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Quello a cui non diamo un nome smette di esistere

Post n°1225 pubblicato il 14 Marzo 2019 da prolocoserdiana
 

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Più tempo si soffre in silenzio, più si è malati.

Dove vanno le paure a cui non diamo un nome? Dove si trovano le emozioni che abbiamo lasciato andare senza definirle? Come possiamo guarire ciò che ci ferisce se, invece di affrontarlo, lo evitiamo? Dove finiscono i sogni non realizzati? Quello a cui non diamo un nome smette di esistere, ma questo ha delle conseguenze.
Smettere di esistere non significa smettere di far male, semplicemente cessa di avere effetto sul mondo, ma non su di noi. Stiamo male quando non parliamo di quello che ci infastidisce degli altri o di quello che ci fa infuriare. Stiamo male anche quando la nostra autostima viene colpita e restiamo indifesi.
Come possiamo definire le nostre paure se non diamo esse un nome? Nominandole, diamo esse anche una forma e, così, la possibilità di un confronto e di un superamento. Ma se non lo facciamo, le paure rimpiccioliscono. È paragonabile a una nebbia, dal grande significato per noi, ma senza nome, senza identità, senza possibilità di affrontarla, potente ed esistente solo nella nostra testa. Tutto quello a cui non diamo un nome, infatti, smette di esistere.Sapevate che un terzo delle persone che vanno dal medico presentano sintomi che non hanno una spiegazione medica? Il dolore non ha origine nel corpo ma nella psiche, ma cosa accade in questi casi? Che fa male allo stesso modo. Il malessere resta dentro senza poter uscire e diventa quindi dolore, un danno per il corpo e per la pelle.
Tutto quello a cui non diamo un nome, rimane dentro e cessa di esistere per gli altri. Più tempo passiamo da soli con il nostro dolore, più esso cresce dentro di noi e non permettendogli di uscire, aumentano le possibilità di ammalarci. Quando vediamo, ma stiamo zitti; quando sentiamo, ma non agiamo; quando proviamo dolore, ma non lo curiamo. Sono forme per far ammalare il nostro corpo e la nostra anima; sono modi per farci del male, perché non diamo un nome a quello che ci circonda.

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Non si è mai certi di poter risolvere i propri dubbi e problemi se non ci accompagna ad un qualcuno che veda oltre noi. Bye, Sal

 
 
 
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