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Post N° 174

Post n°174 pubblicato il 02 Maggio 2006 da v_mom
 

Lo so, lo so che il dovere mi chiama. Lascialo sgolare, per una volta.
Per una volta sola, non torno indietro al suo richiamo e ascolto quello più forte che urla il mio sogno. Ma non lo realizzerò, almeno non facilmente.
Perché è una storia molto incompiuta, senza un canovaccio portante.
Perché la mia fantasia non galoppa abbastanza, con queste briglie sempre nelle mani serrate, con le unghie corte che entrano ugualmente nella carne e che fanno male e che mi riportano poi sempre alla realtà.

Perché poi non so mai che cosa vorrei dire esattamente, o forse non so bene da dove cominciare.
Ma questo è un momento un po’ strano, è tutto in sospeso, nessuna certezza. Mi ci sono infilata restando anch’io a mezz’aria, scrivendo queste parole che forse cadranno nel vuoto come tutte le altre. O forse no.

Tante volte inizio, penso a dove e come, mi organizzo mentalmente, va bene: sono pronta. Via!
Poi il vortice della quotidianità mi travolge di nuovo. Mi dimentico tutto e lascio là, soprattutto il tempo per me.

In momenti come questo, torno indietro a cercare quel che avevo lasciato e non trovo più niente. Va bene, riparto da capo. Punto.

Sai quel è il mio problema, anzi i problemi?
Il senso del dovere.
L’altruismo.
Il senso di colpa.
La responsabilità.
L’onestà a tutti i costi.
Il rispetto esasperato.
L’irreprensibilità.
Un cuore di burro.

E il non saper mandare affanculo nessuno per davvero.

Ecco, si. Perciò sono cresciuta mettendo sempre qualcuno o qualcosa davanti a me. Certo, contenta di farlo. Ma alla lunga gli effetti sono devastanti.
E l’indipendenza, ah si. Per l’indipendenza e l’orgoglio dell’indipendenza mi sono giocata desideri e aspirazioni.
Ma non incolpo nessuno, se non me stessa.
In fondo l’età della ragione l’ho raggiunta da un pezzo e anche la capacità di discernere, fino a prova contraria.
Non ho il coraggio, ammettiamolo. Non ho il coraggio di fare delle scelte egoistiche.
A dir la verità, una volta l’ho avuto. Ho fatto la scelta. Sto ancora pagandola e anche molto salata. Ma va bene.

Perché, per esempio, se adesso io fossi in una situazione diversa, mi licenzierei e me ne andrei oggi pomeriggio.
 Andrei a casa, accenderei il mio computer ed inizierei a scrivere.

 
 
 
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