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Quanto fa male la maldicenza, e quanto ci allontana dagli altri. Per evitarla, seguite il metodo di Socrate…

Post n°860 pubblicato il 14 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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Fu nel Medioevo, spesso ingiustamente indicato come un periodo oscurantista, che la maldicenza trovò posto nel catalogo dei peccati con la lingua. Un peccato grave, alla pari della menzogna, dello spergiuro e della bestemmia. E un importante passo avanti in termini di paradigmi morali, in quanto sia nella cultura greca sia nella cultura latina pre-cristiana, la maldicenza era considerata poco più che un gioco. E ispirava molti lavori teatrali.
Senza entrare nelle curve della religione, oggi la maldicenza ha fatto un enorme salto di qualità. Non è più il venticelloche soffia, secondo la splendida metafora di Eduardo, fino a distruggere la reputazione di una persona, ma è un uragano che può partire sul web dalla più stupida delle bufale.
Parlare male, commettere i peccati con la lingua, velenosa e cinica, è diventata un’abitudine, in diversi ambienti. Nonostante che decine di studi scientifici (per esempio una ricerca della Wake Forest University) dimostrino come pensare bene degli altri, predisporsi nei loro confronti in modo positivo, aiuti decisamente a vivere meglio. Al contrario, l’uso continuo della maldicenza, della parolina in più, ci distanzia e ci isola dagli altri.
La maldicenza non va confusa mai con la leggerezza del racconto anche un tantino pettegolo. Con la curiosità di scoprire le persone in tutti i loro angoli. Con l’ironia e l’autoironia capaci di ammorbidire la vita. Un buon metodo per non fare confusione è sicuramente quello dei tre colini indicato da Socrate. Di fronte a un amico che gli voleva assolutamente confessare qualcosa che certo non era un pensiero positivo, il filosofo greco, disse: «Prima di parlare e di raccontarmi tutto, rispondi dentro di te a tre domande. Sei sicuro che la cosa che stai per dirmi sia vera? E’ una cosa che può fare del bene o del male a una persona? Ed è utile che io lo sappia?» Dopo avere ascoltato Socrate e la verifica dei tre colini, l’uomo decise di tacere.

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Un amichevole abbraccio ed un sorriso per una serena domenica, Sal

 
 
 
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