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Conclusioni?
Quando una vicenda è vicenda di
uomini, di umanità, è sempre difficile tirare delle conclusioni.
La caratteristica del gruppo di
Parma andando in Kurdistan è sempre stata quella di incontrare persone alle
quali è stato tolto il più elementare diritto: quello di essere se stessi.
Ai Kurdi viene costantemente
impedito di essere se stessi, di essere Kurdi.
E com’era prevedibile, dalla
volta scorsa, la situazione è peggiorata, anche all’occhio di chi visita quella
regione per pochi giorni.
Il comportamento ferocemente
repressivo del governo turco è avallato dall’ignavia del mondo occidentale,
soprattutto dell’Europa, che molto potrebbe fare per mediare la situazione.
La scomparsa del popolo kurdo è
accettata senza problemi.
Dei Kurdi ormai non si parla più
in occidente.
Basta leggere le guide turistiche;
in esse si parla di Anatolia del Sud, di Anatolia occidentale o di sopra o di
sotto: il termine “regione del Kurdistan” è bandito, sconosciuto.
Addirittura “lonely planet”
(editrice delle più apprezzate guide turistiche di tutto il mondo, in parecchie
lingue) nella guida della Turchia, quando descrive la città di Sanliurfa (una
delle più belle e caratteristiche città orientali, kurda, appunto), descrivendo
il bazaar scrive: “ Alle chiacchiere in
turco si mescola qualche frase pronunciata in curdo”: e pensare che a
Sanliurfa, qualche anno fa, esisteva una scuola (fortemente osteggiata dal
governo) di lingua kurda.
Hasankeyef, con resti
archeologici risalenti a 5000 anni fa, in territorio mesopotamico e kurdo,
verrà sommersa da un’enorme diga che imprigionerà il corso del Tigri, creando
un enorme lago che sommergerà l’intero territorio, seppellendo resti
archelogici e 37 villaggi kurdi.
Più di 4000 villaggi kurdi
distrutti e la popolazione che l’abitava dispersa.
Il popolo kurdo possiede grande
dignità e fierezza, sa da dove viene, qual è la sua storia, ma fino a quando i
giovani potranno resistere alle discriminazioni nel lavoro, nelle università?
Fino a quando potranno resistere
e dirsi kurdi affrontando prigione e torture?
L’Occidente, l’Europa, persi nei
loro possibili traffici economici col governo turco, non trovano certo il tempo
per seguire le vicende di un popolo povero di denari (le immense ricchezze del
suo territorio sono utilizzate dalle multinazionali) ma ricco di storia.
Con la storia, con la dignità,
coi diritti umani non si fanno affari.
Perderemo così un altro pezzo di
umanità?
Della nostra umanità.
il Marzukurdo
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Inviato da: valter47
il 23/04/2009 alle 16:36
Inviato da: valter47
il 10/04/2009 alle 07:27
Inviato da: valter47
il 28/03/2009 alle 15:19
Inviato da: valter47
il 24/03/2009 alle 07:52
Inviato da: rigitans
il 22/03/2009 alle 18:08