
Caro Alessandro,
avrei voluto scriverti questa lettera sabato scorso, e purtroppo non ci sono riuscito.
sai che quando sono in riviera prendo in prestito la connessione da mio fratello, e quando sono a casa la rubo dal mio vicino. beh, sabato scorso il mio vicino è uscito, il suo pc è rimasto spento e il mio portatile non aveva collegamento col mondo.
poco male, mi sono detto, gli scriverò domani.
ma domani, cioè ieri, la voglia di gioire era un pò passata, e pure la voglia di scrivere.
già, perchè sabato sera ti avrei raccontato della mia prima volta oltre i 20 km. ti avrei scritto, più o meno a caratteri cubitali, 23!, ti avrei raccontato che non li ho mai fatti neanche a 20 anni, neanche prima di cominciare a fumare.
ti avrei detto che 19 mesi fa, il giorno che ho spento l'ultima sigaretta, il solo pensiero che potessi farlo l'avrei considerato un'eresia, e che già ero contento di poter provare a ricominciare a respirare decentemente. ti avrei raccontato che il 1° gennaio di quest'anno, quando con mia moglie ho ricominciato, quasi per scherzo, a correre, mi preoccupavo solo di scaricare tossine.
ti avrei detto, ma questo lo sai, che oggi, dopo soli 11 mesi, dopo che per ovvi motivi ho rinunciato a correre a carpi, sogno londra ad aprile e new york a novembre dell'anno prossimo. la prima per arrivare alla fine, in qualsiasi modo; la seconda per provare a finirla correndo dignitosamente.
ti avrei detto che oggi credo sia possibile.
ti avrei detto queste cose, e te l'avrei fatta lunga, oh, non sai quanto me la sarei tirata! 23 km, ti rendi conto?!
ma ieri c'è scappato un morto, e... diciamo che il vicino è uscito di nuovo, e ho tenuto il portatile spento.
in quella morte ho visto genova.
ooohh, chiariamo subito, se no arrivano subito le iene... non nelle modalità, nelle proporzioni, nelle circostanze. no, niente di tutto questo. no, ho visto genova in quel proiettile che non si sa da dove spunta fuori, che traiettoria prende, ma soprattutto perchè la prende.
mia moglie ha sbuffato, quando ho detto genova. e allora ho spiegato.
ho spiegato che tutto il casino che è successo allora, è accaduto perchè si è tentato di coprire l'impossibile, fino ad inventarsi un calcinaccio che devia un proiettile sparato in aria. un bambino di due anni non ci crederebbe.
ci sarebbe voluto così poco: 'signori, poche pugnette. un carabiniere in pieno panico perchè un delinquente gli stava tirando un estintore, rischiando di ammazzarlo o di ferirlo gravemente, con il clima che c'era ha perso la lucidità e ha reagito sparando, a casaccio, e l'ha beccato in faccia. risultato, due vite spezzate, un delinquentello stramazzato e un giovane carabiniere quasi impazzito'.
bastava poco, bastava la verità, o una mezza verità credibile. la gente avrebbe urlato, bestemmiato, maledetto; ma avrebbe, alla lunga, capito, magari non accettato (perchè la morte di un giovane, anche delinquentello, è la morte di una creatura di dio, o della natura), ma poco a poco avrebbe ingoiato.
e sarebbe andata avanti. forse oggi non avremmo neanche quello 'scandalo' in parlamento, come qualcuno, anche su questi blog, definisce la madre di quel giovane. come se la presenza di quella donna sia la cosa di cui scandalizzarsi, come non ce ne siano tante, e più gravi, di schifezze in parlamento.
ho pensato a genova. e ho pensato a quel proiettile che solo a tarda serata, ieri sera, era sicuramente uscito da quella pistola.
mi fermo qui, con il commento. non so cosa è successo, come e perchè. dico solo che quando si tira fuori un'arma, che sia una pistola o un coltello o un arco o un sasso, qualcuno può farsi male. e molto spesso si fa male.
con questo spirito oggi ho acceso il portatile. pronto a leggere le solite polemiche sterili e inutili, ma anche incuriosito.
come si sarebbero barcamenati, mi chiedevo, quelli che hanno dato del facinoroso comunista ad ogni singolo contestatore di genova, meritevole per questo solo motivo di essere preso a mazzate dalle forze di polizia? quelli che fanno di 'ordine e disciplina' uno slogan duro e puro, evviva la legalità e, alla bisogna, anche la forza, quelli che il loro leader ebbe a dichiarare che 'la libertà non è un valore assoluto'? come avrebbero potuto, stavolta, difendere un poliziotto e, allo stesso tempo, dolersi per una vita innocente (questa sì, mica quella del facinoroso di genova) spezzata?
e infatti ho visto i blog, e ho visto i commenti. tutto scontato, ai limiti della noia.
allora ho girovagato un pò, sono andato a cercare un amico 'virtuale' (che parola cretina) che da pochi giorni ha aperto un blog. te lo segnalo, se ti capita, lui si chiama pinnapiao e il suo blog 'giro in giro' (maiuscolo).
una bailamme, ripeterei una polemica sterile, ma in realtà proprio disgustosa.
ti riassumo, in breve.
qualcuno dei bloggers ha un attimo esagerato, non si è limitato ai soliti sfottò o insulti anche pesanti. no, per soprannumero ha pensato bene di arrivare alle minacce, prima 'in chiaro' e poi in 'pvt' (significa in privato, nel profilo di alcuni di noi). qualcun altro non se l'è tenuta, ha segnalato i minacciosi alla redazione, con il risultato che questi sono stati bannati.
caro amico, ti dico la verità. sinceramente non me ne può fregare di meno se quei quattro craniolesi sono stati bannati o se sarebbe stato bene (ma bene per chi, poi?) che avessero continuato con le loro insulse e ridicole esternazioni, in nome di una presunta e malintesa libertà di pensiero.
lungi da me, mi conosci, inneggiare al 'bannamento' (parola orribile, sarà corretta?), e ushuaia è nata proprio perchè non volevo che qualcuno mi tappasse la bocca. e tuttavia, lo capisce anche il bibino di 'dolcetto o scherzetto' che un conto sono le offese volgari, che al limite possono essere anche male sopportate da un animo sensibile; e un conto sono le minacce, che incitano alla violenza e la teorizzano, e che possono spaventare davvero.
quello che mi ha proprio disgustato è stata la difesa di questi soggetti, condita da provocazioni in un linguaggio che tacciava di offensivo e provocatorio l'altro.
per mestiere mi rendo conto che il carnefice ha diritto ad essere difeso. ma come persona so che la vittima vale di più. qualcuno questa differenza non la coglie. e ha pure il coraggio di dire che i violenti (magari comunisti e lancia molotov) sono gli altri.
oggi sono stato zitto, avevo troppo da fare e troppo poca voglia di litigare.
stasera non ho niente da fare, e mi sfogo.
con una 'lettera aperta' ad un amico.
che proprio perchè aperta rischia di far casino.
ciao alex, buona serata.
Inviato da: nagual_juan
il 01/01/2011 alle 02:07
Inviato da: goetterbote
il 01/12/2009 alle 18:47
Inviato da: venuss99
il 28/11/2009 alle 13:33
Inviato da: chimicamd
il 28/11/2009 alle 07:38
Inviato da: venuss99
il 12/11/2009 alle 14:47