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Seduti su questa spiaggia

Post n°52 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da vellutoblues
Foto di vellutoblues

Seduti su questa spiaggia

di malinconici addii

Guardiamo la grande pianura di acqua

 rimbalzare tra il cielo e l’abisso

In un movimento continuo e imperturbabile

di monotona diversità

 

I nostri sguardi troppo abituati a guardare

Si smarriscono in questo nuovo essere guardati

E i nostri cuori devastati

da chi ha sempre preso senza nulla dare

Si chiudono nelle stanze dei rimorsi

incapaci di ricevere insperato calore

 

Sentiamo il vento sulla pelle scavare fino all’anima

Tremiamo nel freddo di un fuoco invernale

E nella cenere del tempo

lasciamo appassire i sorrisi sognati

 

Nell’abbandono disegnato con tratti pesanti da mani violente

Diventiamo paura di noi stessi

Sentendoci terra, sabbia, fumo, fango, nulla

Trasformata inconsistenza di quello che eravamo

 

In questo stordimento vaghiamo come mete in movimento

Diventando partenza e approdo allo stesso tempo

Ricerca di smarrimento emozionale per non ascoltare, non sentire

 

Ma il silenzio di quiete desiderata diventa assordante cecità

Un buio di angoscia che avvolge i sentimenti

Nascondendo quanto di vivo è dentro noi

Dietro improbabili paraventi di esili dubbi

 

Seduti su questa spiaggia di probabili ritorni

Ci siamo noi feriti a morte dalle ombre che non siamo

E dentro spiragli di cielo all’orizzonte lasciamo correre il nostro respiro

Debole, affannato, ma ancora vivo.

 

 
 
 

L'attore

Post n°51 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da vellutoblues
 
Foto di vellutoblues

Seduto allo specchio di questo camerino

Nel retro di un teatro di una qualsiasi periferia

Mi tolgo il trucco di scena

Dopo l’ennesima rappresentazione del mio assurdo vivere

 

L’immagine che mi ritorna non mi sconvolge più

Il mio volto è solo contorno ad un vuoto inespressivo

Invisibilità di respiri e lacrime

Come pioggia su un vetro

 

La luce mi attraversa e non la rifletto più

Sono inconsistenza di parole e sensazioni

Sono diventato quello che il pubblico vuole

Ridicola controfigura di un’altra realtà

 

Ma ti vedevo, in prima fila

Ad ascoltare con attenzione

E mi guardavi con occhi veri

Vedevi l’uomo o l’attore?

 

Così eccomi a te, ora senza trucco

Eccomi a te come vorrei

Ma come sempre mi ritrovo a dover essere altro

Per non scordare le regole di scena

 

Perdonami, lo dovevo immaginare

Chi ha sempre e solo visto recitare

Non può capire la differenza tra attore e uomo

Tra copione e improvvisazione

 

Torno al mio camerino, come sempre

E come sempre ci vedremo come ci è dato fare

Io su un palco sotto luci finte con la mia parte da recitare

Tu in prima fila ad applaudire fino al mio inchino finale.

 

E il sipario

ancora una volta

si chiuderà.

 

 

 
 
 

Nel rumore di certi addii

Post n°50 pubblicato il 30 Gennaio 2008 da vellutoblues

Nel rumore di certi addii

Quando improvvisi e nonostante tutto già disegnati

Si perde il nostro aver guardato oltre al tempo di convinzioni incerte

E quando arriva il risuonare del vuoto che dentro noi amplifica lo smarrimento

In quel momento nelle ombre che si allungano sulla nostra anima

Scopriamo le verità da sempre mentite

 

E si ripercorrono strade che nella trasparenza del sentire

conducevano lontano da noi

nella convinzione che il respirare fosse sinonimo di vivere

mentre i vetri della percezione raccoglievano la polvere di anni

passati chiusi dentro stanze di ingannevoli certezze

 

siamo diventati ladri di illusioni per illuderci che fossimo vivi

mentre venivamo incorniciati come tele astratte da pittori capaci di soli autoritratti

e la nostra mente chiedeva aiuto al cuore

in quei momenti in cui avremmo voluto ali nostre per volare

per ritrovarci poi ancora cullati dentro gabbie di parole e speranze

ancora stese ad asciugare, intrise dalle nostre lacrime di vita

 

come è difficile ora trovare fuori dalle circostanze

la nostra voce come veramente è

averla taciuta per il timore della sua verità l’ha resa a noi così sconosciuta

e ora che fievolmente inizia a pronunciare il nostro nome

vorremmo che da sempre l’avesse gridato

oltre le sbarre di quella gabbia

oltre i vetri di quelle stanze

 

ma sentirla ora, percepirla nel vuoto

illuminata da barlumi di desiderata speranza

porta brividi di malinconie e tristezze di sorrisi lontani

che confondono le incerte convinzioni al nostro riuscire a guardare il cielo

che con rispetto e timore vorremmo iniziare a solcare

con le nostre ali appesantite

ma che sappiamo ancora capaci di farci volare.

 

E pronunciando il nostro nome, voleremo.

 
 
 

.......... particolarmente rosso.........

Post n°49 pubblicato il 05 Dicembre 2007 da vellutoblues

 
 
 

......... percorsi di desiderio ........

Post n°48 pubblicato il 04 Dicembre 2007 da vellutoblues

 
 
 
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Un blog di: vellutoblues
Data di creazione: 11/11/2006
 

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una parola.......lunga lunga lunga...quanto un'attesa
Inviato da: fartimale
il 11/05/2007 alle 10:20
 
In effetti.... ;-))
Inviato da: vellutoblues
il 23/03/2007 alle 21:31
 
un wow è insopprimibile ..;-) plum
Inviato da: StephanieP
il 23/03/2007 alle 11:55
 
sempre sensualissime le tue foto velluto.ciao. plum
Inviato da: StephanieP
il 15/03/2007 alle 11:07
 
bentornato..
Inviato da: profumo_di_malva
il 14/03/2007 alle 07:21
 
 

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