Ritorniamo nel campo profughi di Ayasma dopo un anno; non ci accoglie il vocio di tutti quei bimbi festanti e non vediamo nemmeno quelle case misere, cadenti, edificate in una notte che riempivano la vallata. İn vırtu' del "progetto dı trasformazione sociale" voluto dal governo turco la baraccopoli viene distrutta per lasciare il posto a complessi abitativi "piu' consoni" alla presenza dello stadio che domina la ormai ex baraccopoli.
İl meccanismo strano e perverso di riallocazione consiste nel far fırmare ad ogni proprietario di casa un contratto di affitto con riscatto nelle "torri", enormi grattacieli in quartieri periferici e degradati. Siccome gli affitti sono troppo onerosi e' verosimile che tra alcuni mesi le famıglie riallocate morose saranno cacciate nuovamente e la loro unica alternativa sara' ricostruire in una notte un'altra casa in un'altra baraccopoli pıu' lonatana e senza alcun servizio.
Delle 1500 baracche di Ayasma da febbraio ne sono state distrutte 700, 940 possessori di titolo di proprieta' hanno firmato il contratto per le torri, 42 famiglie si sono rıfiutate ma alla fine sono state costrette a farlo.
Chi distrugge ad Ayasma e costruisce alle "torri" e' la medesima mega impresa edile Toki. Non sappiamo che fine fara' l'ambulatorio medico che garantisce cure e medicine per l'intera baraccopoli, grazie ad un progetto dell'associazione "Verso il Kurdistan" di Alessandria.
Dopo aver fotografato questa grande distesa di macerie intervallata ancora da qualche casa che entro settembre verra' distrutta ci rechiamo alle "torri". Saliamo al decimo piano di un enorme edificio giallo, incontriamo una famiglia originaria del Kurdistan fuggita negli anni '90 per la distruzione del suo vıllaggio e vıssuta ad Ayasma per 12 anni. Da un mese vivono in 10 persone in un appartamento di 90 mq.
Per capıre meglio questa situazione incontriamo Yasmin Karadag della federazione dei diritti fondamentali (Temel Haklar Federasyonu) che si occupa dei problemi dei baraccati, che opera in 17 baraccopoli ad İstanbul, 2 a İzmır e 2 ad Ankara. Solo ad İstanbul sono 5 milioni (un terzo degli abitanti) a vıvere nelle baraccopoli, sono kurdi, turchi, cırcassi il cui reddito e' di circa 200 euro al mese mentre la soglia di poverta' per la Turchia e' di 450 euro mensili per famıglia.
İ problemi maggiori sono la salute: molti non hanno diritto alla carta verde e quindi devono pagarsi le cure; importante e' anche il problema dell'alimentazione e dell'istruzione. Secondo il piano di trasformazione del governo tutte le baraccopoli verranno distrutte e si creeranno altre baraccopoli ancora piu' tremende e pıu' lontane dalla citta'.
Yasmin e' una giovane donna che si batte per i diritti fondamantali negati a tante persone. E' stata in carcere per 12 anni per reati politici, in seguito alle torture ricevute ha perso un rene e l'altro funziona male, non ha la carta verde in quanto ex detenuta.
Inviato da: valter47
il 23/04/2009 alle 16:36
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il 10/04/2009 alle 07:27
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il 28/03/2009 alle 15:19
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il 24/03/2009 alle 07:52
Inviato da: rigitans
il 22/03/2009 alle 18:08