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Creato da ossimora il 20/10/2004
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LE 10 REGOLE PER IL CONTROLLO SOCIALE di Noam Chomsky
L'elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l'attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.
1 - La strategia della distrazione. L'elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l'attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell'inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per evitare l'interesse del pubblico verso le conoscenze essenziali nel campo della scienza, dell'economia, della psicologia, della neurobiologia e della cibernetica. "Sviare l'attenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo "Armi silenziose per guerre tranquille").
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato "problema - reazione - soluzione". Si crea un problema, una "situazione" che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po' di anni consecutivi. Questo è il modo in cui condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni '80 e '90: uno Stato al minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione di massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come "dolorosa e necessaria" guadagnando in quel momento il consenso della gente per un'applicazione futura. E' più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima cosa, perché lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che "tutto andrà meglio domani" e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si dà più tempo alla gente di abituarsi all'idea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriverà il momento.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? "Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a causa della suggestionabilità, questa probabilmente tenderà ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi "Armi silenziose per guerre tranquille").
6 - Usare l'aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l'inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti...
7 - Mantenere la gente nell'ignoranza e nella mediocrità. Far si che la gente sia incapace di comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. "La qualità dell'educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall'ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi "Armi silenziose per guerre tranquille").
8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all'individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l'individuo si auto svaluta e si sente in colpa, cosa che crea a sua volta uno stato di repressione di cui uno degli effetti è l'inibizione ad agire. E senza azione non c'è rivoluzione!
10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il "sistema" ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell'essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l'individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.
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Sera grigia
Mi duole in petto la bellezza: mi dolgono le luci
nel pomeriggio arrugginito; mi duole
questo colore sulla nube - viola plumbeo
viola repellente; il mezzo anello della luna
che brilla appena - mi duole. Passò un battello.
Una barca; i remi; gli innamorati; il tempo.
I ragazzi di ieri sono invecchiati. Non tornerai indietro.
Serata grigia, luna sottile, - mi fa male il tempo.
Freatida, 22. V.66
Traduzione di Nicola Crocetti
Ghiannis Ritsos
Il funambolo e la luna
a cura di Nicola Crocetti
introduzione di Ezio Savino
Crocetti Editore 1984, 2005
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Devo dire che Beppe Grillo , il comico , non mi è mai piaciuto , quel suo urlare per incitare le masse ( paganti ) ai suoi spettacoli mi ha sempre infastidito , non è facile del resto far ridere , riesce benissimo soltanto ai bambini e ce ne sono pochi in giro .
Adesso il comico è diventato "politico" , lo stile è lo stesso , urla e si sbraccia virtualmente sposando cause assai abbordabili ed orecchiabili per "la gente" , come dice lui . Allora grandi urlacci contro i "politici" (gli altri) , contro le tasse ,contro tutto ciò che colpisce proprio alla pancia direttamente . Adesso poi aggiunge un pizzico di vittimismo per i suoi detrattori che non mancano e che doveva mettere in conto , credo.
Poi afferma candidamente che la Mafia non ha mai preso per il collo nessuno e sposa la causa razzista della negazione del diritto di cittadinanza di chi nasce sul suolo dei confini italici non da genitori indigeni. Brrr. Mi piace ancora di meno questa furbesca superficialità razzistoide .
Stranezze del populismo o confusione di idee. ?
ll suo neonato e impetuoso movimento si è auto battezzato "Cinque stelle" , ok , come un bell'Hotel con servizi all'avanguardia e suite di lusso.Niente male . Al prossimo che entrerà in politica , così tanto per dissimulare e far finta di rappresentare il nuovo che avanza , consiglierei di chiamarsi "outlet"...al tuo servizio dove vivi e lavori... risparmi e sai cosa compri...
Ovvio le ideologie sono morte ( forse ...o si sono imboscate per benino ) , l'etica e la coerenza rispettosa si chiamano "buonismo" , I politici (tutti senza distinguo, senza essersi nemmeno preoccupati di discernere il grano dal loglio , di leggere proposte di legge ed azioni di governo ) sono" Casta ", da spazzare via e basta ,la garanzia e l'amore per le istituzioni democratiche , il rispetto per le persone sono stramorti e fatiscenti, si possono quindi schifare , offendere, denigrare ...che vuoi scherzare ?
Morirete tutti vi spazzeremo via... un vento di novità...quella che era la rossa primavera diverrà forse un urlare generale , uno schifare chiunque non voglia urlare al suono delle canzoni di Mina che improvvisamente si è scoperta pasionaria ...(chissà che magari per risultare più credibile non riporti anche la sua residenza fiscale dall'estero...)
La rivoluzione la si fa a suon di vaffanculo su FB .
Sono contenta del successo di Grillo comunque , sono certa che fra le persone elette nel suo movimento ci saranno un sacco di donne ed uomini pronti a lavorare nelle città e nei paesi e sono certa / spero che si accorgeranno che nella gestione della cosa pubblica , nel quotidiano dei comuni , con le scuole da far funzionare , gli uffici , i servizi sociali , la gestione del territorio non possono urlare e schifare , denigrare e sputacchiare ma dovranno ascoltare e cercare di comprendere le istanze di tante persone mettere assieme esigenze le più diverse , mediando e naturalmente mai leccandosi le dita.
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Vorrei eliminare ciò che ho messo/ scritto nel mese di Aprile ...il più crudele dei mesi come scrisse il poeta .
E' stato pesante , assai pesante.
Nulla promette meglio per il giovane Maggio ma non importa ,voglio crogiolarmi almeno un po' nell'illusione e nel pensiero positivo del cambiamento improbabile e concentrarmi un po' sulla "Festa del lavoro" .
Già , sta per cominciare il Concertone a Roma e tante altre manifestazioni .più o meno gradevoli e/ o significative un po' dappertutto . Fuori di retorica sindacale ,padronale ,costituzionale è certo che il lavoro ,quello che c'è ed haimè ,quello che manca è un momento /dato/aspetto fondante della vita delle persone e nella mia , naturalmente .
Non soltanto perché lavorare è l'unico modo , almeno se non si vive di rendita pregressa, di sostentarsi ma soprattutto perché nel lavoro si potrebbero / dovrebbero vivere ed esprimere tutta una serie di pulsioni , necessità di realizzazione e di compenetrazione con gli altri e con la società in generale , deve essere così , il lavoro va amato e rispettato altrimenti sprechi buona parte della tua vita in qualcosa che ti fa orrore ed io di sicuro non potrei mai sopportarlo. In questo sono stata fortunata ,io adoro il mio lavoro e trovo in lui energia e potenza.
E' così in effetti, il mondo del lavoro è l'uscita quotidiana dal proprio ombelico ,il confrontarsi continuo con realtà diversissime ma simili a te stesso . Se agisci nel sociale , con le persone ,è relazionarsi con sfumature e punti di vista che ti portano a ripensarti ed ad arricchirti , è un esercizio quotidiano di ascolto e di messa in discussione (stavo per scrivere umiltà...ma non mi piace come parola ...) è mutamento ,progresso , azione, gioia , serenità , immersione nel contemporaneo e nel vicinissimo.Diffidiamo di chi schifa il lavoro. E' out.
E' integrazione , crescita , progresso ,comprensione , empatia.
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W IL 25 APRILE
La resistenza in alta Valle del Tevere

I racconti di mia madre rispetto alla "sua " esperienza scolastica durante il fascismo , sono un mio patrimonio personale di aneddotica e di storia , naturalmente arricchiti da emotività e passione che di certo non è mai mancata in casa mia .
La maestra in quinta di allora doveva preparare a dovere le alunne che avrebbero dovuto sostenere l'esame di ammissione all' avviamento a liceo e magistrali o altrimenti accedere alle scuole professionali .
Mia madre non era stata considerata economicamente all'altezza di sostenere esame e quindi scuole "alte" e di conseguenza non le era richiesto esplicitamente di sapere poesie e pezzi preparati per le elette .
Essendo mia madre curiosa ed interessata di suo ,nonché molto molto brava , si studiava però tutto quello che sentiva in classe per suo gusto personale (Ancora nonostante età e problemi di salute ha una memoria d'acciaio e ricorda poesie , canti di odissea e divina commedia ,chimica in versi...ed altro)
Una mattina, la maestra fascistissima interrogò le predestinate borghesotte che non sapevano nulla. Mia mamma alzò timidamente la mano e disse che lei era preparata.
Al che l' educatrice stizzità disse:
"Ecco ,quelle che non devono sapere sanno " (...quante , quante volte questa frase mi è stata ripetuta ..) e con questa perla , la liquidò .
La grandissima stronza ( credetemi ho cercato un termine meno pesante ma non sono stata capace ...me ne venivano solo di peggiori) invece di chiamare mio nonno e dirgli ..."..guardate che questa ragazza vale , merita di continuare a studiare , se potete non precludetegli questa possibilità, anche a costo di sacrifici " le ha tagliato le gambe .
Mio nonno che era uomo sensibile di certo avrebbe fatto il possibile come poi fece con mia zia ed invece la mamma diventò , peraltro con ovvi ottimi risultati ,computista commerciale , con l'eterno rammarico di non aver fatto studi classici e con il sempiterno ricordo schifoso di questa maestra , ispettrice della Gioventù italiana del Littorio,( un'appartenenza una certezza!) ignorantona , troglodita , incapace .
Bella porcheria !
*** Già avevo raccontato un altro episodio della stessa laida persona.
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David Herbert Lawrence
Primavera incendiata
Questa primavera, come arriva, esplode in
falò verdi, selvatico soffiare verde di
alberi, di cespugli, fioritura di pruni che si
levano in ghirlande di vapori, tra
il bosco che brulica e brividi di giunchi
d'acqua.
Sono stordito da tutto questo sprigionarsi, questo
divampare di fuochi verdi, luci sul nero della terra, questa
folata di crescita, questi soffi di vapore che
vanno in selvatici vortici, come
volti di uomini sbocciati sotto il mio
sguardo.
E io, che specie di fuoco sono io, tra tutto
questo bruciare della primavera? Sono quello che manca,
io. Neanche pallido fumo come il resto della
gente, meno del vento che corre al fiammeggiante
richiamo.
Traduzione di Giuseppe Conte
David Herbert Lawrence
Poesie
a cura di Giuseppe Conte
Arnoldo Mondadori Editore 1987
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Non so quando mi è capitato la prima volta .
O meglio non ne ho ricordi chiari.
Forse è stato l 'esito di allenamenti protratti nell'apprendistato in rapporti sociali reiterarti dai tempi dell'asilo , poi della scuola elementare e via discorrendo .Magari è davvero un corredo che si è ammonticchiato stallattiticamente nel tempo in me grazie al mio essere figlia unica di una famiglia protettiva , affettuosa e solidissima; non so ed alla fine non è interessante saperlo.
Esiste e tant' è.
Ne ho prima memoria vivida ed articolata verso i venti anni .
Mi ero innamorata di un mio caro amico d'infanzia , per lui avevo fatto cose improbabili per la mia natura ed anche rovinato qualcosa di buono e concreto che vivevo. Lo vedevo non solo con gli occhiali rosa /fucsia/pastello dell'innamoramento che è più che ovvio , ma credevo che i nostri incontri e le nostre uscite fossero per lui esattamente quello che erano per me ; momenti di pura felicità smodata dai quali riemergere soltanto per lascirvisi risprofondare , il tutto condito dall'esaltazione intellettuale ed iconica dei suoi hobby , del suo modo di vestire, di portare i capelli , di esprimersi ...persino della sua acne...
Quando la delusione si è fatta strada e l'ho osservato cambiare ragazza così come cambiava i jeans modaioli ,il dolore è stato vero e forte ,la deificazione delusa lunga e prolungata , la venerazione di foto e reliquie reiterata e spossante.
Poi ...dopo un lasso di tempo più che tollerabile , ecco che è capitato ,tutto automatico ; da una mattina all'altra ,mi sono alzata e...nulla ,non ricordavo più quasi nemmeno il suo nome , le sue fossette erano sparite in un indistinto primordiale , non c'era alcun dolore ,nessuna traccia.
Ecco , dopo di lui altre volte mi è capitato , esattamente così , con la stessa modalità , improvvisamente , dolore, anche angoscia , lunghi estenuanti percorsi di nostalgia e poi da un momento all'altro ...da un giorno all'altro , di netto, totale , automatico, il nulla , la pace... resettato il sistema.
Ci pensavo in questi giorni perché mi è capitato anche nel lavoro proprio adesso ...dopo un prolungato stato di rabbia verso una persona , con costante voglia di interagire in maniera aggressiva... una mattina di queste , l'ho incontrata ed invece di sentire sobbollire tensione ed incazzatura...niente .
Pace totale , indifferenza divertita...è svanita ...paf !
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Dunque , il presidente della regione Lombardia , la più ricca d' Italia , il "celeste" Roberto Formigoni , si indigna con chi gli ha pagato le vacanze a sua insaputa ; come prima di lui Bossiscajola per la casa , le auto , le protesi ed altro , e mentre la regione presieduta da lui e governata da affaristi , mafie e camorra ,comunione e liberazione , don verzè e nipoti ed amici degli amici , affonda con decine di inquisiti nella maggioranza , sostiene che lui è "limpido come l' acqua ", che la giunta lombard durerà oltre trota e minetti e che lui è come Gesù Cristo , quindi può aver sbagliato certo a trovarsi dei collaboratori ma può essere compreso.
Questo uomo ha subito una metamorfosi ; prima ingessato nella sua faccia contrita da seminarista ciellino era insopportabile , adesso è sempre insopportabile ma ha messo su una prosopopea ridanciana condita da una scanzonata impudicizia estetico dialettica indossando improbabili look tardo freak /firmato di tendenzina e risolini da strafatto .
Attraversare prima la craxiana milano da bere ,quindi l'orgia continua di puttanai forzitalici e boutade di basso rango leghista , ha trasformato il potente bigottone ingessato in un ircocervo in attesa di riciclaggio.
Limpido , modaiolo e ballerino ; dieci video su Formigoni ( per stomaci forti)
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Rimani dove sei, ti prego,
così come ti vedo.
Non ritirarti da quella tua immagine,
non involarti ai fermi
lineamenti che ti ho dato
io, solo per obbedienza.
Non lasciare deserti i miei giardini
d'azzurro, di turchese,
d'oro, di variopinte lacche
dove ti sei insediata
e offerta alla pittura
e all'adorazione,
non farne una derelitta plaga,
primavera da cui manchi,
mancando così l'anima,
il fuoco, lo spirito del mondo.
Non fare che la mia opera
ricada su se medesima,
diventi vaniloquio, colpa.
Mario Luzi
Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini
Garzanti Editore 1994
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Da tempo credo di aver fatto pace con le feste comandate . Forse. Credevo .
Ho attraversato tutte le sfumature e i sentimenti possibili nei loro confronti. Beato abbandono godurioso infantile ed adolescenziale ,indifferenza e noncuranza assoluta giovanile , breve recupero da mamma con la figlia piccola ,quindi di nuovo indifferenza non scevra di una certa irritazione; la stessa di Woody Allen quando afferma in un suo film..."tentai il suicidio a natale , pasqua e ferragosto..."per intendersi .
Ci ho provato a farmi piacere le tradizioni , a recuperarne almeno l'aspetto etnografico , a prendere il meglio , nonostante ciò i miei migliori periodi rituali di massa restano quelli che non avevano nulla della festa stessa ,lavorando o magari a zonzo per qualche paese sconosciuto , senza pranzi rituali , senza abbiocco post prandiale , senza il rituale triste degli auguri di cui realmente fatico a capire il significato.
Oggi è stata giornata fredda , glaciale direi , mi sono pure sforzata a fare tutta una serie di cose che non avrei voluto fare. Dovevo .
Unica cosa calda ed avvolgente , in serata un bicchierino ambrato di un rum del Nicaragua invecchiato 12 anni , appena regalatomi, sorseggiato assieme ad un ottimo cioccolatino extra fondente , il tutto davanti al fuoco acceso.
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Perché denunciare il reddito dopo il bene che vi ha fatto?
Marcello Marchesi
Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: "Come è morto? Gli è scoppiato il portafogli".
Marcello Marchesi

Leggo sui giornali del giorno che i dieci personaggi più ricchi d'Italia posseggono da soli la ricchezza equivalente all'incirca ai beni complessivi dei 3 milioni di italiani più poveri
(tre regioni italiane intere )
1) MICHELE FERRERO: il patron dell'omonimo gruppo dolciario vanta un patrimonio di 14,2 miliardi di euro e si conferma l'italiano più ricco, al 23mo posto nella classifica mondiale.
2) LEONARDO DEL VECCHIO: il fondatore del colosso degli occhiali Luxottica è al 74mo posto nel mondo, con una fortuna di 8,6 miliardi di euro.
3) GIORGIO ARMANI: lo stilista ha un patrimonio di 5,4 miliardi.
4) MIUCCIA PRADA: ancora moda con la stilista, considerata da Forbes anche la 79ma donna più potente del mondo. La nipote del fondatore Mario vanta un patrimonio di 5,1 miliardi di euro.
5) PAOLO E GIANFELICE ROCCA: i fratelli Rocca hanno ereditato il 10% di Techint Financial, che controlla Tenaris, nel campo dell'ingegneria energetica. Il patrimonio è di 6 miliardi di 4,5 miliardi di euro
6) SILVIO BERLUSCONI: l'ex premier e fondatore di Mediaset e Fininvest è 'solo' sesto, con un patrimonio di 4,4 miliardi.
7) PATRIZIO BERTELLI: il marito di Miuccia Prada, amministratore delegato del gruppo, ha un patrimonio di 2,77 miliardi di euro.
8) STEFANO PESSINA: ex ingegnere nucleare, patron di Alliance Unichem, fusa col colosso farmaceutico britannico Boots nel 2006. Un patrimonio da 1,95 miliardi.
9) BENETTON: la famiglia veneta, titolare dell'omonimo marchio di abbigliamento, è presente per intero: Carlo, Gilberto, Giuliana e Luciano vantano un patrimonio di 1,5 miliardi ognuno.
10) MARIO MORETTI POLEGATO: il numero uno di Geox, nonostante il calo delle quotazioni azionarie, resta fra gli italiani più ricchi-
La cosa mi fa pensare all'incomprensibilità della realtà , è davvero surreale che qualcuno da solo riesca ad inglobare ricchezze di questo genere :non credendo peraltro soltanto al merito nudo e crudo ed alla capacità come valore assoluto , rimango senza parole leggendo l'ammontare di certe fortune.Mi perplimo.
Mi si dice che è difficilissimo per gli eredi di fronte a certe ricchezze rintracciare tutte le varie forme di investimento , banche , titoli , investimenti differenziati , immobili...forse è anche per queste difficoltà che i ricconi son sempre più ricconi mentre nel mese di Marzo il mio stipendio (facilissimo da trovare ) ha subito un bel taglio di 100 euro....si sa i poveri son poveri ma sono tanti ed indifesi e si fa prima.
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C'è da riconoscere che la Chiesa è sempre puntuale quando ci sono da risolvere problemi per loro ovvia natura incontrollabili ; incombe la siccità in Italia sopratutto al nord , e la cosa mette a rischio raccolti ed economie :
" A Firenze il cardinale Betori scrive una lettera ai parroci: organizzate veglie"
Ecco fatto.
E poi il tedesco in visita a Cuba ha affermato che il Marxismo è fuori dalla storia .
Come dargli torto , uomo di grande attenzione ed analisi raffinata , e ' tornato il tempo di riti propiziatori tribali e sciamani.
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Mi sembra che dopo il primo intervento di Michele Serra che ha sostenuto ll'insufficienza di TWITTER (dei pochi caratteri) e quindi della comunicazione "veloce" , si sia aperto tutto un dibattito sulla pregnanza dei messaggi fulminanti .
C'è chi gli ha risposto coprendolo di insulti ( immagino tutti coloro che gurdano la tv , scrivendo sull'I PAD ...twittando e postando su FB ) poi chi invece come Luca Sofri e sopratutto GIPI trovo più condivisibili ; dice bene Gipi ... a me fa schifo la nutella ma me ne infischio che la mangi un sacco di gente ma sopratutto non considero uno zero chi la mangia e me ne guardo bene di pontificare...o bella!
Gli è che pian piano dopo questo dibattito ho visto , forse per divertente estensione , sui giornali esaltazioni degli scrittori di aforismi , graduatorie da votare sui propri preferiti .
E' scattata la moda della letteratura sintetico /saettante che travarica e di molto la questione semplicementa comunicativa.
More solito mi sembra valga la pena affrontare la questione tenendo conto del fatto che l'una cosa non esclude l'altra ; guai, io le voglio entrambe!!!
Amo certi aforismi saettanti che in poche parole racchiudono una articolata ricchezza , pure certi SMS diventano da salvare e risalvare e risalvare ...
ma ciò non toglie che quando volge alla fine un tomo , anche bello corposo che mi ha coccolato per qualche tempo me ne dispiaccio e sento uno strappo...
Non capisco i neo luddisti della letteratura, della comunicazione , della vita...
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Chiunque può arrabbiarsi: questo è facile.
Ma arrabbiarsi con la persona giusta, e nel grado giusto, ed al momento giusto, e per lo scopo giusto, e nel modo giusto:
questo non è nelle possibilità di chiunque e non è facile.
Aristotele

Rari mi sembrano coloro che affrontano a viso aperto le persone e l'ambiente di lavoro è proprio uno di quei posti dove questa cosa emerge fortemente ; tutto un cicip ciciap di corridoio e poi nel momento di dire le cose apertamente , le belle facce piallate di cortesia falsoide la fanno da padrona . Io che non sono capace di dietrologie e di fingere , finisco per buscarle ed essere portata magari in situazioni conflittuali che aborro. Già. Detesto chi mi trascina per i capelli alla rabbiosità , perchè nella rabbia si liquefà il pensiero e si diventa acefali.
Se c'è una cosa che non sopporto proprio è il conflitto . Non fa per me , lo ritengo una modalità infantile e più che spesso incivile di rapportarsi. Quello che dico io è il conflitto nel quale a priori non si vuole che offendere , ledere e colpire le persone .Quello che ha come base il non riconoscimento valoriale dell'altro e che non cerca altro che l'offesa ed il colpo basso. Basato in primis sulla disistima e/ o sulla presunzione .
Non porta mai a nulla se non al propagarsi del conflitto stesso ed a continue , fragili, distruttive diatribe.
Non intendo dire con questo che non ami il contraddittorio ed anche il dibattito acceso e ficcante , anzi , la melenseria e lo scambiarsi piaggerie vuote mi nausea ,la cortesia un tanto al chilo mi orticarizza, mi piace la satira anche pesante , lo scambio di battute salaci , il pizzicarsi , guai se mancasse questo gioco nel realazionarsi e nel proporsi , fatto di sottigliezze o di plateali iperboli ...sale e pizzicorio , vera intimità di gioco , purtroppo ben raro da trovare.
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"La filosofia sembra che si occupi solo della verità , ma forse dice solo fantasie , e la letteratura sembra che si occupi solo di fantasie ma forse dice la verità "
DA: "Sostiene Pereira" AT
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Un fine settimana complesso ed impegnativo ; poco tempo per me stessa , le mie letture , le parole.Tutto un pò mordi e fuggi , al di fuori del mio desiderio di spazi dilatati, compressa direi .
Ho sentito alla radio che è morto Tabucchi e quando spariscono persone di questo livello non posso non pensarci e mi piace anche farlo e ricordarmene . Tabucchi toscano che da anni viveva in Portogallo per amore di Lisbona e di Pessoa da cui era rimasto folgorato in certe sue lezioni giovanili alla Sorbona e che non ha mai smesso di celebrare . Tabucchi conosciuto , amato , stimato , tradotto in trenta lingue , premiato all'estero , mentre in Italia , sopratutto dopo la sua radicale presa di posizione per la libertà e quindi contro il neofascismo mediatico berlusconiano , ha subito una sorta di ostracismo che ha raggiunto il massimo dell'ignominia proprio in occasione della sua morte con gli articoli del fognacloacagiornale di sallusti di oggi . ( falso mito - talento fazioso , l'ha definito il povero servitorello di provincia )
Mi piacciono moltissimo i titoli dei libri di Tabucchi , sono già loro da soli dei piccoli capolavori :
..."Il gioco del rovescio" "Il tempo invecchia in fretta" "i volatili del Beato angelico" "La gastrite di Platone" "la testa perduta di Damasceno Monteiro" "Sogni di sogni" "Piccoli equivoci senza importanza"...
Non ho letto il più noto e celebrato "sostiene Pereira",devo farlo, invece quello che più di tutti ho amato e che mi riprometto pure di riacchiappare subito , avendolo letto ormai qualche anno fa ,è stato "Si sta facendo sempre più tardi". IL libro per il quale Tabucchi ha ricevuto Il Premio "France Culture "per la letteratura straniera nel 2002.
Amo i racconti e questi sono davvero racconti importanti , di grande spessore e di scrittura pregnante , è in forma epistolare ma è un romanzo , sono racconti ma è un romanzo , c'è un disegno armonioso unitario ,un fluire non sempre facile ma oltremodo fascinoso.
Destinataria di ogni lettera una donna alla quale si rivolge un uomo maturo alla ricerca di un rapporto di un rivivere in extremis ,un ricordo vivido da ripercorrere , per pareggiare dei conti. Il tutto in perfetti "esercizi di stile" a tratti indecifrabili , sibillini , sussurrati ,ipnotici .
L'ho ritrovato e tirato giù dalla libreria ...ho sfogliato alla svelta e visto sottolineature e piccoli appunti ..vado.
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E ci provi spesso a fare gli esercizi di meditazione per cercare di ricordare i sogni , perchè si sa o si dice , si sogna sempre ma tu mai o raramente li ricordi e ti infuri quando qualcuno non solo li racconta , magari con dovizia di particolari e ricchezza di sensazioni ma sottolinea musiche , colori , particolari di ogni genere .
Poi dopo una nottata in parte difficoltosa ,un sonno profondo ma poco sereno ,senza averci nemmeno pensato al tormentone di riacchiappare i sogni ... ti risvegli con la consapevolezza di un sogno albale realtivamente vivido almeno in qualche particolare .
Stesa in riva al mare , gli occhi chiusi che scintillano in echi di sole , proprio vicino vicino allo sciacquettio della risacca , "u ruscio ", una spiaggia lunga ed abbastanza deserta , solo qualche signora col costume in fantasia ed il borsello legato in vita che chiacchiera fitto fitto senza apparentemente guardarsi intorno , il sole rende la visione attorno un poco sfocata Mi alzo e scorgo accanto a me, steso in una stuoia , Anthony Hopkins ( ma come diavolo è penetrato questo qua nel mio sogno ? che non mi piace neppure come attore , che trovo algido, viscido e respingente?) .Lui mi invita a vestirmi con una certa autorevolezza , perchè dice , dobbiamo andare verso il gran bazar dove deve incontrare Isabelle Adjani per proporle la collaborazione ad un suo film . MAH!
Indosso rapidamente un copricostume colorato e vado ,lo seguo senza fiatare seppur un pò scocciata Giriamo e giriamo a lungo , nemmeno l'ombra del gran bazar , nemmeno l'ombra di una persona anzi girando e rigirando sembra d'esssere in un risveglio post atomico . Tutto sprangato , un silenzio totale sezioni di città senza connotati noti che rutilano cangianti.
Mi accorgo di essere scalza (ancora!!!) adesso sono sola , rasserenata , tonica, continuo a muovermi fino ad un parco con alberi secolari con una vecchia fontana senza acqua . Soffro a camminare e per il brecciolino bianco dei sentieri e per le nodosità delle radici emergenti .Seguo la musica fino a trovarmi in una grande limonaia piena zeppa di alambicchi e provette per esperimenti , colore dominante il bianco musica di Kheith Jarrett , note danzanti di pianoforte , sorrido e mi metto a ballare ...
Essendoci che ci sono almeno due caratteristiche di sogni che si ripetono le rare volte che ricordo (la solitudine in giro ,l'essere scalza ...)avrei almeno sperato ci fosse anche il più divertente...volare liberamente e librarsi ovunque!
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