Creato da lacky.procino il 07/05/2010

A MODO MIO

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Fine vita.

Post n°840 pubblicato il 02 Luglio 2017 da lacky.procino
 

Pensando alla morte viene la nostalgia.
Bei tempi quando andavi all'altro mondo per i fatti tuoi.
L'unica cosa certa dell'unica cosa certa nella vita era che sarebbe accaduto ‘alla sua ora'.
Ma tutto si è evoluto, oltre al cellulare con la televisione, oltre ai Suv e alle Mercedes utilitarie adesso ci sono le rianimazioni.
Nascono loro e non possiamo morire più in pace noi.
Ti fanno respirare, stabilizzano le tue funzioni vitali e ti mantengono in vita quando saresti morto: una quarta dimensione dello stare al mondo.
Quando si parla di queste cose Dio salta subito fuori.
Tirato in ballo per fare conversazione.
La precisione rassicura, bombe intelligenti, frigoriferi che ti fanno la spesa via internet, automobili che ti coprono le spalle mentre fai manovra, tazze del cesso che si scaldano e ti salutano.
Che cosa c'entra Dio con tutto questo?
Questo uomo nuovo che si commuove per il suo tostapane, rimane imprigionato nel nulla, in un limbo tecnologico, quando dovrebbe incontrare il Creatore.
Ed ecco che gli italiani si pongono il problema etico della morte: un disperato è in una situazione disperata.
Chiede al presidente di poter morire. Basterebbe farsi mettere da qualcuno un piede sul tubo: è a casa sua.
Ma lui scrive al Presidente.
Che gli risponde, in pratica, che sono c..i suoi.
Quell'uomo è allo stremo, ma vuole pensare anche agli altri, cosa risponde il Paese?
Entriamo anche noi in rianimazione.
Prendiamo confidenza con i respiratori, le pompe di infusione, i tubi, gli aspiratori.
Non si venderà più il proprio corpo all'università, lo venderemo a un reality show che quando crepi, ti fa l'autopsia in diretta.
Dopo un corso intensivo sulle tecniche di rianimazione e dichiarazioni di ogni tipo, infine, il Paese non decide nulla.
Chi deve staccare la spina al morente non siamo noi.
Terminato il voyeurismo della sofferenza potrà iniziare una discussione etica, con il rispetto della morte.
Un fatto privato.
Non voglio crepare pensando al rapporto costi/benefici.
Spegniamo tutto prima che nasca il fitness del cadavere.
Pannella si era offerto di staccare la spina se Piergiorgio Welby lo chiedeva.
Ma lo potevano fare già allora, in ogni momento, i suoi parenti.
Io sarei andata oltre, avrei offerto a Piergiorgio, da subito, di buttare fuori da casa sua la televisione, i giornalisti e, tutti i pornografi della morte.
Ricordate il caso Welby? Aveva il diritto di porre fine alla propria esistenza?
Saluti vitali.
^^


Welby, prima di morire.


 

 
 
 
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