Miilano, 10 aprile 2008 - «La nuova condanna a Leyla Zana è una sfida aperta all’Ue da parte della Turchia. Chiediamo l’ immediata interruzione della trattativa per l’ingresso di Ankara in Europa. Leyla Zana è il simbolo della lotta pacifica e nonviolenta per il rispetto dei diritti del popolo curdo ed è riconosciuta a livello internazionale come attivista che si batte per il rispetto dei diritti umani; anche l’Unione Europea ne ha celebrato i meriti e lo straordinario coraggio assegnandole nel ’95 il Premio Sacharov». Con queste parole Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Arcobaleno, commenta la condanna a due anni di carcere inflitta oggi alla deputata curda Leyla Zana, Premio Sacharov.
«Il popolo curdo subisce una repressione senza eguali: Ankara deve garantire ai curdi il rispetto del loro diritto di rappresentanza politica ed espressione culturale. Il governo turco deve riconoscere - non più solo a parole, ma con fatti concreti - l'esistenza della "questione curda in Turchia", promuovendo l'autonomia culturale e linguistica dei Curdi di Turchia.
L’Unione Europea non si renda corresponsabile di questa nuova, vergognosa condanna a Leyla Zana, accusata di aver di aver fatto «propaganda terrorista» solo per aver citato in un discorso il nome del leader dei curdi Ocalan. L’accusa è ancora più incredibile se si pensa che proprio la stessa Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ha chiesto che per Ocalan si celebri un nuovo processo con la garanzia del rispetto dei diritti della difesa, diritti che secondo la Corte Europea non sono stati rispettati nel processo che si è tenuto in Turchia».
Vittorio Agnoletto, eurodeputato della Sinistra Europea/Sinistra Arcobaleno
membro della Commissione Esteri del Parlamento Europeo
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