Creato da Raf_ADMOpiemonte il 13/06/2007

Non siamo isole

Storia di un seme che morendo fa nascere un grande albero

 

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Caro Rossano...

Post n°16 pubblicato il 06 Dicembre 2007 da Raf_ADMOpiemonte
 

Questa lettera mi ha fatto male, perché Rossano non c'è più, ma ma ringrazio questo donatore per quello che ha scritto, per tutti gli altri Rossano che ora sono in corsia.
A Michela e a tutte le persone....in attesa......
Questa lettera la dedico a Rossano Bella e a lui la mando idealmente, sperando che il “mio” paziente sia uno come lui.Ciao Rossano

 

Mi chiamo Massimo, noi non ci conosciamo ma adesso tu hai una parte di me.
Ho donato il midollo osseo ai primi di Ottobre di quest’anno, mediante prelievo di cellule staminali emopoietiche da sangue periferico.

Ebbene si, anche a me è toccata questa fortuna; quando mi sono iscritto all’ADMO – ormai quasi 7 anni fa – ricordo che l’avevo fatto con grande spensieratezza, certo con un po’ di timore ma anche con tanta speranza.

Perché se da una parte mi faceva effetto il dover eventualmente sottopormi a un’operazione (allora il prelievo di CSE da sangue periferico non era previsto), dall’altra speravo che il mio gesto avesse un significato, che veramente potessi essere utile a una persona.

Così vivevo tra una piccola paura e una grande speranza.

Poi quest’estate ho visto un numero di telefono sconosciuto apparire sul mio cellulare: all’inizio pensavo fosse qualcun altro ma tornato a Torino sono stato richiamato da una dottoressa e ho avuto la piacevole sorpresa – ero idoneo per la donazione.

Certo ormai cominciavo a sospettarlo dato che avevo fatto già 3 esami di compatibilità ma dato che dopo gli altri non c’era stato seguito, anche in questo caso me n’ero dimenticato.

Invece la chiamata è giunta, come tutte le sorprese, inattesa: io ero sorpreso ma felice e forse la dottoressa era più sorpresa di me dato che alla domanda “se la sente di donare” io ho risposto “certo, mi sono iscritto all’ADMO apposta”.

E in effetti mi ero reso conto che io ero stato sempre pronto per donare, mi sembrava una cosa bellissima e naturale; riflettendoci poi, mi sembra che certe cose, certi avvenimenti naturali, accadano in maniera del tutto spontanea e noi – quando poi si manifestano – ce li aspettiamo, perché in fondo siamo sempre stati pronti.

Già, in fondo ero sempre stato pronto e speravo che accadesse. Ed è accaduto.

Così ho iniziato la trafila dei controlli, dei colloqui con i medici, degli esami di approfondimento; se mi rivedo allora mi sembra che i medici fossero più titubanti di me perché loro erano molto precisi nel spiegarmi tutti i dettagli e io con grande naturalezza gli rispondevo “va bene”, “sono pronto”, “certamente” ecc…

E così finalmente è arrivato il giorno della donazione: certo la preparazione non è stata una passeggiata ma in fondo, rispetto a quello che rappresenta, è comunque una sciocchezza.

E poi i medici e gli infermieri che mi hanno accompagnato in questo percorso sono stati un po’ degli angeli custodi.

Mi piacerebbe citare tutti i loro nomi, ringraziarli uno per uno ma sicuramente ne dimenticherei qualcuno e mi dispiacerebbe; tanto so che semmai leggeranno questa lettera sicuramente capiranno che mi riferisco a loro. Anzi, colgo l’occasione per dirgli ancora GRAZIE.

Tornando a noi, caro Rossano, la donazione è andata via, tutto sommato velocemente, come tutte le cose che aspetti che accadano e che poi, naturalmente, ti scorrono dentro e ti cambiano senza che tu te ne sia accorto.

Io in effetti mi sento uguale a prima, non mi sembra che sia cambiato nulla….ma tu, caro amico mio, beh, per te è diverso.

Perché tu da allora sei cambiato, per te la vita ha ripreso il suo corso e da allora hai finalmente potuto sorridere di nuovo.

Io lo so che nulla è ancora deciso, che ci sono ancora tanti rischi, ma so anche che tu ce la farai e che il sorriso starà sulla tua faccia fino a quando sarai anziano.

Non è una speranza vana, è come la sensazione che ti ho descritto prima, ricordi? Quella sensazione profonda, quella vocina che viene da chissà dove e che, con un volume piccolo ma incessantemente, ti ripete che andrà così, come deve essere, perché così è scritto nel libro della tua vita.

Quindi, caro mio, preparati perché un sacco di cose ti aspettano.

Prendi la tua lettera, quella che hai scritto tanto tempo fa, e stracciala.
Perché non è finita.
Perché tua cugina e i tuoi amici ti aspettano.
Perché la tua musica attende che tu la suoni.
Perché le tue collezioni devono andare avanti.
Perché i tuoi genitori sono a casa, con la cena pronta anche per te.
Perché la medaglietta di San Valentino sta meglio addosso a te.
Perché Maria ti ama ed Alessandro sarà il vostro figlio.
Perché io ci credo e la mia mano non ti lascerà.

Ti voglio bene, amico mio. In bocca al lupo e Buon Natale.

                                                                                 Massimo Botte

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