Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

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Riferito al post 734 di cui dovete
tenere conto. By, Sal

 
 
 
 
 
 
 

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Nassiriya, 15 anni fa la strage dei militari italiani in Iraq

Post n°1082 pubblicato il 12 Novembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Nassiriya, Iraq. Sono le 10:40 locali (le 8:40 italiane) del 12 novembre 2003. Un'autocisterna forza l'entrata della base Maestrale, presidiata dai carabinieri. E' lanciata a tutta velocità, trasporta due attentatori e quasi 300 chili di esplosivo. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'entrata, abbatte uno dei due terroristi, ma il mezzo prosegue la sua folle corsa. Poi l'esplosione che, con un effetto domino, fa saltare in aria il deposito munizioni. Il bilancio è terribile: 28 militari morti, di cui 19 italiani.
Il comando dell'Italian Joint Task Force si trova a sette chilometri da Nassiriya, in una base denominata "White Horse" poco lontana da quella statunitense di Tallil. Il Reggimento Msi/Iraq, composto da carabinieri e polizia militare romena, occupa due postazioni: la base "Maestrale" e la base "Libeccio", entrambe poste al centro dell'abitato di Nassiriya. Presso la prima, nota anche con il termine "Animal House" e che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l'Unità di Manovra. Ed è proprio qui che avviene la tragedia, passata alla storia come il più grave attacco subito dall'esercito italiano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
L'operazione "antica Babilonia" era stata inaugurata qualche mese prima, il 15 luglio. In Iraq erano giunti tremila militari, tra cui 400 membri dell'Arma dei carabinieri. I loro compiti erano molteplici: il mantenimento dell'ordine e della sicurezza, l'addestramento della polizia locale, la gestione dell'aeroporto e l'aiuto alla popolazione (cibo, acqua, farmaci). Erano lì per "aiutare quel Paese a recuperare un po' di normalità", come ricorda il maresciallo Antonio Lombardo.
A quindici anni di distanza, il ricordo e il cordoglio per i nostri militari non si è affievolito.

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RIP. Bye, Sal

 
 
 

‘Bull Off’, i fumetti realizzati dagli studenti che mettono i bulli fuori gioco

Post n°1081 pubblicato il 11 Novembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Relegare i bulli in un fumetto per sconfiggerli nella realtà. Con questo scopo l’Istituto degli Innocenti di Firenze ha avviato il progetto ‘Bull Off’, grazie al quale oltre mille studenti hanno potuto documentare le angherie che hanno subito, costringendo la classe a ragionare sull’inutilità della prepotenza tra i banchi di scuola. Un’iniziativa interessante perché stimola i più piccoli a dar libero sfogo alla loro creatività in un ambito fortemente istruttivo, con l’obiettivo di porre un freno a un fenomeno che è tutt’altro che debellato. Secondo i dati Istat, infatti, in Italia un ragazzino su due è vittima di episodi di bullismo, spesso fra gli 11 e i 17 anni, anche se il periodo più critico è quello tra gli 11 e i 13.
Il progetto ha coinvolto, da novembre 2017 a giugno 2018, un totale di 1.200 studenti di 4 istituti comprensivi (IC Galilei di Pisa, IC Toniolo di Pisa, IC Calamandrei di Firenze e IC Ghiberti di Firenze). I ragazzi sono stati seguiti da 80 insegnanti che, insieme a psicologi e ai mediaeducatori, hanno lavorato per costruire già dai banchi di scuola gli anticorpi migliori per contrastare ogni tipo di comportamento violento, sia psicologico che fisico. Attraverso i fumetti, gli studenti hanno raccontato le loro esperienze personali che sono diventate un ottimo mezzo per far immedesimare tutti i componenti della classe in coloro che subiscono dei torti. Attraverso il lavoro di gruppo gli studenti hanno, inoltre, avuto modo di costatare come una vittima di bullismo può soffrire e perdere la fiducia negli altri e in se stessa.
I fumetti, che in molti casi sono stanti anche montati in dei corti, sono stati pubblicati nel blog bulloff.trool.it, all’interno del quale sono costudite le paure, le sofferenze ma anche il lieti fine, di cui sono stati protagonisti questi ‘disegnatori’ d’eccezione. Il progetto oltre a veicolare un messaggio estremamente positivo ha permesso ai ragazzi di mettersi alla prova con formati nuovi. Nella produzione delle vignette, infatti, hanno imparato ad usare le tecnologie, come ad esempio il montaggio video, in modo costruttivo e utile anche alla didattica. A conclusione dell’iniziativa l’Istituto degli Innocenti di Firenze ha organizzato anche incontri con i genitori, fondamentali per mettere in piedi una maggiore collaborazione tra scuole e famiglie. Un’alleanza decisiva per sconfiggere i bulli, non solo tra i banchi ma nella vita.

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Sorriso per un sereno inizio settimana e ocio ai bulli e bulle...Sal

 

 

 
 
 

Naike Rivelli contro il gossip: “Ci sono programmi che si nutrono di cattiverie e superficialità.

Post n°1080 pubblicato il 10 Novembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Naike Rivelli, la figlia di Ornella Muti, si scaglia contro il gossip sul suo profilo Instagram pubblicando un fotomontaggio da lei stessa creato che riporta la foto di Corona con Asia Argento ed il Ken Umano,
La soubrette ha aggiunto anche una foto di se stessa in cui mostra il lato b e scrive, “Chi ha preso più soldi per la finta paparazzata in copertina super organizzata? Chi dice più la verità? Il Prezzo del Suc cesso spesso cambia le persone. È come se la luce, la purezza e la spontaneità, in certi contenitori, viene risucchiata via… ci sono programmi che si nutrono di cattiverie, dispettucci e superficialità. Mi mettono paura. Quando non avverto più nessun tipo di empatia, quando non sento nessun tipo di calore di compassione di sincerità umana, mi inquieto. Questo nuovo mondo pieno di nuovi mostri del Suc cesso – mi fa riflettere un sacco. Rimpiango l’Italia di Umberto Smaila almeno era onesta”.

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E se lo dice lei possiamo anche trascorrere un sereno e allegro weekend. O no?!?
Sorriso, Sal

 
 
 

Masha "pericolosa" per legge, la renna di Babbo Natale finisce a processo

Post n°1079 pubblicato il 09 Novembre 2018 da prolocoserdiana
 

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C'è una renna al centro di un caso giudiziario di cui nei prossimi mesi dovrà occuparsi la Corte d'Appello di Torino. Ai magistrati del capoluogo piemontese, per ordine della Cassazione, passerà il fascicolo relativo a Masha, un esemplare di renna custodito dal titolare di un "animal park" a Monteu Roero (Cuneo). Per legge, infatti, è considerata "pericolosa" anche se fino a due anni fa era impiegata come animatrice di villaggi natalizi e, a detta dell'imprenditore, era mite, mansueta e non aveva mai dato problemi a nessuno.
Masha, nel dicembre nel 2016, mentre si trovava in una località dell'Albese fuggì in seguito a un incendio. Fu ritrovata una quarantina di giorni dopo dalle guardie forestali. Lei si ,ma il suo custode di Monteu Roero finì sotto processo. In base a una lettura attenta dell'allegato A di una legge del 1996, infatti la renna - appartenente alla famiglia Cervidae - è considerata "pericolosa" e, quindi, per custodirla era indispensabile una autorizzazione specifica della Regione.
In tribunale ad Asti il 4 dicembre 2017 l'imprenditore venne assolto "perché il fatto non costituisce reato". Il pubblico ministero, però, fece ricorso e ottenne ragione. Il carattere di Masha, infatti, non ha importanza. E' una renna e, in quanto tale, soggetta alla normativa del '96 "a prescindere da qualsiasi valutazione sulla concreta nocività". Lo dimostra - spiega la Cassazione - un pronuncia del 2005 in materia di canguri.
Alla Corte d'Appello, ora, il compito di accertare se l'imprenditore ha violato una legge sul commercio e la detenzione di animali.

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Non me ne voglia nessuno, ma dico io...con tutti i casini che dobbiamo affrontare e risolvere per nostro contro, la Giustizia italiana si occupa di cazzate del genere!!!

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Asia Argento- Fabrizio Corona

E di questi due soggetti chi se ne dovrebbe occupare? Già, dimenticavo la nostra amatissima Barbara Durso!?!

 
 
 

La virtù nascosta della fragilità nel tempo palese della forza. Ci aiuta davvero a scoprire chi siamo

Post n°1078 pubblicato il 08 Novembre 2018 da prolocoserdiana
 

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Tutti siamo fragili, ma la vera forza matura dalla debolezza. Purché, come spiega un libro tutto da leggere, la fragilità non si trasformi in rassegnazione o accidia. Il filosofo Pascal scriveva: «L’uomo non è che una canna, la più fragile in natura…».

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In tempi nei quali è di moda la forza, la competizione sfrenata che non perdona alcuna debolezza, il muscolo che devi mostrare a qualche eterno antagonista che eccita la tua energia vitale, è il caso di riscoprire la virtù della fragilità. Una virtù, badate bene, che appartiene a tutti noi, insita nella natura umana, anche quando proviamo a dissimularla con qualche atteggiamento da bulli moderni, virtuali o reali è solo un dettaglio.
La fragilità aiuta a scoprire davvero chi siamo. Ci porta dentro l’Io, ma non nel buio delle tenebre dell’indifferenza, quanto nella luce della condivisione. Il fragile sono Io, certo, ma siamo anche Noi, e quindi se ci riconosciamo è più facile anche stare insieme, avanzare insieme.
La fragilità, che sembra quasi una moneta fuori corso, una lingua scomparsa, un inutile termometro di debolezza, in realtà è modernissima. In tempi nei quali abbiamo bisogno non solo di condividere, ma anche di mostrare la gentilezza, la responsabilità nei confronti degli altri. Dal parente stretto al vicino di casa, dall’uomo e dalla donna che, con bambini, arrivano da lontano, a chi abbiamo a fianco, per scelta o per dovere, tutti i santi giorni.
Fragile, nella sintesi di un bel libro che vi suggerisco di leggere (Elogio della fragilità di Roberto Gramiccia, edizioni Mimemis), è il contrario di forte, salvo scoprire, come insegnano anche alcune rivoluzioni, che non è il fragile a perdere sempre. Anzi. La fragilità può dare grandezza all’ispirazione di un poeta (avete presente l’immortalità di Giacomo Leopardi?) come può essere la leva di una forza creativa e rivoluzionaria. Purché, avverte lo scrittore e medico Gramiccia, non si trasformi in rassegnazione e accidia.

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A volte ci siamo, ma troppe volte ci facciamo. Sorriso, Sal

 
 
 
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Finalmente nuovamente fra noi...
Ciao Tina

 
 
 
 
 
 
 

TEMA. COLONNA SONORA PORTANTE
INCONTRI PERICOLOSI.
Cristiano Decaro

TEMI PORTANTI COLONNA SONORA
INCONTRI PERICOLOSI.
Cristiano Decaro

 
 
 
 
 
 
 

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