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Il mantello

Post n°497 pubblicato il 29 Ottobre 2012 da nagel_a


 

L'ho lasciato cadere dalle spalle, che sono rimaste nude, offerte. L'ho lasciato scivolare senza remore nè paure per avere il passo più svelto. L'ho abbandonato perchè non fosse d'intralcio a rispondere.
Il mantello. La mia difesa, il mio calore: la mia casa. Tutto ho dimenticato con fiducia pura, mente sgombra.

Questo chiedi. Fiducia. Fede.
Ma dove riporrò i miei pensieri e i miei dubbi?
Cosa rimarrebbe di me senza essi? Chi diventerei?

E mi amaresti ugualmente?

 

 
 
 
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IL REGNO DEL SENSO PROFONDO

"Oltre alla realtà empirica e banale c'era l'ambito dell'immaginazione, costituito da quello stesso mondo percepibile grazie alla vista, al tatto e all'odorato, ma con in più le schiere infinite degli spiriti e delle ombre. [...] Allora non mi capacitavo del fatto che la maggioranza assoluta dell'umanità appartiene al regno del senso profondo non in virtù del proprio sapere - dono assai raro -  bensì della vita, della raggiante, viva sostanza, e che, dunque, accusarli di ignoranza era sciocco e assurdo. Invece di interrogatori, inquisizioni e tormenti, avrei dovuto osservarli e comprenderli. Osservarli con tenerezza e comprenderli con intelligenza"
A. Zagajewski - Due città

 

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