Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRABAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

NERONE 1 E 2

Alla mia nuvoletta nera 1 e 2

 
 
 
 
 
 
 

RICORDI9 DEI TEMPI CHE FURONO

Nell'ordine: Romeo&Giulietta. Big il pechinese,
Didol&Giulietta, Mary e la cucciolata col
CAPOBANDA romy-romy

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

PERSONE CHE SFINISCONO

Post n°2090 pubblicato il 18 Maggio 2022 da prolocoserdiana
 

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Le persone che sfiniscono sono forse le più comuni, perché manifestano, a volte senza saperlo, comportamenti stressanti che condizionano gli ambienti in cui si muovono.
Ci sono persone che sfiniscono, che divorano il tempo, la pazienza e le energie altrui. Presenze sibilline con dottorati in promesse non mantenute che dichiarano guerra al mondo intero. Dobbiamo fare attenzione a questi soggetti ed essere saggi quando scegliamo con chi instaurare una relazione.
Un interessante studio sull’interazione sociale condotto presso l’Università di Rochester (New York) indica un fatto curioso: 1 persona su 10 presenterebbe uno stile di personalità che gli esperti definiscono come “sabotatore di felicità”.
Ci sono persone che ci esauriscono in famiglia, al lavoro, tra gli amici e, perché no, nella coppia. Ci sfiniscono quando siamo prigionieri dell’affetto e la persona amata diventa un mercante che addita le nostre colpe e poi ce le rinfaccia. Siamo stanchi dei discorsi egoistici, dei pregiudizi e dei campi minati del vittimismo e del ricatto.
Le persone che ci sfiniscono spesso ci usano come “contenitori emotivi” in cui scaricano pensieri, paure e ossessioni, al punto da logorare lentamente quell’architettura così intima e potente di cui è composto il nostro cervello.
Le persone che si esauriscono ci causano alti livelli di stress. Quando questa emozione negativa diventa cronica, i dendriti neuronali (le “bracciette” con cui sono attaccate le nostre cellule nervose) si spezzano a causa di questa sovraeccitazione dannosa e stressante. L’area in cui si verifica maggiormente questa alterazione è l’ippocampo, dove si trovano la memoria e le emozioni.
Rimedi? Tantissimi, anche se il più comune è quello dell'indifferenza per cui ai nostri stressatori alla fine non rimane che cercare altrove...

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E con i quasi 31° speriamo non sia la temperatura a fonderci il cervello. Sorrisone, bye sal

 
 
 

BENITO URGU&JACOPO CULLIN

Post n°2089 pubblicato il 16 Maggio 2022 da prolocoserdiana
 

Benito Urgu&Jacopo Cullin

Nel vasto panorama dei comici sardi ne è sempre spiccato uno, alias Benito Urgu noto in tutto il panorama dello spettacolo televiso italiano, che a distanza di tantissimi anni ne nascesse un secondo che gli si affiancasse ed insieme esaltassero al meglio le proprie doti di veri talenti naturali eravamo in pochi ad aspettarcelo.
Di fatto i due, in perfetta simbiosi fra loro, non hanno niente da invidiare ai nuovi cabarettisti o attori dei cinepanettoni che come meteore appaiono e scompaiono nel giro di poco tempo.
Benito, 83 anni, lo conosciamo perfettamente; Jacopo Cullin, 40 anni, ne siamo tutti convinti aprirà nuove frontiere alla comicità made in Sardegna. Godetevi per intero il loro ultimo video...

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Sereno inizio di buon settimana, bye sal

 
 
 

SARDEGNA- TERRA DI SOGNO

Post n°2088 pubblicato il 13 Maggio 2022 da prolocoserdiana

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In netto ritardo con gli anni passati, ma con i quasi 30° di ieri e di oggi, domani inaugureremo ufficialmente l'inizio della nostra estate e, soprattutto, delle nostre nuotate.
Occasione unica per far conoscere ancgìhe alle due bimbe Marika e Jodascha le bellezze e l'allegria delle nostre incantevoli spiagge dove l'azzurro del cielo e del mare rimangono l'unica certezza che vivere in Sardegna equivale, almeno per noi sardi, ritrovarci in un semi paradiso.
Unico nostro rammarico e che nessuno di noi ha avuto ancora notizie ufficlaili sui genitori delle e dei nostri piccoli ospiti che, comunque, stanno sempre più accettando una situazione per loro non propriamente serena.
Allo stesso modo del come trascorreremo questo fine settimana, mi e ci auguriamo che altrettanto accada anche a voi e che mare, montagna, lago quant'altro siano per tutti motivo di allegria e serenità. Sorriso, bye sal

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Buon fine settimana e tanta, tanta serenità. Bye sal

 
 
 

PERSEVERARE OSTINATAMENTE O QUALCHE VOLTA ARRENDERSI?

Post n°2087 pubblicato il 12 Maggio 2022 da prolocoserdiana
 

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Generalmente al momento di decidere se perseverare o cambiare rotta, è fondamentale tenere presente che le emozioni possono giocare brutti scherzi. Le nostre previsioni emotive sono distorte. Gli psicologi della Harvard University hanno passato anni a studiare il fenomeno della predizione emotiva e hanno scoperto che, sebbene siamo in grado di predire la valenza delle emozioni, non siamo molto precisi nella previsione della loro intensità o durata.
Ciò significa che non siamo molto bravi a predire quanto ci sentiremo felici o soddisfatti quando raggiungeremo determinati obiettivi, o quanto a lungo ci sentiremo male per aver abbandonato un progetto, o quanto intenso possa essere il disagio. Tendiamo ad andare agli estremi: pensiamo che ci sentiremo molto felici quando raggiungeremo il nostro obiettivo e crediamo che ci sentiremo malissimo se non vi riusciamo, ma la realtà ci mostra che non è così.
Cambiare idea non è negativo, al contrario, può essere sinonimo di crescita. Cambiare progetti o rendersi conto che qualcosa ha smesso di appassionarci non significa che abbiamo fallito, ci resta comunque l’esperienza vissuta, che può essere fonte di saggezza. Infatti, spesso non importa quale obiettivo hai raggiunto, ma la persona in cui ti sei trasformato mentre percorrevi quel cammino.
Arrendersi non è negativo, in certi casi può essere un segno d’intelligenza. La vera saggezza consiste nel trovare l’equilibrio tra perseverare e abbandonare, nel riuscire a discernere tra la testardaggine e le possibilità reali. Investire in questa abilità ci permetterà di salvare la cosa più preziosa che abbiamo nella vita: il nostro tempo.

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Sereno e allegro weekend, bye sal&allegraband

 
 
 

SOCIAL NETWORK: LA TUTELA DEI MINORI

Post n°2086 pubblicato il 10 Maggio 2022 da prolocoserdiana
 

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Scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni chieste agli utenti, impostazioni non rispettose delle norme sulla privacy. Quanto basta, se confermato, per arrivare almeno a una super multa. E invece, a conferma della sua totale impotenza, il Garante per la protezione dei dati personali non ha ricevuto neanche una risposta da parte di TikTok. E le sue contestazioni sono state sommerse dal silenzio tombale.
Dopo la morte di Antonella Sicomero il Garante è tornato alla carica. E questa volta lo ha fatto con un provvedimento d’urgenza con il quale si chiede di interrompere il trattamento dei dati degli utenti italiani (9,3 milioni) dei quali il social network non è in grado di verificare l’età. Cosa paradossale e poco credibile, in quanto con le tecnologie a disposizione TikTok avrebbe tutti gli elementi per fare i necessari controlli e tenere fuori dal suo perimetro d’azione i ragazzi sotto i 14, e non i 13, anni. Come prevede la legge italiana.
La mossa del Garante non è più, come nel mese di dicembre scorso, l’apertura di un’istruttoria, con i suoi tempi, ma un intervento di urgenza, che dovrebbe avere effetti immediati. E invece ancora una volta TikTok ignora il provvedimento, valuta se rivolgersi a un tribunale ordinario. E lascia trapelare la seguente indiscrezione: l’Autorità competente, in termini di tutela dei minori, non è quella italiana, ma quella irlandese, il paese dove, per non pagare tasse, TikTok ha la sua sede legale.
Così il soffocante cerchio dell’impotenza legale si chiude. Resterebbe, a questo punto, una sola soluzione, di forza. Sospendere l’attività di TikTok in Italia, almeno fino a quando non ci sia la certezza sul rispetto della legge che vieta l’iscrizione ai minori di 14 anni e sulle contromisure messe in atto dal social network per applicarla. Già, ma chi si assume una responsabilità del genere? Chi ha il coraggio, nel nome di una giusta causa, di sfidare il potere dominante di un colosso della tecnologia? E di farlo anche rischiando un’onda di impopolarità considerando la diffusione di questo strumento?

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Un fenomeno devastante, con milioni di genitori che sprecano tempo e parole attraverso la Rete e  ne approfittano per proteggere i figli e insultare gli insegnati. Sorriso, bye sal

 
 
 
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