Creato da gabryskifondo il 08/12/2007
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SKINORDIC CAMBIA CASA ED EMIGRA SU FACEBOOK

Post n°24 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da gabryskifondo
Foto di gabryskifondo

Cari Amici,

dopo i primi anni di vita che l'hanno vista operare su questa Community, SKINORDIC MANIA, per venire incontro alle sempre più pressanti richieste di amici e simpatizzanti che ormai affollano FACEBOOK, decide di emigrare su questo importante canale di comunicazione.

Pertanto gli affezionati lettori non dovranno far altro che accedere a FACEBOOK, eseguire una breve registrazione, e cercarci nel motore di ricerca posizionato in alto a destra (lente d'ingrandimento) digitando SKINORDIC MANIA.

La novità importante è data dalla possibilità per ognuno di Voi di interagire direttamente nella preparazione dei links, dove potrete aggiungere foto, commenti, discussioni e quant'altro riterrete opportuno in piena libertà, con il solo limite della buona educazione.....

Spero con questa iniziativa di potenziare anocr più se se possibile la visibilità del nostro gruppo e di rendere il materiale di lettura più "vostro" grazie al prezioso contributo che vorrete offrire.

Colgo altresì l'occasione per augurarVi Buone Feste.

Ultimo

 

 
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PRONTO IL PROGRAMMA STAGIONE 2009/2010

Post n°23 pubblicato il 10 Settembre 2009 da gabryskifondo
Foto di gabryskifondo

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SEZIONE DI CASALE MONFERRATO

 

TEAM SCI NORDICO ED ESCURSIONISMO INVERNALE

 

PROGRAMMA STAGIONE 2009/2010

06/12/2009 CLAVIERE (TO)

13/12/2009 CERTOSA DI PESIO (CN)

20/12/2009 VAL FERRET (AO)

10/01/2010 BRUSSON (AO)

17/01/2010 TORGNON (AO)

24/01/2010 PRAGELATO (TO)

31/01/2010 VAL DI RHEMES (AO)

06-07-08/02/2010 VAL TURES E VALLE AURINA (BZ)

14/02/2010 SAINT BARTHELEMY (AO)

21/02/2010 COGNE (AO)

28/02/2010 RIALE VAL FORMAZZA (VB)

07/03/2010 ARPY (AO)

 

Le uscite di Dicembre e di Gennaio saranno coadiuvate da maestro F.I.S. di sci nordico, con il quale sarà possibile prenotare lezioni di tecnica di base per principianti e tecnica avanzata di perfezionamento

 

Le località inserite nel programma sono dotate di percorsi per racchette da neve a favore di coloro che vorranno praticare questa disciplina

 

Le prenotazioni, con contestuale versamento di acconto di Euro 10,00 verranno prese tutti i giovedì dalle ore 21,30 alle ore 22,30 presso la ns. sede di via Rivetta 17 – Casale M.to

Tel. 0142 454911

 

Le gite verranno effettuate con pullman G.T. con partenza da Casale M.to P.le Centro Commerciale Casello autostradale Casale Sud esclusivamente al raggiungimento di almeno 24 prenotazioni

 

I MINORI DI ANNI 14 VIAGGERANNO GRATUITAMENTE PURCHE’ ACCOMPAGNATI DA UN GENITORE

Il programma potrà subire variazioni per cause di forza maggiore ad insindacabile giudizio dell’organizzatore

Info : Gabriele Monichino (cell. 329 4494884)

 

 

 
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NEL NIDO DELL'AQUILA

Post n°22 pubblicato il 30 Giugno 2009 da gabryskifondo
Foto di gabryskifondo

Cari amici,

voglio proporvi in questa pagina un'escursione a mio parere molto bella e per nulla banale che ho affrontato domenica scorsa in compagnia della Yeti (amante dell'alta montagna estiva ......)

A seguire inserirò i doverosi dettagli tecnici ed una pagina web molto precisa dalla quale potrete scaricare la relazione , poi passerò a parlarvi della "nostra" esperienza, nel tentativo di coinvolgervi emotivamente e magari convincervi a ripercorrere i nostri passi se vi capiterà di transitare nell'alta Val Tournanche

Destinazione : Rifugio Giovanni Bobba (mt. 2770)

Località di partenza : Breuil - Cervinia (mt. 2006)

Dislivello : mt. 765

Tempo di salita : ore 2,30

Difficoltà : EE

Segnavia : 11

Consiglio al ritorno di chiudere la gita ad anello percorrendo al ritorno  il sentiero 10 verso l'Alpe Bayettes

riferimento per dettagliata relazione:

http://digilander.libero.it/avicimages/aroundw/escursioni/escursioni_altrevalli/eva06-rif_bobba.htm

 

 

Domenica 26 giugno, caldo marcato già al mattino presto, giornata ideale per l'alta montagna.

Si parte con destinazione Cervinia sotto un cielo sgombro di nubi, ma già pregno di umida cappa d'afa.

L'arrivo nella famosa località turistica scatena in me sentimenti opposti.

Da un lato non posso fare a meno di contemplare uno scenario alpino  tra i più belli della Val d'Aosta nel quale la sagoma dell'elegante Cervino risalta come un gioiello incastonato in uno splendido anello, ma deturpato dallo scempio urbanistico dell'uomo che ha realizzato costruzioni di indiscutibile bruttezza violentando la semplicità dell'alta montagna.

Parcheggiata l'auto ai piedi dell'orribile terrapieno nei pressi del campo di golf ed espletate con maniacale precisione le pratiche di "vestizione", partiamo non prestissimo alla volta del rifugio (bivacco in realtà) e con passo ancora da rodaggio percorriamo i tornanti che ci portano entro breve in un ripido canalone  che costeggia il torrente di Maberger.

A metà del canale un grosso nevaio copre le indicazioni di attraversamento del torrente e ci fà sbagliare strada.  Invece di guadare continuiamo a salire la sinistra del corso d'acqua con percorso disagevole su pietrisco friabile e ripido e quindi completamente fuori sentiero su terreno erboso dalla pendenza piuttosto accentuata.

Consultiamo la mappa e valutiamo che comunque conviene proseguire fino a congiungerci con l'ex alta via 3 che dovremmo trovare poco più sopra, visto che ritornare sui nostri passi con le difficoltà sopra descritte non risulta troppo salutare.

Scorgiamo più in basso un'escursionista che segue le nostre tracce; forse anche lui è stato ingannato dal nevaio ......

Finalmente al culmine di una cespugliata di rododendri scorgiamo il sentiero più volte invocato ....... siamo stanchi e ci siamo mangiati una buona mezz'ora di tempo faticando su quel terreno scivoloso.

Ci sediamo a rifiatare un attimo e nel frattempo ci raggiunge l'arzillo escursionista sopra citato, un settantenne di Vercelli intenzionato a raggiungere il Bobba.

Iniziamo a percorrere il tratto centrale del percorso, un mezzacosta pratoso e molto panoramico. Vediamo i resti dell'Alpe Maberger con baite e stalle abbandonate, antico retaggio di vita pastorale che appartiene ormai al passato.

Sopra l'Alpe Maberger la salita inizia a farsi accentuata, fino all'attraversamento di un secondo nevaio che ci permette di raggiungere una cresta morenica  attraversata da rivoli d'acqua provenienti dal ghiacciaio di Jumeaux.

Stiamo attenti a non perdere le tracce non sempre evidentissime, tra chiazze di neve ancora presenti nonostante il periodo estivo, e finalmente giungiamo su di un costone dal quale scorgiamo il sentiero proveniente da Avouil.

Alziamo gli occhi e vediamo finalmente il rifugio, un puntino incastonato sul Truc Tremetta, una ripidissima dorsale di detriti e rocce che divide  i valloni di Vofrède e di Maberge.

Intanto il tempo è cambiato, e le nubi color panna che avvolgevano le Grandes Murailles sono diventate assai scure e promettono pioggia, tanto che la Punta Budden è completamente scomparsa, inghiottita dai cupi nuvoloni.

Interrogo Yeti sulle sue condizioni fisiche e mi sento rispondere "tutto ok, ma affrettiamoci che da qui in poi non conviene beccarci un temporale......."

Infatti sta per iniziare il tratto più delicato dela gita.

Si tratta di salire un tratto di mt. 160 di dislivello molto ripido su rocce scoscese  ed esposte, anche se dalla relazione emerge che non mancano gli appigli.

Per la Yeti è la prima volta che si trova ad affrontare tratti di questo tipo, con corde fisse e passaggi su roccette ed il mio timore è che possa bloccarsi.

Raggiunta la prima delle corde fisse le chiedo se preferisce tornare indietro, ma lei risponde sicura che vuole provarci ed allora la seguo attentamente e la vedo poggiare i piedi con prudenza fino eccessiva e serrare la corda con fare sicuro anche se in certi tratti, come lei stessa ammette ridendo, più che camminare, gattona accovacciata .....

Le altre 4 corde fisse vengono superate brillantemente ed il tempo fortunatamente tiene, così in mezz'oretta arriviamo in questo nido d'aquila, piccola costruzione in legno non custodita con una decina di posti letto, fornelletto a bombola, illuminazione a candela.

Dal balconcino il panorama è mozzafiato, con il Cervino che si intravede (nubi permettendo) da un'insolita visuale (la parete ovest). Più in là la zona del Plateau Rosa e dei Breithorn, Cime Bianche, i Tournalin, Becca Trecare e Becca di Nana (su quel versante neanche una nube, si intravvede fino lo Zerbion)

Sul balconcino solo una coppia (padre/figlio) che gentilmente ci scatta la foto con vista Cervino.

Sgranocchiamo qualcosina e poi giù velocemente, in quanto un'eventuale pioggia avrebbe complicato non poco la discesa su quel tipo di terreno.

Il ritorno lo facciamo molto tranquillamente sul sentiero 10 tra costoni erbosi ricchi di splendida vegetazione floreale, genzianelle, gigli martagoni, arnica, e simpatici animaletti (abbiamo visto una paffutissima marmotta) fino all'alpe Bayettes, per poi entrare in un bel bosco di larici fino all'albergo Carrel ad Avouil.

Yeti nel tornare a Cervinia mi dice "sono un po' morta" ma la vedo contenta, in quanto oggi ha fatto cose che in passato l'avevano bloccata e che alla fine contribuiranno a farla crescere nella passione per la montagna anche su itinerari non facilissimi.

Ciao a tutti.

Ultimo

 

 

 
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CHIUDO COME HO INIZIATO ... CIASPOLANDO CON YETI!

Post n°21 pubblicato il 16 Marzo 2009 da gabryskifondo
Foto di gabryskifondo

Cari Amici,

l'altra domenica abbiamo chiuso la stagione ufficiale 2009 di uscite di sci nordico ed escursionismo invernale del CAI Casale con la bella gita in Val ferret ed annessa merenda sinoira ad Arnad, in un clima gogliardico allietato da numerosissimi presenti.

Questo fine settimana, complice il bel tempo, la tentazione di ritornare ancora una volta sul "luogo del delitto" è stata fortissima anche perchè il materiale invernale era ancora in garage, lungi dall'essere riposto negli scaffali come avviene a stagione finita.

Decidiamo quindi di concederci un'ultima  ciaspolata in val d'Ayas, meta Piani di Verra e Lago Blu.

Arriviamo a Saint Jacques piuttosto presto, siamo appena sotto lo zero ma la giornata si preannuncia fantastica, il cielo blu senza nemmeno un accenno di nuvole e perfino il fastidioso vento che aveva battuto la Valle la sera prima era completamente cessato.

Dopo aver consumato una rapida colazione al baretto adiacente il parcheggio e dopo aver effettuato il solito rituale dei preparativi, consistenti in applicazione di abbondante crema protettiva (l'altra domenica in Val Ferret ci ho lasciato le penne.....), controllo accurato del contenuto degli zaini, taratura dell'altimetro e fissaggio maniacale delle ciaspole allo zaino da parte di Yeti (le ciaspole non devono oscillare !!!!........), finalmente si parte.

All'andata decidiamo per la strada carrozzabile nel bosco fatta di diverse curve e tornanti,  tratto contrassegnato da neve dura e compatta. Qui le ciaspole proprio non servono e quindi percorriamo l'intero tratto fino al Pian di Verra Inferiore coi soli scarponi.

Arrivati sul pianoro, lo spettacolo è mozzafiato.  La neve raggiunge quasi i tre metri d'altezza, le cime laterali sono abbastanza scariche, ma la testata valliva è ancora innevatissima. Il manto nevoso appare piuttosto consolidato e stabile, anche se il bollettino valanghe parla ancora di un 3 marcato qui in fondo valle

Calzate le ciaspole decidiamo di salire per il sentiero estivo lungo il fianco del pendio di sinistra sottostante la rocca di Verra, itinerario più difficile perchè più nervoso e con tratti di traccia un po' in diagonale, che obbligano a spigolare per mantenere l'equilibrio. Il ripido fianco della montagna, potenzialmente pericoloso quando sovraccarico di neve, si lascia guardare benevolmente e quindi procediamo senza indugi fino al lago blu.

Sul bordo del bacino, completamente ghiacciato ed innevato, lo spettacolo è incantevole : davanti a noi la Gobba di Rollin, poi la punta del Breithorn, quindi il Polluce ed il Castore, tutti sgombri da nubi in un cielo terso all'inverosimile.

Passiamo tre quarti d'ora a contemplare questo meraviglioso scenario sgranocchiando un piccolo snack, quando una folata di aria gelida acompagnata da leggera formazione nuvolosa ci convincono a tornare indietro.

Stavolta seguiamo le tracce del letto del torrente approfittando del fatto che l'acqua in questa stagione è completamente assente a causa del gelo del lago. Le pendenze sono decisamente minori ed il passaggio è più agevole.

Arrivati in fondo al piano della Verra, optiamo per la discesa dal sentiero estivo che entra nel bosco verso il versante ovest. Qui la traccia è molto evidente per i numerosi passaggi ed inoltre la neve ha ancora una discreta tenuta. Così scendiamo verso Fiery e in rapida progressione raggiungiamo l'abitato di Saint Jacques.

Qui la signora del bar ristorante di stamane ci tenta con i suoi piatti del giorno, così il sottoscritto si abbandona ad un abbondantissimo e squisito piatto di polenta con funghi e salsiccia, mentre la Yeti opta per un "vassoio" di zuppa valdostana.

Per chiudere questo post vi lascio un breve commento alla foto che vedete a corredo dello stesso. Sono io in preda agli effetti collaterali di una giornata invernale passata senza gli sci da fondo............

Un saluto a tutti ed una considerazione....... con questa neve, l'attività invernale (specie con le ciaspole) sara ancora ok per un bel po'.......

ULTIMO

 

 

 

 
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LANDINI ...... E LAMBORGHINI !

Post n°20 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da gabryskifondo
Foto di gabryskifondo

Cari Amici,

il post di oggi vuole essere scherzoso, del resto è appena finito Carnevale e chi scrive è sicuramente portato a "clowneggiare".

Vi parlerò quindi di una nuova copia nata quest'anno sulle nevi alpine e tedesche, ma facendo subito una doverosa premessa: trattasi di copia sportiva, in quanto i sentimenti che la uniscono nella vita sono esclusivamente di fraterna amicizia (così fidanzati e mogli possono dormire sonni tranquilli!!!)

Il sottoscritto (cioè il Lamborghini....) è il polo negativo attratto come da una calamita in questo fatale connubio, l'altra metà è la nota Titti, che i fedeli internauti già conoscono.

La causa scatenante di questo subbuglio è stata sicuramente la tecnica classica, animale in via d'estinzione, ormai praticata da pochi intimi (spesso over 60.....) che guarda caso entrambi praticavamo l'anno scorso ma con finalità opposte.

Ultimo, contemplativo e fotografo, gigioneggiava pigramente sugli anelli percorrendo lentamente una quindicina di chilometri al giorno, cazzeggiando con i soliti fannulloni domenicali come Mirco l'Ispettore ed aspettando con malcelata ansia il punch delle 15,00 nel baretto del paese.

Ogni tanto si imbatteva in un essere pulsante che sbattendo con forza gli sci sulla neve sfrecciava al passo dei "pattinatori" dai quali ostinatamente cercava di non perdere contatto, e il "ciao Gabry" che gli riservava era un sibilo che  forse avevi solo immaginato in quanto girandoti verso di lei già non la vedevi più.

Da quest'anno la musica è cambiata.......

Ultimo è più pimpante ed all'invito della Titti: "oggi si scia insieme?", dopo una rapida conta dei chilometri che gli toccheranno e del ritmo con cui dovrà affrontarli. quasi mai si tira indietro.

Ed ecco che gli amici vedono questi due motorini, naturalmente diesel, piazzati nei binari rigorosamente in assetto "landini davanti/lamborghini dietro" (mai rompere certi equilibri.....) e non possono fare a meno di scherzarci su, come è accaduto domenica a Cogne....

Il  Bear in compagnia del Perfezionista, dopo aver percorso  una ventina di chilometri insieme a noi, rivolgendosi alla Landini dice estremamente serioso:

"Abbiamo deciso di rifare l'intera pista, che ne dici ?"

Io la guardo con gli occhi fuori dalle orbite, pronto a simulare uno svenimento in caso di risposta affermativa, ma lei senza troppo scomporsi risponde:

"La pista già fatta direi di no, in compenso potremmo fare l'intera parte bassa fino ad Epinel e ritorno ........" (per i non addetti ai lavori, significava altri 13 km...... sic!......).

Totale del disturbo  km. 33, in perfetta media domenicale.....

Scherzi a parte, la domenica con la Landini scorre via perfetta.

Unico effetto collaterale e che la sera, dopo aver cenato, al contatto col divano, Ultimo (o Lamborghini ?) piomba in uno stato catatonico simile al coma leggero, dal quale si ridesta solo quando la Yeti lo implora "su, dai, vai a dormire che è meglio........."

Bye Bye

 

 

 

 
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