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Diete assurde, c anche quella a base di aria.

Post n°1223 pubblicato il 13 Marzo 2019 da prolocoserdiana
 

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L’ultima follia è quella dei “respiriani”, una categoria di persone che sostengono che è possibile vivere bene senza mangiare ma, semplicemente, “respirando” l’energia vitale che li circonda. Una pratica pericolosissima, fortemente criticata dai medici: ognuno di noi per sopravvivere ha assolutamente bisogno di assumere, ogni giorno, la giusta quantità di sostanze nutritive. E questo è possibile solo attraverso una sana, varia e completa alimentazione.
Una dieta folle e impossibile quella a base di aria e di “energia” e un caso estremo di ascetismo maniacale, purtroppo non isolato. Nella civiltà dell’apparire, la dieta sta diventando una vera fissazione e siamo sommersi da proposte che possono farci solo del male. E trascinarci, a colpi di ossessioni, verso il baratro dell’ortoressia, che invece è una malattia vera e molto attuale.
L’ortoressia è una sindrome nervosa, si parla infatti di “ortoressia nervosa“, che porta all’ossessione di un’alimentazione sana. Coloro che ne sono affetti tendono ad eliminare gruppi di cibi essenziali per una dieta equilibrata. In Italia, secondo i dati del ministero della Salute, sono  circa cinquecentomila le persone a rischio e, negli stadi avanzati di questo disturbo dell’alimentazione, è necessario ricorrere all’aiuto di uno specialista. Inoltre uno studio realizzato dall’associazione per la prevenzione e la conoscenza dei disturbi alimentari Nutrimente su 1200 persone fra i 18 e i 65 anni mostra che la città più “a rischio” è Milano con il 33 per cento di potenziali ortoressici. Subito dopo c’è Roma, con il 27 per cento e poi Torino con il 21.

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“O rraù ca me piace a me m’ ’o ffaceva sulo mammà. A che n’aggio spusato a te, ne parlammo pè ne parlà. Io nun songo difficultuso, ma luvàmmel’ ‘a miezo st’uso. Sì, va buono: cumme vuò tu. Mò ce avéssem’ appiccecà? Tu che dice? Chest’ ‘è rraù? E io m’ ‘o mmagno pè m’ ‘o mangià… M’ ‘a faja dicere na parola? Chesta è carne c’ ‘a pummarola”. Eduardo de Filippo

 
 
 
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