Creato da: dottor_orloff il 21/10/2004
Un piccolo diario personale su gli strani effetti che provoca il cinema sulla vita e viceversa...

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« Messaggio #137Paul Verhoeven e il revisionismo »

David Lynch e i suoi critici

Post n°138 pubblicato il 20 Marzo 2007 da dottor_orloff
Foto di dottor_orloff

Durante le 3 ore di proiezione di INLAND EMPIRE può avvenire la piacevole sorpresa di alcuni sciagurati spettatori che scappano allibiti dal tutto, oppure qualcuno che si faccia un bel riposino.
Da quando non succede tutto questo?
INLAND EMPIRE va visto sicuramente più di una volta.
Ma in un mondo di Multisale, con Multiprogrammi e minipassaggi (è passato veramente poco nelle sale italiane) ci verrebbe voglia che ritornassero i cinema con doppio spettacolo (rimanere 6 ore al cinema sarebbe una bella esperienza).
Sarà una bella delusione agli aficionados lynciani di ultimo acchitto. Ragazzi, non vi sono veramente "scene madre", non ci sono piccoli vecchietti ghignati che passano sotto le porte, non ci sono red room ne nanetti malefici.
Si, quella storia dei conigli.... più insensata che spettacolarmente surreale.
Sarà una delusione per chi studia DAMS a Bologna.
Ma sicuramente è più divertente che quando esce un film di David Lynch molta gente che scrive di critica inizia a propinarci i suoi pipponi mentali-interpretativi.
Lasciamo stare i Detrattori.
Incomprensibile, snob, arty è sempre la solita solfa. Da tempo il cinema ha perso anche la sua noisità, la sua celebralità. Credo che molti adesso, finite le grandi avanguardie, considerino un Bunuel, un Raul Ruiz, un Manoel De Oliviera autori noisi, come credo anche Rossellini.
Un pò di azione prego.
Ma, come sempre, chi grida al capolavoro, esagera. Forse ha preso chi legge i propri giornali o le proprie webzine di critica, come degli analisti oppure degli eventuali spettatori dei loro excursus verbali ( un'altro effetto di ESTASI TRASCENDENTALE che produce questa grandissima opera?).
Qualcuno si lamenta della scelta di girarlo in digitale, qualcuno incredibilmente riporta i dialoghi, i vari allacciamenti con le scene (ma quante volte l'hanno visto, cazzo!). E' come andare a risolvere un'enigma, come in un opera come INLAND EMPIRE ci fosse un segreto da svelare.
Quando in INLAND EMPIRE la verità sono le immagini e l'atmosfera che ci vuole rappresentare.
Ma che cosè questa voglia di verità, di senso a cui molti scribacchini ci hanno abituato a ricercare fino all'estremo.
A guardarci un film con da parte un compendio dell'opera di Sigmund Freud.
Il cinema moderno è affetto da un grande morbo che è prodotto dalla realtà incui viviamo. La ricerca, la ricerca di un senso che per molti abbiamo idealisticamente perduto (ritorniamo al vero concetto di "Alienazione")
Da Iosseliani a Costa Gavras c'è sempre questo, una società in crisi e un discorso morale di critica oppure di venirne fuori.
Ed è per questo che il film di Lynch, con le sue paure e le sue ossessioni è un grande film di SPERANZA e di autocoscienza, perchè non ha senso e se ne ha, uno profondamente INCONSCIO
E' un film profondamente anti-psicologico, con finalmente UNA DONNA protagonista indiscussa di tutto il film.
Un film profondamente anti-hollywoodiano, calibrato, che non cerca in maniera spettacolare effetti.
Ed è ancora una rivalsa di un'altra cultura, di quel cinema indipendente e alternativo di cui Lynch ha fatto parte sin dai tempi del midnight-movie Eraserhead.
Un cinema diverso che viene rivalutato solamente attraverso solo stato di cult-movie o di trash.
INLAND EMPIRE come tutta la cinematografia di Lynch è una continuazione.
La continuazione del cinema di Andy Warhol, di "Succubus" di Jesus Franco, di "Shock" di Mario Bava, del cinema di Joe Sarno....
Di film noiosi, di basso costo che tanti saputelli in vena di "evviva critico" non hanno nemmeno la forza d'apprezzare.
E noi, possiamo benissimo addormentarci, scappare o restare ipnotizzati alla visione di un' opera come INLAND EMPIRE.

 
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