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trentino alto adige

Post n°276 pubblicato il 02 Febbraio 2009 da rorina77

TRENTINO ALTO ADIGE

Popolazione: 924.281
Superficie (Kmq): 13607
Densità (Ab/Kmq.): 68
Capoluogo: Trento (TN)
Altre Province: Bolzano (BZ)


 


Castel del Porco


Federico dalle Tasche Vuote teneva costantemente sotto assedio Castel Grifone e si stava già pregustando la vittoria perché i suoi nemici avevano ormai finito i viveri. Ma il comandante del castello ordinò ai soldati di organizzare una festa e buttare giù dalle mura l'unico porco rimasto per far credere agli assalitori che il morale delgli uomini fosse alto e il cibo ancora abbondante. Federico dalle Tasche Vuote cadde nel tranello e ritirò pieno di collera le sue truppe. Da quel giorno Castel Grifone viene chiamato anche Castel del Porco.


 



Gli gnomi e il calzolaio


Il sole stava ormai scivolando dietro le slanciate guglie della Val Badia e il povero Toni s'attardava a preparare sul desco tutto l'occorrente per fare un nuovo paio di scarpe. Finita questa operazione si levò stancamente dallo sgabello, chiuse l'uscio e andò verso casa. Ma il mattino seguente, quando riaprì la bottega di buon'ora, scoprì, con grande sorpresa, che le scarpe erano già pronte. Il pensiero di tale stranezza non l'abbandonò per tutta la mattinata e giunto a casa, raccontò il fatto alla moglie. Questa, con un borbottio severo, lo scrutò dritto negli occhi. Poi, rassicuratasi che il marito non s'era fermato nella locanda a bere qualche bicchiere di troppo, lo esortò a passare la notte in bottega per cercare di risolvere il mistero. Bisogna però sapere, che il buon Toni era uomo di poco coraggio e così, non fece neppure in tempo a scoccare la mezzanotte, che già si precipitava fuori dal negozio in preda a una paura tremenda. A dire il vero, nulla di strano era accaduto, ma la mente del pover'uomo aveva iniziato a fantasticare su streghe, fantasmi e chi sa quali altri spiriti ancora. Grazie al cielo, la moglie era fatta di tutt'altra pasta e prese il suo posto nascosta dietro la stufa. A un certo punto, il silenzio fu lacerato dal sinistro cigolio della porta e due piccoli gnomi apparvero con la lanterna in mano. Si sedettero al desco, presero chiodini e martello e iniziarono a lavorare di gran lena. Tale fatto toccò profondamente i due consorti che decisero di comprare un paio di graziosi vestitini e li misero in bella vista sul banco. Anche quella notte gli gnomi non mancarono all'appuntamento. Indossarono i vestitini, fecero un nuovo paio di scarpe, ma non ritornarono mai più.


 
















Il vino dei fantasmi


Nella vecchia rovina "Haselburg", abitata dai fantasmi, un contadino di Salorno scoprì una fantastica cantina piena di vini. Rapito dalla bontà della bevanda, ne riempì subito un orcio da portare a casa, ma tre fantasmi lo fermarono facendogli promettere di prenderne solo quanto bastava a lui e alla sua famiglia e di mantenere il segreto sulla cantina. Ecco che in una serata di allegria con gli amici nel suo maso , si dimenticò della promessa fatta e offrì agli ospiti il prelibato vino dell'Haselburg. Impovvisamente si sentirono echeggiare nell'aria urla di rabbia e la magica cantina si dissolse per sempre. Si racconta però che la cantina esiste ancora nascosta da qualche parte, ma nessuno ne svela il segreto.


 



La principessa Dolasila


Molto e molto tempo fa prosperava nelle Dolomiti un fantastico regno, ormai scomparso, conosciuto con il nome di Fanes. Questo regno raggiunse il suo massimo splendore grazie alle prodezze e al coraggio di Dolasilla. Tale fanciulla era niente di meno che la figlia del re dei Fanes ed oltre a essere molto bella, si rivelò ben presto anche un'invincibile guerriera. Le grandi doti di Dolasilla erano rese ancora più straordinarie dalla forza della magia. Gli gnomi infatti le avevano donato, in segno di gratitudine, una stola di ermellino e dell'argento. Con tali materiali, gli armaioli più esperti del reame le confezionarono una prodigiosa armatura che nessuna freccia o spada era in grado scalfire e forgiarono un arco di ineguagliabile potenza. Le frecce invece erano state ricavate dal canneto del Lago d'Argento e quando venivano scagliate, andavano immancabilmente a colpire il bersaglio. Bardata di tali armamenti, la prode guerriera affrontò per la prima volta il campo di battaglia e sbaragliò il nemico in men che non si dica. Tutto il popolo dei Fanes si raccolse per festeggiare l'evento portando in trionfo Dolasilla fin sul monte Plan de Corones. Lì, il re padre, incoronò la figlia con la splendida Raietta, la gemma più preziosa delle Dolomiti e un lungo periodo di prosperità e fortuna accompagnò questo popolo.




































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