Creato da ornellaornella65 il 09/12/2008

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Boxer, slip o perizoma? Identità maschile e biancheria intima

Post n°60 pubblicato il 20 Maggio 2009 da ornellaornella65
Foto di ornellaornella65

Boxer o slip? Per decenni, la scelta è stata considerata cruciale per l'identità di un uomo, scrive ironico il Wall Street Journal. Poveri uomini, la loro identità è ora «presa d'assalto» da un guazzabuglio di opzioni per l'abbigliamento intimo, come il boxer-slip, il perizoma e i "trunks", calzoncini più corti di un boxer-slip ma più lunghi di uno slip.
Una varietà «infastidente» per l'uomo che trova tutte le scuse di lavoro per non fare neppure lo shopping che gli competerebbe. Lo sa bene Christina Binkley, opinionista di moda del Wsj, che sotto il titolo «Ansia elevata nel dipartimento dell'intimo» racconta di avere trascinato il marito nel grande magazzino Macy's . Una tortura cui il marito si è sottoposto solo dopo avere fissato un'importante riunione che avrebbe limitato i tempi.
Dal resoconto della loro mezz'ora passata tra le mutande si impara che l'intimo maschile è diventato un segmento importante della moda: negli Stati Uniti è un mercato da 3,1 miliardi di dollari. E si viene a sapere anche che negli Usa la maggior parte della biancheria intima maschile è acquistata dalle donne. «In quasi tutte le società del mondo sono le donne che portano a casa gli approvvigionamenti», spiega antropologicamente Bridget Bennan, citata dal Wall Street Journal in quanto dirigente di Female Factor, una società di consulenza specializzata nel marketing verso la clientela femminile.
Piaccia o non piaccia, anche la mutanda maschile è diventata un accessorio di moda, sbuca fuori dai pantaloni, viene esibita come un qualsiasi altro capo di abbigliamento. Un tempo, la scelta tra boxer e slip era addirittura tramandata da padre a figlio: «Un uomo che portava boxer a vent'anni era quasi certo che avrebbe incontrato il Creatore allo stesso modo», scrive la Binkley. Ora le opzioni fanno girare la testa: la mutanda maschile ha una varietà di forme (boxer, slip, perizoma e via dicendo), può essere a vita alta o bassa, comoda o aderente, può avere colori e fantasie a piacere. E ce n'è per tutti i gusti anche per i tessuti: non solo cotone o maglina di cotone, ma anche Lycra, Spandex e varie microfibre sintetiche.
Gli slip 3D-Innovations Seamfree Microfiber della Jockey (marca che negli Usa denota l'intimo per antonomasia tanto da essere citata anche in opere di narrativa) offrono addirittura il servizio di «migliorare il profilo» per lusingare il fisico maschile. Sono ovviamente cambiati anche i prezzi: 24 dollari per lo Steel Gripper Trunk di Calvin Klein, mentre da Target (grande magazzino a prezzi bassi) si compra un pacco da due per 4 dollari. E cambiano in continuazione i nomi: la Binkley osserva che la linea BXR-Matrix, sempre di Calvin Klein, fa pensare a una motocicletta invece che a boxer di maglina.
Stili diversi servono ad attirare diversi tipi di clienti, spiega al Wall Street Journal Bob Mazzoli, capo creativo alla Calvin Klein Underwear. Gli uomini che amano la comodità in genere scelgono gli slip, gli sportivi sono interessati dai tessuti sostenitivi o dalle fibre stretch.
Sotto o sopra, la moda a quanto pare conta anche in tempi di crisi. Se c'è chi dà consigli su come vestirsi per non avere l'aspetto del banchiere (figura attualmente un po' impopolare), il dilemma se l'abito faccia il monaco oppure no resta sempre d'attualità.
La polemica è riemersa di recente nei blog del Wall Street Journal a proposito di un articolo sulla «Perfetta camicia bianca»: ha fatto discutere una frase di Pier Luigi Loro Piana, secondo il quale «la qualità dell'abbigliamento dice molto di quanto uno ha bisogno di sapere di una persona». La rivista Slate nel 2006 fece l'elogio del boxer-slip, indossato dai vip. Fece chiacchierare, anni fa, un servizio del Wsj sulle giarrettiere da uomo. Il Washington Post dedicò un'intera pagina al calzino da donna ideale da portare con i pantaloni.
E c'è da scommetterci che quest'estate si farà un gran parlare di costumi da bagno presidenziali visto il furore che sta provocando negli Usa la copertina del Washingtonian con Barack Obama a torso nudo. «Senza camicia? Perché no?» commenta oggi sulla sua homepage il sito del New York Times.

 
 
 

Biscotti caserecci

Post n°59 pubblicato il 17 Maggio 2009 da ornellaornella65
 
Foto di ornellaornella65

Oggi vi voglio proporre una deliziosa ricetta da gustare nelle prime ore del mattino.Questa ricetta mi è stata tramandata da mia madre,ricevuta a sua volta da mia nonna.

Ingredienti:

  • 1kl di farina tipo 00
  • 250 gr.di zucchero
  • 1 limone
  • 200 gr. di olio extra vergine di oliva
  • 100 gr. di latte
  • 1 bustina di ammoniaca da cucina ( si può trovare o al supermercato o direttamente al panificio)
  • 4 uova

Sul piano di lavoro versare la farina e formare una piccola fontana.

Al centro della fontana aggiungere le uova e con l’aiuto di una forchetta mescolare l’impasto. A poco a poco aggiungere tutti gli ingredienti  dallo zucchero, l’olio e  la buccia di un limone grattugiato .

In un pentolino riscaldare il latte appena tiepido e aggiungerci l’ammoniaca facendola sciogliere. Mescolare il latte agli altri ingredienti ed impastare il tutto fino ad ottenere  un impasto omogeneo.

Stendere la sfoglia (dev’essere alta circa 1/2 cm).Una volta stesa, spennellare la sfoglia con un pochino di latte o con un bianco d’uovo e spolverare con dello zucchero.

Tagliare delle strisce lunghe 8cm.e larghe 3cm. e stenderli su una carta da forno.

Preriscaldare il forno a 200°, infornare per circa 15 minuti nella parte media del forno a 180°.

Gustando questi biscotti sarà come ricordarsi gli antichi sapori di una volta.

 
 
 

Arriva la Barbie tatuata

Post n°58 pubblicato il 09 Maggio 2009 da ornellaornella65
Foto di ornellaornella65

La Mattel -azienda produttrice della Barbie - ha lanciato sul mercato un'ultima versione della bambola più famosa del mondo. Barbie ha compiuto 50 anni nel 2009. Il suo fidanzato storico -Ken- venne lanciato sul mercato due anni dopo, nel 1961. La coppia si è separata nel 2004 -a San Valentino-dopo essere stata insieme 43 anni.

TATUAGGI - Per festeggiare il traguardo dei cinquanta, è arrivata la nuova «Barbie Tattoo». La bambola è in vendita su Internet a circa 23 euro, completa di una serie di tatuaggi temporanei con cui decorarla. Una scritta sulla scatola recita «personalizza la tua Barbie e applica i tatuaggi anche su di te». Gli adesivi includono motivi come fiori, cuori, stelle e farfalle. E' compresa anche una pistola per tatuaggi giocattolo con inchiostro lavabile. La Mattel ha descritto la nuova Barbie come un giocattolo che da alle bambine la possibilità di esprimersi ed essere creative.

LA POLEMICA - I genitori e le associazioni dei consumatori però, non sembrano essere dello stesso avviso, sostenendo che l'azienda propone alle bambine modelli troppo adulti. Alcune mamme americane si sono chieste quale sarà la prossima versione: Barbie piercing forse?. Ma questa non è la prima volta che la Mattel causa polemiche. Nel 1999, lanciò sul mercato la «Barbie farfalla», con un tatuaggio sulla pancia. Nel 2002 invece, mise in vendita una bambola incinta -non Barbie ma la sua amica Midge- completa di neonato che poteva essere rimosso dalla pancia della «mamma». In seguito alle proteste dei consumatori le bambole vennero ritirate dai negozi

 
 
 

Da difesa per le donne a strumento per i rapinatori

Post n°57 pubblicato il 05 Maggio 2009 da ornellaornella65
Foto di ornellaornella65

Un uomo in scooter avvicina una ragazza, le spruzza sul volto spray urticante e le strappa la borsetta.

Sampierdarena, 22 febbraio 2009: un uomo della Repubblica Ceca di 35 anni viene denunciato dai carabinieri con l’accusa di avere spruzzato con una bomboletta una sostanza urticante nel condotto dell’aria condizionata della discoteca Virgo.

Roma, 10 febbraio 2009: dopo la partita Roma- Genoa, due giovani tifosi rossoblù che viaggiavano su un treno in direzione Civitavecchia sono stati feriti da un gruppetto di teppisti armati di coltelli e spray urticanti.

Modena, 16 maggio 2008: un cittadino marocchino di 19 anni è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale e rapina in danno di una donna di 40 anni. L’uomo le si è parato davanti e l’ha tramortita con uno spray urticante.

Treviso, 9 luglio 2007: Fabio Benotto, 42 anni, è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione per aver sequestrato e violentato la sua ex fidanzata. Una perizia ha stabilito che soffre di un vizio parziale di mente. L’uomo si era recato a casa di lei con la scusa di prendere dei libri e l’aveva aggredita con uno spray urticante, prima di ammanettarla e stuprarla.

Doveva essere l’arma di difesa per donne e soggetti deboli. E invece quanto avvenuto negli ultimi mesi dimostra che lo spray urticante, più conosciuto come «spray al peperoncino», viene usato sempre più spesso da chi non è riuscito a procurarsi un’arma vera e lo usa per compiere furti, rapine, stupri. In commercio ne esistono attualmente due modelli autorizzati dal Viminale nel 1998 e nel 2008, il key defender e il palm defender. Ma entro breve «molti altri modelli potrebbero entrare in commercio ed essere venduti liberamente». A lanciare l’allarme è il segretario dell’Associazione funzionari di polizia, Enzo Letizia, che ha già consegnato un dossier al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, per chiedere di modificare un articolo contenuto nel disegno di legge sulla sicurezza che da oggi è all’esame della Camera.

La norma contestata
L’articolo 20 del provvedimento, già approvato dal Senato, rimanda ad un regolamento che dovrà essere emanato dal Viminale per definire «le caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di oleoresin capsicum e che non abbiano l’attitudine a recare offesa alla persona».

Ed è proprio su questo che l’Associazione va all’attacco. «L’approvazione—spiega Letizia—si basa sulla suggestiva motivazione che vere e proprie armi vengano invece definite “dispositivi d’autodifesa” e ritenute innocue, anche se poi non si capisce come mai, se davvero fossero inoffensive, vengano ritenuti efficaci a respingere le aggressioni. La verità è che si sta facendo un favore alla criminalità, soprattutto alla delinquenza da strada. Il balordo, che oggi può essere fermato e denunciato per porto d’armi, domani potrà avere con sé tali prodotti senza temere alcuna conseguenza in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine».

Per questo i tecnici hanno già pronto un emendamento che affida al questore «la facoltà, con possibilità di delega ai funzionari di pubblica sicurezza dirigenti di commissariato, di dare licenza per il porto di bombolette spray a base di oleoresin capsicum destinate alla difesa personale, purché di tipologia conforme al regolamento emanato dal ministero dell’Interno».

Commessi anche due omicidi
Nel dossier sono elencati tutti gli episodi che hanno segnato gli ultimi anni e vengono evidenziati i numeri. «Ci sono stati 144 episodi dove risulta utilizzato questo tipo di spray: 116 aggressioni, 11 soggetti pregiudicati o presi in flagranza e 17 tentativi di difesa. Gli episodi di aggressioni sono stati suddivisi in 3 tipologie, che classificano il tipo di offesa: 60 rapine o tentate rapine; 50 aggressioni o molestie; 4 violenze carnali; 2 omicidi, prima di essere uccise le vittime sono state stordite con lo spray urticante».

I due delitti risalgono al 2007. Nel primo caso la vittima era uno spacciatore di Bologna che fu stordito con lo spray urticante e poi accoltellato da due tunisini che volevano rubargli le dosi di cocaina. Ma a fare grande impressione fu il caso di Giorgia Busato, 28 anni, e Dalia Saiani, 33, le due ragazze italiane stuprate e poi sepolte vive nell’isola Sal di Capo Verde. Fu l’ex fidanzato di Dalia a portarle in un palmeto, spruzzare uno spray in faccia ad entrambe, trascinarle fuori dall’auto e poi stuprarle e colpirle con una pietra.

«Servono 80.000 maschere antigas»
Nella lettera inviata al ministro Maroni insieme al dossier, l’Associazione sottolinea tra l’altro «quel che avverrebbe se, esclusa per legge la vera natura di armi, tali oggetti potessero essere portati liberamente in occasione di manifestazioni o riunioni pubbliche, ovvero negli stadi o in loro prossimità».

Letizia lo spiega con chiarezza: «È evidente che questi singolari “dispositivi per l’autodifesa” potrebbero essere usati da più persone riunite in gruppo per neutralizzare le forze di polizia, con effetti facilmente prevedibili. Per questo chiedo: il ministero dell’Interno è pronto ad acquistare 80.000 maschere antigas per dotare tutto il personale impiegato in ordine pubblico, in vigilanza, scorte di personalità, e tutti gli altri compiti che riguardano la sicurezza?».

Ma il segretario dei funzionari di polizia pone anche un problema che riguarda l’efficacia di queste bombolette per difendersi dalle aggressioni. «Ho forti dubbi — spiega — che una persona normale riesca a neutralizzare il delinquente e, anzi, credo che durante il tempo necessario per cercare in una tasca o in una borsetta la confezione di spray urticante il malvivente possa avere buon gioco ad aggredire la vittima. E poi c’è un altro timore forte: l’operazione di ricerca della bomboletta può essere fraintesa e scatenare nel criminale l’istinto di una reazione armata, con conseguenze che, nella maggioranza dei casi, non sarebbero favorevoli all’aggredito».

 
 
 

BELLEZZE TRADITE L'ira delle veline: "Grazie, Veronica..."

Post n°56 pubblicato il 01 Maggio 2009 da ornellaornella65
Foto di ornellaornella65

La rabbia delle escluse: perché è intervenuta lei?

Povere ragazze. Non si fa così. Sedotte e abbandonate. E adesso, come quelle bellezze deluse che potrebbero aspettarti sotto casa alle due di notte... L’espressione più brutale, per la verità, la usano loro. «Essere trombata in questo modo mi scoccia tantissimo», ha detto la venticinquenne di Padova Chiara Sgarbossa, ex miss Veneto poi approdata in tv. «Per me il danno è doppio, prima mi sono ritrovata appiccicato il bollino d’infamia della velina, ora non ho neppure la speranza di togliermelo di dosso parlando con la gente in campagna elettorale. Dovremmo dire grazie Veronica». Povere ragazze. C’è qualcosa di ingiusto nella sorte delle sedotte e abbandonate, ragazze che mezza Italia ha scrutato, cliccato, accerchiato, e un principe lasciato all’ultimo momento senza scarpette né vestito, e senza una telefonata: niente festa, niente Strasburgo, la carrozza torna zucca. Angela Sozio, la rossa della foto del Cavaliere a Villa Certosa, s’è confidata con qualcuno a L’Occidentale, il giornale per il quale ha scritto, e che l’ha fermamente difesa, dicendo «non me l’aspettavo che ci trattassero così, e non è bello proprio da parte di una donna».

E non sono le sole. Silvio ieri le ha difese in quel modo paradossale che piace a lui, per sdrammatizzare s’è presentato alla Coldiretti e ha messo le mani avanti, «sono venuto senza veline», poi ha aggiunto «mi rifarò, pensando ai vostri ventimila punti vendita, se avete bisogno di belle commesse sapete a chi rivolgervi». La platea ha sorriso; le povere ragazze, che piace immaginare in tinelli in penombra in attesa fremente di una telefonata, no. Perché vivevano così le povere ragazze, si apprende anche dai racconti della diciottenne Noemi, sempre vicino al telefono sperando in una convocazione, e credendosi più o meno uniche quand’erano ovviamente fungibili, estrema malìa del berlusconismo. Ora gli effetti collaterali vanno dalla delusione all’ira alle beffe. Per dire, la Sozio, barese, era stata già celebrata dalla Gazzetta del mezzogiorno in fotogallery accanto ad altre pugliesi già innalzate dal premier, Barbara Matera, l’unica rimasta in lista, e poi Barbara Mannucci, Gabriella Carlucci, Eleonora Savino.

Poi arriva una telefonata e qualche mano deve togliere le foto della rossa. Non si fa così. Certo le reazioni possono variare a seconda dei temperamenti, la rabbia, e quasi la rivolta, è diffusa. La sarda Cristina Ravot, la cantante di Sassari spesso ospite nelle feste a Villa Certosa, se l’è presa, «io non sono affatto una velina, io canto. Avessero tutti delle qualità specifiche come ce le ho io», non è chiaro se si riferisse direttamente a qualcuno/a. La Sgarbossa ammette «ora prevale la rabbia, poi so che subentrerà lo scoramento. Mi sento una vittima, ma vorrei che Silvio Berlusconi mi desse almeno una spiegazione di tutto questo». Se la prende con Veronica, «se non fosse intervenuta lei saremmo tutte in lista. Non parlo solo di me. Ho saputo di Bella Furlan, l’avvocato di Rovigo, e anche di un’altra ragazza che aveva fatto con me il corso di formazione: lei con lo star system non c’entrava nulla, fa l’assistente parlamentare di un deputato della Campania, in tv non s’è mai vista. Eppure hanno tolto dalla lista anche lei». Che colpa aveva? Era, direbbero a Roma, gnocca. Un’avvenente procuratrice legale ha narrato in lacrime all’Unità «mi hanno sbianchettato, tutto per colpa di Veronica».

E Maria Elena Valanzano, trentenne napoletana angelica ma battagliera, ha quasi rincorso Fabrizio Cicchitto, che ha avuto l’umanità di regalare spiegazioni, non tenuto, ad alcune delle escluse. Lei gli ha detto «non riesco a spiegarmelo, avevo fatto un sacco di esperienza! E poi ormai porto un buon pacchetto di voti; vabbè, vedo che ognuno ha i suoi criteri...». Ah saperli, i criteri in Italia. Sciagurato corso di formazione, quello al quale erano state invitate aspiranti assistenti parlamentari del Pdl, non aspiranti candidate europee, come ha poi spiegato il Cavaliere. L’equivoco nasce lì: ci dicono che c’è un posto di chierichetto, ne usciamo convinti che ci hanno promesso la tiara. Così l’ex miss Veneto alle 16 dava interviste entusiaste spiegando il suo programma per l’Europa, alle 18 dava interviste depresso-infuriate spiegando il suo programma per tirare avanti. L’aveva chiamata Ignazio La Russa per annunciare la lieta novella, quella infausta l’ha appresa da una segretaria (di Denis Verdini, «troppo occupato, non me l’hanno neanche passato»), a conferma che nei giorni felici il telefono squilla, negli altri tutto tace, quando va bene sei un genio e casualmente anche bella, quando va male sei una velina, e forse neanche di quelle brave.

 
 
 
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