3000 anni di storia curda cancellati dalla diga turca: una troupe varesina lo racconterà
Cinque mila abitanti che dovranno andarsene. Tre mila anni di storia che andranno distrutti. Un fiume, il Tigri. Una diga che sommergerà il paese di Hasankeyf in Turchia sotto 30 metri di acqua. È il primo impegnativo documentario che sta realizzando la Hagam, casa di produzione video varesina, che da anni insegue questo progetto. In queste settimane si trovano in Turchia il regista Mauro Colombo e il coautore Massimo Lazzaroni. Giovedì saranno raggiunti dal produttore esecutivo Gianluca Gibilaro. Insieme racconteranno nel documentario l’importanza e l’ambiguità di un’opera, la diga, che è destinata a innovare il territorio della Mesopotamia, ma anche a cancellare una della capitali culturali della parte curda della Turchia.
«Il Tigri scorre in questa valle fatta di strapiombi di roccia alti 200 metri da cui si domina tutta la bellezza di una terra che ci riporta agli albori della civiltà – racconta Gibilaro -. Proprio su queste alture, sopra il villaggio, ci sono i resti di una città medioevale scavata interamente nella roccia. La diga Ilisu in progetto, una volta completata, sommergerebbe il villaggio. Ma ad Hasankeyf tutto continua come se nulla dovesse accadere. I bambini giocano nell’acqua, i più grandi portano al pascolo capre e mucche, mentre le ragazze al fiume lavano i panni».
Nei mesi scorsi gli autori fecero un sopralluogo per capire l’entità del progetto. Il significativo video che proponiamo è il risultato di quel viaggio. Per produrre il documentario i giovani hanno avviato una serie di ricerche per cercare partner. Molti gli interessati, ma per ora la casa di produzione varesina sta autoproducendo il progetto, con piccoli contributi raccolti anche tramite un azionariato popolare.
Da Hasankeyf arriva anche un rapporto giornaliero dagli autori. Ecco alcuni resoconti dei primi giorni.
Lunedì 9 giugno: «Grazie ad un contatto di Veysi, la nostra giovane guida curda che studia farmacia a Pisa, riusciamo ad entrare nel piccolissimo liceo di
Hasankeyf per una lezione di geografia sul tema diga. Il professore presenta ai 14 studenti i pro ed i contro. La diga fornirà l'acqua e l'energia per il rilancio economico di questa zona ma che cancellerà millenni di storia, pregiudicando l'equilibrio della zona. Dopo un iniziale imbarazzo i ragazzi esprimono il loro punto di vista. Un intervento su tutti ci colpisce: "Siamo gente della Mesopotamia ed abbiamo una grande cultura, non possiamo perdere la nostra storia"».
Martedì 10 giugno: «Passiamo la giornata con il Sindaco di Hasankeyf, un uomo enorme e distinto, parlata lenta e sorriso fulminante. Una figura imponente che ben rappresenta l'orgogliosa opposizione da parte di questa gente alla costruzione della diga. Evitiamo di effettuare un'intervista classica e lo seguiamo nella sua routine tra uffici ed uscite per il paese. Ci facciamo accompagnare nel luogo dove si ipotizza verrà costruita la nuova città. Nessuno l'ha informato, ogni decisione è passata sopra la sua testa e su quella dei suoi concittadini. Secondo lui la decisione è ancora modificabile. Finiamo la giornata accompagnandolo al cimitero dove ci propone un semplice quesito: "Dove andrò a trovare i miei cari quanto questo luogo sarà coperto dall'acqua?"
Sabato 14 giugno: «Oggi intervista ad uno dei personaggi che più ci ha colpito per eleganza e profondità: il proprietario del locale dove frequentemente ceniamo (ottime le zuppe). Vera e propria memoria storica di Hasankeyf, ci racconta la sua infanzia vissuta nelle tipiche grotte situate nella zona del castello. Da anni vorrebbe allargare il suo ristorante, costruire un piccolo albergo... un’altra vita in attesa. Per lui non può esistere un’esistenza lontano dal suo paese».
Inviato da: valter47
il 23/04/2009 alle 16:36
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il 10/04/2009 alle 07:27
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il 28/03/2009 alle 15:19
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il 24/03/2009 alle 07:52
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il 22/03/2009 alle 18:08