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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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aforismando

Post n°2020 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da ossimora
 


"La debolezza è sublime, la forza spregevole.

Quando un uomo nasce, è debole ed elastico.

Quando muore è forte e rigido.

Quando un albero cresce, è flessibile e tenero;

quando diviene secco e duro, esso muore.

La durezza e la forza sono le compagne della morte.

La flessibilità e la debolezza esprimono la freschezza della vita.

Perciò chi è indurito non vincerà." Lao-Tze. 

 

Saudek Saudkova



Più che elogio del debolismo, un elogio dell'adesione al

divenire, come direbbe il filosofo.

Si sa che ogni età ha i suoi dilemmi, si tratta solo di seguire la

via della rigidità o quella dell'adattamento.

 

 
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scorpioncini

Post n°2019 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da ossimora
 


LA RANA E LO SCORPIONE


"Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione. "Devo passare dall'altra parte" disse"ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affogherò. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso, te ne sarei molto grato". La rana perplessa rispose: "Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi!". Lo scorpione rassicurò la rana: "Non ti preoccupare, perchè dovrei farlo, se ti pungessi morirei anch'io perchè affogheremmo entrambi nel fondo". La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire. Quando furono a metà del fiume,lo scorpione punse la rana. La rana stupita dal gesto dello scorpione mentre stava affondando insieme a lui trovò la forza di chiedergli: "Ma perchè l'hai fatto adesso moriremo entrambi?" Lo scorpione rispose 

"Non ho potuto farne a meno, questa è la mia natura".


Sono giorni che un po’ mi diverto ,( con i bambini)  un po’ mi interrogo sui significati che si possono attribuire a questa favola e su quanto di questa possa essere utilizzato ,  per discutere di noi,di umanità.

 Esiste la”natura” o il carattere e se si  , in quale misura e che peso ha sulla nostra storia , sulle scelte , sui sentimenti e le reazioni , sulla nostra propensione alla felicità , al rimuginamento ,all’allegria ed a tutto il resto?

 Penso a due   film che mi hanno affascinato : “l’enigma di Kaspar Hauser “di Herzog e “L’enfant sauvage “di Truffault ; nel primo Kaspar segregato dalla nascita , ed abbastanza incapace di evolvere così come i suoi maestri avrebbero voluto , quando muore viene “analizzato “ e la società rassicurata inquanto sembra che lui soffrisse di una qualche malattia mentale . 

Invece il ragazzo selvaggio che scappa per andare ad omaggiare alla luna infine accetta l’educazione soprattutto perché il suo educatore procede con piedi di piombo e sensibilità. (Rousseau docet)

Davvero lo scorpione è così scemo da lasciarsi morire perché  quella è la sua natura ?

Questa cosa si registra anche  fra le persone , son fatto così, infondo è la mia natura , il carattere non si cambia , ho imparato a convivere con la mia essenza, tutte frasi che si sentono spessissimo .

Continuiamo  a farci  del male per l’incapacità di cambiare , tutto qui, è semplice  e la natura c’entra poco , siamo noi che disabituati e scoordinati nel fare esercizio di conoscenza , crescita  , meditazione e volontà siamo esattamente come lo scorpione. 

Un maestro indiano definiva   "doppio idiota "colui che  non lavora costantemente  sulle proprie nevrosi (la natura!),  dal   se stesso già  raggiunto a quello in evoluzione permanente  ,  per di più facendone un vanto...io sono così !

 
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Carnem Levare

Post n°2018 pubblicato il 15 Febbraio 2015 da ossimora
 


Oggi guardando le foto di una festa di Carnevale , molto”stilosa” svoltasi ieri sera,  ripensavo .

Quando ero piccina ; diciamo alle elementari ,il Carnevale era : una festa a scuola , una in parrocchia e magari una al “CircolinoTifernate” che già da allora aveva la sala degli specchi , ovviamente  più fatiscente di oggi ,  adibita alle feste .

 Ricordo trombette , lingue delle donne , urla , grida e corse sguaiate e senza molto senso se non quello  di correre ed estenuarsi felici di essere in compagnia , manciate di coriandoli in bocca , cumuli di stelle filanti da appallottolare e mescolare all’aranciata ,qualche castagnola  , il tutto condito di miele e musica , quella sempre uguale, la samba e tutto lo stock adatto ai trenini. Quando tornavo a casa e mi cambiavo , una scia di coriandoli riempiva la casa  lasciando per giorni quegli effimeri pezzetti di bolgia. Ho in mente netto il profumo di quei pomeriggi , polvere /  sudore  /dolciastro.

Poi i “veglioni” quelli veri ,quasi da grandi ,  al Teatro comunale pure lui mezzo distrutto ( allora) , un vero scempio.  Nei palchi si accalcavano comitive festanti che si rimpinzavano di qualsiasi cosa e coppiette  ben appartate , ( se aprivo una porta e mi trovavo scene osè mi mortificavo tanto ! ) quattro ordini di palchetti come gironi danteschi 

…faticavo ad avere  il permesso dai miei ma dato che insubordinati si nasce…

In questa fase le prime cotte monotematiche. Vere fissazioni; una per volta  a periodi anche abbastanza lunghi e se non vedevo l’oggetto del mio acerbo desiderio ero di cattivo umore, di più lo ero se l’oggetto in questione era con altre ed invece che trionfo , che gioia elettrizzante se avevo ballato con lui , un enorme senso di appagamento proporzionato soltanto alla insignificanza  assoluta della cosa !

Poi il Carnevale è diventato soprattutto quello da vivere con i bambini ; sia nell’ambito della scuola sia con mia figlia . Ciccicocco in giro per il quartiere, mascherate da animatrice …e sempre i girotondi e le sambe , più fastido per i coriandoli ( sopratutto in bocca …) e la gioia dolceamara di rivedersi negli occhi dei piccini , negli stessi gesti e comportamenti immutati.

Adesso…il distacco è quasi  totale , a scuola automatismi rodati si ripetono come per le altre feste comandate ; un lieve senso di liberazione nello strafottersene bellamente senza un’ombra di rimpianto.

Però…oggi , in tutta pace da relax  ho letto “Carnevale in giallo “ , così quasi per "devozione" ;  brevi racconti ambientati tutti proprio a Carnevale di alcuni dei miei giallisti preferiti ( su tutti il Malvaldi e i suoi esilaranti vecchietti del "Bar Lume") ( neofita lettrice di gialli me li divoro con gustino…). 

 
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ip ip

Post n°2017 pubblicato il 12 Febbraio 2015 da ossimora
 


Una delle canzoni che amo di più , di Jacques  Brel

ma amata  anche in questa italianissima versione/ cover di Battiato ,

qui  con  le immagini di Wyeth

mancano pochi minuti alla mezzanotte ,

faccio il conto alla rovescia ...per te

Cin Cin 

 

 

 

 
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Que'est-ce on a fait au Bon Dieu?

Post n°2016 pubblicato il 11 Febbraio 2015 da ossimora
 




Mi è ripresa la voglia di cinema . E’ un po’ laborioso per me ma in queste ultime settimane sto riuscendo a vincere una certa pigrizia ed andare spesso. Ieri l’altro ho visto una “commedia brillante “ ; francese . (Quella italiana, celebratissima ,  è sempre sul punto di rinascere ma dato che si basava in primis su mostri di bravura quali Gasmann , Tognazzi , Manfredi e Comencini e Steno , aspetta eredi che da tempo si auto dissolvono da soli in modo naturale …)

I francesi , con “ Al nord “ e “quasi amici” hanno ultimamente sbancato in mezza Europa ed oltre ; ed anche l’ultimo film che ho visto (Non sposate le mie figlie ,titolo italiano , titolo originale “Que'est-ce on a fait au Bon Dieu?” … meglio non commentare la traduzione e/o libera interpretazione !) sta collezionando un buon successo di pubblico . 

Voglia di relax (?!) forse.

Sembra che affrontare temi attuali , lievemente , sia la cifra di questa nuova commedia tutta francese ; direi che non si tratta tanto di parlare di razzismi , handicap ; il tema di fondo di tutte queste commedie è comunque “ giocare e sorridere o ridere apertamente del luogo comune , non mi sembra possibile parlare d'altro .” Tutto qui il positivo di questo film e di questo approccio , acclarare che il luogo comune tanto diffuso ed obsoleto , la facile generalizzazione, risponde sempre meno e sempre peggio alle complessità .

La trama comica/ paradossale spiazza e con una certa delicatezza prova a far riflettere ; niente di speciale certo , leggerino e nemmeno troppo coraggioso , un fuoco di fila di battute al limite del corretto politicamente , si ride e sorride , lieto fine e bon.

 
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numeretti insignificanti

Post n°2015 pubblicato il 04 Febbraio 2015 da ossimora
 



Dopo aver lavorato ai "numeretti" nel registro elettronico , sfranta e avvolta da senso di non senso  non posso che condividere questa cosa...

Una maestra, dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori, scrive queste riflessioni sul voto nella sua bacheca:

“Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.
Il voto corrompe. 

Il voto divide.

 Il voto classifica. 

Il voto separa. 

Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. 

Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme.

 Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia. 

Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano.

 Il voto dimentica da dove si viene. 

Il voto non è il volto.
I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. 

Creano ansia, confronti,successi e fallimenti. 

I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare,ognuno con i propri tempi facendo quel che può.

 I voti disturbano la crescita,l’autostima e la considerazione degli altri. 

I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. 

In particolare a quelli che non ce la fanno.
La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

Il“maestro” Manzi riportava nella scheda di valutazione di tutti gli studenti la stessa formula: 

Ha fatto quel che può, quel che non può non fa”.

 

 

 
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...

Post n°2014 pubblicato il 01 Febbraio 2015 da ossimora
 



I puntini di sospensione si usano sempre nel numero di tre, per indicare la sospensione del discorso, quindi una pausa più lunga del punto. In filologia, i puntini, posti fra parentesi quadre, servono a segnalare l'omissione di lettere, parole o frasi di un testo riportato (Malagoli 1912 scriveva: «se indicano un'omissione di lettere in una parola, sono tanti i puntini quante le lettere che mancano»).

 

E questa qui è la definizione dell’Accademia della crusca , ovviamente non ci  offre che  una lettura formale, più che formale  dell’uso dei puntini di sospensione.

Una mia amica un giorno mi disse, convintissima :”diffida di chi usa troppi puntini di sospensione”, non fidarti, eh  addirittura… lì per lì ho malapena ascoltato questa battuta .

Evidentemente Simo aveva dato un senso “esistenziale /esperienziale/ personale alla cosa , posso capire ma  io sono più interessata al senso estetico , alla “scrittura” ed al suo esercizio.

 

Mi è tornata  però in mente sta frase , svolazzando fra i blog  ( per non parlare di FB).

 

C’è  proprio un sacco di gente che li usa , anzi in qualche caso sono l’unica cifra stilistica , lanciando frasi come dardi  , semiconduttori di tesi senza conclusioni , non  assertive quindi , si direbbe “testi aperti " , un’alluvione di …puntini di sospensione .

 La cosa può apparire strana: tutto sommato i puntini sono un po' la cenerentola tra i segni di punteggiatura. Si dovrebbe far ricorso ad essi assai di rado e ciò per un ottimo motivo: la scrittura è espressione, mentre i puntini sono un'elusione dell'espressione;uno si mette a scrivere per dire qualcosa, i puntini sono invece lo strumento del non dire, o peggio della sciatteria.

Si usano  quando vogliamo dire  che, oltre alla cosa della quale abbiamo appena parlato, ce ne sarebbero altre che non vogliamo perdere tempo ad enumerare; in questo caso i puntini sono un sostituto assai più elegante del sincopato e cacofonico "etc", o dell'arcaico e banale "e via discorrendo".

Oppure i puntini ci servono proprio per far intendere qualcosa che preferiamo tacere ma che il contesto del discorso, peraltro, rende evidente. O, ancora, questo segno è usato quando vuole mettere in luce una condizione di disagio, di imbarazzo o timore da parte di un personaggio, che vorrebbe parlare ma, ad un cero punto,preferisce tacere e allora. . .

Dunque i nostri puntini sono uno strumento utile ma quando abusato diventano davvero fastidiosi e spesso , sopratutto nei blog un ottimo motivo per interrompere la lettura stessa, il profluvio di puntini è quasi sempre preludio al nulla .

 Si  tratta  forse di una sorta di scorciatoia o fuga dalla difficoltà di esprimere uno stato d'animo, descrivere una situazione, analizzare una personalità?

Una rinuncia a misurarsi con la fatica di scrivere?

 Si scarta l’ostacolo?

Un pò come i bambini quando non sanno  ancora andare a capo bene e scrivono fino infondo infondo alla riga per non sbagliare?

 
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Hungry heart

Post n°2013 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da ossimora
 

 



Ho metabolizzato un po’ pensieri e sensazioni del film  Hungry Heart  visto qualche giorno fa al cinema . 

Dopo i giudizi stroncatorii o esaltati da biennale  ( quello dei vegani , quello delle femministe etc etc etc) ovvio  che vederlo da me è sempre l’unica cosa  possibile per farsene un'idea . 

Una New York non luogo , summa di tutte le bruttezze o non bellezze delle megalopoli , delle metropoli , grigia e dura , faticosa . Tutto ha inizio con una coppia che si incontra nel bagno angusto e malaulente  di un ristorante cinese , in una gag  a dir il vero piacevole . L’amore, il matrimonio , un figlio ; il tutto consumato in maniera leggera ma con un velato sottofondo di malinconia , la scelta di vita vegetariana/biologica  e “purista” della madre che degenera in pericoloso eccesso  . Entrambi premiati a Venezia per l’interpretazione , i due protagonisti  mi son piaciuti , così come mi è piaciuta la naturalezza con la quale Saverio Costanzo ha condotto e fatto transitare  la storia da una normalità seppur  scarna e priva di sovrastrutture conformiste ad una sorta di trhiller/horror non privo di premonizioni ed esoterismi , di immagini inconsuete e di finale inaspettato. 

Leggerci grandi teorizzazioni e prese di posizione come molti hanno fatto mi sembra inutile ed inesistente , non a caso si tratta di una storia ,  tratta da un romanzo ( Il bambino indaco di Marco Franzoso ) e come storia va vista  con buona pace di chi aspetta e sopratutto  ricerca la polemica ovunque . Io l'ho visto volentieri , non mi sono annoiata e non ho affatto visto le figure femminili come  terribilmente negative come qualcuno ha detto. 

 

 
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23 Gennaio / IERI

Post n°2012 pubblicato il 24 Gennaio 2015 da ossimora
 

Del compleanno

 

In era di facebook , quando giorno poi giorno ti vengono comunicati i compleanni dei tuoi contatti , anche quelli evanescenti  , aggregatesi per far dei giochini scemi , il Paradosso del compleanno trova  serie risposte alla teoria della  probabilità enunciata nel paradosso stesso...

In effetti fra i miei contatti eravamo  ben in tre a  celebrare il compleanno il  23 gennaio !

Nella mia famiglia , dove le feste religiose comandate hanno avuto sempre poco spazio  , i compleanni hanno sempre avuto invece  una certa importanza a partire dai regali , fiori , torte e piccoli rinfreschi .

Io non faccio eccezione e ben difficilmente dimentico il mio e quelli degli altri .Oggi però è stato anomalo , non solo perchè si fa ancora sentire e tanto , il vuoto di chi  per primo mi  cantava gli auguri al telefono…il lavoro ha assorbito buona parte della giornata e non c’erano cenette in ballo visto che gli impegni incombevano così come la voglia di rilassarsi, sono diventata meno "casciarona ".

Però tutti si sono ricordati . In vari modi . Sono contenta . Ho ricevuto piccoli present che mi sono piaciuti (un paio li riceverò domani…) , ho sentito al telefono persone che mi hanno salutato …aggiunto primule colorate per la casa  e qualche candela profumata .Mi è piaciuto tanto un piccolo, prezioso  disegno ed una bella grande foto espressamente stampata , entrambi per me!

 Chi l’anno scorso mi aveva regalato l’e book reader è tornato ad un bel libro cartaceissimo  ...che io abbia mandato dei segnali di disgustino?

 Mi sento coccolata e non ho sonno .Dormirò domattina .

Tira un vento forte, mi sono affacciata e messa per un po’ ad osservare il laser della discoteca qui vicina che fende il cielo .

 E’ iniziato  anche il Carnevale ,pare.

 
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Un inedito Piumini, fantasie.

Post n°2011 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da ossimora
 






Prima che tu mi fossi conosciuta
erano fioche ere: dal profondo
di un'infinita assenza sei venuta,
ammutinando di gioia il mio mondo.

Hai occhi celebrabili e tranquilli,
un passo molto attento, una misura,
un'eloquenza lieve, senza squilli,
un corpo mite nella sua avventura.

Io ti ho trovata degna di ogni canto,
come un'alba in tempo di salute
e come foglia germogliata accanto.

Per chi è come te, molte perdute:
estremità opposta del mio pianto,
tappeto per mutanti estasi mute.



Piumini
Poesia n. 300 gennaio 2015
Fondazione Poesia Onlus 2015

 
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chiacchiere

Post n°2010 pubblicato il 18 Gennaio 2015 da ossimora
 



Tutto il parlare di questi giorni dopo gli attentati di Parigi , è piuttosto interessante e scremando la  richiesta di pena di morte  evocata dalla Le Pen , le boutade di Salvini e la Meloni  ( sigh ),si trovano anche diversi interventi stimolanti .

Io leggo e mi guardo intorno.

Una ragazza alla quale ho fatto scuola e che ho cercato di difendere per cinque anni da un bulletto che l’apostrofava con epiteti offensivi e/ fortemente discriminanti (marrrocchina con tante erre , scimmia , puzzolente e gentilezze del genere ) non si era mai occupata di Islam e di religione , anzi , tendeva a prenderne le distanze.In questi giorni l’ho vista inneggiare al profeta ed a ribellarsi al grido “je suis charlie” dicendo che lei non può stare con chi offende il profeta. Di più ,mi ha risposto che non è possibile che tutto sia permesso e che la libertà di cui parlo è priva di identità. Tombola.

Bergoglio ha risposto col suo schiaffo ; già mi è stato obiettato , lui , così bonario, non farebbe male ad una mosca ma a parte le gerarchie che non lo amano ( ma chi l’ha eletto???)  e che hanno rabbrividito all’uso della parola “pugno” , insopportabile  ( sembra ) da dirsi per un pontefice , si rende conto ( si si rende conto) del peso che questa uscita avrà fra gli  oltranzisti cattolici ed anche fra i non oltranzisti…?

E’  domenica ,ho sempre pensato a che cosa succederebbe se mi mettessi a debita distanza dal sagrato , certo , a distribuire volantini critici nei confronti di SRC…porgerebbero l’altra guancia o chiamerebbero i carabinieri?

Ormai ho compreso bene che di fedi più o meno cieche , più o meno ispirate è bene non parlare , l’Espresso se n’è accorto questa settimana che c’è intolleranza e mancanza di rispetto dei non - praticanti , io lo so da tanto ed ho imparato a tacere .

La mia impressione è che nel mirino dei terroristi, degli oltranzisti , dei fideisti di ogni razza e colore non ci sia chi offende la/le religioni ma il principio stesso di liberta’ laica e di autodeterminazione dell’essere umano con buona pace di Voltaire.


Lavoro culturale

 
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Jattura e varie

Post n°2009 pubblicato il 11 Gennaio 2015 da ossimora
 


Raffaellino del Colle pinacoteca Citta' di Castello "Annunciazione"

Le tre monoteiste sono una jattura, non mi stancherò mai di ripeterlo: la prima tende il filo, la seconda lo avvolge, la terza lo recide.

Forma mentis

 

La frase rubata al blog di forma mentis mi piace .

 Ho sempre trovato incredibile che si sia costruito un castello enorme di cose , anche belle , anche di cultura ovvio e ci mancherebbe, partendo dalle tre religioni monoteiste .

Ma come si fa a credere a dei libri“rivelati”… rivelati , scritti e stampati,interpretati ed usati  ma quando ? ma dove ? ma perché?Ho sempre trovato impressionante che esista una laurea   in niente in teologia .Dogmi assurdi dati per sacrosante verità e con una ispirata sfrontatezza  , spocchiosetta se lo si fa notare .

Molti hanno trovato “disgustosa “una vignetta  (bruttarella  esteticamente ) sulle coppie omosessuali del giornale francese colpito al cuore …padre , figlio e spirito santo che si inchiappettano ma …è tutto normale credere all’uno e trino o la trinità stessa è un assurdo ? 

O è già questo molto , molto di più di una vignetta di satira ?

Divertente accorgersi poi che chi ha dichiarato solidarietà al giornale francese per le vignette sul profeta abbia trovato “troppo” quelle su papi e chiesa/religione romana , dove andiamo quindi?

Io sono una che pur circondata da sempre da credenti ho provato spesso a lanciare sassi , anche provocatori ,anche pesanti a volte ; non riconosco l’idea stessa di blasfemia ma sempre di più ho notato che è terreno minato .

La razionalità , lo spirito laico ,l’ agnosticismo si possono calpestare liberamente ma guai toccare le religioni.

 E’ del  tutto normale che l’impiegata della mia banca mi riceva con le immagini di Papa Francesco , PadrePio , un paio di madonne e santini vari dietro la scrivania ed io non possa dire nulla ? Questo  è solo un esempio , ce ne sono a centinaia e più. Zitti ed andare .

Quando sento esprimere qualcuno riguardo ad un opera d’arte o qualsiasi prodotto della mente umana nei termini di “ha anima” mi si rivolta lo stomaco…la passione , la bellezza , risiedono altrove ma  mai e poi si sente dire questa opera “ha , storia , spessore , cervello”!

Che barba santa!

 
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Wolinski e gli altri

Post n°2008 pubblicato il 07 Gennaio 2015 da ossimora
 






Non c'è niente di intelligente da dire a proposito di un massacro
(Kurt Vonnegut)

Sconvolta .



 
Wolinski è colui che conosco di più , ottanta anni di satira e di libertà.
Adesso , a freddo ho voglia di riprendere i miei Linus , tirarli giù , depolverarli , rileggerlo lui ed i suoi personaggi un pò eterei .
Mi auguro davvero che la Francia sappia nutrirsi dei suoi  atavici valori di libertà e non consegni la palla alla repressione ed alla Le Pen .
Quanto all' Italia ci siamo , già i titoli di Libero sono agghiaccianti ;   la Meloni e Salvini  pronti con la bava alla bocca , esternano ed incitano alla " caccia al clandestino" , già anche il clandestino nato in Europa ...mmm


 

 
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Prima domenica 2015

Post n°2007 pubblicato il 05 Gennaio 2015 da ossimora
 



Mi ha fatto uno strano/buon/curioso  effetto,  la teoria di file di persone in attesa alle porte dei musei  statali  , nella prima domenica gratuita  del 2015 , Roma e Firenze come Parigi !
Premesso che non lo farei mai , non potrei ( solo una volta mi sono sottoposta ad una lunga fila , per Durer alle Scuderie del Quirinale …ma non potevo fare diversamente , non avevo alternative se non la rinuncia  e non me ne sono pentita  ) , l’idea stessa di “fila “ , di imbottigliamento evoca in me immediatamente eventi catastrofici,  carestie , le tessere annonarie  di memoria fascista , quelle alle quali mio nonno disse  di no  , rischiando pure  e facendo bene ...poi una certa claustrofobia...
Mi sembra anche una buona cosa , un anelito popolare verso la bellezza racchiusa nelle nostre gallerie , una  comprensione più o meno forte dell’eccezionalità del nostro patrimonio artistico . 
Non mi sembra però che il prezzo degli ingressi ai nostri musei sia così proibitivo da costringersi  in massa a vedere le opere , le pitture , i gruppi scultorei  in una calca bisbigliante e ciondolante. 
Per me condizione necessaria per godere di una bella mostra , di un museo è avere attorno il silenzio e la pace  , semplicemente raggiungibili con una oculata scelta del giorno giusto per la visita ed una modica cifretta.

 
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risvegli bruschi

Post n°2006 pubblicato il 30 Dicembre 2014 da ossimora
 



Risvegliata da un sonno agitato dai sibili del vento e del mio naso solitamente chiuso ( sto scrivendo dopo essermi spruzzata un po’ d’opium e con una delle candele più profumate che ho accesa  …il tentativo di riacchiappare un po’ l’olfatto transita necessariamente per questi mezzucci ...).

Mi ha dato il buongiorno un gentilissimo messo  comunale ( avevo scritto messa comunale …ma suonava male) che mi ha portato un bollettino tramite equitalia ( brrr) .

Trattasi di una multa presa nel 2010 , nel comune di Mondolfo ; mi ricordo benissimo l’accaduto.  

Io ero sul lungomare di Marotta, circa le 11,30 di sera , deserto o quasi ,qualche gruppetto di ragazzi sulla spiaggia , un pub che conoscevamo e ci era piaciuto . 

Decidiamo quindi di bere  una birra . Parcheggiamo a destra ,dove è vietato ma (pensammo noi ) , non c’è nessuno , è notte, il divieto è per il giorno , quando c’è la spiaggia frequentata .

Entriamo . 

Beviamo la nostra birra, chiacchiere , un po’ di musica poi si esce…troviamo la multa per divieto di sosta . 

 OK . quasi l’una di notte , parcheggio quasi vuoto ( Marotta non è Rimini ) , mi arrabbio parecchio, decido di non pagare .

La sensazione di essere cittadini da spremere ben benino è la più fastidiosa ; se è vero che il divieto c’era e che eravamo quindi in difetto è altrettanto vero che il buon senso e la contingenza dell’ accadimento avrebbero potuto , anzi a mio parere avrebbero dovuto fare il resto e lasciare decisamente perdere...

L’ho presa proprio male tanto che quando arrivò la prima notifica scrissi ai vigili urbani di Mondolfo raccontando per bene l’accaduto ,argomentando ed obiettando sulla sanzione . 

Nessuna risposta per anni , fino a stamattina .

E la cifra è ampiamente cresciuta .

 E' vero che il costo della  birra  buona è lievitato...ma mi sento defraudata parecchio. 

Non davamo proprio fastidio a nessuno …o forse solo ai vigili che non si potevano fare una birra in santa pace!

 
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Pour parler 2

Post n°2005 pubblicato il 25 Dicembre 2014 da ossimora
 


L’ultimo post è stata un’invettiva sul natale ed i suoi riti tribali .

 Torno a scrivere proprio oggi , 25 dicembre , reduce da vari incontri  canonici di rito. 

Il dado è tratto , i giochi sono fatti , è bellissimo , per dodici mesi non se ne parlerà più.

 Sto bene e non sono affatto pessimista , né negativa come a qualcuno sono sembrata .

Basta di dire che se non si è omologati si è depressi e/ o strani !

Mi roteano per la testa un po’ di considerazioni che fatico a consolidare in discorso e che provo a scrivere per cercare di acclarare ed auto esplicitare in primis a me stessa .

Non riesco più a comprendere , tollerare ( dentro) il perché chi è cattolico praticante debba ammorbare le persone che più o meno casualmente ha accanto ( intuendo o sapendo che non necessariamente la si pensa allo stesso modo...) con : racconti sulla messa di mezzanotte (più o meno lunga , più o meno corta , era freddo , era caldo , c’era tanta gente) . Considerazioni e/ o informazioni sulle messe vespertine.  Informazioni sui canti prossimi venturi della corale . Sperticate dichiarazioni di esaltazioni nei confronti di Bergoglio e dei suoi inviti alla povertà ed alla semplicità ( …e chi  lo vuole sentire lo sente, lui è un pastore vero, abbiamo trovato un vero padre …etc etc ) oggi addirittura mi è stato generosamente fatto leggere un lunghissimo , prosaicissimo SMS,  niente meno che della Binetti  che nell’esaltazione natalizia ha dato il massimo del minimo! (!!!) ed infine …all’ingresso di una persona , dopo l’abbraccio di rito chi mi ha mostrato fiero il suddetto messaggio mi ha sussurrato all’orecchio…” Certo che se fosse entrato un africano , non lo avremmo  certo baciato…con la paura dell’ebola!!!” .

Non commento oltre, credo non ce ne sia bisogno.

La cosa su cui rifletto sono io che non reagisco più , non mi propongo , non dico nulla , non contrasto ,né argomento . 

In situazioni del genere resto silente o se  anche provo a parlare balbetto in un afonia imbarazzante.

Non riesco più a fingere ma non ho voglia di discutere. 

Non serve, non mi serve più.

 
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pour parler

Post n°2004 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da ossimora
 





Non riesco a districarmi dalla dolcezza del sonno stamattina ; funziono la sera si sa , la mattina più che spesso la vivo come coercizione e riempiticcio. 

Un surplus.

Mi sono affacciata via web cam  sull’oceano . 

Bello , potenza e ritmo.

 A nord , la forza e l’oscurità delle onde e della violenza mi hanno risucchiato , sguardo beota e beato. Freddo.

Anche quest’anno siamo al giorno più corto dell’anno , mi piacerebbe girare con le candele in testa...ma fra poco sarà già notte  e me ne andrei volentieri di nuovo sotto il piumone . 

Letargo  è la parola , la cosa giusta per me .

Un qualcosa però racconta che siamo alla fine della parabola discendente e mi sta benone.

Ho trascorso anni di pacificazione verso le imminenti feste di fine anno , anni fra il divertito ed il partecipativo /moderato. 

In questi giorni mi ha invece riassalito l’antico disgustino per queste atmosfere vischiose .

 Spappolerei le ditina di coloro che suonano le musichette ataviche. L’oro , il rosso ed il bianco mi danno la nausea . 

Le luci intermittenti mi procurano la congiuntivite . 

I presepi che si sprecano in ogni foggia  e colore, di sabbia , di vetro, di legno , di lego  , sono tristi , decadenti e plateali ,  asettici , rigidi e melliflui come ciò che tentano di raccontare .

 Non posso dimenticare l'orrido ciarpame da mercatini ; il decoupage dei miei zebedei , i bijoux pessimi , i babbi natali con la molla e che spuntano dalla ceramica di bassa lega , le ghirlande  sintetiche e quella sfiziosa novità che un anno hai comprato e che quando l'hai rivista l'anno dopo ti è preso un colpo...

I bambini aspettano ansiosi il nuovo tablet , i Lego , le bambole e quando cerchi di suscitare una riflessione sulla festa ( ma perchè poi?) con le loro faccine già sgamate ti raccontano la novella dell'essere buoni e del divin bambinello ( seeeeee) . 

I rari “regalucci “ , da tempo di crisi  , li vorrei già qui sopra il tavolo impacchettati , non ho idee e i negozi sono un incubo ,   non mi interessano e poi la Tasi e la Tari e trallallero .

Intanto  per le strade le persone in giro  , si aggrediscono a vicenda , la tensione sale ,  perché il pargolo non ha fatto le recitine melense , perchè le ha fatte ma non si vedeva bene sulla ripresa , perché aveva lo sguardo ebete e il moccio,  strillacchiano dietro la macchina se vai piano , cercano di fregare tutti ad ogni minimo accenno di fila , parlano dei disastri della politica e non sanno che sarebbero certamente  peggiori di chi chi ha già dato/preso.

 
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Tornando a casa...

Post n°2003 pubblicato il 24 Novembre 2014 da ossimora
 


Me lo sono deliberatamente cercata ; ritornare da scuola per le strade più nascoste in cerca della nebbia fitta fitta .

 Non è che la ami molto , troppo bagnata , troppo claustrofobica , troppo "separante" ma  sempre più mi rendo conto di riuscire a godere di un sacco di cose a volte mio malgrado!

Si , quella che annulla i confini delle cose , che ti spiazza non solo visivamente  per gli spazi ma che nullifica persino il tempo  ed ovatta i rumori . Dissolve la sensorialità , costringe ad un continuo , estasiato sforzo di attenzione e di meraviglia , ridicolizza i cartelli stradali .

La pieve  del battesimo della mamma non era così presto ed invece compare addosso inaspettata , più incombente di sempre  , accanto  il filare di alberelli di ulivo , piantati da poco , così anneriti dal lucore grigiastro prende spazio e si fa notare . Lo ricercherò  ogni volta , ormai . 

Non mancavano i coraggiosi camminatori muniti di catarifrangenti che compaiono quasi all'ultimo minuto , sbucando immarcescibili nei loro ritmi e contapassi quasi come in un video gioco .

Oggi era nebbia di fondo valle , amici che abitano qualche metro sopra mi hanno detto che lassù stamattina c'era un bel sole caldo e giravano in maglietta , sbirciando  l'effetto scenografico della valle immersa nel bianco bambagioso !

 

 

 
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Scrittore

Post n°2002 pubblicato il 20 Novembre 2014 da ossimora
 

L' inizio  ( dimenticare incipit...) di "Verderame" di Michele Mari ( Einaudi) , ancora una volta copiato e riscritto con foga neo amanuense alla faccia del copia incolla...



Dimidiata da un colpo preciso di vanga , la lumaca si contorceva ancora un attimo : poi stava.Tutto il vischioso lucore le rimaneva dietro ,perché la scissione presentava una superficie asciutta e compatta che il colore viola – marrone  assimilava al taglio di una bresaola in miniatura. 

Dunque della sua bavosa vergogna l’animale si  doveva liberare in continuazione per rimanere puro nell’intimo suo  ,e a questa nobile pena era premio la metamorfosi dell’immonda deiezione in splendida scaglia iridescente .

Corrugato da solchi paralleli e regolari , il tegumento esterno era di un rossiccio che teneva del boleto ; ciò che distingueva il nostro mollusco come lumaca rossa ovvero lumaca francese; più tozza e più chiara delle nostrali ,con una sagoma più vicina alla balena che al serpente ,e corna più corte e meno facili alla protrusione.

-Puàh!- fece il villano sputando sopra il cadaverino ma mancandolo di qualche centimetro.Poi ritrasse la vanga e ne passò la lama fra due dita , come a nettarla di una poltiglia che esisteva solo nella sua testa . 

–Lumàgh frances!-e nuovamente esplose un bolo di saliva che come il precedente scaracchio nessuna benedizione avrebbe trasformato in madreperla .- Lumàgh schifus vacaboia ! – e finalmente si allontanava .



 
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Novembre

Post n°2001 pubblicato il 11 Novembre 2014 da ossimora
 



Dopo due mesi di assenza blogghistica riprendo in mano la "penna " anche se sono ancora bloccata da una sorta di "afasia ", osservo cioè  ,mi guardo attorno senza trovare mai voglia ed accento giusto per esprimermi 

 Mi dispiace e ritento , amo questo spazio ormai datato e pieno zeppo di persone/ parole /volti  con le/ i  quali ho interagito in modi diversi , alle quali mi sono affezionata in tante maniere e non voglio lasciarlo sfumare via nell'anomia e nella sciatteria della trascuratezza. 

Ricomincio.

Oggi ho trovato un documento di Giancarlo Cavinato sul progetto "Buona scuola " di cui tanto si vocifera senza troppo costrutto ed a prescindere dalle critiche legittime e dalle numerose perplessità  ho trovato questa "riflessione/lista " che mi è piaciuta , l'ho riscrittta con foga amanuense e me l'appunto , ici.


Quali competenze professionali vediamo necessarie in un percorso formativo. ( da un analisi dell'MCE)


  • La competenza relazionale, empatica , e la pratica di ascolto e di sospensione del giudizio .
  • La comprensione e la condivisione delle emozioni e della loro incidenza su blocchi ,arresti, abbandoni.
  • La capacità di osservazione e di "lettura"dei percorsi mentali e dei punti di criticità.
  • La competenza negoziale , di gestione dei conflitti e di ricerca di soluzioni creative assumendo i punti di vista altrui.
  • L'apertura a dimensioni della professionalità non solo disciplinari ma fondate sulle scienze umane e sociali e su quelle matematiche ,fisiche e biologiche nelle loro interazioni.
  • La cura delle culture dell'infanzia e dell'adolescenza ,l'attenzione ai diritti.
  • L'apertura alla dimensione ecologica a, alla sostenibilità alla dimensione planetaria ,l'attenzione a porre in rilievo l'interdipendenza dei fenomeni .
  • La competenza di mediazione didattica.
  • L'assunzione di autorevolezza e responsabilità verso il gruppo classe come organismo dinamico e sistemico.
  • Il senso dell'etica pubblica e del bene comune.




 
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