Creato da BeoComElSol il 27/09/2007

Tramonti e Albe

quando le parole ti scaldano il cuore...

 

 

Sono Felice!

Post n°23 pubblicato il 07 Agosto 2008 da BeoComElSol

Finalmente le Ferie!
Dopo molte peripezie all'ultimo sono riuscito a prendermi 10 giorni di ferie e adesso sono qui con la ragazza che più amo al mondo per cominciare queste nostre, prime, vacanze insieme! Non so ancora cosa combineremo perchè ho saputo che riuscivo a stare a casa dal lavoro proprio ieri, ma già qualche ideuzza sta balenando fuori!

Spero tanto che anche le vostre ferie possano essere belle e rilassanti come spero saranno le nostre, e vi auguro di riuscire a viverle bene e che possa essere un bel periodo.

Ultimo pensiero a chi invece ferie non ne ha, tenete duro ragazzi che poi finalmente toccherà anche a voi!!!

Un Bacione, e a presto,
Beo


 
 
 

8 cose che non ho capito...

Post n°22 pubblicato il 07 Agosto 2008 da BeoComElSol

1. Come mai per chiudere Windows si deve cliccare su Start?

2. Coma mai la Lemonsoda è fatta con aromi artificiali e il detersivo per i piatti è fatto con vero succo di limone?

3. Quando producono un nuovo cibo per cani "piu gustoso", in realtà, chi lo ha assaggiato???

4. Perchè Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare???

5. Perchè sterilizzano l'ago prima di praticare le iniezioni letali?

6. Conoscete le indistruttibili scatole nere degli aerei? Perchè cavolo non ci fanno tutto l'aereo con quella roba?

7. Perchè le pecore non si restringono quando piove?

8. Se volare è così sicuro... come mai quello dell'aereoporto lo chiamano "Terminal"?

 
 
 

Pregiudizi

Post n°21 pubblicato il 07 Agosto 2008 da BeoComElSol

Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant'anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età.

Il suo unico figlio Ahmed sta studiando in Francia.
Il vecchio manda un e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:

"Caro Ahmed, sono molto triste perchè non posso pintare patate nel mio giardino quest'anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui qutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me.
Ti voglio bene, Tuo Padre."

Il giorno dopo il vecchio riceve una mail di risposta da suo figlio:
"Caro papà, per tutto l'oro del mondo non toccare la terra del giardino!
Li è dove ho nascosto quello che tu sai...

Ti voglio bene anch'io. Ahmed".

Alle quattro della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell'FBI, della CIA, la SWAT, i Marines, Steven Seagal, Chuck Norris ed i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe, antrace o qualsiasi altra cosa.
Non trovando nulla se ne vanno con le pive nel sacco...

Lo stesso giorno l'uomo riceve una mail da suo figlio:
"Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le patate. Questo è il massimo che ho potuto velocemente fare date le circostanze... Ti voglio bene, Ahmed".

 
 
 

W il condominio!

Post n°20 pubblicato il 27 Marzo 2008 da BeoComElSol

Guardate cos'ho trovato girovagando qua e la, voi che ne pensate? Nessuno si è mai trovato in una situazione simile?

 
 
 

The Bellissim Story of Cappuccett Red

Post n°18 pubblicato il 06 Marzo 2008 da BeoComElSol

( Only for chi conosc english very well)
 

One mattin her mamman dissed: "Dear Cappuccett Red, take this cest to the nonn, but attention to the lup that is very,but very cattiv! And torn Prest! Good luck and in bocc at the lup!"
 
Cappuccett didn't capisc very well this ultim fras but went away , da Sol, with the cest.
 
Cammining and cammining, in the cuor of the forest, at a certen point she incontered the lup, who dissed: "Hi, piccula pizz'e girl! Ndov do you go?"
 
"To the nonn with this little cest, which is little but full of un Sacc of chocolate, biscots and panettons, per, mel, moreand mirtills." she dissed.
 
"Ah, mannagg 'a Maruschella ( maybe a common expression like: what a cul!!) dissed the lup, with a fium of saliv coming out of his bocc." And so the lup dissed: "Beh, I dev andar because the telefonin squill, sorry."
 
And the lup went away, but no tant away: he went to the nonn's house.
 
Cappuccett Red, who was very, but very lent, lent un casin, continued for her sentier in the forest, qualcvolt she stopped to annus a flower and parl with a leprot.
 
The lup arrived at the nonn's house, suoned the campanel, entered and after salòuting the nonn magned her in un sol boccon. Then after sputing her dentier and okkialon, he indossed her ridicul night berret and fikked himself into her let.
 
When Capppuccett Red came to the nonn's house, she suoned the campanel and entered.
 
When that stupid and lent girl saw the nonn ( the fint nonn because it was the lup, ricord?) dissed: "But nonn, why do you stay in let?"
 
And the nonn lup : "oh, I've stort my cavigl doing aerobics"
 
"Oh, poor nonn!" said Cappuccett (she was more than stupid I think, wasn't she?) than she dissed: "But what big okks you have , do you bisogn some collir"
 
"Oh, no, thank dear (stupid) Cappuccett, It is to see you and your little cest better, my little girl" dissed the nonn-lup
 
Then Cappuccett, who was more dur than a block of marm, dissed: "But what big orekks you have, do you have orekkions?"
 
And the nonn lup: "Oh no, it is to ascolt you better"
 
And Cappuccett (sempr more rincoglionit) said: "But what big dents you have"
 
And the lup who was un poc stanc of this stupid girl said: "It is to magn you and your cest better!!" and in un batter of okk he magned tot quant.
 
But out of the house there was a cacciator of frod un poc fikknose who sented all and said: "Accident! A lup! Its pellicc val un sac of solds!"
And so, spinted only for compassion for the little girl, he butted all his selvaggin he had cacced before, imbracced the fucil, entered and killed the lup. He opened its panz (being very attent not to rovin its pellicc) and tired out of the panz the nonn ancor viv but senz dentier, and the rincoglionit Cappuccett who had capit nothing.
 
And so, at the end, the cacciator of frod vended the pellicc and lived honestly for the rest of his life with a sac of solds. The nonn magned a lot of leccorns from cests and bought a new dentier.
 
Everybody lived happy and content (trann the lup)

 

 
 
 

Addio Zia

Post n°17 pubblicato il 12 Febbraio 2008 da BeoComElSol

Erano circa le 20:00 di sera, mi ero trattenuto di più a lavoro a causa di una riunine e del lavoro che andava finito per il giorno dopo quando ieri sera una chiamata mi riporta a terra. "La zia se n'è andata".

Poche parole che hanno il potere di staccarti dalla realtà per calarti con forza in una realtà ancora più reale, più cruda e fredda di quello che ci si possa aspettare.

Da tempo sapevamo dela sua malattia, dei tanti tentativi di vincerla, dei rimbalzi fra un medico e l'altro... fino al suo ricovero li, a Milano.

40 giorni. Una quaresima a tentare il tutto per tutto con quel suo modo allegro e gioioso di affrontare le cose. Nonostante tutto.
Era serena, semplice come sempre e non voleva che ci preoccupassimo per lei.

E' bastata una brevissima telefonata con lei, neanche 20 secondi, per farmi capire il male che aveva dentro, la sua fatica a parlare. Ma non è stato questo che mi ha colpito, bensi la sua voglia, il suo desiderio di volerci provare comunque, il suo caloroso saluto "come stai amore mio"... come stai... avrei dovuto chiederglielo io...

Zia... sei e sei stata fantastica. Domattina sarò li con te ancora una volta, quest'ultima volta per salutarti come si deve.

Ti voglio Bene zia

 
 
 

Ma lo sapevate che...

Post n°16 pubblicato il 05 Febbraio 2008 da BeoComElSol


Normalmente, ogni persona ride 15 volte al giorno.

La Coca-Cola, originariamente, era verde.

La prima coppia mostrata a letto insieme in TV fu Fred e Wilma Flintstone.

Negli Stati Uniti ogni giorno vengono stampati più soldi per il gioco del Monopoli che per la Tesoreria.

L'altezza della piramide di Cheope è pari esattamente a un milionesimo della distanza che separa la terra dal sole.

Durante la guerra di secessione, quando le truppe tornavano agli accampamenti dopo una battaglia, veniva scritto su una lavagna il numero dei soldati caduti; se non c'erano state perdite, si scriveva "0 killed", da cui l'espressione OK nel senso di "tutto bene".

Lo Stato con la più alta percentuale di persone che vanno al lavoro a piedi è l'Alaska.

Le persone intelligenti hanno più zinco e rame nei capelli.

I genitori più giovani di tutti i tempi, età 8 e 9 anni, vissero in Cina nel 1910.

Il Papa più giovane di tutti i tempi aveva solo 11 anni.

Il primo libro scritto con la macchina da scrivere fu "Tom Sawyer".

Ciascun Re delle carte da gioco rappresenta un grande Re della storia:
- Picche: Davide
- Cuori: Carlo Magno
- Fiori: Alessandro il Grande
- Denari: Giulio Cesare

111.111.111 x 111.111.111 = 12.345.678.987.654.321

Le potenze di 10 sono le più facili ... e hanno nomi noti (ma certi... non molto noti):
10^1 = dieci; 10^2 = cento; 10^3 = mille; 10^6 = milione; 10^9 = miliardo; 10^12 = trilione;
10^15 = quadrilione; 10^33 = decilione; 10^100 = googol.

Se una statua rappresenta una persona su un cavallo che ha entrambe le zampe anteriori sollevate, significa che la persona in questione è morta in guerra. Se il cavallo ha solo una zampa anteriore sollevata, la persona è morta a seguito di una ferita riportata in guerra. Se il cavallo ha tutte le quattro zampe a terra, la persona è morta per cause naturali.

I giubbotti antiproiettili, le uscite antincendio, i tergicristallo e le stampanti laser hanno una cosa in comune: sono stati tutti inventati da donne.

E' impossibile starnutire con gli occhi aperti (... ci state provando?!)

L'unico alimento che non si deteriora è il miele.

Il "Quac, Quac" delle oche non dà eco (non si sa perché).

Lo scarafaggio può vivere nove giorni anche se privato della testa, dopodiché ...muore di fame.

Un coccodrillo non può tirare fuori la lingua.

Il cuore di un gamberetto è nella testa.

La formica può sollevare pesi pari a 50 volte quello del suo corpo, e spingere oggetti 30 volte più pesanti di lei e cade sempre sul fianco destro quando è inebriata.

Una pulce può saltare una distanza pari a 350 volte la lunghezza del suo corpo.

L'accendino è stato inventato prima dei fiammiferi.

Come le impronte digitali, l'impronta della lingua è diversa per ogni uomo.

Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, c'era l'usanza per cui, per un intero mese dopo il matrimonio, il padre della sposa forniva al genero tutto l'idromele che egli riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele ed essendo a quei tempi il calendario basato sulle fasi lunari, quel periodo fu denominato mese di miele o "luna di miele".

Nell'antica Inghilterra non si poteva fare sesso senza l'autorizzazione del Re (erano esclusi i membri - notare il termine molto opportuno - della casa reale). Quando si desiderava avere un bambino si doveva chiedere il consenso del Re che consegnava agli interessati un cartellone da affiggere alla porta di casa durante la pratica del sesso. Sul cartellone era scritto: "F.U.C.K." (Fornication Under Consent of the King).

In Scozia, quando inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono "Gentlemen Only Ladies Forbidden" da cui, più semplicemente, G.O.L.F.

Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio rettilineo ogni 5. Questi rettilinei possono essere utili come piste di atterraggio in casi di emergenza o in guerra.

 
 
 

Sharm El Sheikparte 6 di 8

Post n°15 pubblicato il 04 Dicembre 2007 da BeoComElSol

(le parti precedenti sono più in basso!!!)

Quest'oggi la sveglia è prestissimo, ma che dico prestissimo, prima! E come ogni giornata che si rispetti la sveglia viene anticipata da chi evidentemente proprio non dorme, ma schiamazza in piscina... sono le 6.00...
e il sole è già alto a mezzogiorno...

Ci alziamo a fatica e facciamo una sostanziosa colazione, più o meno consci di ciò che ci dovrebbe attendere.

La gita ad Abu Gallum è infatti fra le più complete e “succulente” che si possano fare. La giornata infatti prevede uno jeep safari nel deserto, una cammellata sul lungomare, una rinfrescate nuotata sul famosissimo Blu Hole e non contenti shopping in località tipiche...

Ma andiamo con ordine...
Arrivano due Jeepponi a prenderci, c'erano ad attenderle anche Marco e Giovanna (...) e al momento di montare a bordo Pala tradisce i suoi due amici saliti sulla seconda jeep per seguire il biondo e formoso corpo che invece è salito sulla prima... si parte, ma ben presto il vano posteriore degli automezzi che potevano essere scambiati per vani di riproduzione, con tanto di cuscini, tendine e totale mancanza di cinture di sicurezza e strumenti per tenersi, diventano carri bestiame con 12 persone per vano e solo due finestrini aperti. Pala è ancora attaccato alla bionda.

I due autisti sono dei personaggi, beduini di nascita e autisti d'importazione sfoggiano al meglio tutta la loro cultura, con l'acceleratore, allietando gli stomaci dei trasportati con discutibili musiche dance arabe cantate a squarcia gola... da loro.

Finalmente si entra nel vivo del tour e i fuoristrada entrano nel deserto e il Pala è sempre più appiccicato alla bionda. Qui il desertifico Safari si tramuta circa due metri prima di raggiungere lo sterrato in una tappa sul deserto roccioso della Parigi – Dakkar che vede impegnate in un testa a testa le 2 jeep con a bordo i malcapitati che si divertono come bambini dinamitardi.

La pista battuta è piena di buche, e l'autista di Abe e Gene che è un uomo avanti preferisce crearsela da se la pista piuttosto che seguire quella già fatta da altri. All'interno delle jeep nel frattempo sta succedendo di tutto, gente che cerca disperatamente un appiglio sui vetri, gente che viene sballottata qua e la e rispedita al mittente da quelli di fronte... e Pala è SULLA bionda (buche...).

Proprio quando la faccenda iniziava a farsi interessante ci si ferma in mezzo al niente, o meglio, vicino a un albero con legati mamma cammello, papà cammello e cucciolo cammello. E si inizia ad importunarli cercando di farli mettere in posa per foto assurde. Arriva poi una indigena locale che cerca di venderci di tutto, ma gentilmente decliniamo. C'è puzza di cammello.

Risaliamo sulle vetture, più o meno riassestati, e superando ampliamente la soglia dei 100 km/h (si sa, nel deserto non ci sono limiti, ma solo macigni che possono rallentarti, se non li eviti) arriviamo in un grazioso shop di provincia per consentire a qualche sprovveduto che pensava di fare snorkeling senza pinne e boccaglio di affittare l'attrezzatura e anche qualche giubbotto di salvataggio... non si sa mai.

Qui veniamo letteralmente circondati da insistenti bambini (almeno 10!!!) che cercano di venderci qualunque cosa. Al che, poveretti, all'inizio ci fanno anche un po' pena, ma poi, dopo la 50 volta che ti mettono la loro roba in mano chiedendoti un euro, nelle tasche, ti si aggrappano mentre altri ti toccano e ti mettono addosso le collane e braccialetti che non vuoi, e continui a dire di no, ti viene seriamente in mente di regalare ai loro genitori dei preservativi...

Purtroppo ci sono state anche episodi brutti, di grandi mancanze di rispetto dovute a chi, non abituato a certe scene di povertà e pensando solo alla sua vita nel proprio microcosmo, crede che certe cose siano fuori da ogni ragione...

Evitati di prendere sotto 3 bambini che ci si mettevano davanti ripartiamo alla volta della spiaggia, dove già erano pronti ad attenderci non strabordanti more, neanche rosse, ma biondi cammelli.

Per niente intimoriti (noi) dai quadrupedi pelosi ci saliamo in groppa mentre dei beduini accompagnati dai loro little beduini ci seguono nella manovra della messa in moto. Dovete sapere infatti che questi splendidi animali hanno la particolarità, nell'alzarsi in piedi di distendere prima le gambe posteriori, venendoti quindi a trovare, tu che ci sei in groppa, quasi a baciare il suolo, e poi finalmente, dopo qualche scrollatina, apprezzatissima soprattutto dai maschietti, decidono di sollevare anche l'anteriore rimettendoti in bolla. Dopo pochi metri ci ritroviamo in una carovana sul lungo mare con le redini in mano di una bestia di cui non osi neanche chiederti dove sia posta la chiave d'accensione e spegnimento, ma vai avanti, o meglio vanno avanti.. per i cazzi loro. Iniziano le prime urla di chi non apprezza questi eleganti quadrupedi, o di chi non riesce a stare in equilibrio...

Dopo pochi metri impariamo anche a conoscere le varie personalità dei quadrupedi che ci sono stati incautamente affidati; a Gene e ad Abe sono toccati i cammelli elaborati, quelli da corsa, che se ne fottono del gruppo e partono per una rimonta, al Pala è toccato un combattente, un vero duro, che se ne fotte del gruppo e pensa a scornarsi e urtare i cammelli che gli stanno davanti e di fianco, non curante delle gambe di chi li (e lo) cavalca, ma pensando solo di infilarsi anche dove c'è a malapena spazio per la sua testa (fra 2 cammelli intendo) facendosi poi largo a spintoni.

Una volta comunque imparati i comandi principali, avanti, indietro, sinistra, destra, ciuciuciuciù (per rallentare o lanciarsi alla carica) il fare danni diventa più semplice.

Arrivati a destinazione, fra vari dolori genito-lombari ci si pone davanti la splendida visione di un bacino acquatico a forma di mezzaluna intasato come l'A4 il giorno di Ferragosto da ignoti snorkelisti che sono li come noi per nuotare in questo magico Blu Hole, chiamato così per via della sua conformità geologica, praticamente un baratro della profondità di 120 m con dell'acqua sopra... altro che le nostre spiaggette a immersione graduale...

Come se non bastasse questo luogo di selezione naturale è anche soggetto a forte corrente, tantè che le nostre guide ci dicono di lasciare le scarpe / ciabatte in un luogo x, più a monte, e che poi ci avrebbero pensato gli inservienti a riportarcele poiché saremmo arrivati molto più a valle trascinati dalla corrente... e ovviamente Abe e Gene si sono persi questa parte di spiegazione arrivando dopo che tutti i calzari erano stati portati via. Il Pala invece, colpito da maledizione, e trovando in se un piccolo barlume di conservazione della specie, e ricordandosi della maledizione che l'aveva colpito, preferisce non gettarsi a capofitto in quelle tortuose acque senza fondo infestate dai barracuda (più a largo).

Così è che mentre tutti sono a mollo trascinati dalla corrente cercando di evitarsi a vicenda si mette a prendere il sole su un vecchio tronco abbattuto, importuna delle pietre e dei gatti che l'avevano scambiato per una sogliola essiccata e attacca bottone con qualche essere di femminile natura... ovviamente impegnate.

Il tempo passa e si fa quasi ora di pranzo e ovviamente TUTTI vanno verso la risalita, una scaletta colata a picco da dove uno può ritrovare la libertà di deambulare, unico inconveniente, la scaletta è una e le persone almeno 300 (e questa non è Sparta!!!! ...scusate l'excursus) e si ritrovano tutti amalgamati nel bacino con pochissime possiilità di movimento in attesa di risalire... per rendere l'idea avete presente quando in una piazza affollata da colombi gettate del granturco su di essi (o sui capelli di una ragazza riccia?) ecco.
Beh, per la cronaca i due snorkelisti del gruppo sono anche stai tamponati e per la constatazione amichevole hanno dovuto aspettare di risalire...

Dopo diverse bestemmie in arabo e svariati minuti Abe e Gene riescono a riemergere trovando il Pala che nell'attesa si era messo a chiacchierare con Giovanna (ovviamente in costume da bagno) preoccupata perchè non vedeva più il suo fidanzato... al che, sentendo queste parole, i due amici guardano preoccupati il loro compagno il quale, con un innocentissima aria e un'aureola sulla testa fa capire che nn ne sa niente...

Come dicevo Abe e Gene erano risaliti, ma le loro ciabatte erano un chilometro di strada asfaltata più a nord, e resisi conto di questo piccolo particolare provarono con gli occhioni da Bambi a convincere il Pala per farsele recuperare, ma senza apparenti risultati.

Finalmente si mangia. Ci adagiamo all'ultimo piano di una dubbia costruzione a due piani, costruita in legno, totalmente aperta e coperta solo da legno e foglie di palma... molto ecosostenibile.

Per terra ci sono tappeti, tanti, e ci si siede direttamente sul parquet coperto da questi (modo gentile di definire un paviemento di assi) e, con l'ausilio di svariati cuscini (ripieni di non abbiamo voluto sapere cosa) troviamo più o meno una posizione comoda.

Arriva il cibo, tossico a nostro avviso e monogusto, ma mangiamo lo stesso quei bellissimi manicaretti composti da pasta al sapore di sabbia, pollo al sapore di sabbia e salsine e frullato-impestato di verdure sempre al desertifico sapore. Almeno noi la buona volontà di assaggiare quel cibo pseudo-locale fatto appositamente per noi da gente che ha la mania di leccare le rocce ce l'abbiamo messa, mentre i nostri compagni di viaggio recuperati per stipare le jeep, residenti nei loro 5 stelle extra lusso e vaffanculo al suon di “ma cos'è sta merda qua, io mangio solo Barilla e Nutella originale” hanno preferito non toccare cibo, tanto tra poco tornavano in hotel... peccato che serva più tempo per morire di fame...

Dopo il pasto la giornata prevederebbe un tour guidato a fare shopping in mezzo ai beduini e località tipiche, al che all'unanimità scegliamo di bypassare quest'opzione in cambio di un rientro rellystico anticipato per il deserto. E mentre Gene tenta di spiegare in inglese al suo autista (arabo) com'è divertente guidare con la neve sui passi montani, tenendo conto che la cosa più fresca che avesse mai visto era un gelato, forse, tutti noi ci divertiamo come bambini fra un salto e l'altro delle dune.

Rientriamo in albergo, molto stanchi ma con ancora mezzo pomeriggio a disposizione...
La piscina è piena di gente, percorriamo il vialetto che ci porta in camera e iniziamo a disquisire sull'ordine di utilizzo del bagno. Nel mentre Gene simula un frustaggio in piena regola al Pala, il quale stando al gioco si mette ad emettere urla di piacere del tipo “SIII BRUTTO BASTARDO, COSI'!!! FRUSTAMI DAI! DI PIU'!!!!” ovviamente ignari che le finestre erano state lasciate spalancate dall'inserviente e che tutti in piscina si stavano facendo una cultura... un minuto dopo infatti Gene esce in terrazza per fumarsi una sigaretta e vede ancora tutti che guardano verso la nostra terrazza con gli occhi sgranati... figuraccia!!!

Decidiamo nel frattempo i turni, Abe è ultimo e quando tocca a lui si ritrova a dover combattere con un Cerbero evocato in bagno che non lo voleva lasciare passare.. e da allora non sarà più lo stesso... mai più...

Scendiamo in piscina, sotto gli sguardi attenti di tutti, e con le madri che tengono forte i loro figli mentre passiamo noi, e gi adagiamo sui lettini stile lucertole. Poco dopo ci ritroviamo in acqua a sguazzare in un posto che era affollato fino alla nostra immersione.. e quando Abe riemerge ci accorgiamo del modo da psicopatico in cui è riuscito a mettersi la crema... sembrava un panda con tutta la pancia bianca!!!

Beh, che dire.. il pomeriggio prosegue tranquillo, e quando iniziano ad assordarci con la triste musica dell' ”ora felice”, traduzione locale del nostro happy hour, ci ritiriamo in camera per prepararci per la serata. Programma? Giro nella vecchia Naama Bay in compagnia degli allegri ragazzi lombardi!

Anche in camera comunque la ricerca di figuracce non ha fine, Pala infatti fiero della sua suoneria “donnina che orgasma”, e scazzato dagli insonni fanciulli che ogni mattina ci alzano prestissimo decide di esibirsi in un'esilarante performance canora, appoggiando il cellulare con la suoneria a palla sulla porta (di cartone) della camera proprio mentre questi ultimi stavano passando, e accompagnando i gemiti della gentil donzella registrata con fraseggi tipici dell'accoppiamento dello gnu e ripetute percosse alla porta...

... e vista la riuscita della performance che ha sucitato svariati commenti da parte degli ignoti passanti (vi lascio immaginare la loro faccia qunado poi hanno visto uscire dalla stanza ben 3 maschi...) si è ben pensato di riproporla agli sconosciuti vicini di finestra che la tenevano sempre aperta (la finestra!!!)...

Tra discutibili goliardie e improponibili discussioni arriva l'ora di cena, e dopo il buffet cerchiamo un mezzo di trasporto adatto a portarci a destinazione: un minibus scassato!
Siamo alla ricerca di taxi e questo individuo si accosta e ci chiede se vogliamo un passaggio, certo che si, ma prima vogliamo contrattare il prezzo. Per pochi centesimi a cranio riusciamo a ottenere così uno strappo, ma al momento di pagare l'ometto vuole metterci in conto tutti i 12 posti disponibili e non solo quelli effettivamente occupati da noi, nove. Dopo diversi minuti di discussione il tutto si risolve con Silvia che prende in mano la discussione con un inglese fluido e familiare, e, spiegando al tipo che non gli pare il caso di prenderci per il culo, conclude l'arringa con uno splendido “fucking bastard” che l'ha costretto ad accettare le nostre motivazioni e a levarsi dai piedi.

Iniziamo il nostro tour fra bancarelle, truffatori e grandi amiconi che propongono a Gene e a Pala nell'ordine: del Viagra, mogli egiziane (come se fosse facile trasportarle poi in Italia in valigia), e donne di piacere rateizzabili... non avendo le ultime buste paga a disposizione per il finanziamento ovviamente decliniamo e ci godiamo la piacevole passeggiata.

Per quel che riguarda il ritorno c'è poco da dire, se non che l'auto che abbiamo recuperato, era una vecchia Peugeot station wagon omologata per 5 e noi eravamo in 9... ma come rifiutare la generosa offerta del guidatore e il suo prezzo stracciato!!! da notare eh che stiamo sempre parlando di pochi centesimi di euro!!! ...beh, viaggio stretto col Gene mezzo dentro e mezzo fuori (dal finestrino) ma siamo arrivati a destinazione. Sani e salvi e con la sabbia negli occhi (Gene).

Unica cosa omessa e degna di nota...
La sera prima era stato spiegato al Pala da un venditore che i prodotti realizzati in vera pelle di cammello sono ignifughi, tesi dimostrata passando un accendino sul prodotto stesso, il quale neanche annerisce...
Beh, appena sceso dal cammello al Pala è tornata in mente questa cosa e, beh..., i cammelli sono proprio ignifughi...

 
 
 

Pubblicità e saggezza

Post n°14 pubblicato il 30 Novembre 2007 da BeoComElSol

Questo post è dedicato a una persona veramente speciale,
colei che mi ha fatto avere questo racconto. TVB...

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: "Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altrafrase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato luiche aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato.
Il pubblicitario rispose: "Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto latua frase in un altro modo". Sorrise e se ne andò.
Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: "Oggi è primavera e io non posso vederla".
Morale. Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.
Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l'Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti....

 
 
 

Sharm El Sheikparte 5 di 8

Post n°13 pubblicato il 21 Novembre 2007 da BeoComElSol

(le parti precedenti sono più in basso!!!)

Quest'oggi ci svegliamo tardissimo, e incredibilmente c'è anche Abe con noi! Scopriamo che oltre all'abbondante colazione solità c'è pure la parte di salato con uova, wrustel e quant'altro secondo la più classica colazione anglo-tedesca e quindi mangiamo il doppio del solito... ma una colossale sciagura si stava per abbattere sui nostri eroi... LA MALEDIZIONE!

Ebbene si, la maledizione di Tutankagon incombeva già su di loro... o meglio sul Pala, ma ancora non sapevano cosa sarebbe loro accaduto... e ne ignoravano i devastanti effetti che questa avrebbe portato alla loro piccola comunità...

Ignari di tutto si recarono come al solito verso la spiaggia dove dormirono di brutto fino all'ora di pranzo (praticamente dormendo altre due ore!)

Prima di mangiare però è innegabile una nuotata, specie che ora c'è anche il bagnino/istruttore/sub/socio/fisiatra del gruppo e sulle parole “voi non sapete pinneggiare” ci inoltriamo alla scoperta di qualche metro in più della barriera corallina, con Gene che preferisce fare snorkeling SOTT'ACQUA piuttosto che sopra a respirare e col Pala che incredibilmente si spinge lontano, in tranquillità, dal punto di risalita e che sul più bello inizia a sentire un principio di ipotermia e determina la risalita del gruppo e l'inizio del pranzo a base di specialità semi-italiane.

Finito il banchetto imperiale, e colti dalla bradipo-pennichella che li stava assalendo i 3 italiani (più l'italiana a seguito) si sdraiano sui lettini, ma ecco che i primi segni della maledizione di abbattono sul Pala: mal di pancia, convulsioni, miopia, sciatica, gomito del tennista e ginocchio della lavandaia, crampi, pelo fulvo e sapore di sale sono solo alcuni dei segni che preannunciavano il grande disagio...

Ripresosi dalla possessione di una divinità minore, con gli altri due che hanno trovato rifugio fra le acque del Mar Rosso e i barracuda, l'unica cosa che rimane da fare al nostro dolorante amico è di farsi una PARTITA A SCOPA con Silvia, la quale sembra destreggiarsi subito piuttosto bene con delle mani ben piazzate e un culo da paura... e gli insegna pure un sacco di giochi nuovi... come la briscola.
Appena ritornano infatti i 2 combattenti umidi (ricordo che erano appena stati in acqua) vengono subito sfidati in una sfida a coppia di briscola, perdendo inesorabilmente nonostante l'inspiegabile stanchezza fisica dei due piccioncini rimasti a secco.

E' ora di tornare, Pala chiede gentilmente l'usufrutto del bagno e per gentile concessione, non che sciagura, gli viene concesso... e lo rende inagibile... per ore... e ci evoca pure delle divinità nefaste che l'avrebbero infestato per giorni e giorni...

... e non contento esce dal bagno e chiude male la porta... e infesta anche la camera...

Vi è una fuga generale e con questa scusa si va a mangiare. E mangiamo tutti. Molto.

Questa serata è all'ordine della passeggiata in via Baffile (Jesolo) – Naama Bay e dell'acquisto di diverse essenze e profumi da parte più o meno di tutti, e poi nanna presto perchè il giorno dopo li avrebbe aspettati il tour ad ABU GALLUM!!! oooooooooooooooh!

 
 
 

Sharm El Sheikparte 4 di 8

Post n°12 pubblicato il 15 Novembre 2007 da BeoComElSol

(le parti precedenti sono più in basso!!!)

Siamo all'inizio del ventiduesimo secolo, il mondo intero è sconvolto dalla presenza di Abe, di Gene e del Pala. Sula faccia della terra gli oceani si stavano innalzando e le pianure rischiavano di divenire desolati desereti... tuttavia la razza umana continuava a sopravvivere... anche a Sharm...
(notare la citazione eh!)

Al solito ci alziamo, o meglio ci alzano, all'alba... ma porco cane, non dormono mai quelli??? Cmq le forze sono poche e mal distribuite e rimaniamo a letto fino ad un'ora umana (il sole ovviamente era già allo zenit, anche alla sveglia) e dopo un alquanto cospicua colazione attendiamo la navetta che ci dovrebbe portare in spiaggia... aspettiamo... e aspettiamo... e non arriva... continuiamo ad aspettare ma la situazione non sembra migliorare... e intorno a noi nessuno... al che la Silvia, la più lucida fra noi va ad informarsi e scopriamo che è stato cambiato l'orario di partenza, che ovviamente era 10 min prima di quando ci siamo messi ad aspettare. Prossima navetta? Dopo un ora e mezza!!!

Al che ci adagiamo in piscina. E qui accade l'impossibile. Silvia infoiatissima tenta l'approccio fisico proponendosi al Pala come esperta massaggiatrice e con la scusa di un reciproco scambio culturale e di tecniche professionali volano massaggi di qua e di la, e Gene, povero milite ignoto li presente riesce pure a scroccarsi un paio di massaggi soft pure lui (uno dal Pala e uno da Silvia) senza praticamente offrire nulla in cambio...

E così fra una cosa e l'altra il tempo passa ed è già ora di prendere la navetta.. almeno questa. Ci precipitiamo al bus, e in meno di 5 min eravamo già a destinazione... ci viene voglia pure a noi di guidare li.
Quest'oggi appena arrivati ci accoglie una paffutella signora di italiane origini che ci spiega che è li per lavorare e il suo compito è insegnare ai poveri egiziani che gli italiani non bevono l'acqua del mare e che hanno gusti in fatto di cibo, e quindi con la sua supervisione la bontà del cibo è garantita, basta pensare che è romagnola e per sicurezza fa la pasta per la pizza con la minerale!!!!

Ore 10.00 del mattino e al Pala già viene fame... (ricordiamo dopo l'abbondante colazione...)

Ci adagiamo gentilmente sui lettini prima del nostro quotidiano snorkeling e Silvia, ancora con i postumi dei massaggi esce con una bellissima frase del tipo: “ragazzi... vi dispiace se mi metto in topless?” e che domande, no di certo! E ancor prima di finire la frase già si stava togliendo il tutto.

Gene e Pala, non curanti (fino a un certo punto) della fauna si dirigono verso il rinfrescante Mar Rosso pronti ad importunare nuovamente l'altra fauna.. quella marina.

Tornati a secco notiamo subito 2 cose, Silvia che si è incastrata il costumino a slip a mo' di tanga e la fame che arriva galoppante... e come non cedere a una buona pizza e ad un ottimo piatto di Amatriciana? Impossibile! E quindi, alla faccia del cibo dell'albergo, gioiamo con i nostri palati per un buon pranzo all'italiana.

Ripresi dall'abbiocco potente che ci aveva assalito iniziamo a guardarci intorno con fare maniacale e notiamo una splendida fanciulla di Russe origini, e nel frattempo riceviamo pure una critica sulle nostre bellissime pinne: “Hey, ma le tue pinne hanno il buco in mezzo e quindi spingono meno!” “No, sono donne...”. Liquidato il rompiscatole con questa pessima risposta procediamo con la nostra operazione di public relations, interrotta però sul più bello da un'interessante conversazione con Giovanna e dalla navetta (l'ultima!!!) che stava per partire.

Nell'attesa della navetta rivediamo la nostra amica del Cremlino che si dirige verso di noi, una bomba sexy, magra, slanciata, belle forme, bel viso... lentamente ci si avvicina, pensiamo che salga in navetta con noi, è li a due metri, tutti i masculi li presenti si zittiscono girando la testa, la situazione è pericolosa, il pavimento è bagnato da una strana bavetta, potrebbe scivolare... non accade... ci passa in mezzo regalando strani sorrisetti un po' qua, un po' la e spogliandoci con lo sguardo... ci sorpassa e come per magia tutte le teste si girano per seguirla... ci sentiamo degli animali in mezzo a un branco, e forse è proprio cosi... non si ferma per la navetta mannaggia... continuiamo a seguirla, va verso il parcheggio... andrà a piedi? avrà il moroso? la da? probabilmente si... passa un'auto, ne passa una seconda, tira fuori le chiavi e bip bip... cosa va ad aprire? una bmv 530 berlina, classica auto da ragazza di 20 anni a Sharm, luogo in cui l'auto più nuova mediamente distribuita è una Hundai ammaccata... sgraniamo tutti gli occhi, guardiamo la simpatica signora paffutella che lavora li e con un cenno della testa ci fa intendere molto... mafia russa... aaaaaaah!

Rientriamo, arriviamo in camera e non troviamo strani animali in camera. Non intendiamo Abe, ma i cosi fatti con gli asciugamani che non ci sono stati riproposti visto che mai che mai gli avremmo lasciato giù una mancia per quelle cose li.

Torna Abe, si chiude in bagno, lo intasa, esce e afferma che è stanco per parlare con donne quella sera... è gay...

Decidiamo che quella sera saremo andati a vedere la danza del ventre, Silvia si unisce a noi e grazie a Gene si uniscono anche Giovanna (sbav...) e suo moroso (grrrrr).

Dopo una fugace, e al contempo abnorme, cena Pala ferma due taxi e con fare minatorio e il suo inglese zoppo contratta le corse a 2 euro l'una per OVUNQUE e per tutti insieme!!!

Arriviamo in questo strano centro commerciale che prevede negozi di ogni dubbia moralità disposti a circolo intorno a un palco fatto a tempietto con intorno divanetti e tavolini dove a breve si dovrebbe consumare lo spettacolo. Ovviamente canniamo serata, non nel senso che non c'è lo spettacolo ma per il fatto che la serata in italiano sarebbe stata un altro giorno e dovevamo sorbirci la telecronaca in russo. “Pazienza, ci saranno più russe” conclude così il Pala con un'uscita prettamente filosofica.

Appena entriamo in questa specie di arena accade di tutto, Abe che si fa subito amico un cameriere che ci riserva i posti migliori e noi che veniamo accalappiati da ogni singolo venditore della circonferenza che ci pregano di entrare anche solo per vedere qualcosa e addirittura tentavano di farci promettere che avremo comprato da loro e non da quello di fronte... la pazienza stava calando...

Presi però dall'enfasi di quel posto Abe e Gene si fanno travestire da Talebani con tanto di scimitarra e pugnale in mano, Pala e Silvia vengono scambiati per morosi (con immancabili commenti di quest'ultima a riguardo), Marco, moroso di Giovanna, si perde, Abe riesce a farsi regalare papiri e cartigli vari e Giovanna si prova un completino da danza del ventre, penso della linea 0-12 Benetton... (no comment... che è meglio, visto che siamo rimasti letteralmente senza parole).

Finalmente ci sediamo per goderci lo spettacolo e qui rischiamo l'incidente diplomatico, o meglio il Pala che si ritrova a combattere con tutta la sua volontà contro un primordiale istinto che lo istiga a mordere una soda forma mammelllica che viene posta senza pensarci, da parte di una delle due ragazze che erano con loro, un po' troppo vicino al suo viso... per fortuna nessuno si è fatto male... ... ...

ma torniamo allo spettacolo, molto bello e caratteristico. Ballerine, ballerini che si librano fra succinti corsetti, gonne svolazzanti e coloratissimi vestiti, ruote di colori che creano forme nell'aria e sensualissimi movimenti, e una macchina fotografica rimasta, ovviamente, senza batterie dopo 20 minuti (lo spettacolo durava un'ora e mezza...). Abeeeeeeeeeeeee!!!!!

La serata finisce con la ballerina di turno che si agita tipo serpente in un vasetto di marmellata molto lungo, gli egiziani hanno gli occhi fuori dalle orbite ma noi occidentali ci annoiamo, siamo abituati a meglio evidentemente (omaggio a tutte le donne italiane) ed è così che ci alziamo e ci dirigiamo verso l'uscita.

Qui inizia la nostra ricerca di un taxi, il che non è difficile visto che ce ne sono tipo 30 parcheggiati davanti a noi, e di un offerta di prezzo come quella dell'andata. Ma qui inizia il problema. I tassisti iniziano ad addocchiarci come prede succulente e cominciano a litigare fra loro su chi dovrà trasportarci ed ottenere così i nostri 2 euro... al che, visto che i toni fra loro si stavano alzando, prendiamo e iniziamo a camminare sul marciapiede con intento di allontanarci un po' da quella neo rissa nascente. Puntualmente 100 metri più avanti troviamo, o meglio fermiamo, un altro taxi che si dimostra propenso a portarci a destinazione al prezzo deciso (da noi!).

Pala continua a messaggiare, Silvia si ripropone per la serata (notte) ma riceve l'ennesimo 2 di picche, e fu così che andammo a letto, tutti. E stranamente quella notte passò velocissima e senza sveglie anticipate... o forse eravamo tanto stanchi da non sentirla neppure...

 

 
 
 

La pietra azzurra 

Post n°11 pubblicato il 12 Novembre 2007 da BeoComElSol

Il gioielliere era seduto alla scrivania e guardava distrattamente la strada attraverso la vetrina del suo elegante negozio.
Una bambina si avvicinò al negozio e schiacciò il naso contro la vetrina. I suoi occhi color del cielo si illuminarono quando videro uno degli oggetti esposti.
Entrò decisa e puntò il dito verso uno splendido collier di turchesi azzurri.
"E per mia sorella. Può farmi un bel pacchetto regalo?".
Il padrone del negozio fissò incredulo la piccola cliente e le chiese: "Quanti soldi hai?".
Senza esitare, la bambina, alzandosi in punta di piedi, mise sul banco una scatola di latta, la aprì e la svuotò. Ne vennero fuori qualche biglietto di piccolo taglio, una manciata di monete, alcune conchiglie, qualche figurina.
"Bastano?", disse con orgoglio. "Voglio fare un regalo a mia sorella più grande. Da quando non c'è più la nostra mamma, è lei che ci fa da mamma e non ha mai un secondo di tempo per se stessa. Oggi è il suo compleanno e sono certa che con questo regalo la farò molto felice. Questa pietra ha lo stesso colore dei suoi occhi".

L'uomo entra nel retro e ne riemerge con una stupenda carta regalo rossa e oro con cui avvolge con cura l'astuccio.
"Prendilo" disse alla bambina. "Portalo con attenzione".
La bambina partì orgogliosa tenendo il pacchetto in mano come un trofeo.

Un'ora dopo entrò nella gioielleria una bella ragazza con la chioma color miele e due meravigliosi occhi azzurrì. Posò con decisione sul banco il pacchetto che con tanta cura il gioielliere aveva confezionato e dichiarò:
"Questa collana è stata comprata qui?".
"Sì, signorina".
"E quanto è costata?".
"I prezzi praticati nel mio negozio sono confidenziali: riguardano solo il mio cliente e me".
"Ma mia sorella aveva solo pochi spiccioli. Non avrebbe mai potuto pagare un collier come questo".
Il gioielliere prese l'astuccio, lo chiuse con il suo prezioso contenuto, rifece con cura il pacchetto regalo e lo consegnò alla ragazza.

"Sua sorella ha pagato. Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare: ha dato tutto quello che aveva".


Spero possa essere uno spunto di riflessione per ognuno...

 

 
 
 

Post N° 10

Post n°10 pubblicato il 29 Ottobre 2007 da BeoComElSol

e con il calore di un bacio auguro a tutti voi una bellissima settimana,
così come lo è stato per me quella passata...
a presto...
Beo

 
 
 

Sharm El Sheikparte 3 di 8

Post n°9 pubblicato il 17 Ottobre 2007 da BeoComElSol

(le parti precedenti sono più in basso!!!)


Quest'oggi è dedicato a fare un giro guidato nelle regioni del Rasmohammed, meta turistica caratterizzata da un lago nel deserto soprannominato “magico” perchè tende a cambiare colore dell'acqua 5 volte al giorno, e noi che a Venezia ci stupiamo quando l'acqua da azzurra diventa grigia o verde; da un parco naturale “faunistico” e cioè pieno di pesci, e da un'altro parco naturale dedicato questa volta alla barriera corallina. Ebbene si, avremmo visto la più bella corallina al mondo dopo quella australiana... una gnocca no eh?

Ma procediamo con ordine. Ci alziamo presto causa soliti schiamazzi (grrrrrrrr), ma non troviamo le pantofole da lanciare di sotto. Dove cazzo stanno????

Prepariamo velocemente la nostra roba buttando nello zaino cose a caso e andiamo a fare colazione con la nostra neo-adottata (Silvia). Ben presto arriva il solito autobus col solito autista spericolato, solo che questa volta il viaggio è più lungo e il Pala si diverte come un bambino ad essere in un bus che fa i 130 in città fra le auto. Alla nostra destra notiamo il nulla, desolazione. Alla nostra sinistra pure. Che bello.
Ci fermiamo ad un posto di blocco dove sale una guardia armata. Esibiamo i documenti, nel vero senso della parola, alzando la mano che li tiene e basta. Il Pala, visto il quasi incidente diplomatico-eretico-religioso dell'aereoporto non apre bocca colto da un innato buon senso, e Gene può tornare a rilassarsi.

Riprendiamo la corsa verso questo luogo mitologico e la nostra mina vagante continua a chiacchierare con Silvia che prontamente, e mossa da degli ormoni grandi come tacchini, gli si era appiccicata con una grande mossa felina degna del più grande circense, e che ha visto una vecchia accantonata brutalmente per far posto a lei, tenera e innocua fanciulla...

Si chicchiera del più e del meno finche non viene sporta ai piccioncini una mappa della zona dove ci stavamo recando riportante nel retro un elenco illustrato di tutti i pesci della zona. Qual cosa più bella che iniziare a leggerli uno a uno commentandoli? Ma assolutamente niente! E quindi “Pesce Napoleone... Pesce Palla... Pesce Roccia... Finto Pesce Roccia... che sia un'imitazione? Allora è napoletano!” disse il Pala a voce alta ricordando, solo dopo averlo detto, che i 2 tipi seduti davanti a loro provenivano proprio da quelle parti e collezzionando la prima figura di merda della giornata viete le occhiatacce che gli hanno tirato. E Gene e Silvia ovviamente giù a ridere... Bastardi.

Per ovvi motivi cambiamo discorso e non so per quale strana combinazione astrale viene fuori che il Pala è molto bravo a fare i massaggi (alle donne!) e che Silvia li fa per lavoro. E la donna panterona subito viene fuori con uno splendissimo “beh, allora potremmo fare così, tu fai i massaggi a me e poi io massaggio te, così ci scambiamo le tecniche” con un'arrampicata sugli specchi più unica che rara e uno sguardo del tutto discutibile...
Gene commenterà questa cosa solo in seguito e in camera... e qui vorreste sapere che cosa ha detto, ma non ve lo dico.

Più o meno a metà percorso ci fermiamo in mezzo al niente e la nostra guida ci informa che ci troviamo davanti alla porta di Allah.
Ah...
Davanti a noi vediamo sono degli enormi massi tipo Menhir (amesso che si scriva così). “Ma sono sassi...”
Si, ma se vedete i 4 blocchi enormi (su cui ci passiamo anche sotto) formano la scritta Allah in arabo...
Aaaaaaaaah...
E quegli altri 2 blocchi più a sinistra? (chiediamo prontamente)
Niente.. avanzavano e li hanno messi li...
Ah...
Al che il Pala con una domanda più che legittima ed assolutamente pertinente, forse per rifarsi dalla figuraccia di prima, chiede: “ma perchè questa Porta è stata posta proprio qui? C'è quelche motivo particolare che caratterizza questo luogo?”
Assolutamente no, sempicemente un artista ha avuto questa brilante idea e siccome c'era molto spazio l'abbiamo messa qui lungo la strada...
Ah. (arabi...)

Finalmente arriviamo sulla prima spiaggia, chiamata affettuosamente galleria dei venti. Zavorriamo le cose per non farle svolare via e ci prepariamo per la prima snorkelata, ammesso che questo termine esista.

La zona di immersione si trovava tipo a 50 metri nell'acqua. qui stranamente rispetto alle altre spiagge viste c'è sabbia che poi si cala a picco in una voragine più in fondo. Il problema è che fino alla fossa l'acqua è bassa circa 40-60 cm. Ora provate voi a camminare con le pinne per questa distanza nell'acqua basse e poi ditemi se non sembrate dei pinguini paraplegici. Infatti il genio della sutazione pensò bene di sfruttare le sue innate doti di nuotatore anche per superare quell'ostacolo della natura, adagiandosi nell'acqua bassissima, pinneggiando e arrancandosi con le mani per andare avanti... sembrava un calamaro... ma almeno ottenne il suo scopo e arrivò dove non si vedeva il fondo, ma in compenso si vedeva un'enorme razza...

Quando si va in acqua ci sono poche cose che basta sapere (più o meno) e di queste Abe ci aveva informati; attenti al barracuda, agli squali, alle razze, ai coralli di fuoco e al pesce pappagallo, quello pieno di colori che è velenosissimo.

Superata la razza, e non vedendo barracuda in zona Pala, Gene e una serie di intrepidi eroi iniziano la loro ispezione della fauna marina. Pesci ce n'erano. Pochi ma vari. Ma era meglio la loro solita spiaggetta per la quantità dei suddetti.
Sul più bello il Pala incontra un bel pesciolino che il suo innato spirito di conservazione della specie, e di finire nei guai, riconosce come QUEL pesce pappagallo... evitato anche questo piccolo e innocuo ostacolo (cazzo, mi girava sempre davanti!!!!) è ora di risalire e asciugarmi che tra mezz'ora si riparte. Stupido pesce...

Torniamo a riva e iniziamo la fase di asciugatura e desabbiazione visto l'aria che tirava. E mentre aspettavamo di ripartire la guida presenta al Pala uno splendido esemplare di paguro che inizia a camminargli sulle spalle tipo fido pappagallo. Solo che questo non aveva le ali e quando cadeva si schiantava a terra, anche se non sembrava risentirne poi molto. Gene intanto si riscopre amante della fotografia e inizia a fotografare praticamente ogni singolo sasso che incontra davanti a lui, il che, essendo noi in una spiaggia fatta prevalentemente di sassi, inizia ad essere un problema...

Torniamo in autobus con la solita disposizione di posti e dopo solo 5 minuti (e penso 50km vista la velocità!!!) smontiamo dei pressi del lago magico, una pozza d'acqua tendenzialmente azzurrognola con una storiella attira turisti annessa.

Dovete sapere infatti che si narra che tutte le donne fertili che entrano in queste acque o troveranno l'amore o subiranno una misteriosa inseminazione e rimarranno incinte entro l'anno... penso che finzioni tipo come i cavallucci marini a questo punto... cmq dopo queste parole Gene guarda il Pala e gli fa: “Pala, cazzo, sei già stato qua? Che c'hai combinato la dentro???”... Sfatato anche questo mito ci mettono in fila lungo la secca, stile fucilazione per intenderci, ci fanno prendere per mano e ci dicono di correre in acqua tutti insieme gridando Italia Uno. Al che ci cadono le palle. Anche qua, nooooooooo. E infatti entriamo al grido di Rete 4 e Canale 5.

Apprezzata anche quest'acqua, durante la fase di asciugatura (che visti i 40 gradi è molto rapida) iniziamo a passeggiare. O meglio. Gene passeggia verso l'infinito e oltre, Pala scrive il suo nome sulla sabbia a caratteri cubitali (riteniamo che codesta opera possa tuttora essere visibile dal satellite) e poi si ritrovano prendendo una direzione comune commentando e apprezzando il panorama che ovviamente era costituito da acqua, sabbia, roccia e nulla. Sul più bello della loro passeggiata qualcosa attrae l'attenzione del Pala da dentro una piccola pozza d'acqua. Ci avviciniamo con circospezione e notiamo una bella conchiglia affusolata. La prendiamo in mano e notiamo che al suo interno sembra esserci un qualcosa. E' un paguro, afferma il Pala orgoglioso della sua conoscenza di poco prima, facciamogli delle foto. Gene a queste parole non sa resistere. Lo mettiamo sulla sabbia e aspettiamo che succeda qualcosa...
Effettivamente la somiglianza col paguro c'era, nel senso che anche questa cosa stava dentro una conchiglia. Punto. Inizia a uscire un occhio tipo lumaca che si guarda intorno. Gene esaltatissimo penso abbia già fatto tipo 300 scatti. Esce l'altro occhio e si guarda intorno. Fico. Si alza!!! Vediamo la conchiglia sollevarsi un po' a fatica ed effettivamente vediamo che la cosa che c'è sotto poco assomiglia al paguro di prima, questa è molto lumacosa mentre l'altro era più granchioso. Per intenderci. Al momento comunque non ci facciamo molto caso e continuiamo a scattare foto. Passato circa un minuto, il bestio intanto si era fermato, lo prendiamo dolcemente e lo riadagiamo nella sua pozza natia. Ma qui ci accorgiamo subito che qualcosa non va. Nel senso che lo vediamo stare sottosopra e immobile senza neanche ritrarre gli occhietti...
Pala guarda Gene, Gene guarda il Pala... Non era un paguro vero? Eh, mi sa di no. Che fosse stato acquatico? Eh, mi sa di si. Dobbiamo dargli degna sepoltura? No, lasciamolo ai pesci... Ok...

E su queste parole decisero che forse era meglio tornare indietro, possibilmente senza toccare niente altro, e consci del fatto di aver appena distrutto un ecosistema che durava da millenni...

Ripartiamo per la nostra terza e ultima tappa acquatica, il parco naturale dei coralli, che vede il Pala schiantarsi su di essi spinto da un'onda anomala rischiando si tagliarsi orribilmente facendo snorkeling, Gene che nn sa più cosa fotografare, ma lo fotografa comunque, e Silvia che continua la sua (vana) opera di convincimento sul Pala (che nel frattempo si era ritirato dall'acqua) sedendosi accanto a lui sull'acqua bassa in una romanticissima location e intrattenendo una conversazione di quasi 40 minuti parlano più che altro di storie passate, che le piacevano anche i ragazzi più giovani di lei e di svariate preferenze sessuali (sue). Pala nel frattempo iniziava a pensare che avrebbe potuto affogarla, o che forse era troppo serio... ma meglio così.

Rientriamo in autobus per l'ennesima volta, che nel frattempo era diventato la nostra seconda casa, e come ogni casa che si rispetti troviamo una mosca pronta a romperci le scatole. Eravamo abbastanza cotti dalla giornata e questa fastidiosa presenza stava diventando veramente insopportabile, specie perchè nessuno era ancora riuscito a spappolarla contro un finestrino.

Al che il Pala, mosso dal suo istinto primordiale di cacciatore ha un'illuminazione. Guarda Gene e Gene si preoccupa. Gli guarda il bicchiere. Quello di plastica. Dammelo gli fa, il bicchiere... Silvia non capisce che cazzo voglia combinare, un uomo mezzo abbronzato in un minibus con 2 bicchieri in mano... ma ecco che proprio mentre questi pensieri si stavano ancora formulando nelle loro menti con uno scatto omicida preso in prestito da un qualche film di Chuck Norris CATTURA la mosca all'interno degli stessi provocando un ovazione generale con la gente che lo guardava con gli occhi fuori dalle orbite. Fatto dice. Al che bisognava decidere cosa farne della neo ostaggia (e da notare che tenera una piccola fessura fra i bicchieri per farla respirare. Piccola, cucciola bastarda). Qui i pareri erano discordanti, uccidila, schiacciala, mangiala, gambizzala, fatti una collana, cremala e chi più ne ha più ne metta. Non si ricorderà più di cosa ha visto in quell'illuminazione di poc'anzi, ma forse poteva essere San Francesco, poiché in un atto di estrema generosità la restituì al suo ambiente naturale liberandola fuori dai finestrini (e probabilmente condannandola ad una morte sicura sotto il sole del mezzogiorno, ma questo non lo sapremo mai).
E fu così che rientrammo in albergo.

Adesso immaginate. Eravamo fuori dalla mattina, non abbiamo fatto altro che camminare, nuotare e fare cazzate. Avete idea di quanta fame avevamo???? Ci fiondiamo in zona cibo lasciando una bavetta tipo lumache (o tipo donne senza gambe) (mo me corcano) e riempiamo il piatto di qualunque cosa potesse essere anche lontanamente commestibile, e facendone pure il bis.

Usciamo più simili a delle betoniere che altro e ci rechiamo in camera per darci una sistemata. Qui ci aspetta una simpatica sorpresa. Sui nostri letti sono magicamente apparsi degli splendidi cigni e coccodrilli realizzati dal simpatico omino (secondo noi un serial-killer) che ogni giorno ci viene a sistemare la camera (specie nelle condizioni in cui la lasciamo ogni volta) utilizzando degli asciugamani e parte del nostro vestiario lasciato in giro... E quale occasione migliore per realizzare oscene foto con questi nuovi coinquilini deturpando la loro innocenza??? Poi li mettiamo sul letto di Abe così che li possa apprezzare pure lui.

Scendiamo in piscina per concludere la nostra giornata. Ivi troviamo Silvia che chiede subito al Pala se le spalmava la crema. Ok, ma solo sulla schiena risponde lui, se non che, praticando questa semplicissima operazione con lei in piedi, con un abilissimo movimento assolutamente involontario riesce a farle saltare via il costume in meno di mezzo secondo nell'imbarazzo più generale. Il suo. Certo che ce ne vuole eh per ottenere un risultato così perfetto con tanto di effetto fionda...

La giornata per il resto prosegue tranquilla, Abe torna bullandosi di aver parlato con una donna, il che è difficile stando sempre sotto acqua, senza però raccontarci alcun che di questa cosa e dopo cena si fionda a letto mentre gli altri 2 si lanciano alla volta di Naama Bay per digerire e vedere un po' di fauna turistica.

Sembrerebbe conclusa qui la giornata, ma in vece no. Tornati in camera Abe e Gene iniziano a simulare dei cervi maschi in amore iniziando a spingersi con la testa e il corpo senza un motivo preciso nella camera in cui dorme Abe, svegliandolo ovvimente, e sulla base dello stesso assente motivo che li ha spinti a cominciare questa strana lotta smettono, cadono a letto e qui rimangono fino a domani.
Ognuno nel suo eh!

 
 
 

Il valore di un sorriso

Post n°8 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da BeoComElSol

Donare un sorriso rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
né così povero da non poterlo donare.
Il sorriso crea gioia in famiglia
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.

E se poi incontri chi non te lo offre
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.

E allora che aspettiamo? :)

 
 
 

Sharm El Sheikparte 2 di 8

Post n°7 pubblicato il 11 Ottobre 2007 da BeoComElSol

(la prima parte è più in basso nel blog!)


Ci svegliamo dopo circa 4 ore, erano le 7.15, al suono di ripetute pallonate date in zona piscina contro le mattonelle e sguaiati schiamazzi… Era un gruppo di turisti che fin da subito sono entrati nella nostra simpatia. Se avevo un mattone gli e lo scagliavo contro!

Qui faccio un inciso, questi turisti abbiamo scoperto poi essere della zona di Napoli. Da qui in avanti per meglio identificarli li chiameremo napoletani, sottolineando che non abbiamo nulla contro di essi (in senso largo) o le persone del sud in generale, ci mancherebbe altro, e che quindi non vogliamo offendere nessuno. Se fossero stati di Venezia li avremmo chiamati, per praticità, Veneziani.

Dopo questa sveglia repentina, e valutata l'impossibilità di riprendere sonno in quelle condizioni, con la mobilità dei peggiori zombie tratti da un film di Romero, iniziamo a darci un tono di contegno e ci prepariamo per la colazione.

Usciti dalla nostra splendida palazzina, guardando in cagnesco le nostre sveglie che in quel momento avevano improvvisato una gara di spanciate con urla annesse, e cercando con l'occhio un qualcosa da scagliargli contro... che so io.. uno sdraio.. ci rechiamo verso la zona cibo, dove ci aspettava una ricca colazione a base praticamente di tutto. E tutto fu!

Tornati all'aperto e coi neuroni che incominciavano a svegliarsi ci rendemmo conto di 3 cose. La prima, che alle 8.30 il sole batteva come una zoccola, che tradotto significa che picchiava come il sole delle 13 da noi in Italia. Seconda cosa non avevamo soldi. O meglio avevamo euri, ben accettati con tanto di bava alla bocca, ma nn moneta locale. Perfetto, ci rechiamo in reception con l'intenzione di cambiare qualcosa e, dopo una confusione memorabile fatta da Gene che cercava di fare conti a mente a quell'ora, il tipo ci da 50 lire egizie, così sull'unghia, (volevamo cambiarne circa 200) dicendoci “intanto prendete queste, poi facciamo conti” congedandosi in tutta fretta e senza volere euri in cambio... ci guardiamo scettici... sta cosa ci puzza...
Terza cosa Abe non c'era... ah si, era uscito prima perchè faceva 3 giorni di immersioni... forse...

Beh, money ce l'avevamo, colazione fatta, è tempo di spiaggia. La navetta passa a prenderci alle 9, il solito autobus scassato, con motore elaborato e pilota da rally annesso. Dopo 6 minuti di terrore e una superstrada presa contromano “perchè così si fa prima...” arriviamo sulla costa e qui ci si apre davanti un mondo nuovo. Una scogliera che si tuffa sul mare adornata da simpatici ombrelloni e sdrai in mogano (vista la leggerezza), barriera corallina (e 60 metri di profondità così su e via) e un acqua a dir poco ritoccata al computer, azzurrissima.

Qui il Pala scopre un suo nuovo nemico naturale, il kit da snorkeling, con il quale lotta, si accoppia e fa strani esperimenti prima di riuscire a prepararsi per l'acqua (30 min...). Scazzato Gene lo aspetta godendosi lo spettacolo, e poi finalmente ci incamminiamo sulla vischiosissima passerella che ci conduce all'acqua (passa sopra la barriera corallina che nn si può toccare).

Ecco, adesso immaginatevi un uomo che da piccolo è stato gettato nella piscina grande da una maestra di nuoto e che da allora ha qualche remore dell'acqua profonda e che alla proposta “faremo snorkeling” risponde “che cazzo è?”. Beh, questo è il Pala. Gene si tuffa e inizia a pinneggiare estasiato dal panorama che gli si apre davanti. Avete presente tutti quei bei pesciolini da acquario, quelli triangolari con le due belle pinnette lunghe sopra e sotto e pieni di colori. Ecco, ne era pieno, solo che qui quello più piccolo era di 20 cm. Adessp è il turno del Pala. Tentativo uno. Si tuffa, vede buio sotto di lui, gli entra acqua dal boccaglio, la maschera si appanna e si riempie d'acqua, affoga. Torna indietro con un self-control degno di un cane idrofobo, si svuota tutto (maschera, boccaglio e polmoni, non pensate male) e non contento di aver rischiato di far compagnia ai coralli rientra in acqua, questa volta non si tuffa ma si adagia dolcemente, galleggiando in una miscela di sale e acqua e osservando uno splendido panorama. Pesci, pesci e pesci tutt'intorno a te, come la Vodafone, solo che questi non ti chiedono costi di ricarica, e bellissimi coralli. Ben presto il Pala si adagia in questo ambiente avverso, tanto che fa anche conoscenza con un pesciolino (60 cm!!!!!) che ben pensa di assaggiarlo sulla vita... ecco... immaginate la sua reazione quando si sente toccare in acqua e vede questo grazioso essere che l'ha scambiato per la sua fidanzata...
Superato anche questo inconveniente, e sfiorata l'ipotermia nonostante i 28 gradi dell'acqua, è l'ora di tornare a secco ad osservare le bellezze che ci vengono proposte in quella remota località.
Gene intanto continua ad importunare i pesci.

Dopo più di un'ora di ammollo ritorna in terraferma anche lui, felice come un bambino e subito nota che il Pala non è dove dovrebbe essere ma sta già marpionando l'unica cosa che ieri sera a cena ci aveva fatto venire l'aquolina in bocca... La Luisa, procace ed alquanto espansiva donna toscana di dubbia coscienza morale, e quindi molto appetibile.

Recuperato l'uomo per l'orecchio e dopo aver intrattenuto una breve, ma alquanto simpatica conversazione con Silvia, concludiamo la mattinata (erano le 14.45 poiché il Pala ci ha fatto perdere la navetta perchè doveva chiacchierare con la toscana...), con un'altro rally e una discreta mangiata in villaggio componendo un piatto con chissà cosa dentro. Non volemmo mai saperlo.

Ci rechiamo in stanza e qui notiamo il nuovo sistema di antifurto brevettato da Abe di cui non c'eravamo accorti quella mattina, e cioè del paio di mutande messo a guardia della sua valigia...
Gene quindi ne approfitta per fare suo il bagno (e penso evocare qualche creatura demoniaca vista la puzza) mentre il Pala risiede come un avvoltoio in terrazza...

Ripristinato l'ordine in camera e rientrato il Sub del gruppo il Pala esprime la sua teoria relativa al cambio degli asciugamani in piscina, teoria che non tiene conto della dimensione spazio temporale, ma assolutamente indiscutibile e prima che Einstein si rivoltasse nella tomba lo zittiscono accendendo i cartoni animati egiziani in TV... pazzeschi... e subito scatta la TV dance allietati da un video che ripeteva a gran voce “Take it Wa Wa, Pussy Wa Wa”. Veniamo a scoprire nel frattempo che nella sua mattinata subacquea Abe ha rischiato di perdere le lenti sott'acqua, ha visto un bambino investito da una barca (porello) e ha intrattenuto relazioni solo con uomini, cosa che ci ha resi molto sospettosi nei suoi confronti, emarginandolo ulteriormente nel suo divano.

Il tempo passa ed è nuovamete ora di mangiare, scendiamo, facciamo una romantica cena a base di qualunque cosa con Silvia, la quale inizia già a lanciare sarde al piccolo e ingenuo Pala che in cuor suo continua a messaggiarsi con chissà chi...

Quella sera andiamo a fare un giro a Sharm Vecchia, cioè quella vera, con gente che ci abita ecc ecc...
Qui ci portano in un museo del Papiro dove ci spiegano la storia del papiro e ci danno la possibilità di acquistarne di seri (con tanto di bollo e prezzo fissato dallo stato). Il Pala, conscio dell'insegnamento di trattare su tutto in egitto riesce ad ottenere uno sconto del 10 mentre tutti pagano al 5, alla faccia del prezzo fissato...

Finalmente a sera tarda riusciamo a cambiare dei soldi, saldando il nostro “debito” con la reception e ottenendo così ben 200 lire egizie... si ma in un pezzo unico...

Gene spacca le ciabatte, Silvia ci abbandona e Pala continua a messaggiarsi con una graziosa signorina del Sud. Possiamo concludere la nostra giornata con orgoglio. Cadiamo fra le braccia di Morfeo avvolti dalla nostra bella copertina di cammello con la temperatura della stanza abbassata a 20 gradi...
 

 
 
 

Seconda stella a destra...

Post n°6 pubblicato il 10 Ottobre 2007 da BeoComElSol


e come un terremoto che scuote le case e spacca il terreno sono ritornato con i piedi per terra, un po' triste in realtà, ma cmq felice di aver trovato una bella amicizia che spero resti tale, anche se il cuore avrebbe voluto qualcosa di più, ma se c'è una cosa che la vita mi ha insegnato è che fermarsi non serve a niente, la vita non ci aspetta, va avanti, e noi con lei, le ferite si ricuciono (ho il cuore riattaccato da parte a parte!) e la tristezza svanisce, ma quello che ci resta sono i bei ricordi e i sorrisi delle persone a cui abbiamo voluto e vogliamo bene, e di questi dobbiamo gioire.
Ti ringrazio leoncina, ti voglio bene :)

 
 
 

Post N° 5

Post n°5 pubblicato il 08 Ottobre 2007 da BeoComElSol

Uff, oggi è lunedì, come al solito sono reduce da una bella serata e mi alzo a fatica, snobbo la colazione (che non faccio più da 15 anni), mi preparo e vado a prendere l'autobus come ogni mattina, ma che oggi ha ben pensato di fare gli orari che vuole.
Arrivo un po' in ritardo in ufficio, ma poco importa, è lunedì per tutti, oggi c'è il sole e si preannuncia essere una bella giornata di mezza stagione (che ogni tanto esistono ancora).
Beh, che dire, buon inizio settimana a tutti =)
Beo

ps: e tanto per cambiare, voglia di fare saltami addosso! ;)

 
 
 

Sharm El Sheikparte 1 di 8 

Post n°3 pubblicato il 01 Ottobre 2007 da BeoComElSol

Ciao a tutti, dopo molte richieste ho deciso di pubblicare anche qui il resoconto della nostra vacanza a Sharm. Questa è solo la prima parte degli otto giorni vissuti li, a breve seguiranno anche gli altri, un po' alla volta.

Spero che possiate appassionarvi anche voi delle nostre disavventure. Forse può sembrare una lettura impegnativa, ma non lo è affatto, e gli errori ortografici sono ovviamente voluti :)

Per ovvi motivi l'ampia sezione di foto che ci ha immortalato per tutto il tempo qui non è riportata, ma c'è qualora qualcuno volesse comprovare qualcosa :)

buona lettura a chi voglia passare 5 minuti con me


Intro
L’uomo in nero fuggì nel deserto, e i pistoleri lo seguirono… a Sharm.

Capitolo 1
Venerdì 14
Sono le ore 8.20 di una fresca giornata di settembre. Il ritrovo era stato fissato per le 8.30 ma incredibilmente erano già tutti li, Abe e Gene probabilmente dalla notte prima e il Pala era appena giunto. Svolte subito quelle poche pratiche necessarie di cui c’era bisogno (biglietti) salimmo sul bus che ci avrebbe portato in aeroporto. Durante questo breve spostamento arrivò una scioccante confessione da parte di Abe… “ragazzi, ho dimenticato la combinazione della valigia…” Quella valigia gli era stata prestata da Gene il giorno prima e lui arrogante e spocchioso decise di cambiare subito la combinazione e per una questione di maggior sicurezza la eliminò anche dalla sua memoria a breve termine.
La fase di preimbarco ci vede infatti con Abe accucciato accanto alla sua valigia intento a cercare A CASO la combinazione, ovviamente deriso dagli altri due bastardi che scommettevano sul quando sarebbe riuscito nel suo intento. Mollata la valigia al check-in il buon vecchio arsenio Lupin inizia già ad importunare qualcuno, ma non una ragazza come avrebbero supposto gli altri 2, ma un ragazzo e pure con la morosa… incominciamo bene pensa il Pala passando più tempo al cellulare che con loro… Gene intanto viene fermato al metal detector e perquisito per un controllo anti esplosivi…
Fase d’imbarco e volo. La prima cosa che ci salta agli occhi sono le 2 ore e mezza di ritardo del volo più un’altra ora di ritardo nel decollo comunicataci dal comandante causa traffico aereo… cominciamo bene.
Finalmente si parte, sono le 12.50 e la compagnia aerea si degna di offrirci il pranzo. Ci viene consegnato un praticissimo cofanetto cartonato stile Happy Meal contenente del riso scaduto in bianco, un qualcosa di dubbia consistenza che nno siamo riusciti a identificare come carne o pesce, ma saporito, dell’ottima verdura riscaldata della consistenza dei mattoncini lego (tegoline per l’appunto) e un ottimo dolcetto al cocco e miele che però ti lasciava in bocca un retrogusto di diesel…
Finito il pranzo si pensa a come far passare il tempo, c’è chi scrive, chi si lascia ipnotizzare dal GPS dell’aereo che ci viene mostrato sui monitor (altro che i vecchi films!) e c’è il Pala che scopre che a 9000 metri di quota ha qualche difficoltà a trovare campo per mandare i messaggi!!! Il tempo passa ma il viaggio non finisce più, il Pala scopre la bellezza di fare la pipì in quota mente l’aereo sta virando e fa strani esperimenti con lo sciacquone ad aspirazione del bagno divertendosi come un bambino cieco in un campo minato mentre gli altri due lottano contro il loro sedile cercando la posizione meno scomoda per dormire in verticale…
Finalmente arriviamo a destinazione (18.30 ora locale, sul crepuscolo) e entriamo in aeroporto scortati da guardie armate… intorno a noi solo la desolazione del deserto. Qui cominciano subito i problemi e il Pala riconferma il suo status di mina vagante. Tutti ottengono il visto senza problemi ma il suo invece non viene vidimato causa una distrazione del funzionario troppo impegnato a parlargli in arabo. Viene quindi rispedito indietro dalla guardia armata che giustamente non lo fa entrare in territorio egiziano (siamo ancora in territorio internazionale) e arrampicandosi sugli specchi dice al cretino che si è dimenticato il timbro.
Non contento torna nuovamente dalla guardia armata mostrandogli il neo-vidimato visto (tutti gli altri stavano già recuperando le valige) il quale però non si limita a lasciarlo passare ma attacca bottone in un alquanto dubbio inglese misto arabo con una pronuncia strettissima e inizia a parlargli del Ramadan, loro pratica religiosa che li vedeva protagonisti proprio in quel periodo. Non capendo un cazzo di quello che dice e ignorando cosa fosse il Ramadan fino a quel momento con un inopportuno inglese da il benservito alla guardia, purtroppo con un giro di parole che, se proprio vogliamo dargli una traduzione avevano più o meno il senso di un “non me ne frega niente”, venendo così a offendere il loro Dio e la loro Religione in una volta sola, appena un metro dentro il territorio egiziano e di fronte ad una guardia armata… Gli amici lo recuperano in gran fretta intimandolo di stare zitto…

Saliamo sulla navetta che ci avrebbe condotto in albergo, un minibus scassato di una marca sconosciuta. Intorno a noi solo palme bruciate dal sole, sabbia, sassi e vecchie Peugeot di 15 anni fa.

Qui facciamo subito la nostra prima conoscenza con la guida spericolata degli autoctoni, forti ed orgogliosi di aver passato anni di gloria nelle Parigi-Dakkar.
Dovete sapere che da queste parti la guida è un po’ diversa dalla nostra. In primis non ci sono incroci. Uno che guida può solo svoltare a destra. E se dovessi girare a sinistra? Giri a destra, segui la strada, anche per diversi km e quando c’è un’apertura nello spartitraffico fai inversione a U e torni indietro!!! Altra differenza sono i sorpassi. Si può sorpassare. Punto. Non importa come o dove. Poi le strade sono solitamente a 2 corsie, tipo una nostra strada extraurbana principale, solo che al centro c’era uno spartitraffico stile marciapiede che separava i sensi di marcia. Ho detto solitamente 2 corsie perché se ci stavano 3 auto affiancate… beh.. ci stavano. E anche 4. Poi i limiti di velocità sono molto soggettivi un taxi nostro faceva in centro i 145, tanto le strade sono a senso unico di marcia. E poi non esistono gli attraversamenti pedonali. No davvero. Noi dovevamo attraversare per andare in città ed era ogni volta una prova di selezione naturale, non si fermavano mica e se uno inciampava era spacciato. I fari poi! Se ci vedi non servono. Neanche a mezzanotte, fantastico!!! Mi chiedevo infatti se anziché consegnare la patente non ti facessero firmare una liberatoria… in compenso invece una cosa si che la fanno meglio di noi (se di meglio si tratta), i dossi dissuasori. Qui sono alti 30 cm e in ghisa. O ti fermi o perdi l’avantreno. Fidatevi che funzionano. cmq…

Appena arrivati in albergo rimaniamo colpiti da 2 cose, la prima Abe imbrocca la combinazione della valigia con nostra grande delusione, e la seconda nella camera ci sono solo 2 letti. Io e Gene guardiamo Abe, il quale guarda il divano (che è fortunatamente un divano letto) e così ci disponiamo. La camera era anche bellina, con un ampio bagno, luogo di sacrifici e sofferenze, una moderata zona cucina, un salottino con divano e poltrone (utilizzate più che altro come porta oggetti), un ampia camera da letto, terrazzina che dava sulla piscina, ottima per scrutare le eventuali vittime sacrificali e i micidiali condizionatori, ovviamente sempre puntati a 22 gradi (fuori c’è n’erano 38. gradi.) Sistemiamo alla bell’e meglio le nostre cose e subito scopriamo il primo bug della serata. Dove cazzo sono le chiavi. Siamo li da neanche un’ora e già le abbiamo perse… cominciamo proprio bene direi. In realtà le aveva portate con se erroneamente l’egiziano inserviente, ma nn sapendolo siamo diventati cretini a cercarle. Risolta anche questa ci dirigiamo verso la sala da pranzo. Qui troviamo un ampio buffet (misto egiziano) che ci attende. C’era un po’ di tutto. Carne (non di maiale, ovviamente.), pesce, primi, secondi, dolci, contorni e chi più ne ha chi ne metta. C’era chi sceglieva accuratamente cosa prendere (Abe), chi sceglieva in base al colore (Gene) o chi come me, per non sbagliare andavo in ordine. Prendevo TUTTO, senza distinzione di sorta, ovviamente nello stesso piatto riempiendolo stile monte Fuji e mi dirigevo verso il tavolo con fare distinto.
Neanche dopo due ore che eravamo li già avevamo invitato una tipa a cenare con noi, una sedicente e relativamente carina fanciulla di 34 anni di nome Silvia che aveva ben pensato di venire in vacanza da sola, e noi, ovviamente presi da spirito solidale l’abbiamo adottata per tutta la vacanza.

Finita la cena ci rechiamo in camera dove Abe, emozionato per la neo figura femminile conosciuta, rende inagibile e pericolante il bagno, mentre Gene e Pala pensano sul da farsi in quella serata.

Disco + Schiumaparty? Ovvio. A che ora? Mezzanotte? Bon, andiamo a farci un giro intanto.

La scena si sposta sulla locale Naama Bay, finta città costruita con il solo scopo di sottrarre soldi ai turisti, e sulla falsa riga di via Baffile di Jesolo (per chi la conosce).

Qui veniamo subito importunati da diversi tipi, meglio definibili come pseudo mercanti millantatori, che dicevano di provenire da qualunque luogo tu dicevi loro di essere e che con la scusa di farti scrivere una dedica al loro abergo come segno di fortuna e pubblicità ti portavano in stanze piene di boccioni di vari colori su tutte le pareti e, passando la palla al venditore, iniziavano a propinarti essenze e profumi (cmq buonissimi) con una parlantina degna del migliore oratore. E Abe non era da meno, nel senso che continuava a dargli corda e non ci mollavano più.

Nonostante tutto però abbiamo modo di imparare l’essenziale tecnica della contrattazione e come riuscire ad ottenere una cosa che ti propinano a 30 euro a 2… ed è proprio in questa occasione che veniamo a conoscenza dei nostri alter ego, Francesco (Abe), Luca (Pala) e Alessio (Gene).

Sfuggiti ai sequestratori continuiamo la nostra passeggiata, ma sulla via del ritorno Abe ci ricasca e, con una fortissima sensazione di de ja vu, ci ritroviamo in un luogo del tutto simile a quello di prima, con l’unica differenza che questo diceva di conoscere la famiglia che produce oli essenziali per Cavalli, mentre quello di prima diceva per Laura Biagiotti….

Sfuggiti anche a questo, e dopo aver tentato di imbavagliare Abe ci rechiamo di gran passo verso la navetta che ci condurrà in disco, ma Abe non viene, ha sonno e il giorno dopo avrebbe fatto immersioni. Vecchio.

Saliamo nella navetta e dopo circa 5 min di tuning più tecnico, sorpassi e derapate arriviamo a destinazione.
Ci si presenta una discoteca fighissima di ambientazione medievale con al centro un’arena fatta a conca e un sacco di baretti tutt’intorno. Ovviamente ci lanciamo subito nelle danze più selvagge in attesa dell’avvento della schiuma, che puntualmente arriva dopo un paio d’ore. Al rombo di fiamme che si propagano selvaggiamente verso il cielo da dei vulcani posti sui lati della conca inizia ad eruttare schiuma in gran quantità mentre 2 cannoni sparano dall’alto la spumosa sostanza.
Alla vista di quela scena Gene pensa bene di mettersi in salvo, mentre il Pala sotto l’effetto dell’euforia rimane in mezzo a ballare in quasi 25 cmq d’acqua e almeno un metro e mezzo i schiuma, più tutta quella che gli si attacca addosso trasformandolo in una brutta versione di un pupazzo di neve. E’ il caos più totale, gente in costume, gente che ti viene addosso, che tocca, che cade, non si capisce più niente. E ovviante esce bagnato fradicio dalla testa ai piedi, ma con uno strano sorrisino sulla faccia…

Torniamo in camera, facendo più o meno casino con l’intento di non svegliare Abe (vano intento) e, visto che il bagno era nuovamente tornato agibile, ci prepariamo subito per andare a letto. Ognuno nel suo.

Qui scopriamo una cosa che ha trovato la gioia del Pala, le coperte di pelo di cammello. Ok, teniamo conto che la notte c’erano 32 gradi, quindi a che cazzo servono queste coperte con cui erano imbastiti i nostri lettoni? Non lo so. Ma erano belle e morbide e il Pala ci vuole dormire. E Gene di conseguenza. Inizia a fare caldo… molto caldo… mi scopro? Non sia mai! Abbasso il clima!!!
 

 
 
 

Post N° 1

Post n°1 pubblicato il 27 Settembre 2007 da BeoComElSol

Non so perchè proprio un blog.

Sarà perchè in questo periodo ho un turbinio di emozioni dentro di me che non so come esprimere, o che forse è un'idea che balenava in me già da un po'. Non so bene, ma eccomi qua.

Sto ancora facendo le ultime modfiche, piccoli accorgimenti che però ritengo importanti.
Spero che queste pagine riescano a emozionarvi, a lasciarvi comunque un qualcosa nella loro semplicità, nel bene o nel male, una piccola parte di me.

Questo blog è per voi, a voi a cui voglio bene e per tutti quelli che vorranno passare a trovarmi e lasciarmi una loro emozione, saluto o critica.

A presto dunque.
Beo

 
 
 

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