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INTERMEZZO PER I PIU' PICCOLI

Post n°40 pubblicato il 06 Maggio 2008 da teatron78
 

La pietra di cristallo blù

Un bel giorno di primavera sono andata con le mia classe a fare una gita ma, purtroppo litigai con alcuni di loro per un motivo banale che nemmeno ricordo e mi dissero quella brutta frase “non ti siamo più amici” e, durante la gita, mi esclusero dal gruppo. Allora ho ripensato a quando anch’io mi sono comportata così con altri amici e non ho potuto fare a meno di capire quanto sia stupido un comportamento del genere e quanta tristezza provochi in chi lo subisce. L’amicizia è aiutarsi nel momento del bisogno e saper affrontare insieme tutte le difficoltà. In quel momento è nato in me un desiderio fortissimo di non comportarmi più così e avrei voluto farlo capire a tutti i miei amici. Pensavo anche a come sarebbe bello se queste stupide cattiverie non succedessero più fra tutti i bambini del mondo; sarebbe un mondo più bello e giusto.

Ma cosa potevo fare? Io, una semplice bambina, far sparire dal mondo questa stupida cattiveria!

Mentre pensavo questo passeggiavo da sola per un parco dove c’eravamo fermati con la classe per fare merenda; fu allora che sentii un cinguettio dolcissimo che non avevo mai sentito prima: era un uccellino che mi svolazzava intorno festoso; ad un certo punto si posò sulla mia spalla e, con mia grande meraviglia mi sussurrò delle parole all’orecchio. Dapprima pensai che non era vero ma lui mi disse: -non ti meravigliare, sono l’uccellino del giardino perduto, e so del tuo problema e di del tuo desiderio. Siccome è un desiderio bellissimo sono venuto per dirti che, forse, potrò aiutarti.- -Davvero, ma come?- risposi piena di speranza.   -  So che esiste una pietra magica che si trova sulla roccia dell’aquila in cima alla montagna di un isola in mezzo al grande Oceano. Quella pietra ha il potere di esaudire il tuo desiderio.- Rispose l’uccellino. –Ma come faccio ad attraversare il grande Oceano, sono solo un bambina.- risposi. –Se ti lascerai portare dalla pura forza di volontà del tuo desiderio supererai ogni ostacolo.- concluse l’uccellino e volò via.

Così m’incamminai e giunsi alla riva del mare dove trovai una barchetta con i remi che sembrava stare lì ad aspettarmi. Senza indugiare oltre salii sulla barca e cominciai a remare. Il sole era alto nel cielo, doveva essere mezzogiorno, e, come salii sulla barca avevo l’impressione di vederlo muoversi verso ovest, il luogo del tramonto, come per indicarmi il cammino; così segui quella direzione. A forza di remare cominciai a sentirmi stanca e, in quel momento, un corvo nerissimo si posò sulla barca e cominciò a parlarmi. Io pensavo fosse un amico dell’uccellino del giardino perduto che era venuto per aiutarmi, e mi disse, con una voce incantevole che ti faceva sognare –Certo che devi essere molto stanca, sei una bambina veramente buona se fai tutto questo per i tuoi amici. Penso che adesso ti meriti un po’ di riposo; pensa che bello stare sdraiata su di un comodo  divano mentre mangi un bel gelato; tanto i tuoi amici possono aspettare un po’, in fondo sono stati così egoisti a cacciarti dal gruppo.- La sua voce era così dolce ed io così stanca che mi lasciavo cullare da essa ed avevo cominciato a sognare di starmene sdraiata sul divano; ma, alla parola amici, si riaccese in me il desiderio che mi aveva spinto in quell’avventura e come ripresi a remare il corvo sparì.

Era ormai tardo pomeriggio ed il sole cominciava ad avviarsi verso il tramonto quando la pinna di un pescecane cominciò a girare intorno alla mia barchetta ed io provai paura. Allora lui mi disse. -Certo che sei coraggiosa per essere arrivata fin qui, e questo perché desideri che l’amicizia non sia mai sconfitta dalla stupida cattiveria; ma guarda che, te lo assicuro, i tuoi amici, adesso, sicuramente si staranno divertendo insieme e non pensano certo a te, anzi, credo proprio che no gli interessi nulla di te, e tu, invece, sei qui a rischiare la vita per loro. Quindi, per il tuo coraggio, voglio darti una possibilità: se torni indietro non ti divoro; e ti dirò di più perché mi sei simpatica, potrai diventare la regina degli squali e noi saremo tutti ai tuoi ordini e ti porteremo tutte le ricchezze disperse in fondo al mare con cui potrai fare quello che vuoi.-

Sentendo quelle parole cominciai a sentirmi arrabbiata verso i miei amici che mi avevano scacciata dal gruppo, perché avrei dovuto rischiare la mia vita per loro quando, con la ricchezza che mi prometteva lo squalo avrei potuto avere tutto quello che volevo? Mentre pensavo questo mi accorsi che il sole stava per tramontare e vidi una cosa meravigliosa: il sole stava come sospeso sopra una montagna in mezzo al mare e. sulla sua cima, c’era un punto blu luminoso, di una luce che non avevo mai visto. Quella luce riaccese in me il desiderio che mi aveva spinto fin lì: far sì che tutti i bambini del mondo non rompessero più la loro amicizia per stupide cattiverie e, come decisi di andare avanti, verso quella luce, lo squalo scomparve.

Approdai così sull’isola e cominciai a scalare la montagna. Era ripidissima e più salivo più sentivo il vuoto sotto di me che sembrava risucchiarmi come una potente calamita. Le mie gambe tremavano e mi sentivo paralizzata dalle vertigini di sprofondare giù nel vuoto. Nel frattempo si era fatto buio e l’abisso sotto di me sembrava un buco senza fondo, non riuscivo proprio più a muovermi. Ad un certo punto, immersa in quel buio, mi accorsi che, dall’alto, veniva una luce azzurra, quella luce che avevo visto mentre parlavo con lo squalo, e illuminò, sulla parete di roccia a cui stavo attaccata, dei rami di un grande albero che scendevano dalla cima verso di me. Feci per attaccarmi ad uno di essi ma era secco e si spezzò ed io rischiai di sprofondare giù. Però, pensai, a quel punto non potevo più tornare indietro e controllai la paura, pensando che, da quell’albero doveva venire la luce e, quindi, ci dovevano essere dei rami ancora vivi e forti. fu così che vidi una farfalla dalle ali meravigliose posarsi su uno di essi; mi ci aggrappai e, come lo toccai mi sollevò in cima alla roccia dell’aquila i piedi dell’albero. Sul ramo più alto, come un suo frutto meraviglioso, c’era la pietra magica, un cristallo blu. Era lui che emanava quella luce meravigliosa che ti riscaldava il cuore donandoti una serenità e contentezza infinite.

Lo raccolsi e... il mio desiderio si avverò ed in tutto il mondo trionfò l’amicizia vera, pura come la fratellanza universale... e vidi tutti i bambini del mondo giocare in un girotondo di gioia infinita.

 

 
 
 
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grazie
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Bellissima iniziativa!
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il 22/03/2013 alle 14:36
 
a ognuno il proprio ruolo. Sono sempre simpatiche le favole...
Inviato da: lamiapelle
il 06/03/2013 alle 14:34
 
quando parlano le piante mi mandano in visibilio..:)....
Inviato da: lamiapelle
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Buon Anno Nuovo Teat.., con affetto!
Inviato da: lamiapelle
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