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L'UTOPIA REALIZZABILE

Post n°8 pubblicato il 15 Maggio 2006 da gonzalo74
Foto di gonzalo74

L'utopia è considerata un ideale di organizzazione politico-sociale non realizzabile in "nessun luogo" (u-topos), almeno con quest'intento l'hanno teorizzata i diversi utopisti succedutisi nella storia del pensiero e cosi fa comodo pensarla alla cultura ufficiale, quella che da sempre revisiona, pilota e rifunzionalizza i fatti. 

Tommaso Campanella teorizzava una "Città del Sole" retta da un filosofo secondo un ideale di Giustizia sociale, una città nelle cui mura fossero dipinte le nozioni  che i bambini imparavano giocandovi intorno. Perchè è impossibile costruirla?

Platone pensava ad una città ideale in cui le diverse componenti sociali assolvevano al loro compito di produzione, difesa e governo lasciandosi dirigere dalla razionalità. Dato che l'uomo si ritiene essere un animale razionale perchè non è realizzabile?

Karl Marx teorizzò l'avvento di una società pacifica senza più scontri sociali perchè il potere era legittimamente detenuto da tutti, un sistema senza divisione di classe. Perchè chiamarla utopia se riusciamo perfettamente a pensarla?

Chiamare un sistema utopia è già un etichettarlo come irrealizzabile, quindi è un errore!

Era utopico nel medioevo un sistema con la tripartizione dei poteri, eppure è avvenuto in molti luoghi...era utopico in India sconfiggere senza armi l'occupante inglese eppure Ghandi l'ha fatto...era utopico in Cina desacralizzare l'imperatore e fondare la repubblica, eppure il presidente Mao Tse Tung l'ha fatto.

E' utopia soltanto un ideale che non si ha intenzione di realizzare perchè il mondo è cosi come ognuno di noi lo concepisce, tutto ciò che consideriamo oggettivo non è altro che una convenzione, una visione condivisa dalla maggioranza, una soggettività comunemente accettata e condivisa.

Nulla è irrealizzabile se riusciamo a pensarlo come realizzabile, l'utopia marxista non deve essere più considerata tale, deve essere considerata un progetto.

 
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