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UNA ESTATE ITALIANA DI MOLTI ANNI FA

Post n°1900 pubblicato il 27 Febbraio 2021 da prolocoserdiana
 

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L'82 è una dolcissima ossessione. Si trascina dietro tutto quello che in pochi giorni è stato. Pertini tarantolato, tutto lacrime e balzi giovanili, che firma il quarto gol della finale con la sua presenza; il «vecio» Bearzot finto compassato; Juan Carlos (la classe non è acqua) sorridente con la sua cravatta azzurra firmata; Pablito che segna col pallottoliere; Gentile che annienta Maradona; i professori brasiliani finiti dietro la lavagna e i panzer tedeschi che perdono i cingoli; l'urlo liberatorio di Tardelli, quello più composto, scandito tre volte, di Martellini. E poi l'«Italia facci sognare» del povero Cannavò; il titolo trionfale della "Gazzetta" «Campioni del mondo!»; la festa in albergo, la sera, cui manca Scirea perché è salito in camera, come se nulla fosse, a leggersi un libro; l'ineffabile Matarrese, con le sue tardive felicitazioni; le mani di Zoff che sollevano la Coppa immortalate da Guttuso e finite su un francobollo; lo scopone scientifico a quattro sull'aereo del ritorno con il Presidente che becca il portierone distratto; i caroselli esuberanti, quell'i l luglio notte, nelle piazze d'Italia, eroi loro sul campo, eroi un po' anche noi. Fratelli d'Italia. La sintesi corale della felicità. Le bandiere che sventolano. L'amore per una squadra irripetibile che ballerà una sola estate ma ci rimarrà profondamente dentro.
Ricordare è una dolce ginnastica della coscienza. La memoria va e viene, è una serie disordinata di flash che insieme fanno passato condiviso, senso di vissuto e partecipato, ma mantengono la propria identità. Ciascuno di noi ha la propria storia da raccontare, ritagliata da quel luglio lontano dal sapore di mare. Momenti, sogni, frammenti, filtri rosei, certezze inattaccabili, brandelli di vita che non moriranno mai. Ricordi indelebili, fissati sullo schermo del tempo, come il primo amore, il "sì" davanti al prete, la sera in cui uccisero JFK, quell'impietoso esame di maturità che ripercorre le notti, al confine fra l'incubo e il sogno. Un'emozione forte, fino all'ultimo dei 90 minuti, quando, come nella vita, scade il tempo, le favole smettono di rotolare e così sia. Raccontare 1'82 è raccontare come eravamo. Ragazzi. Ragazzi d'estate, pieni di sole e di mare. Ragazzi cui tutto dava emozioni intense e brevi. Riparlarne è riprendere per mano, per un attimo, la nostra giovinezza e saldare un debito d'amore verso tutto ciò che era vita, oggi sfumata dalla nostalgia.

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... e poi c'era lei, la ragazza italiana dei sogni che non si avveravano mai...
Sereno e allegro fine settimana, by sal

 
 
 

Procreazione assistita, sì a impianto embrione anche contro la volontà dell'ex marito

Post n°1899 pubblicato il 26 Febbraio 2021 da prolocoserdiana
 

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Gli embrioni creati e crioconservati da una coppia che nel frattempo si è separata potranno essere impiantati alla donna anche contro la volontà dell'ex partner. Lo ha stabilito il Tribunale di S.Maria Capua a Vetere che, ha spiegato l'avvocato Gianni Baldini, "per la prima volta in Italia decide su questo tema spinoso, dato il numero crescente di separazioni e di coloro che chiedono di accedere alla procreazione medicalmente assistita".
L'ordinanza favorevole alla richiesta della donna "adottata dal Tribunale monocratico - sottolinea Baldini - è stata poi confermata dal Tribunale in composizione collegiale questo mese. Si tratta di due pronunce destinate a far molto discutere perché riconoscono il diritto assoluto della donna di utilizzare gli embrioni creati con il coniuge e poi congelati anche dopo la pronuncia della separazione e nonostante la contrarietà dell'ex marito".
Il Tribunale, chiarisce il legale della donna, "ci ha dato ragione riconoscendo il diritto a procedere anche contro la volonta' dell'ex coniuge". "Nel nostro Paese - ricorda Baldini - il numero delle separazioni è in crescita, con circa 4 coppie su 10 che si separano entro i primi 5 anni. In aumento anche le richieste di Procreazione medicalmente assistita: oltre il 20% delle coppie presenta infatti problemi di infertilità".

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La sentenza farà discutere perché riconosce il diritto assoluto della donna di utilizzare gli embrioni creati con il coniuge e poi congelati. Tutti/sapete come la penso, onde lascio a voi commentare sul ruolo delle paternità. Buon fine settimana, by sal

 
 
 

L’amore ha un limite che si chiama dignità

Post n°1897 pubblicato il 25 Febbraio 2021 da prolocoserdiana
 

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L’amore ha e avrà sempre un limite che si chiama dignità. Perché il rispetto per se stessi ha un prezzo molto alto, che non ammette sconti, con cui saziare un amore che non riempie, che ferisce e indebolisce.
Pablo Neruda diceva “è così breve l’amore e così  lungo l’oblio”. Nel mezzo rimane sempre la luce di una lucciola che si accende per natura nelle notti buie, per indicarci il limite, per ricordarci che è meglio un lungo oblio che un lungo tormento in cui finiamo per vendere la nostra dignità.
Che ci crediamo o no, la dignità è quel filo fragile e delicato che mettiamo spesso in pericolo, che rischia di logorarsi fino a spezzare i legami delle nostre relazioni affettive. È molto frequente attraversare questa frontiera senza volerlo, fino a lasciarci portare ad un estremo tale in cui i nostri limiti morali si indeboliscono; pensiamo che per amore valga la pena fare tutto e che ogni rinuncia sia piccola e giustificata.
Spesso si dice che l’orgoglio sia alimentato dall’ego e la dignità dallo spirito. Ad ogni modo, queste due dimensioni psicologiche sono due abitanti quotidiani delle turbolente isole delle relazioni affettive e spesso vengono confuse tra loro.
L’orgoglio, ad esempio, è un nemico celebre che si tende ad associare all’amor proprio. In realtà l’orgoglio è di più: è un architetto specializzato nell’edificazione di muri, nella tessitura di tende divisorie nelle nostre relazioni, nell’aggiunta dell’arroganza in ogni parola e nella coltivazione del vittimismo. Tutti questi atti distruttivi mascherano una bassa autostima.
Dal canto suo, la dignità è tutto il contrario. Agisce sempre ascoltando la voce del nostro Io per garantire l’esistenza delle cose più belle dell’essere umano, come il rispetto di se stessi e degli altri. Il concetto di amor proprio acquisisce il suo massimo significato, perché la dignità se ne nutre per proteggersi e affermare l’autostima, ma senza mai danneggiare gli altri, senza causare effetti collaterali. La dignità non si vende, non si perde e non si regala. Perché una sconfitta al momento giusto è sempre più degna di una vittoria non combattuta.

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Un sorriso, by sal

 

 
 
 

Il gatto di Ronaldo e Georgina investito da un'auto

Post n°1896 pubblicato il 24 Febbraio 2021 da prolocoserdiana
 

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Riprendendo il post di ieri dell'amico di Blog Carlè, alias " monellaccio " ed avvalorare, se mai ce ne fosse necessità alcune sue considerazioni sul giornalismo che invade la rete web, stamattina, in prima pagina a spiccare su tutte questa notizia:

Il gatto di Ronaldo e Georgina investito da un'auto: "Trasferito in Spagna dopo un mese e mezzo in terapia intensiva"
Sono stati giorni di apprensione per Cristiano Ronaldo e la compagna Georgina Rodriguez.

Il loro gatto Pepe era stato infatti investito da un'auto a Torino. "Stava quasi morendo - ha raccontato la modella alla rivista spagnola InStyle -, e dopo un mese e mezzo in terapia intensiva dal veterinario, abbiamo deciso di mandarlo a casa di mia sorella Ivana in Spagna perché si prendesse cura di lui. Adesso Pepe si sta riprendendo".
Il felino è un preziosissimo esemplare di razza Sphynx, dal valore di 3.500 euro. Pepe, il cui nome coincide curiosamente con quello del suo ex compagno di squadra al Real, è scappato di casa ed è finito sotto un'automobile.
"Mi ha fatto prendere un enorme spavento", ha raccontato ancora Georgina. La decisione di trasferire il gatto in Spagna per permettergli un pieno recupero è stata presa dalla stessa modella che ha voluto evitare al piccolo Pepe la convalescenza in casa con i figli di Ronaldo. "Non si rendevano conto che era malato e volevano giocarci", ha spiegato la compagna di Cr7.

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Molto più defilate le notizie di politica interna, l'esposizione dei nuovi casi Covid e delle sue varianti , dei lavoratori senza più lavoro e, giusto per essere fino in fondo italiani, quella che a mio avviso sarebbe dovuta essere la notizia principale:

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Roma, rientrate in Italia le salme di Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci: ad accoglierle il premier Mario Draghi e i ministri Di Maio e Guerini.
Un sentito ringraziamento ai Capi redattori di cotanta ignoranza e menefreghismo...Grazie, grandi firme. By sal

 
 
 

Ma io sul serio non mi ricordo nulla (o quasi)

Post n°1895 pubblicato il 23 Febbraio 2021 da prolocoserdiana
 

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La memoria è un meccanismo complesso e semplice allo stesso modo. Ma funziona allo stesso modo per tutti? Perché alcuni ricordano particolari ininfluenti ed altri invece dimenticano anche quello che hanno mangiato la sera prima? Vale per tutti in ogni caso che ci sono ricordi indelebili, quelli che marcano un prima ed un poi. Singole giornate, eventi unici che fanno da spartiacque, di cui ci rimane la memoria anche del più piccolo dei particolari. Poi c’è questo fenomeno buffo per cui gli anziani ricordano le cose antiche, ma dimenticano quelle recenti. Ma volendo provare a fare una distinzione generale, quali sono le cose che tendiamo a scordarci e quelle invece che ci rimangono dentro nei secoli dei secoli?
Effettivamente è proprio così: è facile dimenticare una nozione, una cosa che ci hanno detto, spiegato, una cosa che abbiamo imparato studiando, più difficile dimenticare una sensazione, come ci siamo sentiti con una determinata persona, cosa abbiamo provato. Vale per tutti, persino per un distratto come me, che dimentica qualsiasi cosa. Possiamo scordarci la perifrastica attiva, non certo il terrore che ci incuteva la prof quando doveva interrogarci. Possiamo forse dimenticare il nome di quella ragazza sulla spiaggia, difficilmente dimenticheremo come ci sentimmo durante il primo bacio. Poi ovviamente ci sono varie eccezioni. Non è un mistero ad esempio alcuni più sensibili di altri (o semplicemente permalosi?) fanno più fatica di altri a dimenticare certe cose.
Soprattutto le donne hanno questa caratteristica. O almeno, sono certamente così le donne della mia vita. La mia dolce metà è capace di ricordarsi cosa indossava al matrimonio della cugina del fratello del nostro amico a cui andammo nel 92. Misteri imperscrutabili per me, che farei meno fatica ad imparare un manuale di astrofisica! Poi certo, a volte la memoria o meglio la mancanza di essa, può essere un comodo alibi, anche se spesso poco creduto. Perché, appunto, se una è in grado di ricordarsi le scarpe che aveva ai piedi in quella determinata circostanza accaduta ventisette anni prima, avrà difficoltà a credere che tu non ti sei ricordato, che so, di prendere quella cosa o di chiamare quella persona che ti aveva detto di fare solo qualche giorno fa.
Ammettiamolo, a volte ci giochiamo un po’ con le dimenticanze. Ma in realtà soltanto un po’ perché io per esempio davvero non mi ricordo proprio mai nulla. E non faccio grande distinzione fra ciò che mi converrebbe ricordare e quello che effettivamente sarebbe meglio dimenticare. E oltre alla dolce metà ci si mette anche FB a ricordarmi tutte le minchiate che scrivo giorno per giorno, visto mai mi dovessero passare di mente. Eppure anche il GDPR sulla privacy prevede un diritto all’oblio! Io mi scordo tutto in maniera uniforme, sono ecumenico in questo, senza alcuna distinzione. A parte i risultati delle partite del Milan, ovviamente, ma quella è un’altra storia.

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Serena e allegra giornata, by sal

 
 
 
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