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BDP (Partito della pace e della democrazia): all'opinione pubblica internazionale

Post n°213 pubblicato il 26 Dicembre 2009 da gaibo

BDP 25 dicembre 2009: Il 24 dicembre 2009, di mattina presto, le Forze dell'ordine turche hanno realizzato una estesa operazione di polizia contro il BDP (Partito della pace e della democrazia). Più di 80 persone sono state fermate, fra le quali ci sono anche ex parlamentari ed ex sindaci. I fermi sono stati realizzati in spregio dei più universali diritti universali. Le loro abitazioni private sono state devastate senza il minimo rispetto della proprietà privata. Il 23 dicembre, dopo la decisione della Corte costituzionale turca assunta lo scorso 11 dicembre di mettere il Partito della società democratica fuori legge, 94 sindaci e tutti gli amministratori locali del DTP hanno deciso di aderire al BDP. Questa operazione contro il BDP condotta nemmeno 24 ore dopo quella decisione ci fa pensare molto. Dopo la grande affermazione del DTP nelle elezioni amministrative dello scorso 29 marzo, ci sono stati gli arresti di 53 dirigenti del Partito effettuati il 14 aprile, tra i quali anche il vicepresidente del DTP. Trascorso 8 mesi non hanno avuto ancora inizio i processi contro di essi dato che il dossier che li riguarda è stato dichiarato di interesse nazionale e non suscettibile di essere fatto oggetto di pubblico dibattimento. Il motivo degli arresti, in questo modo, rimane sconosciuto. Dopo l'operazione di polizia dello scorso 14 aprile sono stati arrestati oltre 500 dirigenti politici kurdi.Mentre queste situazioni rimangono ancora oggi in tutta la loro gravità senza soluzione alcuna, al momento sono stati posto sotto fermo dietro mandato della Procura della Repubblica, con l'operazione del 24 dicembre i seguenti esponenti politici locali kurdi e membri della società civile: Dicle Hatip copresidente del Congresso della società democratica ed ex deputato del DEP, Muharrem Erbey, Vice presidente della Associazioni per i diritti umani e Presidente della sezione di Diyarbakir, Selim Sadak, Sindaco del comune di Siirt; Necdet Atalay, Sindaco del comune di Batman; Zülküf Karatekin, Sindaco del comune di Kayapınar; Ethem Sahin, Sindaco del comune di Suruç; Leyla Güven, Sindaca del comune di Viransehir; Ahmet Cengiz, Sindaco del comune di Çınar; Aydın Budak, Sindaco del comune di Cizre; Ferhan Türk, Sindaco del comune di Kızıltepe; Abdullah Demirbas, Sindaco del comune di Sur; Hüseyin Kalkan, ex sindaco del comune di Batman; Emrullah Cin, ex sindaco del comune di Viransehir; Fikret Kaya, ex sindaco del Comune di Silvan; Fırat Anlı, ex sindaco del comune di Yenisehir; Yasar Sarı, Direttore del DİSKİ; Ali Simsek, vice-sindaco dell'area metropolitana di Diyarbakır,.Mentre da un lato parla di apertura democratica ingannando l'opinione pubblica mondiale e nazionale, il governo dell'AKP aumenta la repressione contro i legittimi rappresentanti del popolo kurdo. Nelle ultime elezioni amministrative il DTP ha preso più o meno 2,5 milioni di voti. I due co-presidente del Partito, Ahmet Turk e la signora Aysel Tugluk sono stati espulsi dalla Grande assemblea nazionale ed il partito è stato chiuso. Contro questi attacchi il gruppo del DTP alla Grande assemblea nazionale aveva deciso inizialmente di dimettersi dal Parlamento ma l'appello dell'opinione pubblica che aveva chiesto loro di insistere ha fatto si che fosse presa la decisione di unirsi al BDP continuando nel parlamento la loro lotta democratica. Questa operazione è una provocazione effettuata col consenso dell'AKP. Dopo l'operazione di polizia dello scorso 14 aprile e la chiusura del DTP avevamo lanciato un appello pubblico lanciato all'opinione pubblica turca ed a quella internazionale; la mancanza di una adeguato riscontro ha favorito l'aumento della repressione contro la volontà politica kurda. Come BDP vogliamo condividere con voi la preoccupazione che questi attacchi non fanno altro che aumentare la crisi e la violenza politica interna. La soluzione non è arrestare la volontà politica dei kurdi ma conoscere le loro posizioni ed accettarli come interlocutori per cercare assieme delle soluzioni condivise. Vogliamo avvertire l'opinione pubblica turca e mondiale che il tentativo dell'AKP di trovare una soluzione alla questione kurda senza i kurdi vuol dire spingere la Turchia verso una guerra totale. La tensione che si svilupperà in Turchia influenzerà negativamente la scena politica medio-orientale e mondiale. Crediamo sia vitale che l'opinione pubblica si mostri nettamente contro queste ingiustizie e queste dure repressioni e che si esprima per la democrazia plurale. Chiediamo a tutta l'opinione pubblica democratica di far sentire la sua voce e di essere solidale contro queste operazioni effettuate verso il BDP e la società civile kurda.

 
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