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ABERCROMBIE E I SERVI DELLA GLEBA

Post n°711 pubblicato il 17 Settembre 2012 da raven.sas
 

AMBERC STAFF M

 

Milano, 8 marzo 2012

“Se hai calzino più lungo del dovuto, se non hai tagliato bene le unghie, se hai messo la matita sugli occhi, se arrivi in ritardo, vieni rispedita a casa. E addio giorno di lavoro”, racconta Arianna, 19 anni. “Se ti va bene, invece, ricevi una nota negativa, come a scuola”. E salvi quei 7 euro e mezzo lordi all’ora previsti dal sesto livello del contratto del commercio, “una roba mai vista in un negozio”, assicura Graziella Carneri, Filcams Cgil.

STAFF ABERCR

Quando la tua divisa è un vestitino striminzito e il tuo lavoro è ballare come in discoteca, capita di ricevere messaggi dai manager che ti invitano a depilarti per bene.

 Se sei un ragazzo, “barba e basette devono essere di una certa lunghezza, codificata in alcuni fumetti che dettano il look”, spiega Alberto, 21 anni. Flessioni per chi sgarra? “Io onestamente non l’ho mai visto fare, ma non mi stupisce più nulla di quel posto”.

Dopo l’ubriacatura dei primi mesi, il risveglio nel megastore Abercrombie di corso Matteotti è da mal di testa.

Piano piano, a fatica perché i ragazzi non parlano se non nell’anonimato, quello strano mix di luci basse, profumi e musica esageratamente alti e atmosfera easy che finora ha funzionato bene, sta mostrando i suoi limiti. Che si traducono in atteggiamenti quanto meno disinvolti, sicuramente stressanti.

Sicurezza e igiene latitano.

4 STAFF ABERC

“Fino a poco tempo fa dovevamo lavorare con le infradito" ci racconta Alberto  "Ed in infradito si scaricavano anche i camion al mattino. Poi una ragazza si è rotta il mignolo e agli impact (i commessi semplici, ndr) è stato concesso di mettere le scarpe da ginnastica”.

Che sono, però, rigorosamente in comune: “A fine turno tutti buttano dentro una cesta scarpe e ciabatte e si pesca da lì”.

C’è anche chi ha rimediato un’infezione, “perché le giacche non vengono mai lavate”, rivela Arianna.

Arianna e Alberto sono tra le centinaia di ragazzi assunti con contratti a chiamata: niente malattia, niente ferie, sei chiamato quando servi.  Sono oltre 500, molti di più del necessario.

“Ora evidentemente siamo troppi e così ci stanno praticamente costringendo a licenziarci”, dice lei. Come? “Non chiamandoci. Io non lavoro da un mese e mezzo”.

Da un mese, però, anche i ragazzi belli e sorridenti per i quali le adolescenti fanno la fila, hanno deciso che così non va. Ogni settimana c’è un’assemblea ed alcuni sono diventati delegati sindacali.

“Abbiamo aperto un tavolo con l’azienda " spiega Carneri "una manager che viene apposta da New York”. Ma il sogno americano, ormai, si è infranto.

Gente, questo è solo un caso, una delle tante coercizioni alle quali devo sottostare giovani e meno giovani in cerca di lavoro.

Testimonianza una mia conoscente, Alessia impiegata presso un grosso negozio di scarpe dell’interland dove abito. Un contratto capestro e alcune clausole che rendono impossibile lavorare serenamente!
Le donne che lavorano in quel luogo, provengono tutte da agenzie di  lavoro interinale e di conseguenza la paga è minore che se fossero assunte regolarmente dall’azienda titolare del negozio; non solo, ma a tutte queste ragazze è vietato avere figli, sposarsi o addirittura andare a convivere col proprio fidanzato.

Allucinante vero?

Vi posso assicurare che al giorno d’oggi abbiamo raggiunto livelli pari allo schiavismo nelle cosidette regole del lavoro. Uomini e donne che svolgono lavori pesantissimi con paghe da miseria e orari improponibili in una società cosidetta civile.

Le basi sono state poste anni fa e si sono evolute; faccio un esempio toccato con mano: circa 21 anni fa, sostenni un colloquio per un posto di segretaria per una ditta che produceva citronella. Il colloquio si svolse serenamente ed ebbe un riscontro positivo da parte mia e da parte di colui che mi stava esaminando se non che….che alla fine del colloquio, costui dopo avermi detto che ero assunta, mi disse chiaramente che avrei dovuto firmare una carta, con la quale mi impegnavo formalmente a non avere figli per almeno 10 anni!!! Pazzesco….avrei anche potuto accettare, perché ero giovane e non sapevo ancora di essere incinta.

E se lo avessi fatto? Mi avrebbero licenziato o avrebbero cercato di convincermi ad abortire?

Dove sono i sindacati?!?!?!?!?! Dove sono le leggi che tutelano i diritti dei lavoratori!?!??!

Non contiamo proprio più niente in questa marcia società…siamo solo poveri servi della gleba....o peggio....

SCHIAVE

SCHIAVI!!!!!!!!!!

 

 
 
 
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