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Post N° 120

Post n°120 pubblicato il 04 Luglio 2007 da eleperci
 

OMAGGIO AI NAVIGLI, MA CON UN OCCHIO AL FUTURO

Un libro fotografico e "poetico" dedicato al simbolo di Milano insieme alla Scala e al Duomo

di ELENA PERCIVALDI

Un viaggio tra filosofia, letteratura ed estetica  sui Navigli di Milano,  un itinerario che  si snoda attraverso  50 splendide fotografie che datano dalla  fine dell’Ottocento  fino ai giorni nostri, ma anche  un’antologia di “tappe” letterarie da percorrere leggendo le parole di scrittori e poeti.  Questa l’idea che sta alla base del bel libro, curato da Massimiliano  Finazzer Flory e pubblicato da Skira (pp.  112, 50 illustrazioni in bicromia, e 15), che già dal titolo,  “Omaggio ai Navigli.  L’acqua e la città”, sottolinea il profondo legame tra il capoluogo lombardo e i suoi corsi d’acqua, un tempo vera nervatura pulsante dell’economia meneghina, oggi ormai quasi del tutto degradati - dove sopravvivono - a pura speculazione commerciale, tra cocktails e lattine di birra, affitti alle stelle e locali notturni all’ultima  moda.

DA LUOGHI DELLA MEMORIA...

Non c’ dubbio. Chi oggi si reca sulla Darsena o in Ripa di Porta Ticinese  ritrova ben poco di quell’anima autenticamente meneghina, così popolare ma così vera, che un tempo si coglieva nel vociare dai balconi delle case di ringhiera, si udiva dai barconi stracolmi d’ogni ben di dio, si sentiva nello strepitare delle lavandaie e dei bambini che giocavano delle aie e nei cortili. Un mondo soppiantato, oggi, dalle cantine stile tex mex, dalle pizzerie e dai club di tendenza dal conto piuttosto salato. Da sempre quartiere di artisti e squinternati un po’ bohemien, oggi il Naviglio è soprattutto roba da ricchi o da parvenu.  Ma c’è una speranza. Come sottolinea Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune, nella prefazione al volume, nato in occasione di una mostra  tenutasi  lo scorso anno,  «negli ultimi anni, nel mondo dell’arte contemporanea e del cinema, gli artisti sono tornati a guardare con interesse ai Navigli, luogo di produttive contraddizioni».
Di Milano - nota infatti  Sgarbi  -  i Navigli sono i simboli, unitamente al Duomo, alla Scala e alla Galleria.  “Canali” di comunicazione culturale, non sono però  soltanto opera di ingegneria idraulica. Anzi. «Luogo di bellezza perduta e irrisarcibile - continua il critico d’arte -, essi  possono, tuttavia, sopportare progetti di trasformazione urbana compatibili con il mantenimento della loro identità».  La sfida oggi è dunque questa: coniugare il nuovo con l’antico,  guardare al futuro mantenendo però i valori della tradizione,   ritrovando gli stimoli di un’estetica che «una città formicolante e piena di sogni» (sono ancora parole di Sgarbi) come Milano non può e non deve temere.

... A LUOGHI DEL FUTURO?

Sperando che ciò avvenga nel prossimo futuro, rileggiamo intanto le memorabili pagine dedicate a questo paradiso della milanesità da autori come  Bonvesin de la Riva, il primo cronista milanese, e poi  Leonardo da Vinci, Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Carlo Emilio Gadda, Salvatore Quasimodo, Maurizio Cucchi, Franco Loi fino a Giorgio Scerbanenco. E contempliamo le immagini che, raccolte con pazienza, restituiscono il volto del Naviglio passato  come luogo ora pacifico e tranquillo dove potersi rinfrescare con una innocua nuotata (ah, chiare, fresche e dolci acque... dove sono le nevi di un tempo?), ora brulicante “area di servizio” utilizzata per pescare, lavare i panni, attraversare la città a bordo di un barcone, vedendo scorrere davanti i nobili palazzi di via Senato e via Francesco Sforza ma anche i panni stesi sui balconi delle case di ringhiera. E che dire poi della magia, dello stupore anzi, che suscita il mattone antico della Chiesa Rossa o di San Cristoforo? In questo percorso a ritroso ma che strizza l’occhio ai giorni nostri -  che tristezza però, ci sia consentito dirlo,  quelle fotografie con le macchine parcheggiate in fila lungo l’argine davanti a certi orribili palazzoni anni Sessanta! -  l’accento batte spesso  sulla memoria evocando, come fanno spesso i ricordi,  un sapore agrodolce.   «Ai Navigli - scrive Finazzer Flory -  bisogna crederci». Ma, aggiungiamo noi, bisogna prima di tutto rispettarli.

 
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IL MIO ULTIMO LIBRO

E' uscito il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commento e ampia introduzione, della "Navigatio sancti Brendani", testo anonimo del X secolo composto con molta probabilità da un monaco irlandese e che narra la peripezie di san Brandano e dei suoi monaci alla ricerca della "Terra repromissionis sanctorum", la terra promessa dei santi.
Un classico assoluto della letteratura medievale. Prefazione di Franco Cardini.

Anonimo del X secolo
La Navigazione di san Brandano
A cura di Elena Percivaldi
Prefazione di Franco Cardini
Ed. Il Cerchio, Rimini
pp. 224, euro 18


PER GLI ALTRI LIBRI, SCORRI LA PAGINA E GUARDA LA COLONNA A DESTRA

 

NE PARLANO:

GR2 (RAI RADIO 2): INTERVISTA (9 gennaio 2008, ore 19.30) Dal minuto 20' 14''
http://www.radio.rai.it/radio2/gr2.cfm#

ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE
http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html

IL SECOLO D'ITALIA 12 dicembre 2008 p. 8 - SEGNALAZIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf

IL SECOLO D'ITALIA  01 gennaio 2009 p.8 - RECENSIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2009/01-gennaio/090110.pdf

ARIANNA EDITRICE
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23436

 LA STAMPA
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&ID_articolo=21&ID_sezione=&sezione

 GRUPPI ARCHEOLOGICI DEL VENETO, p. 12-13:
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IL MIO INTERVENTO A RADIO RAI nella trasmissione NUDO E CRUDO, in onda su RADIO 1 a proposito di Halloween e dei Celti:

1 novembre, Europa tra sacro e profano

1 novembre, Europa tra sacro e profano. Ne hanno parlato al microfono di Giulia Fossà: Elena Percivaldi, giornalista e studiosa di storia antica e medievale; Flavio Zanonato, sindaco di Padova; Marino Niola, Professore di Antropologia Culturale all'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sonia Oranges, giornalista de 'Il Riformista'; Alberto Bobbio, capo della redazione romana di 'Famiglia Cristiana'; Ennio Remondino, corrispondente Rai in Turchia. La corrispondenza di Alessandro Feroldi sulle politiche dell'immigrazione a Pordenone.

ASCOLTA: http://www.radio.rai.it/radio1/nudoecrudo/view.cfm?Q_EV_ID=230636

 

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I MIEI LIBRI / 1

ELENA PERCIVALDI, "I Celti. Una civiltà europea", 2003, Giunti (Firenze), pagine 192, euro 16.50

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E IN SPAGNOLO (ED. SUSAETA)

 

I MIEI LIBRI / 2

ELENA PERCIVALDI, I Celti. Un popolo e una civiltà d'Europa, 2005, Giunti, pagine 190, euro 14.50

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***

Elena Percivaldi, GLI OGAM. Antico Alfabeto dei Celti, Keltia Editrice, formato 150x230 -pagine 176, euro 15
brossura, con xx tavole fuori testo in b/n
ISBN 88-7392-019-5


Il libro è il PRIMO saggio COMPLETO in italiano sull'argomento.

L'alfabeto ogamico è un originalissimo modo di scrivere che fu inventato presumibilmente intorno al IV secolo d.C. Il nome "ogam" è stato collegato a quello di un personaggio chiamato Ogme o Ogmios: per i Celti il dio della sapienza. Nella tradizione irlandese del Lebor Gàbala (Libro delle invasioni), Ogma è un guerriero appartenente alle tribù della dea Danu (Tuatha Dé Danann). Un testo noto come Auraicept na n-éces (Il Manuale del Letterato), che contiene un trattato sull'alfabeto ogam, dice: "al tempo di Bres, figlio di Elatha e re d'Irlanda (...) Ogma, un uomo molto dotato per il linguaggio e la poesia, inventò l'Ogham.”

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http://www.keltia.it/catalogo/albiziered/ogam.htm

 

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IL LIBRO DEL GIORNO

Tibet. Land of exile
di Patricio Estay
Skira Editore
pp. 224, euro 39

Volti, cerimonie rituali, frammenti di vita in seno ai templi delineano attraverso la fotografia i segni del ritratto di un mondo in cui le difficoltà morali, il fervore spirituale e la profondità d’animo vanno di pari passo con la gentilezza, l’allegria e l’immensa generosità.  Le suggestive immagini in bianco e nero, fortemente spirituali, della prima parte del volume si contrappongono alle intense fotografie a colori dedicate alla realtà di tutti i giorni (centri commerciali, prostitute) pubblicate nella seconda parte. Il libro è introdotto da un accorato messaggio di pace del Dalai Lama che pone l’accento sulla grande forza d’animo con cui il popolo tibetano affronta continuamente ardue prove nel tentativo di continuare a perpetuare l’affermazione delle proprie idee e della propria spiritualità.

 

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