Tyki's Fantasy

La Leggenda del Dragone

 

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CAPITOLO XXIV

Post n°27 pubblicato il 12 Maggio 2008 da Tyki_Mikk
 

Annoiato per l’attesa, Ander si sedette su una roccia con le braccia incrociate. Vash ci stava mettendo parecchio, quella grotta doveva essere più vasta di quanto potesse sembrare da fuori. Lanciò un’occhiata su Diana, che se ne stava ferma in piedi, immobile e silenziosa. Il cavaliere si accorse solo allora che in tutta la giornata lei non aveva quasi mai aperto bocca. Era decisamente abbattuta, disperata per quello che era accaduto all’amica. Aveva lo sguardo rivolto in basso, perso nel vuoto. Ander sospirò sconsolato.
"Diana, tirati su!" esclamò rompendo il silenzio: "Devi essere forte… io sono convinto che Sarah stia bene."
La ragazza lo fissò senza vederlo, le sue parole non sembravano averla raggiunta. Abbassò il capo, assorta nei pensieri.
<<Prima Ryan, adesso Sarah… perché?>> si chiese lei: <<Cosa ho fatto di male? Forse… non avrei dovuto riportare a Tunsea quella dannata reliquia?!>>
Il cavaliere le si avvicinò e le appoggiò una mano sulla spalla.
"Non bisogna abbandonare la speranza prima del tempo." le sorrise: "Su, abbi fiducia in noi. È solo questione di tempo, io e Vash la ritroveremo… Oppure abbi fiducia in Sarah. Credo che quella ragazza sia più forte di quel che sembra, forse sarà lei a trovarci per prima."
Diana questa volta gli rivolse uno sguardo intenso, ma truce.
"Cosa ne sai tu?!!" esplose in un’improvvisa rabbia: "Come fai a essere così ottimista?!! Tu… nemmeno immagini il dolore che provo!" singhiozzò nervosamente: "Mio fratello non c’è più!! Ho visto cadere centinaia di persone sotto le mura della mia città, solo pochi giorni fa!! Conoscevo molte di quelle persone, alcuni erano miei amici d’infanzia!"
Ander sgranò gli occhi sconcertato. Lasciò la spalla della ragazza e arretrò istintivamente di un passo.
"Non ne sapevi nulla, eh?!" continuò lei, ancora furente: "Mi sento come se metà del mio mondo fosse stato cancellato brutalmente, senza alcuna pietà…!! Sarah aveva donato un po’ di sollievo alle mie pene, mi aveva ridato speranza…" si interruppe per asciugarsi le lacrime: "In cosa dovrei credere ora?!!"
Il giovane assunse un’espressione da cane bastonato, non sapeva più cosa rispondere. Diana lo incalzava con uno sguardo colmo di dolore e frustrazione. Ander poteva sentire su di sé tutto il suo odio. Dopo qualche momento di silenzio, appena Diana iniziò a calmarsi, il ragazzo le rivolse un lieve e triste sorriso.
"Forse hai ragione…" sussurrò imbarazzato: "Mi dispiace. Spero che tu possa trovare il modo di perdonarmi."
Lei si accorse di esser stata troppo dura con chi in fondo non aveva alcuna colpa, ma in quel momento era fuori di sé e quell’uomo non le era mai stato troppo simpatico. I suoi atteggiamenti la infastidivano sempre e il suo ottimismo inopportuno aveva fatto traboccare il vaso. Per questo motivo non aveva potuto fare a meno di sfogarsi su di lui.
<<Sei solo un patetico buffone!!>> si tenne per sé: <<Ti odio!!>>
In tutta risposta un terribile ruggito risuonò con fragore nella gola. I due ragazzi furono drasticamente riportati alla realtà. Si guardarono subito attorno, senza poter scovare la fonte del rumore. Seguì un altro grido, ancora più vicino e assordante. Ander intuì che seppure non potesse ancora vederne l’autore, lui li aveva già individuati.

"Cos’è stato?!!" esclamò preoccupata Sarah.
"È il ruggito di una creatura malvagia." spiegò la vecchia: "Non ti preoccupare, proviene da lontano. Lo puoi udire perché è molto potente."
"Sei sicura che non verrà qui?" chiese la ragazza.
"Sì, non può raggiungere questo posto. Altrimenti come credi che io abbia potuto viverci tanti anni?" rispose lo sciamano: "E poi, da quello che posso udire, sembra che abbia già trovato la sua preda. Non c’è alcun motivo per preoccuparsi, sai? Continua a esercitarti."
Sarah non le diede ascolto, distratta da una sensazione di inquietudine e preoccupazione.
"Che ti prende ora?" le domandò la donna anziana.
"Da qualche parte fuori ci sono i miei compagni, che mi stanno cercando…" disse: "Potrebbero essere in pericolo! Devo andare a cercarli!"
"Cosa? Non dirai sul serio?!"
Senza aggiungere altro, la ragazza si alzò in piedi e si allontanò in tutta fretta dalla piccola oasi felice.
"Dove vai?! Non essere sciocca!!" cercò di dissuaderla la vecchia inutilmente.

Il ruggito rimbombò tra le pareti della caverna.
<<Maledizione! È già tornato!>>
Il cacciatore ormai correva più veloce che poteva, nonostante il suolo fosse accidentato e scivoloso. Vedeva ben poco, la torcia non riusciva a illuminare adeguatamente la via davanti a lui, mentre si affrettava.
<<Presto, Presto! Devo sbrigarmi!>> cercò di spronarsi: <<Dannazione! Si è già esaurita la mia fortuna?!>>
Cadde alcune volte, battendo anche il ginocchio sulla nuda roccia, ma nessun dolore era in grado di fermarlo in quel momento, né poteva rallentarlo.
<<Resistete sino al mio arrivo, ragazzi! Quel mostro non è affatto alla vostra portata!>> pregò: <<Probabilmente nemmeno alla mia… è terribile… è malefico…>>
Un brivido gli corse lungo la schiena.
"È il wendigo!!"

Era inutile pensare di nascondersi. Ormai erano stati visti. Rifugiarsi nella grotta sarebbe stato un suicidio. Non avevano torce, mentre la creatura che dava loro la caccia poteva probabilmente contare su sensi molto più efficienti dei loro. Nel buio loro due sarebbero stati prede facili.
Per quanto lo ritenesse seccante, Ander doveva prepararsi a combatterla. Impugnò la sua alabarda e avanzò con decisione verso lo spazio aperto. Diana era quasi rimasta sotto shock, ma il cavaliere provò a convincersi che quel mostro non doveva essere terribile quanto faceva pensare il suo ruggito. E quest’ultimo non era certo sufficiente a intimorirlo.
Finalmente si fece vedere. Comparve alla loro vista con un grande balzo dall’alto. Atterrò pesantemente a una ventina di metri dai due giovani, da dove poterono udirlo ringhiare rabbioso. Ander si corresse immediatamente e con rammarico. Quel mostro poteva avere sia un ruggito che un aspetto terrificante.
Le enormi fauci erano la parte più spaventosa, colme sino all’inverosimile di lunghe zanne affilatissime. La testa appariva vagamente somigliante a quella di un lupo o di un cane, ma gli occhi avevano uno sguardo di pura follia omicida, uno sguardo malvagio e famelico. Il corpo era coperto da un grigio pelo cortissimo, o forse ne era addirittura privo, se non per una folta criniera che gli cresceva attorno al collo. Non aveva la coda. La vita sottilissima e la cassa toracica, che metteva in chiara evidenza le costole, suggerivano chiaramente l’insaziabile brama di divorare di cui era animato. Il cavaliere notò che le zampe anteriori sembravano stranamente simili alle mani umane, anche se molto grandi e armate di affilati artigli ricurvi.
<<Non lo vedevamo, perché si era arrampicato sulle pareti del canyon!>> capì il cavaliere: <<Questo coso sembra piuttosto pericoloso…>>
Senza alcun preavviso la creatura caricò Ander con uno slancio tremendo. La distanza che li separava fu annullata in un attimo e il giovane non ebbe il tempo di scansare l’attacco. Il mostro aveva una mole almeno tre volte superiore a un umano e guidato da un’inarrestabile furia assassina si abbatté con violenza sulla sua preda. Il cavaliere si difese dietro l’alabarda, ma l’impatto lo fece cadere all’indietro di alcuni metri. Subì una brutta botta e non riuscì a rialzarsi sufficientemente in fretta da evitare la nuova l’aggressione del mostro. Questo tentò di azzannarlo, ma ancora una volta Ander si protesse con il manico dell’alabarda. Le fauci si strinsero attorno a esso, impattando con forza sul metallo, a un piede di distanza dal volto del giovane. L’alito orrendo e la bava della creatura lo raggiungevano e disgustavano, ma la maggiore preoccupazione era la sua forza fisica. In questo lo sovrastava nettamente. Non avrebbe resistito a lungo in quelle condizioni.
"Ander!"
Diana non riuscì a emettere che un debole strillo strozzato. Era completamente paralizzata dalla paura.
"Scappa!" riuscì a dire a malapena lui.
Il mostro spingeva l ‘alabarda verso il basso con uno degli arti anteriori, afferrandola con quella specie di mano artigliata. Il cavaliere, schiacciato dalla sua mole e forza, stava rapidamente cedendo, intrappolato con la schiena al suolo. Improvvisamente la creatura si sollevò sulle zampe posteriori e con l’altra mano colpì la spalla destra di Ander. Questo sentì gli artigli che gli affondavano nelle carni. Il dolore gli diede la spinta per scrollarsi dalla presa e respingere il mostro.
Divincolatosi e rialzatosi, il cavaliere rivolse il suo sguardo ancora una volta a Diana. Impugnava l’alabarda con la destra, mentre con la mano sinistra si teneva la spalla ferita, che ora grondava sangue.
"Vattene!" esclamò con respiro affannoso: "Ti ho detto di andartene! Non credo di riuscire a proteggerti questa volta…"
Ma la ragazza non si mosse.
<<Perché?!>> si chiese lei: <<Perché si preoccupa per me?! Perché non mi chiede di aiutarlo?!>>
Sarebbe comunque stato vano, non riusciva a muovere un muscolo. Quel mostro era terrificante, la furia che lo animava non pareva appartenere a questo mondo. Riprese ad assalire Ander senza tregua, cercandolo con gli artigli. Questo si difese con successo, ma non trovava alcuna occasione di colpire a sua volta. Stancatosi, il mostro si sollevò sulle zampe posteriori, questa volta per rimanervi. Afferrò il manico dell’alabarda con entrambe le mani e la scagliò assieme al suo possessore contro le rocce. Il cavaliere finì per sbattervi con la schiena.
"Ander!!" gridò spaventata la ragazza.
Involontariamente si guadagnò l’attenzione del wendigo, che iniziò a muoversi verso di lei. Ander se ne accorse e cercò di rimettersi in piedi, nonostante l’ennesimo pesante colpo incassato. Diana non riuscì a reagire. Non cercò nemmeno di afferrare il tridente legato dietro la schiena, mentre la mano artigliata la stava per colpire. Chiuse gli occhi in attesa che arrivasse la fine.
Ma non accadde nulla.
Quando riaprì gli occhi trovò a un passo da sé l’ampia schiena e le larghe spalle di Ander a farle ombra. Per un istante tutto si era fermato. Poi la ragazza realizzò cosa fosse accaduto. Il cavaliere l’aveva salvata facendole da scudo con il suo corpo. Gli artigli del mostro gli erano penetrati in profondità all’altezza dello stomaco.
"Perché?!!"
La ragazza iniziò a singhiozzare e lacrimare. Ander si voltò verso di lei, guardandola di profilo. Una striscia di sangue gli usciva dalla bocca, che le rivolgeva un debole sorriso. I suoi occhi tradivano fatica e sofferenza, sembrava che stessero per chiudersi da un momento all’altro.
"Finché posso ancora respirare, non posso tollerare… una cosa simile!" sussurrò il giovane con voce rauca, non senza difficoltà: "Mostro… prima di toccare lei, dovrai fare a pezzi me!! Io sono… un cavaliere!!"
Detto questo, premette la punta dell’alabarda nel corpo del mostro, cercando di colpirlo agli organi vitali. Un ruggito di dolore rimbombò nella gola. Irato e ferito, il wendigo iniziò a colpire Ander con tremenda violenza, come se avesse capito le sue parole. Il cavaliere cercò di respingere perlomeno qualche attacco, ma ormai le energie lo stavano abbandonando.
"NOOO!!" strillò Diana lanciandosi in soccorso del compagno.
Ma la creatura le diede un calcio, che la fece ruzzolare lontano.
<<È finita.>> si rassegnò lui.
Il mostro gli piantò gli artigli nella gamba sinistra, mentre con l’altra zampa scagliò lontano l’alabarda. Incapace di muoversi, assistette alla scena in cui le terribili zanne del wendigo si chiudevano su di lui. Sentì decine di coltelli conficcarsi nel fianco destro del corpo. Dopo qualche istante iniziò ad avere freddo. Ma non importava più, perché si stava addormentando.
Rialzatasi, Diana rimase inorridita di fronte a quello spettacolo. Gridò con tutte le forze il nome del compagno, che però non poteva più udirla.
<<È tutta colpa mia! Sono stata ingiusta nei suoi confronti! Eppure lui non ha esitato nemmeno un istante per salvarmi!>> pensò piangendo a dirotto: <<Sono stata io a ucciderlo!!!>>

 
 
 
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Un blog di: Tyki_Mikk
Data di creazione: 15/04/2008
 

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