Creato da passionate60 il 11/10/2006

A VOLTE..RIFLETTO

La parola è tutto. E' l'unica cosa che distingue l'uomo dalla bestia. Ma distingue anche le bestie tra gli uomini.

 

 

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Ecceziunale !!!

Post n°406 pubblicato il 18 Novembre 2010 da passionate60
 
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E’senzaltro notevole il lavoro fatto dal Ministro degli
Interni all’interno del suo mandato per contrastare le Mafie.  
Lo sforzo così bene operato ( è così poco pubblicizzato )
lo ha portato a poter dichiarare orgogliosamente che egli ed
il Governo che lui rappresenta hanno ottenuto di poter
sequestrare beni per un valore di circa 18 miliardi alle Mafie.

In fatto è certo eccezionale e straordinario se si pensa che
dai dati forniti al pubblico dalla Commissione Antimafia
risultava che il totale dei beni sequestrati nel periodo dal
1992 al 2007 era pari a circa 4 miliardi e 933 milioni di euro.

Neanche cinque miliardi di euro in quindici anni di lavoro indefesso.
Gli anni di Chinnici, di Falcone, di Borsellino, di Caponetto
verrebbe da sottolineare.
Anni di cui noi tutti sappiamo e che certo non dimentichiamo.

Anni i cui meriti vengono del tutto polverizzati dal record personale
del Ministro che in circa solo due anni e mezzo ha accatastato
sequestri per il triplo di quella somma.
Lavorando senza avere nessuno di quei grandi magistrati al suo fianco,
pronti a lavorare con lui e per lui.

Il che rende tutto ancora più eccezionale.
Tanto più che…

 

 

DA:

 

http://www.benisequestraticonfiscati.it/AgenziaNazionale/beniConfiscati/relazioni/relazione2009.html

 

Relazione annuale del Commissario straordinario ai sensi dell'art. 1 co. 3 del D.P.R. 6 novembre 2007 e dell'art. 1 del D.P.R. 20 gennaio 2009 - Novembre 2009

 

 

16.1 – Note e commenti sui dati statistici

Immobili

Al 30.06.2009 risultavano essere stati confiscati, in totale, 8.933 beni immobili, ubicati

in gran parte in Sicilia, Campania e Puglia.

Dei suddetti beni 313 risultavano usciti dalla gestione dell’Agenzia del Demanio

prima della destinazione, per cause diverse (espropriazione, demolizione, revoca della

confisca, impossibilità di individuazione, vendita autorizzata dal giudice delegato, esecuzione

immobiliare o altro), mentre 3.213 erano quelli in attesa di destinazione.

Sono presenti le più varie tipologie di immobili, tuttavia quelle nettamente prevalenti

risultano essere gli appartamenti ed i terreni agricoli.

I beni ancora in gestione all’Agenzia del Demanio presentano, per circa il 75,5% dei

casi, delle problematiche che ostacolano la loro destinazione. In base ai dati forniti

dall’Agenzia del Demanio è possibile evidenziarne 4 categorie:

– presenza di una occupazione senza titolo o di una locazione;

– presenza di ipoteche o di pignoramenti;

– proprietà di quote indivise;

– presenza di procedure giudiziarie in corso.

Naturalmente può accadere che lo stesso bene immobile presenti più di una delle

succitate problematiche, tra le quali, comunque, la seconda e la quarta risultano prevalenti.

Degli 8.620 beni immobili confiscati tuttora presenti (cioè al netto di quelli usciti dalla

gestione dell’Agenzia del Demanio prima della destinazione), 6.507 (cioè il 75,5%) risultano

stimati, anche se a volte in modo sommario, essendo tale stima eseguita solo a fini

inventariali. Il valore complessivo di tali beni, sicuramente sottostimato, si avvicina

comunque ad 1,2 miliardi di Euro.

I dati relativi ai tempi necessari ad arrivare alla destinazione dei beni evidenziano delle

criticità rilevanti: dei 5.407 immobili destinati al 30.06.2009 solo 3 hanno rispettato il limite

di 120 giorni dalla confisca definitiva previsto dalla normativa vigente, mentre per la gran

176

parte dei beni (3.754, poco meno del 70%) si è impiegato un tempo variabile tra i 2 e i 10

anni.

Il tempo medio necessario per la destinazione dei beni immobili è risultato pari a circa

5 anni e mezzo.

Il dato peggiora se si va ad esaminare i 3.213 beni ancora in attesa di destinazione,

dove si rileva che 1.711 di essi (ben oltre la metà) attende una destinazione da oltre 5 anni (ed

infatti il tempo medio di attesa risulta superiore ai 6 anni). Ciò appare spiegabile supponendo

(come sembra logico) che i beni non ancora destinati siano quelli più problematici (ed infatti,

in precedenza, si è detto degli impedimenti oggettivi che la gran parte di essi presenta).

È interessante rilevare, comunque, che nel corso dell’anno 2008, in coincidenza con

l’attività del Commissario Straordinario, si è avuto il numero massimo (ben 1.044) di beni

immobili destinati. Un altro picco, anche se di minore entità (523) si è registrato nel 2002,

quando era attivo il precedente Commissario: appare abbastanza logico collegare questi

risultati all’attività di impulso esercitata da questo Ufficio verso tutte le Amministrazioni

interessate.

Aziende

Al 30.06.2009 risultavano essere state confiscate, in totale, 1.185 aziende, ubicate in

gran parte in Sicilia, Campania e Lombardia.

Di queste 581 (cioè quasi la metà) risultano uscite dalla gestione, ma per la

grandissima parte (537) a causa di fallimento od altre ipotesi di chiusura. Delle 388 destinate

ben 347 risultano essere state destinate alla liquidazione.

Tutto ciò rileva una criticità fondamentale: la confisca di una azienda porta quasi

sempre alla sua scomparsa.

Sono presenti le più varie tipologie di aziende, tuttavia quelle preponderanti risultano

essere le società a responsabilità limitata.

La percentuale di aziende stimate è purtroppo piccola (poco più del 10%), per cui il

valore complessivo stimato (circa 100 milioni di Euro) è poco significativo.

 

Sui tempi necessari per la destinazione si possono fare considerazioni analoghe a

quelle fatte per gli immobili, anche se l’alto tasso di “mortalità” delle aziende confiscate,

paradossalmente, tende ad abbassare i tempi, che infatti, seppur elevati, sono inferiori a quelli

visti per i beni immobili: il tempo medio rivelatosi necessario per giungere alla destinazione

delle aziende già destinate (escludendo quelle destinate prima ancora della confisca definitiva)

è pari a circa 4 anni e mezzo; il tempo medio di attesa delle aziende non ancora destinate è di

poco inferiore ai 4 anni

 

 
 
 
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