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COVID...MA ANCHE LA SCIENZA RACCONTA STRONZATE?

Post n°1778 pubblicato il 29 Ottobre 2020 da prolocoserdiana
 

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Il contact tracing è andato in crisi per il moltiplicarsi dei casi e le Ats non sono più state in grado di inseguire tutti coloro che hanno avuto un contatto con un positivo (gli screening nelle scuole hanno triplicato il lavoro). Oggi, soprattutto in alcune zone d’Italia, non è più una rarità aver avuto a che fare con un positivo. La platea dei potenziali asintomatici si allarga ed è la conseguenza naturale della crescita epidemica. Le Regioni, con l’acqua alla gola hanno chiesto di tamponare solo i sintomatici e i famigliari conviventi, tenuto conto che il virus si diffonde soprattutto in famiglia (l’80% dei focolai è tra le mura domestiche). Ma allora chi deve essere davvero tamponato in questo momento storico? «Non si può fare il tampone a tutti e oggi la richiesta di eseguire test sembra motivata dalla ricerca di un conforto psicologico. Serve un’oggettiva necessità senza cadere nell’affollamento» avverte Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario all’ospedale Galeazzi di Milano. «Nella situazione in cui siamo è giusto dare la precedenza ai famigliari dei contagiati perché in casa sussiste davvero un contatto stretto e prolungato e il virus si diffonde facilmente. Sulle scuole invece occorre un’attenta valutazione. Intanto un aiuto potrà arrivare dai tamponi rapidi antigenici per uno screening di massa (non ancora arrivati in Lombardia, ndr) . Chi risulta positivo sarà poi sottoposto a tampone molecolare per confermare la diagnosi mentre i negativi rientrano in classe. Ad ogni modo dal momento che ora la maggior parte degli studenti indossa la mascherina anche in classe non sarebbero da considerare “contatti stretti” (chi è rimasto faccia a faccia con un positivo a meno di 2 metri di distanza, per almeno 15 minuti e senza indossare la mascherina, ndr) e spetta alle Ats decidere con attenzione chi sottoporre a tampone». Ad oggi i cluster scolastici sembrano essere limitati. I problemi nascono più che altro fuori dalle mura scolastiche: nei trasporti o anche quando gli studenti, soprattutto i più grandicelli, si vedono autonomamente.
CAZZATE, SOLO CAZZATE. A fine prima ondata pandemica la Sardegna contava non più di 572 positivi, oggi siamo a 5320 e non viviamo tutti nella stessa famiglia.
Solinas caro ricordi che siamo una Regione a Statuto speciale? Ricordi cosa hai promesso non più di 3 mesi fa. Richiudi tutto a tutti...Sicuramente moriremo comunque, ma non di Covid...

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Cristo, ci diciamo e domandiamo tutti: abbiamo o no il diritto di sapere cosa diavolo si nasconde dietro questo bollettino di guerra giornaliero? Bye Sal

 
 
 
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