vedi anche precedenti post: n.1283 "Di gelosia si muore" e
n. 1282 "Animali e adulterio".
Ashleymadison.com è un social network per persone sposate. Per registrarti devi inviare una foto e pagare 34 dollari.
Questo articolo si deve all’intelligenza del Dott. PIERANGELO SAPEGNO ( che è un nipote di Natalino Sapegno).
RACCONTA IL NOSTRO SAPEGNO:
Mi sono iscritto al sito da dieci giorni. La pubblicità dice che garantisce «un adulterio sicuro». Massima riservatezza e la possibilità di incontrare solo partner già sposati, per non mettere a rischio il matrimonio.
Il primo choc arriva subito: il mio numero di iscrizione è
2.567.619, quello dell’ultimo degli affiliati. In sette anni di vita, Ashley Madison ha già raccolto più di due milioni e mezzo di infedeli via Internet. Che siamo diventati un popolo di traditori, lo evidenziano anche tutti i sondaggi. Uno a Milano dice che sei donne su 10 ammettono di aver tradito il partner. Oggi le donne più giovani ammettono, in media, 5 relazioni profonde e molto “importanti” prima di quella che le ha condotte al matrimonio. Negli Anni Cinquanta due donne su tre dichiaravano di sposarsi vergini. Oggi non si ha il coraggio di chiederlo…..
Si sa che l’uomo è «monogamo seriale, che ricerca altre femmine per aumentare la quantità della prole», e la femmina una «opportunistica poliandrica, in quanto mira alla qualità del partner per assicurare il miglior corredo genetico alla discendenza». Quindi entrambi tradirebbero insomma per motivi biologici, «per rimescolare le carte dell’evoluzione e garantire un futuro alla nostra specie».
In Australia, due ricerche parallele dell’università di tecnologia Swinburne di Melbourne sostengono che il web sia diventato ormai «una minaccia sempre più grave per i matrimoni» : il 13% dei tradimenti nascono attraverso
relazioni su Internet, tutte di persone sposate. E’ la donna che sta cambiando il mondo, prima di Internet? Anche su questa spinta dev’essere nato ASHLEY MADISON, IL SITO DEI TRADIMENTI SICURI. Puoi scegliere che tipo di infedeltà vuoi: con una donna sposata, con una single, con un altro uomo... Dopo l’iscrizione, ti chiedono un profilo. «Vuoi qualcosa a breve termine? A lungo termine? Vuoi una relazione virtuale? Qualcosa che ti ecciti? Sei indeciso?». Un supermarket.
DICE ANCORA PIERANGELO SAPEGNO: Siamo entrati per chattare, davanti a una sfilza infinita di persone. Abbiamo cercato quelle con le foto. Una di Houston, Texas, che si chiama Sussy. Le ho mandato un messaggio, dopo aver spulciato la griglia di frasi preconfezionate. «Seleziona: cosa veramente mi ha interessato di te? La tua maturità? Che sei sofisticata? La tua foto?». Le domande: la tua foto, ok. Vado oltre: «Ti piace il sesso orale come a me? Il tuo didietro? Il tuo appetito sessuale? Perché sei frustrata come lo sono io?». Riguardo la foto: dallo scollo della camicetta spuntavano, senza un certo timore, le mezzelune del seno, e il sorriso malizioso faceva anche capire quanto valesse la pena pagare un biglietto per andare a vederle. Ma non me la sono sentita di prometterle chissà quali volgarità. Le ho mandato una e-mail soft. Mi ha risposto raccontando la sua vita, che è sposata per modo di dire e che ha venduto il bar, completo di licenza, a una catena di lavanderia automatica, che secondo lei lava ben altro che le mutande sudice di Houston. Allora ho scritto a Molly, che aveva lasciato in buca questo messaggio: «Dove sei mio bel Romeo?». Mi ha chiesto una foto. La solita. Poi l’età. «Al massimo voglio 35 anni», dice. Troppo tardi. I miei sono già andati. Ho cercato qualcosa di hard. Una signora inglese, Jenny, che vive a Seattle. Come no, dietro casa. Chiedeva pure le misure: «Ti piace farlo mentre gli altri ti guardano?». Se non scappa da ridere. Solo che Jenny è un po’ complicata, perché non era il marito quello che doveva guardare. Nella sua foto era fasciata in un paio di jeans, con una canottiera che sembrava dipinta addosso. Ah, meglio la Carol. Poche parole, ma buona. Le ho scritto uno sproloquio. Mi ha risposto con una cosa che non ho capito. Me l’ha tradotta un’amica. Diceva: «Sei scemo o ci fai?».
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