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Prestiti regionali: per 4000 sardi interessi fino al 9%

Post n°7 pubblicato il 08 Gennaio 2008 da sardinelmondo


credito Contratti stipulati nel '96


L'anno nuovo ha portato con sé qualche sorpresa sgradita. Per le famiglie sarde che fra il 1996 e il 1997 hanno acceso un mutuo regionale, il 2008 riserverà rate a tassi dell'8-9%. Ma come è possibile? La legge 32 del 1985 - che definisce le regole per accedere a un prestito usufruendo degli incentivi della Regione - prevede agevolazioni solo per i primi dieci anni di vita del mutuo. Dall'undicesimo anno in poi il prestito è totalmente a carico del mutuatario. E così per una famiglia che a maggio del 1996 stipulò un mutuo fisso da 51,6 milioni di euro, a un tasso del 9% abbattuto al 4% con l'aiuto della Regione, oggi il salasso è bruciante: 3.398 euro a semestre, tutti a carico del cliente. In questa situazione si trovano circa 4000 persone, ossia coloro che hanno acceso un mutuo nel 1996, a tassi di mercato ben più elevati di quelli attuali (che ruotano attorno al 5 e al 6%).
COSA FARE Ora, però, il problema di queste famiglie può essere superato seguendo due strade: o rinegoziando il mutuo con la vecchia banca oppure cambiando istituto e finanziamento (portabilità). «In questo modo», spiegano dall'ufficio edilizia residenziale dell'assessorato ai Lavori pubblici, «si riuscirebbe a ridurre il peso della rata di almeno due-tre punti pecentuali». La portabilità, in ogni caso, diventa l'opzione più semplice per i clienti del Banco di Sardegna che nel 2001 rinegoziarono - su iniziativa volontaria dello stesso istituto - il vecchio finanziamento a un tasso dell'8%. «Per loro - che hanno già ottenuto un primo sconto dal Banco - potrebbero aprirsi le porte di una nuovo mutuo con una banca diversa, in grado di offrire condizioni migliori di quell'8%», continuano dall'assessorato ai Lavori pubblici.
LA SCELTA Ma il dilemma, al momento di cambiare un finanziamento, rimane: è meglio un tasso fisso o uno variabile? Giorgio Vargiu, segretario regionale dell'Adiconsum, non ha dubbi. «La scelta deve essere sempre consapevole: il tasso fisso costa di più ma non comporta rialzi o ribassi delle rate durante gli anni, il tasso variabile invece fa risparmiare, ma è soggetto alle variazioni sul mercato dei tassi di interesse. Credo tuttavia», conclude Vargiu, «che la soluzione migliore sia la rinegoziazione del mutuo, con un allungamento della scadenza per far abbassare l'importo delle rate». ( lan. ol. )

 
 
 
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