« Messaggio #113ricevo e segnalo volentieri »

Post N° 114

Post n°114 pubblicato il 30 Maggio 2007 da eleperci
 

APERTURA  CON  “TRISTANO E ISOTTA” DI WAGNER, SI CHIUDE CON “LA VEDOVA ALLEGRA” DI LEHÁR

Sulla Scala sale... l’operona e l’operetta

Omaggio con due titoli a Puccini nel 150° della nascita e alla Callas a trent’anni dalla morte

Ben 10 nuovi allestimenti su 14 titoli,  sul podio   la consueta alternanza tra grandi nomi: Dudamel, Harding, Gatti,  Chailly  e Maazel

di Elena Percivaldi

Sarà il Tristan und Isolde di  Wagner diretto da Daniel Barenboim ad aprire il prossimo Sant’Ambrogio la nuova stagione scaligera, una nuova produzione del Piermarini che vedrà protagonisti nei ruoli eponimi Ian Storey e Waltraud Meier, con regia di Patrice Chéreau e scene di Richard Peduzzi. «L’inizio della modernità musicale», come l’ha definita  il sovrintendente  Stéphane Lissner, presentando il cartellone 2007/2008, «un’operona» che sarà trasmessa in tutta Europa dal canale satellitare Arte e che incornicia, con l’operetta La vedova allegra di Lehár  che chiude il programma a ottobre e novembre, un cartellone  non particolarmente audace ma  ricco di nuovi allestimenti, ben 10 su 14 titoli, e che secondo Lissner «si avvia sulla strada di una  consapevole internazionalità, aprendo finestre sull'Europa e   muovendo nel pubblico una curiosità e un confronto verso il resto del  mondo».
Il Teatro, che ha un attivo di 1,5 milioni di euro  rispetto al disavanzo degli anni precedenti,  proporrà solo  un’opera di Verdi, il Macbeth (ad aprile), affidata alla bacchetta di Kazushi Ono (con Leo Nucci Macbeth e Violeta Urmana, sorprendente  Aida della scorsa inaugurazione, come la terribile Lady), mentre protagonista della stagione sarà  Giacomo Puccini, di cui nel 2008 ricorre il centocinquantesimo  anniversario della nascita:  in programma il Trittico (Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi) sotto la direzione di Riccardo Chailly con grandi nomi come Barbara Frittoli e Leo Nucci (marzo-aprile) e Bohème (luglio) diretta da Gustavo Dudamel nella classica regia di Zeffirelli, con James Valenti Rodolfo e Carmela Remigio Mimì.  
Altra protagonista sarà  Maria Callas, alla quale sarà dedicato un evento speciale il 16 settembre, trentesimo anniversario della sua morte:  un film in proiezione tre volte al giorno e  due mostre, una fotografica e una dei costumi di scena. Tre gli eventi della Scala che saranno trasmessi in diretta tv a dicembre: un'opera, un balletto e un concerto di musica sinfonica. Sarà  la stagione dei grandi registi di cinema e teatro, chiamati a dirigere alcune delle opere in cartellone: regista dell’Andrea Chénier di  Giordano sarà  Terry Gilliam, noto per Monty Python, vedremo come se la caverà.  Il canadese Robert Lepage dirigerà invece un nuovo allestimento del lavoro di Lorin Maazel - sul podio  -  1984 tratto dall’omonimo  romanzo di George Orwell.
Sul fronte “contemporaneo” la Scala offre poi il Cyrano de Bergerac di Franco Alfano (la prima andò in scena  nel 1936), affidato  tra gennaio e febbraio a Patrick Fournillier,    e Il prigioniero di Dallapiccola, in programma a maggio con Il castello del duca Barbablù di Béla Bartók diretti dal giovane Daniel  Harding.   Poi ancora, il Wozzeck di Alban Berg (febbraio e marzo) diretto da Daniele Gatti, l’Andrea Chénier di Giordano,  La vedova allegra di Lehár , nuova produzione diretta da Asher Fisch con scene, regia e costumi di Pier Luigi Pizzi, e Il giocatore di  Prokof’ev, altro nuovo  allestimento affidato a Barenboim per la regia, scene e costumi di Dmitri Tscherniakov.
 Notevole si preannuncia la Maria Stuarda di Gaetano Donizetti in una nuova produzione scaligera diretta da Antonino Fogliani per la regia, i costumi e le scene di Pizzi, che vedrà protagoniste due stelle come Anna Caterina Antonacci (Elisabetta) e Mariella Devia (Maria Stuarda). Per il Progetto Accademia, affidato ai giovani, dopo l’Ascanio in Alba dello scorso anno ancora Mozart, ma  Le nozze di Figaro, ad ottobre.   Infine, i balletti, che vedranno spesso in scena l’étoile Roberto Bolle: Il lago dei cigni (coreografia di Vladimir Bourmeister), un  Gala dedicato a Ciajkovskij,  Romeo e Giulietta  (Kenneth MacMillan),   Mediterranea (Mauro Bigonzetti, con étoile Massimo Murru), la Serata Petit con musiche di Bizet e Bach, infine  La Dame aux camélias (John Neumeier).
«Amiamo lavorare con artisti “di pensiero”  -ha  spiegato Lissner - che pongono domande sul nostro tempo, che  costruiscono un’identità. Per questo la stagione propone molte  storie “formative”, che stanno alla base dei valori di ogni tempo e  che possono, forse, contribuire alla crescita delle nuove generazioni,  a far riflettere e discutere».  Ricco il programma delle Ospitalità, che, ha affermato Lissner, «conferma svolte già annunciate. Tornerà l’Orchestra  Verdi: ne prevediamo un concerto in settembre, perchè ci rifiutiamo  di pensare che questa orchestra possa chiudere. Tornerà  il Quartetto, che con la Scala ha una storia lunga e  solida, con un recital di Alfred Brendel».   Infine,  presente la Società dei Concerti con un recital di  Maurizio Pollini: «Avremo -ha concluso Lissner - Appuntamenti al Mito  (la Israel Philharmonic diretta da Zubin Mehta) e di Milano Musica». E le aperture delle prossime stagioni? Nel  2008 Don Carlos di Verdi, nel 2009 Carmen di Bizet, nel 2010 La valchiria di Wagner.

***

Se Milano propone  solo Macbeth, il Bibiena apre con Simon Boccanegra e prosegue col Requiem

 E  Bologna  invece  punta su Verdi

Se Milano  apre con il grande tedesco, Bologna risponde con il geniale emiliano. Pare un ritorno di fiamma della polemica musicale tra antico e moderno, tra nordico e mediterraneo, tra Wagner e Verdi. Comunque sia, se la Scala inaugura il cartellone con l’atonale, antitradizionale   Tristano e Isotta, il Bibiena propone invece  la severa e quasi espressionistica partitura del Simon Boccanegra, opera che Verdi compose nel 1857 (e fu un fiasco) e rimaneggiò con maggior successo un quarto di secolo dopo. Un derby in piena regola, insomma, anche per quanto concerne il numero di  nuovi allestimenti e debutti artistici, ben 6 su 9 a Bologna,  10 su 14 a Milano, e per la giovane età di alcuni direttori d’orchestra: Dudamel e Harding a Milano, Michele Mariotti (28 enne) nella “prima” a Bologna.  Al Bibiena, però, rispetto al Piermarini, c’è un’altra novità:  il ritorno del balletto sul palcoscenico. E col fatto che alcuni spettacoli saranno poi ospitati in vari Teatri della Regione, contribuendo a una collaborazione di grande importanza strategica, si può dire che per una volta anche la cosiddetta “provincia” ottiene la sua riscossa sulla grande metropoli, con ben poco da invidiare ad essa.
L’inaugurazione, il 13 novembre, è come detto col  Boccanegra di Verdi  affidato alla brillante bacchetta di Mariotti,  affiancato dal regista Giorgio Gallione, uno dei più interessanti della sua generazione. Poi tocca, il 29 novembre, allo  Schiaccianoci di Ciajkovskij,   che mancava dal Bibiena dal 1954.  Orphée et Eurydice di  Gluck torna dopo trent'anni  nel nuovo allestimento coprodotto con l'Opéra National di Montpellier, l'8 gennaio 2008 con un debutto, quello di Roberto Alagna. Il 23 febbraio  ecco  Lucia di Lammermoor di Donizetti diretta da  Antonello Allemandi.  Il 16 marzo (replica il 18) arriva  il Requiem di  Verdi diretto da Georges Prêtre,  per la prima volta a Bologna. Il 29 marzo andrà in scena The Beggar's Opera  nella provocatoria regia di Lucio Dalla. Il 29 aprile vedrà l'atteso debutto di Daniela Dessì in Norma di  Bellini, che mancava  dal ’95. Il 31 maggio chiusura  con Samson et Dalila di Saint-Saëns.  Un programma, altrochè,  di tutto rispetto.
E. P.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

IL MIO ULTIMO LIBRO

E' uscito il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commento e ampia introduzione, della "Navigatio sancti Brendani", testo anonimo del X secolo composto con molta probabilità da un monaco irlandese e che narra la peripezie di san Brandano e dei suoi monaci alla ricerca della "Terra repromissionis sanctorum", la terra promessa dei santi.
Un classico assoluto della letteratura medievale. Prefazione di Franco Cardini.

Anonimo del X secolo
La Navigazione di san Brandano
A cura di Elena Percivaldi
Prefazione di Franco Cardini
Ed. Il Cerchio, Rimini
pp. 224, euro 18


PER GLI ALTRI LIBRI, SCORRI LA PAGINA E GUARDA LA COLONNA A DESTRA

 

NE PARLANO:

GR2 (RAI RADIO 2): INTERVISTA (9 gennaio 2008, ore 19.30) Dal minuto 20' 14''
http://www.radio.rai.it/radio2/gr2.cfm#

ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE
http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html

IL SECOLO D'ITALIA 12 dicembre 2008 p. 8 - SEGNALAZIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf

IL SECOLO D'ITALIA  01 gennaio 2009 p.8 - RECENSIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2009/01-gennaio/090110.pdf

ARIANNA EDITRICE
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23436

 LA STAMPA
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&ID_articolo=21&ID_sezione=&sezione

 GRUPPI ARCHEOLOGICI DEL VENETO, p. 12-13:
http://www.gruppiarcheologicidelveneto.it/VA129.pdf

IRLANDAONLINE:
http://www.irlandaonline.com/notizie/notizia.asp?ID=1231329012

 

 

Contatta l'autore

Nickname:
Se copi, violi le regole della Community Sesso:
Età:
Prov:
 

FACEBOOK

 
 

ON THE AIR

IL MIO INTERVENTO A RADIO RAI nella trasmissione NUDO E CRUDO, in onda su RADIO 1 a proposito di Halloween e dei Celti:

1 novembre, Europa tra sacro e profano

1 novembre, Europa tra sacro e profano. Ne hanno parlato al microfono di Giulia Fossà: Elena Percivaldi, giornalista e studiosa di storia antica e medievale; Flavio Zanonato, sindaco di Padova; Marino Niola, Professore di Antropologia Culturale all'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sonia Oranges, giornalista de 'Il Riformista'; Alberto Bobbio, capo della redazione romana di 'Famiglia Cristiana'; Ennio Remondino, corrispondente Rai in Turchia. La corrispondenza di Alessandro Feroldi sulle politiche dell'immigrazione a Pordenone.

ASCOLTA: http://www.radio.rai.it/radio1/nudoecrudo/view.cfm?Q_EV_ID=230636

 

Ultime visite al Blog

abzolutcrizigclaudio20171marinabavettaoriana47maurodellavecchiaXboniestempora_neatizi1957memole83dglchiaroby0elepercireconalexiar0orientestella
 

I MIEI LIBRI / 1

ELENA PERCIVALDI, "I Celti. Una civiltà europea", 2003, Giunti (Firenze), pagine 192, euro 16.50

ACQUISTALO CON IL 10% DI SCONTO:
http://www.giuntistore.it/index.php3?SCREEN=libro&SCHEDA=1&sid=w5BNJSuwLwowzuxLJX4wizNrpOYnniok&TIPOCM=55215R

TRADOTTO IN TEDESCO (ED. TOSA)


E IN SPAGNOLO (ED. SUSAETA)

 

I MIEI LIBRI / 2

ELENA PERCIVALDI, I Celti. Un popolo e una civiltà d'Europa, 2005, Giunti, pagine 190, euro 14.50

immagine

***

Elena Percivaldi, GLI OGAM. Antico Alfabeto dei Celti, Keltia Editrice, formato 150x230 -pagine 176, euro 15
brossura, con xx tavole fuori testo in b/n
ISBN 88-7392-019-5


Il libro è il PRIMO saggio COMPLETO in italiano sull'argomento.

L'alfabeto ogamico è un originalissimo modo di scrivere che fu inventato presumibilmente intorno al IV secolo d.C. Il nome "ogam" è stato collegato a quello di un personaggio chiamato Ogme o Ogmios: per i Celti il dio della sapienza. Nella tradizione irlandese del Lebor Gàbala (Libro delle invasioni), Ogma è un guerriero appartenente alle tribù della dea Danu (Tuatha Dé Danann). Un testo noto come Auraicept na n-éces (Il Manuale del Letterato), che contiene un trattato sull'alfabeto ogam, dice: "al tempo di Bres, figlio di Elatha e re d'Irlanda (...) Ogma, un uomo molto dotato per il linguaggio e la poesia, inventò l'Ogham.”

COMPRALO:
http://www.keltia.it/catalogo/albiziered/ogam.htm

 

TUTTI I LIBRI SU IBS

Tag

 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Ultimi commenti

 

MEMBERSHIPS

AICM - ASSOCIAZIONE ITALIANA CRITICI MUSICALI
http://www.criticimusicali.it/

AICA - INTERNATIONAL ASSOCIATION OF ART CRITICS
http://www.aica-int.org/

SOCIETA' STORICA LOMBARDA (fondata nel 1873)
http://www.societastoricalombarda.it/

I.I.C.E. - ISTITUTO ITALIANO PER LA CIVILTA' EGIZIA
http://www.archaeogate.org/iice/

SOCIETA' STORICA PER LA GUERRA BIANCA
http://www.guerrabianca.it/indexmap.asp

SOCIETA' FRIULANA DI ARCHEOLOGIA
http://www.archeofriuli.it/

AISSCA - Associazione italiana per lo studio dei santi, dei culti e dell'agiografia
http://www.flashinlabs.eu/aissca/index.php

 

IL LIBRO DEL GIORNO

Tibet. Land of exile
di Patricio Estay
Skira Editore
pp. 224, euro 39

Volti, cerimonie rituali, frammenti di vita in seno ai templi delineano attraverso la fotografia i segni del ritratto di un mondo in cui le difficoltà morali, il fervore spirituale e la profondità d’animo vanno di pari passo con la gentilezza, l’allegria e l’immensa generosità.  Le suggestive immagini in bianco e nero, fortemente spirituali, della prima parte del volume si contrappongono alle intense fotografie a colori dedicate alla realtà di tutti i giorni (centri commerciali, prostitute) pubblicate nella seconda parte. Il libro è introdotto da un accorato messaggio di pace del Dalai Lama che pone l’accento sulla grande forza d’animo con cui il popolo tibetano affronta continuamente ardue prove nel tentativo di continuare a perpetuare l’affermazione delle proprie idee e della propria spiritualità.

 

UN MITO

 

DA GUARDARE

Excalibur
di John Boorman
(1980)

 

DA ASCOLTARE

 

Giuseppe Verdi
Messa da Requiem
  
 
Orchestra del Teatro alla Scala 
Victor De Sabata 
Elisabeth Schwarzkopf 
 Giuseppe Di Stefano 
 Cesare Siepi 
 Oralia Dominguez
Naxos

 

immagine



 

 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963