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L'opera buffa

Post n°504 pubblicato il 21 Febbraio 2013 da nagel_a


"L'amore cerebrale ha certo più spirito che il vero amore, ma non ha che degli attimi d'entusiasmo; si conosce troppo, si giudica continuamente; lungi dall'annullare il pensiero, non è costruito che a forza di pensieri."
(Stendhal, Il rosso e il nero)

- Mio Signore, non riesco a comprendere i percorsi tortuosi dei cuori e delle menti umane. Ne studio i comportamenti, i languori eppure non vengo a capo delle loro assolutezze e delle loro incoerenze.

- Mio buon Puck, non domandare ciò che agli dei non è lecito indagare. Per noi è semplice gioco, stravagante indovinello, passatempo imprevedibile e in realtà, caro Puck, nemmeno tanto imprevedibile: sono giunto a decifrare una sorta di casistica che si ripete. Ciò che non si possiede, consuma.

- Eppure Mio Signore, non mi sembra che la costanza e la coerenza siano tra le doti più diffuse tra gli uomini... sono pochi coloro che perseverano su uno stesso cammino.

- Vedi Puck, la rassegnazione è solo una maschera alla speranza segreta che mai muore. La mente umana ha il grande potere d'illudersi e di incaponirsi su ciò che desidera, e l'amore è la forma più alta del desiderio.

- Ma l'amore non avrebbe dovuto essere altruismo, dedizione e cura?

- No Puck. L'amore è anzitutto possesso, tutto il resto avviene di conseguenza: ci si prende cura di ciò che si ritiene prezioso: l'amore è la più alta forma di egoismo.

 

 
 
 
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IL REGNO DEL SENSO PROFONDO

"Oltre alla realtà empirica e banale c'era l'ambito dell'immaginazione, costituito da quello stesso mondo percepibile grazie alla vista, al tatto e all'odorato, ma con in più le schiere infinite degli spiriti e delle ombre. [...] Allora non mi capacitavo del fatto che la maggioranza assoluta dell'umanità appartiene al regno del senso profondo non in virtù del proprio sapere - dono assai raro -  bensì della vita, della raggiante, viva sostanza, e che, dunque, accusarli di ignoranza era sciocco e assurdo. Invece di interrogatori, inquisizioni e tormenti, avrei dovuto osservarli e comprenderli. Osservarli con tenerezza e comprenderli con intelligenza"
A. Zagajewski - Due città

 

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