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Perchè diventare vegetariani

Post n°98 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da solitudineNA

Bè dopo aver visto queste immagini mi domando perchè si continua a mangiare carne se volete a chi passa collegatevi tramite il link sottostante ma vi avverto sono immagini crude che gridano vendetta se siete deboli non collegatevi poi se lo credete necessario lasciate un messaggio grazie a tutti

http://www.nelcuore.org/blog-associazioni/item/peta-i-retroscena-dell-allevamento-intensivo-in-sessanta-secondi.html

 
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Bè finalmente una presa di posizione

Post n°97 pubblicato il 06 Settembre 2012 da solitudineNA

Cosa ne pensate???? credo sia una cosa giusta
 
 
AUSTRALIA DA' LEZIONE DI CIVILTA' A TUTTO L'OCCIDENTE!!
Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l’Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi...
terroristici.
Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando:
GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI!
“Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l’INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l’arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d’influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E’ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un’altre parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che Vi ha accettati”.

 
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E' vero!!!!!!!

Post n°96 pubblicato il 30 Luglio 2012 da solitudineNA

esatto

Bè non potevo non postarlo sul mio blog

 
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la crudeltà umana

Post n°95 pubblicato il 07 Giugno 2012 da solitudineNA

Cari amici oggi ho visto questo video e mi sono convinto (caso mai c'è ne fosse ancora bisogno) che bisogna fare qualcosa per limitare anzi annullare le sofferenze degli animali collegandovi a questo sito : www.peta.xxx (non è un sito porno ma navigate in tutte le sezioni )capirete tutto vi avverto che le immagini sono crudeli e forti sicuramente scateneranno rabbia e sdegno come è successo anche a me. Ma bisogna prendere coscienza e non nascondere più la testa sotto la sabbia facendo finta che non esistono così per i cani di green hills o le foche in canada o le balene e i delfini in giappone o... e quanti casi ancora potrei citare bè cosa fare?? cominciare nel proprio piccolo a prendere coscienza e agire di conseguenza ..e poi?? sensibilizzare quante più persone possibile sul problema ditemi cosa ne pensate e cosa si può fare di concreto oltre non consumare carne o derivati grazie a tutti. Pasq.

 
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Una piccola grande storia che commuove

Post n°94 pubblicato il 23 Maggio 2012 da solitudineNA

Elefanti accorsi in massa alla veglia funebre del loro amico umano Lawrence Anthony, noto per essere l'autore del libro "The Elephant Whisperer" ("L'uomo che sussurrava agli elefanti") è morto lo scorso marzo all'età di 61 anni. Nel 1999 aveva salvato e riabilitato un gruppo di elefanti selvatici del Sud Africa che erano stati considerati pericolosi per l'uomo. Secondo quanto raccontato dalla famiglia dell'uomo, gli elefanti si sarebbero dimostrati in grado di ricordare quanto egli avesse fatto per loro, ed avrebbero trascorso un periodo di due giorni di fronte alla casa di Anthony, prendendo parte alla sua veglia funebre.

Anthony, che visse tra Zimbabwe, Zambia e Malawi, era noto per la sua capacità di comunicare con gli elefanti, riuscendo a calmare quegli esemplari che avessero subito dei traumi. Nel suo libro raccontò la propria storia di salvataggio degli elefanti sudafricani, sotto richiesta di una associazione animalista. Anthony riuscì a comprendere come l'unico modo per salvare quegli elefanti, considerati violenti ed indomabili, fosse vivere al loro fianco notte e giorno, per poter apprendere i loro comportamenti e comunicare con loro.

Quando l'uomo fu colpito da un infarto che gli fu fatale, gli elefanti, che si trovavano a numerose miglia di distanza dalla sua abitazione, sparsi in diversi punti del parco che li ospitava, viaggiarono per oltre 12 ore al fine di raggiungere il luogo in cui si trovava il loro salvatore. Secondo quanto dichiarato dal figlio di Anthony, Jason, entrambi i gruppi di elefanti di cui si era occupato arrivarono poco dopo la morte dell'uomo. Gli elefanti non raggiungevano il villaggio in cui egli viveva da un anno e mezzo, e ciò aveva lasciato supporre ai famigliari che essi avessero in qualche modo percepito quanto era accaduto.

E' difficile spiegare in che modo essi abbiano avvertito che la vita di Anthony era in pericolo, ma pare che proprio gli elefanti siano tra quegli animali in grado di provare dolore per la scomparsa di un membro del loro branco, che verrebbe, in un certo senso, compianto per giorni. Secondo gli esperti, gli elefanti sarebbero in grado di provare dolore per la morte di un loro famigliare, proprio come facciamo noi.

La capacità degli elefanti di provare emozioni profonde è inoltre testimoniata dal video che vi presentiamo. Il documentario mostra il riavvicinamento tra due elefantesse, Shirley e Jenny, dopo una separazione durata ben vent'anni. Le due elefantesse continuarono a vivere insieme per i successivi sei anni, fino alla morte di Jenny, nel 2006, a seguito della quale Shirley trascorse due giorni nella foresta senza mangiare. Gli elefanti sono in grado di commuoversi. E non dimenticano.

 

 
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Saluto

Post n°93 pubblicato il 08 Maggio 2012 da solitudineNA

Un saluto affettuoso a tutti quelli che passeranno da questo blog  (spero che lascino almeno un messaggio) a tutti i miei amici e un caldo caro abbraccio a tutte quelle persone che sono state a Montichiari  al lager di Gree hill vi sono vicino non mollate maiiiii                      

 

 
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Crudeltà gratuite contro gli animali

Post n°92 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da solitudineNA

Ma che bella cosa leggete cosa ho trovato navigando sul web cosa ne pensate???Famiglia al safari a caccia di..GIRAFFE!
Post n°2660 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da --------------------)

 

Una famigliola ,posa..ORGOGLIOSA accanto ad una giraffa,

carina vero? Solo che c'è un particolare:

la giraffa è stata appena uccisa...

 

 

Una famiglia felice, in posa con orgoglio, accanto ad una giraffa

 che hanno appena ucciso per puro divertimento.

Turisti come questi pagano decine di migliaia di euro per cacciare

legalmente le giraffe, un animale elegante, un gigante gentile

del regno animale.

Molti poi portano a casa le teste degli animali e le appendono

al muro come un trofeo, per vantarsi delle loro avventure africane.

Pagano fino a 10.000 euro,pur di poterle cacciare ,e i preferiti

sono i maschi più grandi. I cacciatori per lo più provengono

dalla Gran Bretagna ,Nord America, Germania, Russia 

Scandinavia...

Per la cronaca ,sono ritenute estinte in luoghi come l’Angola,

 Mali e Nigeria,ma in Sud Africa, Namibia e Zimbabwe

è ancora legale poter dar loro la caccia.

scriviamo a questi governi affinchè facciano  terminare subito questa crudeltà

 
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C'è ancora tanto da fare

Post n°91 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da solitudineNA

Ecco quali sono le cose da evitare nella vita per cui vale la pena impegnarsi speriamo veramente che cambi qualcosa collegatevi a questo sito e capirete

credo che sia ora anche di essere propositivi con idee

http://affaritaliani.libero.it/coffee/video/animali-bastonati-e-uccisi-per-prendere-la-pelliccia021211.html

 

 
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MEDITARE

Post n°90 pubblicato il 24 Novembre 2011 da solitudineNA

Post n°78 pubblicato il 23 Novembre 2011 da animalistanata

 

LA PELLICCIA SINTETICA MEGLIO DI QUELLA VERA

Franco Libero Manco

 

L’Animal Welfare Istitute degli Stati Uniti d’America, in merito all’uso delle pellicce così si esprime: “Da un punto di vista pratico, le pellicce sintetiche hanno molti vantaggi rispetto a quelle vere: sono a prova di tarma, impermeabili, più economiche sia per l’acquisto che per il mantenimento, calde come e più di quelle vere. Questo è stato posto in evidenza nelle spedizioni antartiche e sul Monte Everest fin dai lontani anni cinquanta quando il sintetico fu considerato quanto di più caldo, leggero ed impermeabile esistente per le temperature polari”.

Inoltre la produzione di pellicce sintetiche risulta molto più vantaggiosa sotto l’aspetto economico non solo per il singolo acquirente ma per l’ambiente. Infatti queste vengono prodotte con il petrolio e i suoi derivati. A tal proposito l’ingegnere Gregory Smith, tecnico esperto della Ford, ha calcolato che per fabbricare una pelliccia sintetica è sufficiente l’energia prodotta di 5 litri di benzina, mentre per una pelliccia di animali selvatici (tenendo conto dei viaggi per la cattura, del  trasporto e della lavorazione, si consuma l’energia di 15 litri di benzina. Se poi si parte dalla materia prima per arrivare al prodotto finito, il quantitativo sale vertiginosamente per la produzione di una pelliccia da allevamento per arrivare alla necessitò dell’energia prodotta da 280 litri di benzina.

Per la produzione di pellicce naturali sono necessari congegni di cattura e di contenzione, personale per la cattura o l’allevamento (costituito in genere da derrate che sarebbero utilizzabili per l’alimentazione umana), spese di scorticatura, essiccazione, pulitura, concia ecc. Nulla di tutto questo è necessario per le pellicce sintetiche che risultano convenienti sotto ogni profilo, da quello economico personale a quello sociale e soprattutto a quello etico.

Le pellicce sintetiche, la cui bellezza ed eleganza è pari o maggiore delle stesse pellicce naturali, vengono prodotte con pelo “finto finto” o con pelo “finto vero”, nel primo caso la colorazione è di fantasia, nel secondo è una fedele imitazioni delle pelli vere.

Naturalmente il mio consiglio è di non far uso né di pellicce vere né di quelle sintetiche, dal momento che indossando queste ultime (difficili da differenziare da quelle vere) la gente è istintivamente incline all’imitazione e ci si rende complici della sofferenza e dell’inevitabile uccisione di una moltitudine di animali. Se qualcuno ha nell’armadio qualche pelliccia vera, il mio consiglio è di non regalarla o venderla, ma di disfarsene magari bruciandola, chiedendo perdono al povero e sventurato animale.

 

QUANTI ANIMALI SERVONO PER FARE UNA PELLICCIA?


 

Agnellini broadtail: 30-45

Agnellini karakul: 18-26

Bob Cat: 16-22

Castori: 16-20

Nutrie: 26-34

Cavallini: 6-8

Cincillà: 130-200

Criceti: 120-160

Ermellini: 180-240

Foche Blu Black: 5-7

Gatti domestici: 20-30

Linci: 8-12

Lontre: 10-16

Lupi: 3-5

Martore: 40-50

Opossun: 30-40

Procioni: 20-30

 

Moffette: 60-70

Ocelot: 12-18

Scoiattoli: 200-400

Tassi: 10-12

Topi muschiati: 60-120

Visoni: 35-45

Volpi: 10-24

Marsupiali: 20-30

Zibellini: 60-80

 

 

 
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se questa è vita

Post n°89 pubblicato il 22 Novembre 2011 da solitudineNA

Il fatto è accaduto il 16 ottobre, una settimana dopo la strage di Maspero (ventotto copti uccisi dall’esercito davanti alla sede della Tv di stato) quando nell’Egitto della primavera araba si decise che era giunta l’ora di aprire la caccia al cristiano.
In quei giorni, gli assalti contro uomini, donne e bambini cristiani copti furono decine specialmente per le strade dove bande di musulmani accerchiavano le macchine da cui penzolavano crocifissi e picchiavano a sangue gli occupanti.

Ayman Nabil Labid era un ragazzino egiziano di sedici anni, cristiano.

Ayman aveva una piccola croce tatuata sul braccio e per questo il suo professore di scuola, in uno scatto d’ira durante la lezione, lo prese per il collo intimandogli di coprire quel segno. Dal collo di Ayman però spuntò una collanina con un’altra croce. A quel punto l’insegnante iniziò a picchiare violentemente l’allievo e molti compagni si unirono al professore.

Ayman riuscì a divincolarsi e scappare nel bagno ma i bidelli intervennero in aiuto degli inseguitori che a gruppi linciarono il ragazzo infierendo anche sul corpo senza vita.

Questi sono i fiori della primavera araba.

Non sorprende che questa notizia non sia riportata da quotidiani come la Repubblica, l’Unità, il manifesto, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, ecc. Disarmante è il silenzio dell’Osservatore Romano.

La notizia è stata diffusa, in Italia, da Il Foglio.

-  Tratto da Giustizia Giusta - www.miradouro.it -

 
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