Creato da BeoComElSol il 27/09/2007

Tramonti e Albe

quando le parole ti scaldano il cuore...

 

 

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Sharm El Sheikparte 3 di 8

Post n°9 pubblicato il 17 Ottobre 2007 da BeoComElSol

(le parti precedenti sono più in basso!!!)


Quest'oggi è dedicato a fare un giro guidato nelle regioni del Rasmohammed, meta turistica caratterizzata da un lago nel deserto soprannominato “magico” perchè tende a cambiare colore dell'acqua 5 volte al giorno, e noi che a Venezia ci stupiamo quando l'acqua da azzurra diventa grigia o verde; da un parco naturale “faunistico” e cioè pieno di pesci, e da un'altro parco naturale dedicato questa volta alla barriera corallina. Ebbene si, avremmo visto la più bella corallina al mondo dopo quella australiana... una gnocca no eh?

Ma procediamo con ordine. Ci alziamo presto causa soliti schiamazzi (grrrrrrrr), ma non troviamo le pantofole da lanciare di sotto. Dove cazzo stanno????

Prepariamo velocemente la nostra roba buttando nello zaino cose a caso e andiamo a fare colazione con la nostra neo-adottata (Silvia). Ben presto arriva il solito autobus col solito autista spericolato, solo che questa volta il viaggio è più lungo e il Pala si diverte come un bambino ad essere in un bus che fa i 130 in città fra le auto. Alla nostra destra notiamo il nulla, desolazione. Alla nostra sinistra pure. Che bello.
Ci fermiamo ad un posto di blocco dove sale una guardia armata. Esibiamo i documenti, nel vero senso della parola, alzando la mano che li tiene e basta. Il Pala, visto il quasi incidente diplomatico-eretico-religioso dell'aereoporto non apre bocca colto da un innato buon senso, e Gene può tornare a rilassarsi.

Riprendiamo la corsa verso questo luogo mitologico e la nostra mina vagante continua a chiacchierare con Silvia che prontamente, e mossa da degli ormoni grandi come tacchini, gli si era appiccicata con una grande mossa felina degna del più grande circense, e che ha visto una vecchia accantonata brutalmente per far posto a lei, tenera e innocua fanciulla...

Si chicchiera del più e del meno finche non viene sporta ai piccioncini una mappa della zona dove ci stavamo recando riportante nel retro un elenco illustrato di tutti i pesci della zona. Qual cosa più bella che iniziare a leggerli uno a uno commentandoli? Ma assolutamente niente! E quindi “Pesce Napoleone... Pesce Palla... Pesce Roccia... Finto Pesce Roccia... che sia un'imitazione? Allora è napoletano!” disse il Pala a voce alta ricordando, solo dopo averlo detto, che i 2 tipi seduti davanti a loro provenivano proprio da quelle parti e collezzionando la prima figura di merda della giornata viete le occhiatacce che gli hanno tirato. E Gene e Silvia ovviamente giù a ridere... Bastardi.

Per ovvi motivi cambiamo discorso e non so per quale strana combinazione astrale viene fuori che il Pala è molto bravo a fare i massaggi (alle donne!) e che Silvia li fa per lavoro. E la donna panterona subito viene fuori con uno splendissimo “beh, allora potremmo fare così, tu fai i massaggi a me e poi io massaggio te, così ci scambiamo le tecniche” con un'arrampicata sugli specchi più unica che rara e uno sguardo del tutto discutibile...
Gene commenterà questa cosa solo in seguito e in camera... e qui vorreste sapere che cosa ha detto, ma non ve lo dico.

Più o meno a metà percorso ci fermiamo in mezzo al niente e la nostra guida ci informa che ci troviamo davanti alla porta di Allah.
Ah...
Davanti a noi vediamo sono degli enormi massi tipo Menhir (amesso che si scriva così). “Ma sono sassi...”
Si, ma se vedete i 4 blocchi enormi (su cui ci passiamo anche sotto) formano la scritta Allah in arabo...
Aaaaaaaaah...
E quegli altri 2 blocchi più a sinistra? (chiediamo prontamente)
Niente.. avanzavano e li hanno messi li...
Ah...
Al che il Pala con una domanda più che legittima ed assolutamente pertinente, forse per rifarsi dalla figuraccia di prima, chiede: “ma perchè questa Porta è stata posta proprio qui? C'è quelche motivo particolare che caratterizza questo luogo?”
Assolutamente no, sempicemente un artista ha avuto questa brilante idea e siccome c'era molto spazio l'abbiamo messa qui lungo la strada...
Ah. (arabi...)

Finalmente arriviamo sulla prima spiaggia, chiamata affettuosamente galleria dei venti. Zavorriamo le cose per non farle svolare via e ci prepariamo per la prima snorkelata, ammesso che questo termine esista.

La zona di immersione si trovava tipo a 50 metri nell'acqua. qui stranamente rispetto alle altre spiagge viste c'è sabbia che poi si cala a picco in una voragine più in fondo. Il problema è che fino alla fossa l'acqua è bassa circa 40-60 cm. Ora provate voi a camminare con le pinne per questa distanza nell'acqua basse e poi ditemi se non sembrate dei pinguini paraplegici. Infatti il genio della sutazione pensò bene di sfruttare le sue innate doti di nuotatore anche per superare quell'ostacolo della natura, adagiandosi nell'acqua bassissima, pinneggiando e arrancandosi con le mani per andare avanti... sembrava un calamaro... ma almeno ottenne il suo scopo e arrivò dove non si vedeva il fondo, ma in compenso si vedeva un'enorme razza...

Quando si va in acqua ci sono poche cose che basta sapere (più o meno) e di queste Abe ci aveva informati; attenti al barracuda, agli squali, alle razze, ai coralli di fuoco e al pesce pappagallo, quello pieno di colori che è velenosissimo.

Superata la razza, e non vedendo barracuda in zona Pala, Gene e una serie di intrepidi eroi iniziano la loro ispezione della fauna marina. Pesci ce n'erano. Pochi ma vari. Ma era meglio la loro solita spiaggetta per la quantità dei suddetti.
Sul più bello il Pala incontra un bel pesciolino che il suo innato spirito di conservazione della specie, e di finire nei guai, riconosce come QUEL pesce pappagallo... evitato anche questo piccolo e innocuo ostacolo (cazzo, mi girava sempre davanti!!!!) è ora di risalire e asciugarmi che tra mezz'ora si riparte. Stupido pesce...

Torniamo a riva e iniziamo la fase di asciugatura e desabbiazione visto l'aria che tirava. E mentre aspettavamo di ripartire la guida presenta al Pala uno splendido esemplare di paguro che inizia a camminargli sulle spalle tipo fido pappagallo. Solo che questo non aveva le ali e quando cadeva si schiantava a terra, anche se non sembrava risentirne poi molto. Gene intanto si riscopre amante della fotografia e inizia a fotografare praticamente ogni singolo sasso che incontra davanti a lui, il che, essendo noi in una spiaggia fatta prevalentemente di sassi, inizia ad essere un problema...

Torniamo in autobus con la solita disposizione di posti e dopo solo 5 minuti (e penso 50km vista la velocità!!!) smontiamo dei pressi del lago magico, una pozza d'acqua tendenzialmente azzurrognola con una storiella attira turisti annessa.

Dovete sapere infatti che si narra che tutte le donne fertili che entrano in queste acque o troveranno l'amore o subiranno una misteriosa inseminazione e rimarranno incinte entro l'anno... penso che finzioni tipo come i cavallucci marini a questo punto... cmq dopo queste parole Gene guarda il Pala e gli fa: “Pala, cazzo, sei già stato qua? Che c'hai combinato la dentro???”... Sfatato anche questo mito ci mettono in fila lungo la secca, stile fucilazione per intenderci, ci fanno prendere per mano e ci dicono di correre in acqua tutti insieme gridando Italia Uno. Al che ci cadono le palle. Anche qua, nooooooooo. E infatti entriamo al grido di Rete 4 e Canale 5.

Apprezzata anche quest'acqua, durante la fase di asciugatura (che visti i 40 gradi è molto rapida) iniziamo a passeggiare. O meglio. Gene passeggia verso l'infinito e oltre, Pala scrive il suo nome sulla sabbia a caratteri cubitali (riteniamo che codesta opera possa tuttora essere visibile dal satellite) e poi si ritrovano prendendo una direzione comune commentando e apprezzando il panorama che ovviamente era costituito da acqua, sabbia, roccia e nulla. Sul più bello della loro passeggiata qualcosa attrae l'attenzione del Pala da dentro una piccola pozza d'acqua. Ci avviciniamo con circospezione e notiamo una bella conchiglia affusolata. La prendiamo in mano e notiamo che al suo interno sembra esserci un qualcosa. E' un paguro, afferma il Pala orgoglioso della sua conoscenza di poco prima, facciamogli delle foto. Gene a queste parole non sa resistere. Lo mettiamo sulla sabbia e aspettiamo che succeda qualcosa...
Effettivamente la somiglianza col paguro c'era, nel senso che anche questa cosa stava dentro una conchiglia. Punto. Inizia a uscire un occhio tipo lumaca che si guarda intorno. Gene esaltatissimo penso abbia già fatto tipo 300 scatti. Esce l'altro occhio e si guarda intorno. Fico. Si alza!!! Vediamo la conchiglia sollevarsi un po' a fatica ed effettivamente vediamo che la cosa che c'è sotto poco assomiglia al paguro di prima, questa è molto lumacosa mentre l'altro era più granchioso. Per intenderci. Al momento comunque non ci facciamo molto caso e continuiamo a scattare foto. Passato circa un minuto, il bestio intanto si era fermato, lo prendiamo dolcemente e lo riadagiamo nella sua pozza natia. Ma qui ci accorgiamo subito che qualcosa non va. Nel senso che lo vediamo stare sottosopra e immobile senza neanche ritrarre gli occhietti...
Pala guarda Gene, Gene guarda il Pala... Non era un paguro vero? Eh, mi sa di no. Che fosse stato acquatico? Eh, mi sa di si. Dobbiamo dargli degna sepoltura? No, lasciamolo ai pesci... Ok...

E su queste parole decisero che forse era meglio tornare indietro, possibilmente senza toccare niente altro, e consci del fatto di aver appena distrutto un ecosistema che durava da millenni...

Ripartiamo per la nostra terza e ultima tappa acquatica, il parco naturale dei coralli, che vede il Pala schiantarsi su di essi spinto da un'onda anomala rischiando si tagliarsi orribilmente facendo snorkeling, Gene che nn sa più cosa fotografare, ma lo fotografa comunque, e Silvia che continua la sua (vana) opera di convincimento sul Pala (che nel frattempo si era ritirato dall'acqua) sedendosi accanto a lui sull'acqua bassa in una romanticissima location e intrattenendo una conversazione di quasi 40 minuti parlano più che altro di storie passate, che le piacevano anche i ragazzi più giovani di lei e di svariate preferenze sessuali (sue). Pala nel frattempo iniziava a pensare che avrebbe potuto affogarla, o che forse era troppo serio... ma meglio così.

Rientriamo in autobus per l'ennesima volta, che nel frattempo era diventato la nostra seconda casa, e come ogni casa che si rispetti troviamo una mosca pronta a romperci le scatole. Eravamo abbastanza cotti dalla giornata e questa fastidiosa presenza stava diventando veramente insopportabile, specie perchè nessuno era ancora riuscito a spappolarla contro un finestrino.

Al che il Pala, mosso dal suo istinto primordiale di cacciatore ha un'illuminazione. Guarda Gene e Gene si preoccupa. Gli guarda il bicchiere. Quello di plastica. Dammelo gli fa, il bicchiere... Silvia non capisce che cazzo voglia combinare, un uomo mezzo abbronzato in un minibus con 2 bicchieri in mano... ma ecco che proprio mentre questi pensieri si stavano ancora formulando nelle loro menti con uno scatto omicida preso in prestito da un qualche film di Chuck Norris CATTURA la mosca all'interno degli stessi provocando un ovazione generale con la gente che lo guardava con gli occhi fuori dalle orbite. Fatto dice. Al che bisognava decidere cosa farne della neo ostaggia (e da notare che tenera una piccola fessura fra i bicchieri per farla respirare. Piccola, cucciola bastarda). Qui i pareri erano discordanti, uccidila, schiacciala, mangiala, gambizzala, fatti una collana, cremala e chi più ne ha più ne metta. Non si ricorderà più di cosa ha visto in quell'illuminazione di poc'anzi, ma forse poteva essere San Francesco, poiché in un atto di estrema generosità la restituì al suo ambiente naturale liberandola fuori dai finestrini (e probabilmente condannandola ad una morte sicura sotto il sole del mezzogiorno, ma questo non lo sapremo mai).
E fu così che rientrammo in albergo.

Adesso immaginate. Eravamo fuori dalla mattina, non abbiamo fatto altro che camminare, nuotare e fare cazzate. Avete idea di quanta fame avevamo???? Ci fiondiamo in zona cibo lasciando una bavetta tipo lumache (o tipo donne senza gambe) (mo me corcano) e riempiamo il piatto di qualunque cosa potesse essere anche lontanamente commestibile, e facendone pure il bis.

Usciamo più simili a delle betoniere che altro e ci rechiamo in camera per darci una sistemata. Qui ci aspetta una simpatica sorpresa. Sui nostri letti sono magicamente apparsi degli splendidi cigni e coccodrilli realizzati dal simpatico omino (secondo noi un serial-killer) che ogni giorno ci viene a sistemare la camera (specie nelle condizioni in cui la lasciamo ogni volta) utilizzando degli asciugamani e parte del nostro vestiario lasciato in giro... E quale occasione migliore per realizzare oscene foto con questi nuovi coinquilini deturpando la loro innocenza??? Poi li mettiamo sul letto di Abe così che li possa apprezzare pure lui.

Scendiamo in piscina per concludere la nostra giornata. Ivi troviamo Silvia che chiede subito al Pala se le spalmava la crema. Ok, ma solo sulla schiena risponde lui, se non che, praticando questa semplicissima operazione con lei in piedi, con un abilissimo movimento assolutamente involontario riesce a farle saltare via il costume in meno di mezzo secondo nell'imbarazzo più generale. Il suo. Certo che ce ne vuole eh per ottenere un risultato così perfetto con tanto di effetto fionda...

La giornata per il resto prosegue tranquilla, Abe torna bullandosi di aver parlato con una donna, il che è difficile stando sempre sotto acqua, senza però raccontarci alcun che di questa cosa e dopo cena si fionda a letto mentre gli altri 2 si lanciano alla volta di Naama Bay per digerire e vedere un po' di fauna turistica.

Sembrerebbe conclusa qui la giornata, ma in vece no. Tornati in camera Abe e Gene iniziano a simulare dei cervi maschi in amore iniziando a spingersi con la testa e il corpo senza un motivo preciso nella camera in cui dorme Abe, svegliandolo ovvimente, e sulla base dello stesso assente motivo che li ha spinti a cominciare questa strana lotta smettono, cadono a letto e qui rimangono fino a domani.
Ognuno nel suo eh!

 
 
 
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