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TURCHIA, CONDANNA OFFESA IDENTITA' PAESE: MA SOLO MULTA

Post n°142 pubblicato il 19 Giugno 2008 da gaibo

Istanbul, 19 giu. (Apcom) - Condannato sì, ma senza prigione. Il nuovo articolo 301, che non punisce più l'offesa all'identità turca, è entrato in vigore, ma per Ragip Zarakoglu, proprietario della casa editrice Belge, è stata fatta un'eccezione, perché il suo processo è iniziato non solo prima dell'entrata in vigore della nuova legge, ma addirittura quando c'era in vigore il vecchio articolo 159 del codice penale, "antenato" del più severo 301. Tuttavia la pena è stata notevolmente alleggerita, proprio per l'entrata in vigore della nuova versione, lo scorso aprile, del nuovo 301 e la maggiore apertura nei confronti della libertà di pensiero che questa nuova legge ha provocato.

Dal punto di vista legale quindi l'editore è stato condannato a 5 mesi di prigione, pena che però gli è stata considerevolmente decurtata e successivamente tramutata in pagamento di una multa da circa 1.000 euro, considerata la sua buona condotta durante il processo. La sezione penale del tribunale di Sultanahmet, a Istanbul, ha riconosciuto Zarakoglu colpevole per l'articolo 301 (vecchia versione) del codice penale per aver parlato di genocidio, ma innocente per quanto riguarda l'altro capo di imputazione, ossia l'offesa a Mustafa Kemal Ataturk, fondatore dello Stato Moderno.

La complessa vicenda giudiziaria di Zarakoglu è stata male interpretata da alcuni giornali locali, anche autorevoli come il quotidiano Zaman, secondo i quali l'editore era stato condannato a 5 mesi di prigione. Senza aggiungere il particolare, fondamentale, della trasformazione della pensa detentiva in pena pecuniaria. Nonostante sia stato parzialmente salvato, quella che poteva essere l'ultima vittima illustre del vecchio articolo 301, non ha intenzione di arrendersi.

 
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