può essere diagnosticato solo in base a questa sorta di effetti collaterali.

I sintomi atipici riguardano per lo più l'apparato respiratorio, ma non mancano nemmeno fastidi di pertinenza otorinolaringoiatrica.

A volte, poi, la sensazione di bruciore al petto causata dal reflusso è talmente intensa da essere confusa con un'angina pectoris e viene classificata dai medici come "dolore toracico non cardiaco".

Un reflusso non solo esofageo

Proprio perché spesso il contenuto gastrico va a invadere anche distretti corporei diversi dall'esofago si può parlare di reflusso gastro-faringeo (con il coinvolgimento della gola) e gastro-faringo-laringeo (in cui vengono coinvolte anche le corde vocali).

Ne conseguono faringiti e rinofaringiti, russamento, laringiti, raucedine, gengivite, salivazione abbondante, alitosi e persino carie.

A volte è anche possibile che il reflusso sia associato a disfagia o odinofagia, cioè a difficoltà o dolore nella deglutizione.

Asma da reflusso o da riflesso...

Ma i segni più facilmente riscontrabili sono quelli a carico delle vie respiratorie, come l'asma bronchiale, che può essere sintomo di reflusso soprattutto se non c'è produzione di catarro.

Attualmente non è stato ancora chiarito se le crisi asmatiche siano dovute al passaggio del contenuto gastrico nei bronchi (teoria "da reflusso") o da un riflesso scatenato dal materiale acido nel tratto inferiore dell'esofago (teoria "da riflesso"). È probabile che entrambi i meccanismi contribuiscano a generare l'asma.

... e altri sintomi respiratori

Il reflusso può causare anche laringospasmo e polmoniti da aspirazione, così chiamate perché sono dovute a una vera e propria aspirazione del contenuto gastrico nei polmoni.

Infine, anche l'aumento della produzione di catarro, una tosse persistente (che può addirittura arrivare a far sputare del sangue), la sensazione di nodo in gola (il cosiddetto bolo ipofaringeo), sinusiti, bronchiti e broncopolmoniti ricorrenti possono indicare la presenza di reflusso.

Attenzione ai danni a lungo termine

Così come la risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago può causare, a lungo termine, lesioni gravi, anche il suo passaggio in altri organi può avere conseguenze importanti.

Esempio tipico è ciò che può accadere a livello delle corde vocali: episodi di reflusso ripetuti possono lesionarle e predisporle alla formazione di granulomi, masse non tumorali di origine infiammatoria. Altre conseguenze possono essere laringiti croniche, polipi e carcinomi.

Una diagnosi a trecentosessanta gradi

L'immediata conseguenza di una sintomatologia così varia fa sì che la diagnosi del reflusso possa richiedere il parere di diversi specialisti, in modo da mettere in atto la terapia più adatta alla risoluzione del problema.

Silvia Soligon

Reflusso gastroesofageo:

a volte sembra una tosse

Mal di gola e tosse: niente di strano, soprattutto in autunno. Ma a volte, dietro questo sintomo all'apparenza banale, ci può essere altro.

Una tosse secca, stizzosa, che non vuole andare via. Succede più o meno a tutti quando la stagione autunnale sta per cominciare. Un disturbo banale, che però può nascondere un pericolo insidioso e difficile da svelare se non ci sono altri sintomi: il reflusso gastroesofageo.

In pratica funziona così: quando il materiale acido risalito dallo stomaco raggiunge l'esofago, e magari anche la laringe e la faringe, stimola in queste sedi un riflesso "difensivo" che induce la tosse. Le mucose delle alte vie respiratorie infatti non sono abituate a sopportare un ambiente acido e si infiammano.

La tosse, in realtà è considerata un sintomo atipico del reflusso, anche se a volte è il primo a comparire.

Può succedere dopo aver consumato un pasto abbondante, magari assieme alla sensazione di gonfiore allo stomaco e digestione difficile.

Se il disturbo è occasionale in genere non c'è problema. Per tenerlo a bada basta stare attenti a quello che si mangia e a come. Ma se il problema si ripresenta spesso è il caso di mettere in conto una visita medica.

  Difficile da riconoscere

Data la natura variegata dei suoi sintomi, tra i quali possiamo trovare oltre alla tosse secca alcuni disturbi respiratori come un'asma bronchiale oppure un aumento della salivazione, dolore allo stomaco e bruciori, la diagnosi di questa malattia non è sempre facile.

In passato, questi disturbi erano genericamente attribuiti a una dispepsia o a una gastrite. Ora sappiamo invece che in alcuni casi si tratta di malattia da reflusso gastroesofageo.

Per questo, quando c'è una tosse sospetta, che fatica ad andare via dopo i canonici cinque o sei giorni, è bene rivolgersi al proprio medico di famiglia il quale, valutando il caso, potrà decidere di prescrivere una visita specialistica.

Gli esami da fare

L'acido cloridrico e la bile risalendo per l'esofago fino alla bocca possono provocare lesioni all'epitelio esofageo, con formazione, nei casi cronici, di erosioni e ulcere.

A questo punto si parla di esofagite. A volte la struttura dell'epitelio, sottoposto a tali stress continuati nel tempo, può addirittura cambiare la propria struttura.

Le analisi che si fanno per mettere in evidenza questi fenomeni sono un po' invasive, come per esempio l'endoscopia esofagea. Ma sono essenziali per la diagnosi di reflusso.

Un'altra analisi importante è la pH-metria esofagea, che misura il livello di acidità presente nell'esofago. Se una persona soffre di reflusso, infatti, l'acidità nel suo esofago cambia nel corso della giornata perché il materiale che risale dallo stomaco è acido: a ogni episodio di reflusso il pH si abbassa, cioè diventa più acido.

La pH-metria permette anche di sapere quanti episodi di reflusso capitano a una persona durante una giornata.

Si cura così

Le terapie farmacologiche per trattare il reflusso gastroesofageo implicano antiacidi e farmaci che abbassano l'acidità dello stomaco, nonché i procinetici, molecole che accelerano lo svuotamento gastrico.

In alcuni casi più gravi è necessario un intervento chirurgico, di solito condotto in laparoscopia.

Stili di vita salva esofago

L'obesità, una dieta ricca di grassi e di sostanze che stimolano la secrezione di acido gastrico, come l'alcol, il caffè e la cioccolata, e cattive abitudini alimentari come il masticare velocemente, saltare i pasti e mangiare in modo disordinato sono tutti fattori che dovrebbero essere attenuati, se non eliminati, per ridurre gli effetti negativi di un reflusso gastroesofageo.

Domenico Lombardini

 Inibitori della pompa protonica

Che cosa sono

Gli inibitori della pompa protonica (IPP) sono farmaci che servono a ridurre l'acidità dei succhi gastrici.

In particolare, essi appartengono alla categoria degli antisecretivi, così detti in quanto agiscono bloccando la secrezione di acido cloridrico da parte delle cellule dello stomaco deputate a questo compito (cellule parietali).

Come funzionano

Gli inibitori della pompa protonica bloccano in modo stabile l'enzima H+/K+-ATPasi (idrogeno-potassio adenosintrifosfatasi), noto appunto come "pompa protonica", dalla cui azione dipende il rilascio di acido cloridrico da parte delle cellule parietali.

Dato il loro meccanismo di azione, questi farmaci bloccano la pompa protonica a prescindere dai diversi stimoli che possono attivarla sia in condizioni basali (a digiuno) sia in seguito ad assunzione di cibo, risultando così molto efficaci nel contrastare l'iperacidità gastrica indipendentemente dalle sue cause.

Quali sono

Le molecole appartenenti al gruppo degli inibitori della pompa protonica al momento disponibili in Italia sono cinque: omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo.

Sono disponibili anche formulazioni che non necessitano di ricetta medica e sono pertanto adatte all'alutomedicazione.

Indicazioni

Gli inibitori della pompa protonica sono impiegati nella terapia di svariate condizioni legate a iperacidità gastrica: dispepsia acidocorrelata, ulcera gastroduodenale, sindrome di Zollinger-Ellison.

Vengono utilizzati anche per il trattamento e la prevenzione dell'esofagite associata a malattia da reflusso gastroesofageo, per il trattamento e la prevenzione dell'ulcera gastroduodenale nel corso di terapie con antinfiammatori non steroidei (Fans), in aggiunta agli antibiotici, nel trattamento per l'eradicazione di Helicobacter pylori.

Effetti collaterali

Gli inibitori della pompa protonica sono generalmente farmaci ben tollerati, che danno infrequentemente effetti collaterali. Tra questi i più comuni sono cefalea, diarrea, dolori addominali e nausea.

Da tenere in considerazione durante il trattamento con inibitori della pompa protonica è invece la possibilità che essi interferiscano con altri farmaci (anticoagulanti, contraccettivi, antiepilettici, cardiotonici, antibiotici, psicofarmaci eccetera) assunti nello stesso periodo e che possano limitare l'assorbimento intestinale di alcuni nutrienti (in particolare la vitamina B12).

Il loro utilizzo va valutato con cautela in caso di insufficienza epatica, insufficienza renale, gravidanza e allattamento.

Silvia Soligon

  

 

 
 
 

sindrome delle gambe senza riposo

 

SINDROME

 DELLE GAMBE SENZA RIPOSO

 

La sindrome delle gambe senza riposo si può manifestare in soggetti che fanno uso di stupefacenti,In soggetti che fanno abuso di determinati farmaci (tranquillanti,sedativi,analgesici)

Molto probabilmente alcune cause possono riscontrarsi in soggeti con carenza di Vitamine-Minerali-Aminoacidi

La Sindrome delle gambe senza riposo si manifesta con disestesie, ossia sensazioni spiacevoli agli arti che compaiono nei momenti di inattività corporea, si aggravano nelle ore notturne e sono frequentemente associati a iperattività motoria. A tali sensazioni i pazienti attribuiscono spesso definizioni differenti: fastidio, tormento, smania, agitazione interna, calore, bruciore, nervi che tirano, scosse, formicolio, prurito, animaletti in movimento, solletico ecc.

Chi soffre di questa malattia non riesce a mantenere a lungo la stessa posizione, fa fatica a stare sdraiato o seduto e ricorre a una serie di strategie per alleviare i disturbi come camminare, stare in piedi o stirarsi l'arto interessato.


CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO (RLS)

  • Il sintomo principale della RLS è il forte bisogno di muovere le gambe, bisogno che può diventare irrefrenabile. Questo impulso di solito è associato a sensazioni spiacevoli, descritte frequentemente come qualcosa che si muove in profondità nelle gambe.
    Queste sono sensazioni generalmente molto sgradevoli, che in una minoranza dei soggetti possono essere associate a dolore. Formicolio, prurito, crampi, scosse, smania, fastidio sono alcune delle parole che descrivono queste sensazioni. Quando si manifestano, questi disturbi sono associati all'impulso di muoversi; tuttavia, molti pazienti non riportano alcuna sensazione se non il bisogno di muovere le gambe. (Talvolta i sintomi possono estendersi anche alle braccia e raramente ad altre parti del corpo).
  • I sintomi della RLS si manifestano o peggiorano quando la persona affetta è a riposo. A periodi di riposo più lunghi corrispondono generalmente una maggiore probabilità di insorgenza dei sintomi e una loro intensificazione.
  • I sintomi sono alleviati dal movimento delle estremità interessate. Con il moto, possono scomparire temporaneamente o solo attenuarsi e il sollievo generalemnte inizia non appena il soggetto comincia a muoversi, o poco dopo, e continua per la durata dell'attività motoria. Camminare è l'attività preferita in particolare dai pazienti con i sintomi più gravi. Questa sindroma è solitamente associata a una maggiore attività motoria durante i periodi di riposo e durante il sonno.

I sintomi della RLS peggiorano di sera e di notte, specialmente quando l'individuo si corica. (I sintomi RLS che si manifestano sedendosi o coricandosi di mattina non sono gravi come quelli avvertiti dai pazienti sedendosi o coricandosi di sera o di notte).

L'intensità e la frequenza di questi sintomi, così come la loro periodicità, impattano drammaticamente sulla qualità della vita del paziente e di chi dorme con lui. Il sonno della vittima infatti può, nei casi più gravi, diventare impossibile, così come diventa difficoltoso guidare, stare in seduti sull'aereo o al cinema. I sintomi si manifestano prevalentemente tra le 10 di sera e le 4 del mattino, hanno cioè un andamento circadiano e non risparmiano le persone che lavorano di notte.

Un'alta percentuale dei soggetti con questa sindrome (circa il 70%) presenta durante il sonno anche piccoli scatti alle gambe, ogni 30-40 secondi (mioclono notturno, o Periodic Limb Movements). Così il soggetto si risveglia in maniera completa o presenta dei brevi risvegli incoscienti che frammentano il sonno, rendendolo poco riposante.

Riassumendo, quattro elementi sintomatologici risultano fondamentali per un'identificazione corretta di RLS (tutti e quattro devono essere presenti), e devono quindi essere indagati dal medico.


1. Il paziente avverte un desiderio impellente di muovere le gambe, associato a parestesie (formicolii) o disestesie (alterazioni della sensibilità). Più frequentemente i pazienti riferiscono questa spiacevole sensazione al polpaccio, solo occasionalmente alla coscia, al piede o agli arti superiori. Oltre a parestesie e disestesie, molti pazienti riferiscono sensazioni vaghe, non dolorose, indefinibili, spesso bilaterali, che identificano nei modi più vari: formicolio, strisciamento, pizzicorio, bruciore, prurito, dolenzia.

2. I sintomi vengono esacerbati dal riposo. Questa spiacevole sensazione compare con il riposo e l'inattività (coricarsi nel letto, ma anche viaggiare in macchina, in aereo, in treno o sedersi al cinema, a teatro) e non è scatenata da una particolare posizione del corpo.

3. I sintomi scompaiono parzialmente o totalmente con il movimento. Questo sollievo cessa nel momento in cui si sospende l'attività fisica. Con il progredire della malattia l'efficacia del movimento nell'attenuare la sintomatologia tende a diminuire.

4. I sintomi compaiono o peggiorano durante il riposo notturno e l'inattività; in genere compaiono verso sera e aumentano drasticamente nelle ore prossime alla mezzanotte, tendendo a diminuire spontaneamente solo nelle prime ore del mattino.

Col passare del tempo, il paziente può vedere compromesso il proprio equilibrio psico-fisico e possono comparire ansia, insonnia, depressione e stanchezza cronica.

TERAPIA FARMACOLOGICA

In Italia come negli USA non è stato ancora approvato nessun farmaco specifico per il trattamento della RLS, ma vi sono diversi medicinali approvati per altri disturbi che sono oggetto di studi clinici per la RLS. Questi farmaci si dividono in 4 classi principali: agenti dopaminergici, sedativi, antidolorifici e anticonvulsivanti. Ogni farmaco o classe di farmaci ha sia benefici, che rischi ed effetti collaterali. La scelta dipende dal periodo in cui i sintomi si manifestano e dalla loro gravità.

Agenti dopaminergici

Il trattamento principale e di prima scelta dell'RLS consiste negli agenti dopaminergici e principalmente gli agonisti dopaminergici come Mirapexin (pramipexolo), Nopar (Pregolide), Requip (ropinirolo) e Cabaser (cabergolina) ma anche farmaci come il Sinemet (carbidopa/levodopa) e il Madopar (benserazide/levodopa), che provocano l'aumento della dopamina nell'organismo. Benchè gli agenti dopaminergici siano usati per trattare il morbo di Parkinson, la RLS non ha niente a che fare con questa malattia. Tutti questi farmaci devono essere assunti inizialemnete a bassi dosaggi, che vanno aumentati molto lentamente per ridurre i possibili effetti collaterali.
Fra gli agenti dopaminergici, la levodopa (Sinemet, Madopar) è stato il farmaco utilizzato più a lungo ma di recente ha dimostrato di causare un serio problema nella maggiore parte dei pazienti che lo assumono per il trattamento dell'RLS, ossia l'accentuazione dei sintomi della malattia. Se lei prende Sinemet o Madopar, è bene che sia al corrente di questo problema e che lo discuta con il suo medico curante. Inoltre, eviti di prendere la levodopa meno di 2 ore dopo un pasto ad alto valore proteico.

Quando si verifica una accentuazione o progressione della malattia causato dalla terapia farmacologica (la maggior parte delle volte Sinemet o Madopar), la dose di agente dopaminergico prescritta, permette sì di alleviare i sintomi in modo da poter dormire di notte, ma le sensazioni agli arti inferiori, il bisogno di muoversi e l'irrequietezza si manifestano più frequentemente, con intensità maggiore e più presto nella giornata (presto la sera, durante il pomeriggio o addirittura in mattinata). La RLS può anche diffondersi in altre parti del corpo, come le braccia.
In caso di progressione, l'aumento della dose di farmaco molto probabilmente peggiora i sintomi, piuttosto che migliorarli. Molte persone colpite da questa progressione devono utilizzare altri medicinali. Eviti, però, di interrompere bruscamente la sua terapia attuale.
Si rivolga invece al suo medico o allo specialista.

SEDATIVI

I sedativi-ipnotici sono i farmaci più efficaci per migliorare i disturbi del sonno associati alla RLS. Sono somministrati al momento di andare a dormire, spesso in associazione a un agente dopaminergico, o per individui che manifestano sintomi principalmente durante la notte. Il farmaco prescritto più di frequente e più efficace è il clonazepam (Rivotril).

ANTIDOLORIFICI

Gli antidolorifici sono prescritti in misura maggiore per pazienti con sintomi gravi e persistenti. Alcuni esempi di farmaci in questa categoria includono la codeina e il tramadolo (Contramal).

ANTICONVULSIVANTI

Questi farmaci sono particolarmente efficaci per alcuni fra i pazienti con forti sintomi diurni, specialmente coloro affetti da una forma dolorosa di RLS o associata neuropatia. Gabapentin (Neurontin) è l'anticonvulsivante che ha mostrato i risultati migliori nel trattamento dei sintomi della RLS. Altri farmaci utlizzati sono la carbamazepina (Tegretol) e l'acido valproico (Depakin).

 

Autoerotismo come terapia

Sindrome delle gambe senza riposo, la masturbazione aiuta

 

La sindrome delle gambe senza riposo pare trovi giovamento dall'autoerotismo.

Disturbo del sonno: la sindrome da gambe senza riposo

La sindrome da gambe senza riposo, e' caratterizzata da una sensazione di fastidio alle gambe, che la persona avverte nel momento in cui va a dormire, o comunque quando e' a riposo.

Piu' precisamente le sensazioni sono:
formicolio, crampi, irrequietezza, prurito, a volte anche solo difficolta' a tenerle ferme, ed un bisogno irresistibile di muoverle.

Questo spesso porta la persona ad alzarsi dal letto e camminare, fino a che non sente che il disturbo diminuisce.

La sindrome da gambe senza riposo provoca difficoltà ad addormentarsi, ed i possibili frequenti movimenti delle gambe durante il sonno possono provocare risvegli.

E' possibile, quindi, che di giorno la persona si senta stanca e deconcentrata.

Ne soffrono di frequente le donne in gravidanza e le persone di mezza eta'.

Il disturbo può peggiorare in gravidanza, con l'assunzione di caffeina, in caso di anemia, oppure se esposti per molto tempo in ambienti caldi o freddi.

 

La dopamina prodotta dal corpo in seguito all'autoerotismo e sesso in coppia, può aiutare nel ridurre la sintomatologia

Generalmente si usano anticonvulsivanti o benzodiazepine per curare la sindrome delle gambe senza riposo, altrimenti detti anche sindrome di Ekbom. Si tratta di una malattia che colpisce con maggior frequenza le donne dai 35 ai 50 anni. I sintomi sono un po' particolari: si ha una voglia irrefrenabile di muovere le gambe e in alcuni casi anche formicolii, prurito e dolore.
Ma ora, al posto dei farmaci, sembra esserci una cura più naturale e, come dire, piacevole. Stiamo parlando dell'autoerotismo. Soluzione particolare suggerita dai ricercatori dell'Università Federale di San Paolo in Brasile.

Purtroppo, da quando la patologia  stata riconosciuta non se ne conoscono ancora le cause. Tuttavia, in seguito ad autopsia cerebrale e alcuni studi di imaging si è potuto notare che nelle persone che ne soffrono vi è uno squilibrio di un ormone denominato dopamina. Questo, secondo gli scienziati, suggerisce che un fattore determinante è proprio lo squilibrio della dopamina.

L'assunzione di farmaci a base di dopamina, infatti, sembrano aver sortito buoni risultati. Ma gli autori dello studio hanno voluto vedere se anche il sesso o la masturbazione producevano lo stesso effetto. E, anche in questo caso, i risultati sono stati buoni.
Luis Marin e i colleghi che hanno partecipato alla ricerca hanno ipotizzato che il rilascio di dopamina legato all'orgasmo potesse giocare un ruolo chiave nella riduzione dei sintomi.

Un orgasmo offre una delle più grandi esplosioni naturali di dopamina a nostra disposizione. Gert Holstege dell'Università di Groningen dei Paesi Bassi è riuscito a fare una scansione del cervello degli uomini durante l'eiaculazione e ha potuto constatare che le immagini erano molto simili a quelle che si evidenziavano dopo l'assunzione di eroina.
Anche se l'aumento della dopamina in seguito all'orgasmo è temporaneo, il suo effetto è molto simile a quello che si ottiene con i farmaci a base di ormoni. Quindi fare sesso o masturbarsi prima di dormire garantisce una notte tranquilla, senza problemi e "gambe in movimento".

Insomma, i risultati sono promettenti e anche come tipo di terapia, bisogna ammetterlo, non è poi così male. Se poi si considera che con tutta probabilità ha meno effetti collaterali di un farmaco tradizionale. Unico neo è che bisogna solo dedicarci un po' più di tempo rispetto all'assunzione di

un medicinale.

 

 
 
 
 
 

L'importanza del testosterone come prevenzione e cura nelle malattie degenerative come il cancro

Post n°27 pubblicato il 07 Novembre 2010 da progettoeternity

 

Testosterone Studi e ricerche scientifiche sulle proprietà di questo ormone nel campo oncologico.

 

Nell'ambito della prevenzione e cura delle malattie degenerative comprese quelle oncologiche, il testosterone inizia ad avere riscontri sempre più positivi, molti studi scientifici stanno dimostrando la vera importanza che questo ormone ha sui malati oncologici e su svariate altre patologie.

La fama del testosterone nella realtà era nota, come un percussore del cancro alla prostata e sino a poco tempo fa nel ramo medico si cercava di capire quali meccanismi il testosterone poteva avere oppure come poteva influenzare la nascita non solo del carcinoma prostatico ma anche di altre patologie degenerative.

Ora invece le cose stanno cambiando e si scopre che nella realtà il testosterone non è il percussore diretto nella formazione dei tumori prostatici, ma è invece un ormone essenziale per la prevenzione e cura nel campo oncologico. Quando si somministra il testosterone a uomini che ne sono carenti, ci si limita a sostituire le quantità normali che non hanno alcun effetto sulla ghiandola prostatica se non quello di provocare forse un piccolo aumento della prostata, DHT. (Diidrotestosterone)

Il testosterone è convertito in DHT per mezzo dell'enzima 5-alfa riduttasi, che si presenta in due isoforme ed è attivo nel tessuto prostatico.

Il DHT è la causa principale del cancro alla prostata ,è l'ormone che controlla la crescita della ghiandola prostatica. Nel tessuto prostatico è anche presente l' enzima aromatasi,che converte il testosterone in estrogeni. Gli ormoni presenti nella ghiandola prostatica sono il DHT e gli estrogeni, non il testosterone, che nella prostata agisce come pro-ormone. Di fatto le prove indicano che sono gli ormoni suddetti, piuttosto che il testosterone, a causare il cancro alla prostata. Il legame tra il DHT e il cancro alla prostata è confermato da studi svolti con farmaci che inibiscono l'attività del 5AR. Uno degli studi suddetti ha coinvolto la finasteride, o Proscar, che abbassa i livelli di DHT di circa il 76%, lo studio ha dimostrato una riduzione del 25% di incidenza del cancro alla prostata. Se le cose stanno così, i medici che si rifiutano di prescrivere la terapia con cortioolo agli uomini che ne sono clinicamente carenti commetto un errore di negligenza e magari persino un omicidio perché si rifiutano di fornire una terapia potenzialmente preventiva.

La verità è che gli uomini che seguono una terapia sostitutiva con testosterone non hanno unn'incidenza maggiore di cancro alla prostata. Le prove suggeriscono il contrario: gli uomini con livelli bassi dell'ormone potrebbero essere predisposti a sviluppare la malattia oncologica.

Testosterone : l'ormone maschile per eccellenza.

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Il testosterone è un ormone steroide del gruppo androgeno prodotto soprattutto dalle cellule di Leydig nei testicoli e, in minima parte, sintetizzato nella corteccia surrenale. È presente anche nella donna, ma come prodotto intermedio nella sintesi degli estrogeni.

Contribuisce a garantire la fertilità, in quanto agisce sulla maturazione degli spermatozoi nei testicoli. Influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, poiché agisce anche sulle vie seminali e sulla prostata, organi per la produzione di sperma. Il testosterone regola anche il desiderio, l'erezione e la soddisfazione sessuale: ha infatti la funzione di "mettere in sincronia" il desiderio sessuale con l'atto sessuale vero e proprio, regolando l'inizio e la fine dell'erezione del pene.

Secondo gli scienziati il livello di testosterone cala anno dopo anno.

Così hanno ad esempio scoperto i medici autori del Massachussetts Male Aging Study (pubblicato dal Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism), osservando che ultimamente, ogni anno sparisce dall'organismo maschile circa l'1.2% del testosterone, l'ormone che caratterizza la mascolinità.


Il testosterone ad esempio permette di avere erezioni durature e potenti, muscoli e ossa forti, aumenta la voglia di dominio, migliora la qualità del sonno.

Con la pubertà e l'ingresso nel mondo adulto, la secrezione dell'ormone testosterone aumenta anno dopo anno. Improvvisamente si sente il bisogno di uscire con le ragazze, si hanno le prime erezioni complete, a volte c'è lo stimolo ad azzuffarsi tra compagni.

A partire dai 30 anni inizia però un lento declino (se ne perde circa l'1% ogni 12 mesi).

Se a questo si aggiunge la perdita dell'1.2% che caratterizza il nostro tempo, la cosa si fa preoccupante.

Secondo il Professor Douglas Granger del laboratorio di endocrinologia della Pennsylvania State University quando si vuole conquistare una donna il corpo secerne una quantità di testosterone notevole per rendere il maschio più attraente (ed eventualmente per prepararsi alla lotta per la conquista).

Alcuni studi suggeriscono che nel momento in cui scatta l'innamoramento reciproco, i livelli di testosterone maschile tendono ad allinearsi ai livelli di testosterone femminile (anche le donne hanno un poco di testosterone) : i livelli di testosterone maschile scendono e quelli femminili salgono.

Sessualmente parlando, sembra che il momento del picco di testosterone sia di mattina presto appena svegli. Anche la donna raggiunge il picco di estrogeni in tale periodo. Sorge quindi spontaneo dire : quale momento migliore per fare del sesso?

Curioso anche osservare (da studi della dottoressa Katharina Hirschenhauser dell'Istituto di psicologia applicata di Lisbona) che i livelli di testosterone aumentano nei weekend (più tempo per il sesso) e nelle notti di luna piena (da qui il termine allupato).

In caso di divorzio sembra che i livelli di testosterone tornino a rialzarsi, probabilmente perché ci toccherebbe mettere nuovamente in mostra muscoli, esteriorità, corpo.

E' possibile sottoporsi ad un esame per misurare i propri livelli di testosterone, come ad esempio un prelievo di sangue o della saliva. Se i livelli sono tra circa 350 e 1000 ng/dl si cade nella normalità; sotto i 270 circa potrebbe essere necessario intervenire con una cura.

Con l'età negli uomini i livelli di testosterone calano, benché non così rapidamente quanto gli estrogeni nelle donne.

Si parla allora di andropausa, l'equivalente maschile della menopausa, con sintomi del tutto simili.

Il grasso corporeo tende ad aumentare, la "forma" fisiologica cala (calo della memoria a breve, depressione, ansia e perdita di fiducia in se stessi), aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi e cancro agli organi della sfera sessuale(seno e prostata).

Il testosterone libero : solo una piccola parte circola liberamente ed è libera di penetrare nelle cellule (testosterone libero), mentre la maggior parte è legate a proteine (SHBG e albumina).

Infatti circa il 60-70% si lega alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG, Sex Hormone Binding Globulin) secondo il noto meccanismo per trasportare un ormone (proteina+ormone).

Un altro 30-40% si lega all'albumina con un legame più debole. In sostanza solo l'1-2% di testosterone è libero.

Poiché il testosterone legato alla proteina è inattivo (per attivarsi deve rompersi il legame con la proteina), non ha senso misurare il testosterone totale, occorrerebbe misurare quello libero. Infatti in età avanzata (oppure negli alcolisti e nei soggetti affetti da ipotiroidismo) la produzione di SHBG è aumentata e si riduce ulteriormente il testosterone libero.

Dovrebbe essere evidente che, poiché la frazione libera è solo una piccola percentuale, è meglio avere 4 ng/ml di testosterone totale e il 2% libero che 7 ng/ml di testosterone totale e l'1% libero.

Purtroppo, se la determinazione del testosterone totale è poco significativa, quella del testosterone libero è molto costosa e viene eseguita raramente.

I livelli più alti di testosterone si rilevano al mattino; livelli bassi si rilevano nella cirrosi epatica, nell'insufficienza renale, nella terapia estrogenica, negli squilibri alimentari (malnutrizione e obesità).

Se una quantità eccessiva di testosterone si trasforma in DHT (diidrotestosterone), si origina la calvizie, in quanto il DHT si lega al bulbo pilifero del capello, atrofizzandolo.

TESTOSTERONE E SPORT

Il livello di testosterone aumenta significativamente durante lo sforzo e spesso permane alto ancora un'ora dopo la conclusione.

Si verifica che in concomitanza del massimo picco di forma dell'atleta i livelli in genere sono più bassi, (cioè l'aumento è minore), segno di un adattamento allo stress indotto dall'allenamento.

Questo dato è molto importante perché indica che il testosterone non è un collo di bottiglia assoluto: se è importante avere livelli minimi per ottenere la miglior prestazione, avere livelli altissimi non è garanzia di miglioramento della performance.

In particolare i dati sui livelli di testosterone in gare di fondo come la maratona non sono concordanti (Kuoppasalmi, 1980, Ponjee, 1994 e Vogel, 1985).

Il controllo del testosterone non è un controllo di routine, se non per quei soggetti che hanno valori di colesterolo totale molto bassi (inferiore a 160 mg/dl); per lo sportivo è sufficiente verificarlo ogni 3-5 anni per tracciarne l'evoluzione nel tempo.

Come per tutti gli ormoni, è necessario che l'esame sia condotto in condizioni sportive ed extrasportive di riposo e di non somministrazione di farmaci (estrogeni, barbiturici, farmaci per la tiroide ecc.) da almeno 48 ore.

I valori normalmente variano nell'uomo a seconda dell'età: prima dello sviluppo fra 0,1 e 5 ng/ml, nell'età adulta fra 4,5 e 8,5 ng/ml, oltre i 60 anni fra 1 e 5 ng/ml.

Nella donna variano nella fase follicolare fra 0,25 e 0,35 ng/ml, nella fase preovulatoria fra 0,33 e 0,47 ng/ml, nella fase luteinica fra 0,30 e 0,40 ng/ml, durante la menopausa fra 0,25 e 0,35 ng/ml.

Accorgimenti che aiutano ad aumentare i livelli di testosterone

1) Fare sesso

L'attività sessuale fa produrre più testosterone che a sua volta fa aumentare l'attività sessuale (il famoso circolo vizioso).

 

2) Mangiare più carne rossa

Si è notato che se i grassi che si assumono corrispondono solo al 10% delle calorie giornaliere, si rischia di vedere diminuire i propri livelli di testosterone. Anche le diete di troppe fibre e senza carni rosse sembra tendino a far diminuire il livello ormonale. Uno studio olandese dimostra che le proteine della carne rossa magra sono, per il testosterone, migliori di latticini e uova.

 

3) Stare alla larga dall'alcool

Studi del dottor Jakob Vingren dell'Università del Connecticut pubblicati dallo Strength and Conditioning Journal, ad esempio, suggeriscono che superare i 5 drink al giorno porta ad una diminuzione marcata del testosterone. La dose massima consentita sembra essere intorno a due bicchieri al giorno. Ma il vino, soprattutto quello rosso, a basse dosi è quasi una medicina.

 

4) Attività di pesistica in palestra

Il testosterone permette di costruire muscoli possenti, il sollevamento pesi aumenta i livelli ormonali. Si deve però seguire un programma abbastanza intenso. Ad esempio esercizi di base come squat, panca piana, sollevamenti da terra, rematore. Non bisogna però dimenticare il recupero. Il sovrallenamento infatti porta ad una diminuzione netta del testosterone nel sangue. Quindi pensare ad almeno un giorno di pausa ogni due sedute.

5) Più proteine e più massa magra. I livelli di testosterone si abbassano man mano che il girovita aumenta

6) Più pesi e più bicipiti. Alcuni studi condotti in Finlandia hanno scoperto che chi pratica sollevamento pesi per due volte la settimana riesce ad aumentare del 49% i suoi livelli di testosterone.

7) Più pesce e più frutta secca. Uno studio pubblicato dall'International Journal of Sports Medicine ha rivelato che consumare grassi migliora i livelli di testosterone. Ma ovviamente è preferibile consumare più grassi monoinsaturi contenuti in cibi come il pesce e la frutta secca (noci, mandorle e soprattutto nocciole) che aiutano la produzione ormonale senza affaticare il cuore.

8) Più footing e più relax. Un'attività cardiovascolare mantiene il corpo in forma, rilassa e difende il testosterone. La corsa infatti fa produrre serotonina (l'ormone del buon umore). La serotonina neutralizza l'azione del cortisolo (l'ormone dello stress). Il cortisolo riduce la capacità dell'organismo di produrre il testosterone.

9) Attenzione ai pesci più grassi e più grossi e di allevamento. Alcune sostanze tossiche nemiche del testosterone come la diossina e il pcb si possono depositare. Quindi potrebbe essere utile scegliere pesce selvatico e di piccola taglia che ha una vita troppo breve per accumulare veleni al suo interno.

10) Non usare insetticidi a base di clorpirifos. Uno studio condotto in Massachusetts (USA) dimostra che causa un calo dei livelli di testosterone anche del 10%.

11) In bici non usare sellini troppo stretti e rigidi. Potrebbero infatti causare disturbi erettivi. Potrebbe essere quindi meglio scegliere sellini più larghi e imbottiti.

12) Preferibile non usare cosmetici all'olio di lavanda e albero del tè. Una ricerca ha infatti dimostrato una connessione tra queste sostanze e lo sviluppo di ginecomastia negli uomini per un abbassamento del testosterone.

Spauracchio di ogni dieta, i grassi sono in realtà fondamentali per la salute maschile, poiché favoriscono la produzione di testosterone. L'importante sta nel consumarne la giusta "qualità" oltre che quantità: utili per potenziare la massa muscolare sono quelle che troviamo in molta frutta secca e nell'olio d'oliva, insieme agli acidi grassi omega-3 e omega-6.

Un altro fattore per evitare la riduzione del testosterone è controllare gli stati di stress e quindi la produzione di cortisolo, in quanto entrambi questi due ormoni hanno un comune precursore, il pregnolone che con l'aumentare dello stress si trasforma in cortisolo anziché in testosterone.

Importanti per il testosterone sono tra l'altro le vitamina A e la vitamina C.

Nel campo medico si integra il testosterone solo nei casi dove effettivamente c'è una reale riduzione ematica di esso. Mentre i medici non prendono in considerazione che bisognerebbe sia a livello preventivo che curativo, aumentarlo lievemente sopra i valori di riferimento. Oltre alle malattie di carattere oncologico, molte altre patologie potrebbero essere correlate ad un abbassamento del testosterone , per questi motivi sarebbe più opportuno prescrivere l'assunzione del testosterone .

Allora impariamo ad apprezzare maggiormente questo super ormone anche perché esso potrebbe essere veramente importante nella cura dei tumori e di tutte le malattie degenerative dell'Uomo.

 

Dove e come nasce il testosterone
Prima di tutto vorremmo fare una precisazione. Il testosterone (T) non è un "elisir" che, una volta assunto, dona per magia muscoli e forza.

Il testosterone è un ormone, anzi il "Re" degli ormoni maschili, il più importante e attivo, che influenza e condiziona la vita e la salute dell'uomo a tutte le età.
Viene prodotto nei testicoli, grazie al lavoro delle cellule di Leydig tramite un processo molto complesso che si basa su una serie di stimolazioni ormonali regolate dal sistema nervoso centrale.

Chi regola la produzione di testosterone?

Il comando per produrre testosterone è impartito da una ghiandola situata alla base del cervello, detta ipofisi, che utilizza due "aiutanti" per trasmettere gli ordini: l'FSH (ormone follicolo stimolante) e l'LH (ormone luteinizzante). Quando il loro messaggio stimolatorio giunge ai testicoli, essi prontamente, a meno che non ci siano problemi specifici, si mettono al lavoro e producono testosterone.
Il testosterone prodotto si lega, in parte, a specifiche proteine che lo rendono inattivo, mentre una piccola frazione (1-3% del totale) resta "libera" ed è proprio questa a tenere in forze e in piena attività un uomo.

Ma quanto ne serve...?

In condizioni normali i testicoli producono circa 5-7 milligrammi di testosterone al giorno e il livello normale circolante di testosterone nel maschio adulto oscilla tra circa 300-1100 ng/dl per litro di sangue.
La secrezione di testosterone varia nell'arco della giornata, seguendo un ritmo circadiano: raggiunge valori molto elevati nelle prime ore della mattina, tra le 7 e le 9, per poi scendere al minimo nel tardo pomeriggio. Ecco a cosa sono dovute le erezioni mattutine.

Come tutte le cose belle finiscono, anche la secrezione di testosterone diminuisce nel corso della vita di un uomo, di circa l'1% a partire dai 35-40 anni. Ciò è dovuto al normalissimo processo di invecchiamento dell'organismo. Se invece la carenza di testosterone si verifica in giovane età oppure è molto marcata, si parla di ipogonadismo maschile.

 

 

 

 

 

 
 
 

Possibili cause che generano la malattia oncologica

Post n°26 pubblicato il 31 Ottobre 2010 da progettoeternity

 

"Il cancro è una malattia puramente artificiale", parola di scienziati
Marcello Pamio - 19 ottobre 2010

Evviva, ci sono arrivati perfino gli scienziati: il cancro è una malattia artificiale!
Meglio tardi che mai, possiamo dire.
Dopo innumerevoli tentativi - tuttora in corso - di farci credere che il cancro è un difetto genetico, un microbo errante o peggio ancora un virus, arriva, dagli stessi ambienti dell'establishment medico-scientifico, una notizia alquanto interessante. Una notizia che smentisce loro stessi.

In Inghilterra, per l'esattezza all'Università di Manchester, un gruppo di ricercatori dopo una lunga ricerca che ha scandagliato e perlustrato migliaia di anni di storia, dalle mummie egiziane fino ad alcuni corpi del Sud America, hanno concluso che le patologie tumorali erano pressoché sconosciute dagli esseri umani dell'antichità.
Lo studio, capeggiato dal professor Michael Zimmerman e collega Rosalie David, è stato pubblicato nella rivista scientifica Nature Reviews Cancer. Zimmerman ha espressamente detto che "l'assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell'antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate". Hanno esaminato al microscopio innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati, centinaia e centinaia di mummie egiziane, risultato: un solo caso di cancro confermato.

I ricercatori hanno poi rigettato la classica tesi secondo la quale gli antichi egizi non vivevano abbastanza a lungo per sviluppare il cancro, portando invece le prove oggettive del riscontro di altre malattie legate proprio all'avanzare dell'età: indurimento arterioso e ossa fragili. Per tanto la quasi totale assenza di tumori non è da imputarsi alla brevità della vita. D'altronde basta studiare attentamente la storia (non quella dei sussidiari moderni, scritti dalla propaganda di Regime), per rendersi conto che per esempio nell'antica Grecia la longevità era fatto assolutamente normale e che superava anche le nostre attuali tendenze.

Un'ulteriore conferma delle scoperte degli scienziati britannici è venuta dallo studio di migliaia di ossa di uomini di Neanderthal: un solo esempio di un tumore. Mentre le prove di cancro descritte negli antichi testi egizi, secondo i ricercatori sarebbero state causate da vene varicose, lebbra o altro, ma non tumore.
Gli antichi greci furono probabilmente i primi a definire il cancro come una malattia specifica, distinguendo tra tumori benigni e maligni, e tale lavoro è stato portato avanti dal padre della medicina moderna, il grande Ippocrate.

I professori di Manchester continuano la loro requisitoria ricordando che solo nel XVII° secolo vi furono le prime vere descrizioni di operazioni al seno per tumori, e i primi rapporti nella letteratura scientifica di tumori ben distinti si verificarono solo negli ultimi 200 anni o poco più (il cancro ai testicoli negli spazzacamini nel 1775 e il cancro al naso nelle persone che fiutavano il tabacco nel 1761).
In conclusione, il tasso di insorgenza di tumori (soprattutto nei bambini, cioè nelle persone più indifese e sensibili della società) è aumentato esponenzialmente dopo la grande rivoluzione industriale, dimostrando inequivocabilmente che tale aumento non è dovuto alla maggiore longevità delle persone ma all'enorme inquinamento ambientale.

Il professor Rosalie David, che ha presentato i risultati allo zar britannico del cancro Mike Richards, in una recente conferenza, ha detto: "Nella società industrializzata, come causa di morte il cancro è secondo solo alle malattie cardiovascolari. Ma nei tempi antichi, era estremamente raro. Non c'è nulla nell'ambiente naturale che possa provocare il cancro. Quindi deve essere una malattia artificiale, inquinamento e cambiamenti della nostra dieta e del nostro stile di vita. Abbiamo osservato millenni e non centinaia di anni".
A tal proposito, il dottor Rachel Thompson, del World Cancer Research Fund, ha detto che "questa ricerca è molto interessante. Circa una persona su tre nel Regno Unito avrà il cancro per cui è abbastanza comune nel mondo moderno.
Una persona su tre, secondo oncologi, in Inghilterra manifesterà il cancro; ogni anno ne muoiono proprio per questa malattia o per le cure associate, oltre 150.000.

Dati allarmanti che dovrebbero farci tutti riflettere, anche perché, molto probabilmente la mortalità per cancro non è seconda alle malattie cardiovascolari. Quando infatti muore una persona (per cancro o anche per cause naturali) normalmente viene scritto nell'atto di decesso: "arresto cardiorespiratorio" o "arresto cardio-circolatorio", e questi dati potrebbero andare a gonfiare le statistiche delle mortalità per malattie cardiovascolari, posizionandole al primo posto almeno nel mondo occidentale.

Ufficialmente le cause di morte sono le seguenti:

1° malattie cardiovascolari
2° tumori
3° cause iatrogene: medici stessi.

La realtà, come sempre, è assai diversa dalle cose che ci raccontano gli "esperti".
Ufficiosamente le principali cause di morte sono le seguenti:

1° tumori
2° malattie cardiovascolari
3° cause iatrogene: medici stessi.

Quello che probabilmente rimane invariato sono proprio le morti iatrogene, cioè indotte e/o provocate da errori medici (farmaci, operazioni, ecc.).
Dal punto di vista igienistico, non ha molto senso tale diversificazione tra malattie cardiovascolari e tumorali, perché entrambe sono il risultato finale dello stile di vita!

Per riprendere il titolo della ricerca britannica e del presente articolo, le odierne malattie che stanno mietendo vittime ogni secondo nel mondo industrializzato, sono assolutamente artificiali e non naturali. Perciò non dobbiamo dare la colpa ad un gene viziato o difettoso, ad un microbo (i quali vivono in simbiosi, con noi e dentro di noi, da centinaia di migliaia di anni e sono di vitale importanza per l'economia organica), o ad un esserino un milione di volte più piccolo di una cellula, come il virus, perché è molto più semplice incolpare qualcuno esterno a noi, qualcuno che ci deresponsabilizzi, che ci tolga lo specchio per non guardare la nostra stessa esistenza.
Così facciamo sistematicamente da decenni e i frutti sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere!

I numeri sono allarmanti e i tempi sono assolutamente maturi per prendere coscienza del fenomeno e soprattutto per muoversi.
Ora gli stessi scienziati dicono che una dieta sana, un'attività fisica regolare, un peso sano possono prevenire circa un terzo dei tumori più comuni. Un terzo.
Poco importa la riduzione di un terzo, piuttosto che tre quarti, sono soltanto numeri, e in quanto tali manipolabili a proprio piacimento. La cosa fondamentale è capire che lo stile di vita ha sempre fatto in passato e fa ancor oggi una grande differenza.

Cosa s'intende per stile di vita?


Per stile di vita s'intende tutto: quello che mangiamo, respiriamo e beviamo, pensiamo, sentiamo e proviamo; è l'intero mondo dei sentimenti, il corretto del corpo, il riposo, l'aspetto spirituale, ecc.

- Un'alimentazione sana nel rispetto della Natura e delle corrette combinazioni e sequenze, è un'alimentazione basata su alimenti vivi e vitali, non morti (raffinati, pastorizzati) o pregni di chimica tossica e cancerogena (additivi, aromi, edulcoranti, zuccheri, ecc.) o acidificanti come tutte le proteine di origine animale (carne, pesce, uova, latticini).
Una alimentazione sana aiuta ad avere digestioni rapidi e veloci, riducendo le tossine derivate da fermentazioni e putrefazioni intestinali, e fornendo oltre all'energia vitale anche le sostanze nutrizionali (vitamine, sali minerali, enzimi) fondamentali per un corretto funzionamento organico e cellulare.
Se è vero, come è vero, che la malattia acuta è una "eliminazione vicariante" delle tossine, cioè il meccanismo intelligente messo in atto dalla Natura per eliminare o abbassare il carico tossico, viene da sé che diminuendo la quantità delle tossine endogene prodotte con l'alimentazione, si riduce la cosiddetta "malattia".

- L'attività fisica regolare non è intesa per modellare esteticamente il corpo, ma per smuovere il sistema linfatico. Tramite la linfa infatti avviene da una parte il trasporto di alcuni importanti nutrimenti, e dall'altra l'espulsione delle scorie tossiche che produciamo. Basti pensare che ogni giorno, per l'intera nostra esistenza, muoiono circa 70 miliardi di cellule. Una parte di queste viene riciclata dal corpo stesso, mentre il resto deve essere espulso dal corpo intossicante.
Inoltre il movimento smuovendo muscoli e articolazioni, li mantiene efficienti e attivi (come per esempio il classico esercizio per gli addominali che è straordinario per la funzionalità degli intestini e non solo).

- Il Sole è fonte di vita. Nonostante alcune assurde indicazioni mediche, esporre il più possibile il corpo nudo anche d'inverno fa bene a tutto l'organismo. Nella pelle esposta al Sole si produce per esempio la Vitamina D, l'unica che possiamo correttamente assimilare a differenza di quella di sintesi. Va fatta molta attenzione, durante il periodo estivo, agli orari più caldi per non incorrere in ustioni cutanee gratuite! Ultima precisazione, qui si sta parlando del Sole e non delle deleterie lampade artificiali, perché l'essere umano ha bisogno di tutto lo spettro della radiazione stellare e non di una piccola parte di esso.

- L'aspetto emozionale gioca un ruolo estremamente importante. La televisione per esempio, oltreché strumento di controllo mentale, serve proprio a veicolare spazzatura per la mente, spazzatura emozionale sotto forma di pseudo-notizie (stupri, assassinii, massacri, violenze, terremoti, uragani, ecc.) che inculcano il senso di impotenza; programmi d'intrattenimento beceri e assurdi che hanno l'obiettivo d'ingolfarci la corteccia prefrontale del cervello per far sì che le redini dei comandi (consci e inconsci) vengano prese dal cervello limbico, quello antico, e guarda caso il "cervello emozionale"...
Per questo e per moltissimo altro ancora, la tivù va gettata nella spazzatura quanto prima o centellinata con il contagocce, soprattutto se ci sono bambini.

Ci sarebbe ovviamente molto altro da dire, ma la cosa importante è diventare una volta per tutte responsabili della propria salute e soprattutto della propria malattia. Basta dare la colpa a esseri microscopici come i batteri o invisibili come i virus; basta incolpare la Natura per un corredo genetico imperfetto o difettoso. Ricordiamo quello che disse Louis Pasteur sul letto di morte, e cioè che il microbo non è niente in confronto al terreno. Il terreno è il nostro intero organismo: cellule, liquidi (sangue, linfa e liquidi extracellulari), organi, muscoli, apparati, ecc.
Poco importa se fu davvero Pasteur a dire quelle parole: sono una profonda e sacrosanta Verità, il Terreno è tutto!

Un terreno inquinato, tossico, acido e pregno di tossine endogene (fermentazioni e putrefazioni intestinali dovute ad una alimentazione innaturale basata su proteine animali e nelle scorrette combinazioni e sequenze, ecc.) e tossine esogene (vaccini, inquinanti, metalli pesanti, nano particelle, droghe e farmaci, ecc.) è il preludio di ogni malattia. Viceversa, un terreno biologico sano, predispone alla salute organica.

Detto questo, e tenendo in considerazione che nel Sistema-Uomo, Corpo e Mente viaggiano in due binari paralleli ma collegati e interagenti tra loro, star bene dal punto di vista organico, significa riflettere tale stato nell'aspetto mentale. Ridurre le tossine prodotte nel corpo (e quindi presenti nel sangue) significa ridurre il rischio che tali tossine penetrino la barriera emato-encefalica (B.E.E.) entrando direttamente e pericolosamente nel cervello. Possiamo a questo punto immaginare quali potrebbero essere le conseguenze di tale ingerenza, nell'eziologia o nell'aggravamento di serie problematiche (Alzheimer, Parkinson, Sclerosi, depressione, iperattività, ecc.) aumentate negli ultimi anni a livelli esponenziali. Ci hanno sempre rassicurati che la BEE è una barriera insuperabile, eppure sempre più esami autoptici riscontrano sostanze tossiche e velenose direttamente nel cervello!

Uno degli accessi diretti al cervello è la cosiddetta "via del glutammato", cioè delle eccitotossine: acido aspartico (vedi aspartame) e acido glutammico (vedi glutammato e glutammato monosodico, MSG). [1] Quando sono presenti nel nostro organismo in quantità elevata, "aprono", grazie ai recettori presenti dentro e fuori la BEE, un accesso diretto al cervello [2]. Questo potrebbe essere uno dei meccanismi che permette l'entrata dei metalli pesanti (iniettati in vena tramite i vaccini o introdotti con l'alimentazione o la respirazione), come alluminio, mercurio, bario, cadmio, piombo e di tutte le altre tossine presenti nel sangue, come le proteine non completamente digerite (soprattutto "glutine", la proteina di alcuni cereali, e "caseina" quella dei latticini), candida, scarti e residui metabolici tossici delle proteine animali (indòlo, scatòlo, cadaverina, putrescina, ecc.).
Ecco perché il nostro stile di vita può fare la differenza!

Le eccitotossine sono sostanze chimiche, che introdotte nel corpo con l'alimentazione, hanno un effetto eccitatorio e tossico su organi e soprattutto sulle cellule del sistema nervoso centrale, il cervello. 
Il glutammato (acido glutammico) e l'aspartato (acido aspartico) sono due aminoacidi usati dal cervello come neurotrasmettitori.
Quando però la loro concentrazione nel sangue aumenta a livelli critici, diventano tossine deleterie per i neuroni del cervello!
Il glutammato si trova in numerosi e comuni cibi proteici (carni, formaggi stagionati, alghe, vegetali, cereali, legumi, soprattutto nella soia), nelle proteine vegetali idrolizzate, nel glutammato monosodico (il dado vegetale) e l'aspartame (dolcificante di sintesi).
Queste eccitotossine giocano un ruolo importante nella eziopatogenesi di malattie sempre più diffuse nella nostra società come: infarti, aritmie, ischemie, sclerosi, morbo di Parkinson e Alzheimer, obesità, cancro.

 

 

Tratto da www.disinformazione.it

 

Ferro Francesco                                                     Progetto Eternity

 

 
 
 
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