Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

IL MIO MONDO, LA MIA REALTA'

Il mondo a colori di Sal&Mary...
Pelosetti compresi...

 
 
 
 
 
 
 

BEVERE NON E' FACILE

BENITO URGU: BEVERE NON E' FACILE

 
 
 
 
 
 
 

INDUSTRIA CASEARIA ARGIOLAS DOLIANOVA

Il Caseificio di mia moglie Mary e
mio cognato Antonello. Provate
i loro formaggi e poi mi direte...

 
 
 
 
 
 
 

NON MI ABBANDONARE

IMMAGINE

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Pubblicità contro le donne e il loro corpo. Da Lamborghini a Nuvenia e Dolce & Gabbana

Post n°1807 pubblicato il 28 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

immagine

La violenza contro le donne non inizia con i gesti. Non serve uno schiaffo, un pugno, una mano che si alza, per entrare nel tunnel dove la donna ha un corpo destinato a soccombere. No, la violenza viene prima e dopo, per esempio dalla forza delle immagini, dal messaggio che riproducono e lasciano passare.
Non scandalizziamoci più del dovuto. Non facciamo moralismo. La pubblicità ha sempre utilizzato il corpo della donna, il Bello della donna, per promuovere prodotti. Qualsiasi prodotto. Ricordiamoci che quando i settimanali di informazione erano i giornali più venduti in edicola, parliamo di Panorama ed Espresso, al momento di scegliere la copertina si optava sempre per una bella donna nuda che andava ad illustrare la notizia di prima pagina.
Ma il salto al quale stiamo assistendo è quello di assecondare, con la pubblicità, tutte le peggiori pulsioni nei confronti del corpo femminile. Non basta più l’approccio erotico, sul filo della pornografia, serve andare oltre, e trascinare il corpo della donna all’uso violento, perverso nei suoi confronti. Così delle fiammanti auto Lamborghini gialle sono fotografate con ragazzine ammiccanti in primo piano, come se il possesso dell’auto di lusso e quello del corpo di una quasi bambina fossero due cose parallele. Le immagini delle baby modelle, cosa abbastanza singolare, sono tra l’altro firmate da una bravissima fotografa, militante di sinistra contro la mafia, siciliana doc: Letizia Battaglia. Ma la firma non giustifica, semmai aggrava la situazione, come nel caso di alcune provocazioni di Oliviero Toscani.

immagine

Amletico dubbio!!! Ma a queste povere ragazze così svilite dai comportamenti maschili, hanno per caso puntato un mitra contro per costringerle a spogliarsi ed a posare con tanta naturalezza? Povere bambine innocenti, mi verrebbe da piangere!!! Una cosa mi consola: le mele marce non hanno sesso o identità: esistono e basta. Punto. Sorriso per un allegro fine settimana, bye sal

 
 
 

L'intuito è l'anima che ci parla

Post n°1806 pubblicato il 27 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

immagine

Per Albert Einstein, l’unica cosa davvero importante era l’intuito. Non si tratta né di magia né di sortilegi, ma di quella sottile capacità che ci fa inclinare la bilancia verso un lato, quella che ci permette, in un breve istante, di capire se una persona è affidabile o meno. L’intuito è il linguaggio dell’anima guidato lungo il sentiero dell’esperienza inconscia nascosta nel nostro cervello.
Se c’è un motivo per cui si è sempre stati interessati allo studio dell’intuito, è perché si tratta della strategia che guida gran parte delle nostre decisioni quotidiane. Intraprendere un cammino piuttosto che un altro, non fidarsi di qualcuno, rifiutare un’offerta di lavoro, accettare un progetto… C’è chi medita molto sulle cose, mentre altri, al contrario, si lasciano trasportare da qualcos’altro: l’intuito. Nessuno può garantirci che seguendo l’intuito prenderemo la decisione giusta. Ciò nonostante, si otterrà un effetto altrettanto importante: agire d’accordo alla propria essenza, ai propri valori, alle proprie emozioni e valutazioni ottenuti d’accordo alle proprie precedenti esperienze. Faremo un passo verso il corretto equilibrio interiore.
L’intuito fa parte di quello che comunemente si conosce con il nome di “inconscio adattativo”. Ogni cosa appresa, sentita, interiorizzata, pensata o espressa crea un fondo di saggezza unica e particolare che ci definisce. Nella nostra essenza è un capitale mentale che usiamo ogni giorno quasi senza rendercene conto.
Il potere delle persone intuitive risiede nella loro capacità di saper usare questo capitale come canalizzatore. Un buon intuitivo saprà separare tutti i rami di un bosco per trovare il cammino nel mezzo di un bivio. Perché decidere è l’arte di scartare, e che ci crediate o no, l’intuito è uno strumento fondamentale. 

immagine


I messaggi che di solito ci vengono inviati dal nostro intuito sono a volte molto complessi: sensazioni, forme, parole… È compito nostro interpretarle. Quanta più libertà daremo alla nostra mente, senza pregiudizi o barriere, più affiorerà l’intuito. Serena giornata, bye sal

 

 
 
 

Perdonare: viaggiare nel passato e tornare senza dolore

Post n°1805 pubblicato il 26 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

immagine

Quando qualcuno ci ferisce, la prima reazione è quella di non volerlo perdonare. Sentirci offesi, delusi o, in alcuni casi, profondamente addolorati è una reazione normale, ma che nasconde più di un pericolo. È vero che a breve termine il rancore permette di reagire, ecco perché istintivamente non vogliamo perdonare. Ma se serbiamo rancore per molto tempo, ci ritroviamo intrappolati con la mente in una situazione che appartiene al passato. Questo ci porterà a sperimentare emozioni forti di ogni tipo, causando in noi della sofferenza inutile.
Due degli stati più deleteri in cui la mente può sostare e che si producono quando non sappiamo perdonare al momento giusto, sono l’odio e la collera. Seneca le descrive come le emozioni più orribili e incontenibili che si possano sperimentare. In molte occasioni, il danno che provocano è più grande dei possibili benefici.
Se troviamo una persona ferita, ad esempio da una freccia, non perdiamo tempo a chiederci di che materiale è fatta o a cercare chi l’ha scagliata. Il primo pensiero è soccorrere la persona ed estrarre la freccia al più presto. Vale lo stesso per la sofferenza: va rimossa il prima possibile, senza darle modo di continuare a danneggiarci.
Rispondere a una situazione dolorosa con pazienza e tolleranza è sintomo di forza emotiva e ci aiuta ad avvicinarci al perdono. Affrontare un momento difficile con questo atteggiamento implica un buon controllo dei nostri sentimenti, significa godere di buona autostima e intelligenza emotiva.
Come ben capiamo, perdonare chi ci ha fatto soffrire può essere molto difficile. Ma proprio per questo motivo è essenziale capire il valore di imparare a perdonare. Ricordatevi che sta a voi lasciar andare il passato e liberarvi del pesante carico emotivo che non vi permette di andare avanti.

immagine

“Se non perdoni per amore, perdona almeno per egoismo, per il tuo proprio benessere”. -Dalai Lama-
Serena giornata con sorriso, bye Sal

PS. VOLUTAMENTE ieri non ho postato niente sulla festa delle donne, altrettanto oggi sulla morte di D.A.Maradona. Domani sarò più esplicito sia su talune ricorrenze che non hanno più necessità di essere reclamizzate, nè sugli eroi che possono darci lezioni di calcio e nient'altro...Me ne rammarico con chi la pensa diversamente, ma oggi la vita ci impone altri ragionamenti e commemorazioni che non siano lo specchio su cui potersi arrampicare per tacere il nostro nuovo  e preminente quotidiano.

 
 
 

Volere non è potere, ma il desiderio ci rende vivi

Post n°1804 pubblicato il 25 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

immagine

Volere non è potere. C’è una distanza, a volte infinita, tra il desiderio e la sua realizzazione. Nel bene e nel male, la nostra mente non governa la realtà. Il nostro potere è limitato, le nostre aspettative fragili, l’errore comune, quotidiano, costoso ed è un vero colpo di fortuna quando ci fa crescere. Quando è una base di appoggio, non un terreno scivoloso. Ebbene no, volere non è potere.
La mancanza di controllo non è patologica, ma lo è l’ossessione o certe strategie che fingono di essere un adattamento. La ripetizione ci dà sicurezza, la compulsione è il miglior cibo per l’ansia.
I manuali diagnostici nelle mani di un neofita portano all’esagerazione. Entriamo tutti in una cornice, più o meno proprio come il nostro futuro incerto può essere descritto dall’oroscopo. Anche un orologio fermo rintocca due volte al giorno.
La colpa, la paura, le ferite aperte, le parole che teniamo per noi… Quando la nostra vita non va come vorremmo, non ci resta che immaginarne una parallela. Giudicarci conoscendone le conseguenze è una trappola. Nessuno vuole soffrire, la maggior parte soffre quando sente di aver ferito qualcun altro.
L’oblio non è una prova inconfutabile della mancanza di interesse. La nostra memoria è capricciosa e a volte lascia le parole sulla punta della lingua. La nostra attenzione si esaurisce in fretta.
Ci sono diverse variabili che sono al di fuori del nostro controllo e strettamente relazionate al destino. In parte, quindi, volere non è potere, non vi è alcun determinismo nel risultato finale.
Il desiderio è desiderio o voglia, ma anche gli altri elementi dell’equazione sono importanti. Quali risorse abbiamo a disposizione? Che margine abbiamo? Il realismo si separa dal pessimismo nel momento in cui ci offre delle opzioni.

immagine

Sorriso e...serena e allegra giornata, bye sal

 
 
 

Anomia o mancanza di norme: cosa significa?

Post n°1803 pubblicato il 24 Novembre 2020 da prolocoserdiana
 

immagine

L’anomia è un concetto antico, se ne parlava già nel Medioevo per descrivere le persone “senza Dio né legge”. Il sociologo francese Émile Durkheim sistematizzò questa idea e da allora troviamo spesso il termine “anomia” in campo sociologico.
Questo termine indica l’assenza di regole e la tendenza a trasgredire le norme. Possiamo applicarla al gruppo o all’individuo. Fa talvolta riferimento alla mancanza di linee guida o di quei valori morali che servono a orientare il comportamento.
Sebbene il concetto sia nato in sociologia, è stato anche elaborato in scienze politiche, antropologia e psicologia. In tutti questi campi è stato associato al comportamento criminale o “deviante” come risultato di circostanze storiche o parte di un processo di evoluzione morale.
Quando parliamo di anomia, parliamo anche di tensione tra la collettività e l’individuo. Non vi è aderenza alle norme e questo, in linea di massima, è dovuto o al fatto che le regole si scontrano con la reale possibilità di rispettarle o perché l’individuo non riesce a rispettarle per quanto siano ragionevoli.
Per Durkheim, l’anomia è il risultato di una rottura o di un deterioramento dei vincoli sociali; è una separazione che indebolisce il sentimento di solidarietà. In altre parole, se all’interno di una famiglia, di un gruppo o nella società mancano forti legami, gli individui non sentono di dover rispettare quelle norme che danno coesione al gruppo.
Quello dell’anomia e del rispetto delle norme è un argomento complesso. In realtà potremmo dire che in nessuna società le regole vengono rispettate sempre e nella loro totalità. Idealisticamente dovrebbe esistere una collettività in cui il margine di conformità normativa sia molto ampio, promuovendo al contempo un’autonomia basata sulla responsabilità etica individuale.
Ma una società di questo tipo non è facile da costruire, soprattutto a causa della disuguaglianza economica e sociale, fattore che implica anche una disuguaglianza nelle opportunità.

immagine

Serena giornata, bye sal

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

immagine

 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

marco_84msoltanto_unsognorob10001alex696xxeredidauriacandiogianniattiliofrascageosalasandropivettacarlo930prolocoserdianalascrivanablaskina88vinoro50
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
 
 
 
 
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom