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pulviscolo

Post n°2037 pubblicato il 21 Aprile 2015 da ossimora
 



Mi alzo al mattino, presto ; apro le finestre , prima appena un po’ , tanto quanto basta per sentire gli uccelli che risiedono nei pini del giardino dietro casa che fanno conversazione ,  riprendo il contatto con la luce , apro  di più e lascio che il sole inondi ogni spazio possibile.

 Dalla finestra entra il pulviscolo atmosferico che mi piace tanto; i suoi giochi con il sole , il roteare , penetrando , sfilare e modificarsi continuamente ; la memoria di me bambina che volevo acchiapparlo , possederlo , l’impossibilità di farlo e la frustrazione, le risate di mia madre .

Stamattina c’è un azzurro deciso che mi riconcilia , in parte , con l’amarezza suscitata dai fatti che accadono alle nostre sanguinolente frontiere ( il tremendo  è che non si può più nemmeno esprimere la propria indignazione , il dolore, perché c’è sempre qualcuno che sminuisce la tua empatia rubricandola al capitolo “buonismo naifs “ ).

 Stanotte mi sono svegliata di soprassalto , ripensavo e ancora e ancora e ancora da due giorni , a quei corpi accalcati in una stiva puzzolente , le urla , l’odore forte di paura e angoscia, le mani  inaridite che si aggrappano ai cadaveri ; galleggiare ,  l’acqua che invade tutto , i polmoni collassati , il sale, le urla strozzate,le lacrime e  il silenzio dell’acqua gorgogliante  e cattiva che ingoia possibilità di riscatto . La claustrofobia si fa cosmica ; quelle madri  hanno visto partire figli amati , consegnati alla speranza  ,  non  li rivedranno più ,  non sapranno nemmeno immaginare dove sono , buio , il  loro dolore pervade tutto , intossica , delimita confini di intollerabilità .

Tragedie di proporzioni immani alle quali io non riesco e non voglio abituarmi :  non lo faccio , non posso ; sono compressa e attonita,  tanto più queste orribilia si ripetono ,  tanto più mi sembra idiota tutta una serie di chiacchiere odiose del  vecchio mondo putrefatto , ipersiliconato , efficentista  che pensa soltanto alla forma fisica ed all’apparenza . 

Urlavamo “sono cittadino del mondo “, adesso lo siamo ancora e di più  anche se non lo grida più nessuno , lo siamo perché tutto ciò che consumiamo/ divoriamo  diligentemente viene dai confini del mondo  , anche le vite umane.

 
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Bolzaneto

Post n°2036 pubblicato il 15 Aprile 2015 da ossimora
 




Dopo la condanna dell’Europa all’ Italia sui fatti della Diaz a Genova durante il g8  , è tutto un parlottare ed io mi diverto perché (ahimè sarà l’età) mi bastano due parole , ed anche due non detti,  per capire al volo dove vogliono parare le persone e che cosa pensano e non solo ; anche cosa sanno veramente di quei giorni e di che cosa è accaduto .Si ..però , va bene ...ma .

E’ un gran minestrone , confondono estintori lanciati a camionette ,con devastazioni vandaliche miste a colpi di pistola alla testa , mutande alla finestra negate , con violenze inaudite a persone che dormivano tranquillamente . 

Informarsi davvero , soprattutto in un paese che non è all’avanguardia per la libertà d’informazione come il nostro , non è semplice lo capisco ma sono certa che molti di coloro che sostengono che infondo …si …la tortura ...hanno violentato qualche ragazza , spaccato la milza a qualcuno , fatto a  pezzi 82 persone , umiliandole e facendole piangere eh però…infondo la violenza era stata la cifra delle giornate di Genova. ..non sappiano davvero cosa è successo e questo purtroppo è   tanto brutto. 

Adesso se ne esce il poliziotto che su qualche social afferma che

“lui lo rifarebbe”

La cosa non mi  meraviglia nè scandalizza affatto e trovo strano che ci sia tanta gente che lo attacca :

Che si aspettavano?  .

Lo trovo più che normale ,l’assalto alla Diaz , definito dal vicequestore Michelangelo Fournier ,un pestaggio da “macelleria messicana” , per sua natura aveva ovviamente bisogno di personaggi carichi di fascismo , e di violenza fin nel profondo ( "corpi scelti pianificati a tavolino" ), diversamente non sarebbe mai stato possibile , lì non bastava la mera obbedienza sia pure all’allora ministro dell’interno, ci voleva la carica “dentro”, l’odio  ; immagino che quei signori che umiliavano le persone carichi di aggressività rivivranno con un brivido di piacere e di orgoglio ( una vera mattanza di libidine sado ) , (ho sentito un "signore "delle forse dell'ordine rivolgersi ad una persona dicendole :" sei vestita come una zecca" e questo in una occasione di normale chiacchiera figurarsi)  la dice lunga sulla formazione ideologica di certi corpi , trovo quindi assolutamente normale e compatibile col soggetto la sua affermazione. 

 
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Solidarietà alla presidente Boldrini

Post n°2035 pubblicato il 11 Aprile 2015 da ossimora
 




Leggo sui giornali che lo scaltro  troglodita (non voglio nominarlo) in mancanza di invettive  ,  tutte pro domo sua , da destinare  miserrimamente e quotidianamente contro migranti / terroristi/zingari  , ormai  sola cifra del suo“programma politico” , si è scagliato oggi ,  con la sua loquela da sottoscala di bar,contro la presidente della Camera dei deputati .

 Ho notato che in molti ce l’hanno con la signora in questione e francamente la cosa mi meraviglia e mi fa pensare che la capacità di giudizio e di analisi del cittadino medio sia davvero minima se non nulla .

 Pensando ai presidenti precedenti …ci sono , nell’ordine G.Fini , burbanzoso , fascistissimo ripulito e messo a Genova per la grande mattanza , Bertinotti , simpatico salottiero ma assolutamente insipido , Pierferdi l’arrivistone , uomo per tutte le stagioni con nel cuore i palazzinari  romani , l’algido Violante  e l’altra donna …l’aureolata , taieullerata , Pivetti , più che insignificante .

Ecco nessuno di costoro si è meritato parole di disprezzo e veri e propri insulti come Laura Boldrini . Perchè? 

 Io sono stata molto felice quando è stata eletta , anzi  ci speravo e mi sembrava incredibile venisse proposta   e non solo perché è soltanto la terza donna  nella nostra storia  che ricopre questa carica ma perché la conoscevo come giornalista , dai  suoi reportage all’estero e come operatrice O.N.U. nel suo impegno per i rifugiati .

Oggi mi sembra impersonare più che dignitosamente il ruolo istituzionale che riveste , senza  sbavature né uscite maldestre .

 Anzi , di più ,mi sembra avere coraggio di dire cose che non trovano sempre consensi politici a destra e a manca ,  sempre coerenti col suo pregresso impegno umanitario e con un solido senso delle istituzioni.

Certamente sentirsi dire “e’ Il nulla fatto donna “ dallo “scaltro troglodita “,

 (mentre lo stesso si allea per le regionali con cani e porci , tentando di acchiappare quella cosiddetta maledetta maggioranza,  affatto silenziosa ;razzista , intollerante , meschina , vecchia , capace solo di insultare  e proteggere la sua stessa miseria mentale e materiale ) 

non l’avrà colpita più di tanto ...

ma io voglio lo stesso offrirle tutta la mia solidarietà ! 

 
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Scarzuola

Post n°2034 pubblicato il 07 Aprile 2015 da ossimora
 

 

Per arrivarci , ci siamo persi un paio di volte , abbiamo fatto un giro vizioso raddoppiando praticamente i chilometri  ( mappe bah!) ma alla fine siamo approdati in questo luogo infossato fra le colline e raggiungibile soltanto da anguste e abbastanza pericolose stradine bianche , soprattutto quando , come ieri , tanta era la gente che tentava di arrivare. 

Era da un po’ che mi avevano raccontato storie su questo luogo al confine fra la provincia di Terni e quella di Perugia , zone a me sconosciute.

Una natura attorno incontaminata e completamente libera dalle culture intensive , credo che fra qualche settimana sarà al suo massimo splendore ; ancora tutto attorno era decisamente dormiente . 

Alla “Scarzuola”si è accolti dal rigore e dalla semplicità di un convento Francescano , proprietà  dell’architetto Tommaso Buzzi che l’ha acquistata nel 1956 …ma proprio dietro al convento l’architetto (che ne fece peraltro la sua dimora ; una sorta di buon ritiro dopo aver lavorato con i più grandi coevi ) creò quella che lui definì un oasi di raccoglimento ,di studio , di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e di miseria , di vita sociale e di vita eremitica , di contemplazione in solitudine , regno della fantasia , delle favole , dei miti ,echi e riflessi fuori dal tempo e dallo spazio , echi del passato e note dell’avvenire …in barba a chi lo rimproverava di aver disintegrato lo spirito francescano del luogo…









 
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fffff

Post n°2033 pubblicato il 06 Aprile 2015 da ossimora
 

 
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Aprile

Post n°2032 pubblicato il 04 Aprile 2015 da ossimora
 


Sophia de Mello Breyner Andresen


Mare


I

Di tutti gli angoli del mondo
Amo d’un amore piú forte e piú profondo
La nuda spiaggia in estasi e la duna
Dove mi unii al mare, al vento e alla luna.

II

Odoro gli alberi la terra e il vento
Che la primavera colma di profumi
Ma io vi voglio solo e solo vi procuro
La selvaggia esalazione delle onde
In ascesa verso gli astri come un grido puro.




Sophia de Mello Breyner Andresen
Come un grido puro

traduzione e cura di Federico Bertolazzi
Crocetti Editore 2013

 
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incontri

Post n°2031 pubblicato il 02 Aprile 2015 da ossimora
 


«Nel momento in cui mi sono ritrovato a scrivere questo libro, ho cercato di restituire sulla pagine quello che succede a tutti 
noi quando proviamo una forte sofferenza: diventiamo il centro dell’universo,qualunque sia il tipo di dolore, ed escludiamo tutto il resto.»

 Intervista a Marco Peano.

Iniziano giornate di tempi lunghi e vacanze ,non molti ma ci vogliono .Imperativo categorico:  ritualità siano a zero ed orologio assente .

Stamattina ho finito di leggere “L’invenzione della madre “di Marco Peano . Ho incontrato ed ascoltato l’autore nemmeno una settimana fa .Opera prima . Libro autobiografico .

Il racconto minuzioso del distacco dalla propria madre malata di cancro , di un giovane il quale  si fonde totalmente in lei , in quello che sta accadendo al suo corpo , alle sue cellule . Gli anni della speranza, degli interventi ,l’agonia e la fase terminale e poi la morte e la sua mancanza ; spazio interiore di dissoluzione e di inclusione metafisica.

 Il tutto raccontato con una scrittura attenta , essenziale , a tratti sconcertante per la capacità di percepire sfumature di emozioni che spesso sfuggono e grazie a lui riemergono alla coscienza. La rabbia , la voglia di prolungare un discorso già invece interrotto dalle possibilità dei farmaci e del dolore .Evocativo, commovente , ben scritto. 


MINIMUM FAX

Mattia  ( il protagonista ) mette in scena  un’autopsia del presente. Non può far altro che vedere corrispondenze, coincidenze, situazioni che accidentalmente eppure inevitabilmente si mettono in rima: esplorare metafore, studiare etimologie. Perché laddove, al cospetto della morte, tutto perde senso, allora tutto deve avere senso, ogni particella di realtà è sintomatica e rivelatrice,il significato deve nidificare ovunque. E nonostante ciò tutto resta intollerabile e l’indagine non conduce a nulla se non a immaginare di poter conservare il fiato della madre in una serie di palloncini così da poterne affrontare la mancanza futura inalandone il respiro.


La madre, in qualche modo, pur essendo il fulcro della storia e l'oggetto d'amore,è stata cancellata. Nonostante Mattia cerchi di registrare ogni suo respiro,ogni frammento infinitesimale della sua esistenza prossima all'esaurimento,«quando però prova a immaginarla prima della malattia, incontra una specie di ostacolo mentale che frena il ricordo. È incapace di visualizzare il volto di lei se non sovrapponendolo con quello che conosce ora»: il volto deturpato dell'agonia. Ritrovare il suo vero volto, la sua identità, è un atto mnemonico impossibile. In qualche modo c'è già una risposta alla domanda che si è fatto considerando la “belva calva”: forse sua madre è davvero diventata la malattia, la malattia l'ha sostituita spazzando via la sua intelligenza e ciò che è stata, occupando interamente il suo carapace ferito, sfinito, svuotato del sé. In qualche modo, Mattia deve riappropriarsi della memoria e della persona: così, come suggerisce il titolo del libro, ricreare l'essere amato e perduto che un tempo ha creato lui, anche tramite gesti che a un osservatore esterno potrebbero sembrare folli, o di un lirismo stupido e puerile.

 

 
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Abdeltiff

Post n°2030 pubblicato il 30 Marzo 2015 da ossimora
 



Qualcuno mi aveva detto che c’era una persona che dormiva sotto il ponte del Tevere ; era qualche anno fa , Settembre mi pare , ancora il tempo era bello e seppur pesante la situazione poteva essere tollerabile . 

Ero passata vicino al club delle canoe,  non lontano da questa “residenza” ed in effetti avevo visto , sbirciando incuriosita , un po’ di roba ammucchiata  , coperta alla meno peggio, protetta dall’umidità che di certo non manca a due passi dal fiume , per quanto caro ai destini di Roma. 

Ho avvisato un’amica che si occupa di “sociale” della cosa ed una sera , quando già pioveva abbastanza ,  siamo andate a vedere. Forse il fatto di incontrare  due donne l’ha un po’ intimorito ma anche rilassato , magari pensava alla polizia e vederci tranquille e sorridenti  l’ha ben disposto verso di noi. 

Era un uomo , abbastanza giovane , alto , occhi neri e capelli di petrolio,  Magrebino,  faticava non poco a farci capire che era arrivato da poco ed aveva bisogno di una casa e di un lavoro .

"Hai detto niente!"

Viste le circostanze era interlocutoria  la sua estrema pulizia , non ci capacitavamo di come facesse ad essere perfettamente in ordine , persin profumato (pur con un vago sentore d'umidità) (con tanto di tuta da ginnastica chiara , pulitissima ) il tutto  vivendo in quelle condizioni ; ci spiegò ( affabulando )  che aveva amici già dotati di casa che gli permettevano di farsi la doccia.

 La mia sensazione immediata  fu che fosse uno che aveva ben chiaro dove voleva arrivare e che pur non capendo nulla di dove era  , sapesse stare al mondo e se lo mordesse .

Ci siamo date da fare ed in men che non si dica lui dormiva nella vecchia sede di un partitello dei tanti  nati ed estinti più velocemente  della luce , almeno  quel posto è servito a qualcosa!

Poi il lavoro al tabacco… una vera casa in affitto , i soldi a casa e via .

 Siamo diventati amici e da allora ho fatto con lui delle baruffe epiche .

Per centinaia di minuzie ; anche se ero certa che non poteva comprendere ciò che dicevo , io lo dicevo ; era incredibile  , si arrabbiava per cento cose poi bastava un nonnulla per farlo sorridere, si adombrava spesso però  .

Una guerra . 

Io sempre disposta a dire la mia e ad interagire , lui  più chiuso di un sasso.  La sensazione  che tanto c’era da dire e  di realtà ,  cose fondamentali ,  essenzialità , di quotidianità pragmatica. Io volevo fargli capire (tentare) dove si trovava , cosa volevano dire tanti segnali e messaggi che male interpretava o schifava proprio. 

Mi mostrò la foto dei suoi genitori , fuori da una capanna  ai confini fra il deserto e le montagne, con le capre , la teneva sopra il mobile come un oracolo ; era bella .

Ho cercato un pollo vivo perché doveva macellarlo "alal "e terrorizzata ... l’ho rinchiuso in una scatola  bucherellata per portarglielo e lui ...si è lamentato perché gli avevo sporcato la cucina.

Quando ha deciso di offrire una cena a me ed altri che lo avevano aiutato si è rifiutato di portare un fiasco di vino su  per le scale urlandomi  dietro  in qualche modo che il vino era uno schifo e  lui non l’avrebbe toccato nemmeno con un dito ed io a prenderlo in giro dicendogli che il vetro non era buon conduttore di alcool !

Ho faticato a capire perché non voleva mangiare l’insalata…continuava a chiedermi se c’era il vino ed io microcefala non capivo che si  riferiva all’aceto.

Durante il ramadan gli ho dato la mano e me l’ha rifiutata guardandomi malissimo anzi  come una reproba .

Una volta ho tentato di fare il dolcissimo the che in genere preparava lui e non la finiva più prima di prendermi in giro e poi incazzarsi...non sapevo nè farlo  , nè  mescerlo  calandolo dall'alto come lui faceva bene !Un disastro .

Una serie infinita di battibecchi con me che non mollavo e cercavo impossibili spiegazioni e lui figurarsi .

Adesso a distanza di anni , lui ha una famiglia qui .

Lavora in proprio . E' invecchiato tanto .

 L’ho incontrato oggi , per questo mi è ritornato in mente tutto , ho srotolato un periodo , interessante , vivido , corposo.

Mi ha fermato , sorridendomi allegro e salutandomi con la mano sul cuore e chiedendomi : "Stai bene sorella ?"

 
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risvegli osannanti

Post n°2029 pubblicato il 29 Marzo 2015 da ossimora
 


Domenica resa più sonnolenta dal passaggio (evviva) all’ora legale  .

 Mi hanno svegliata gli amplificatori (esterni in l’occasione della domenica delle  palme ? ) della chiesa ….canto mattutino della suoretta errante …"osannaosanna"

I soliti libertari frantumano le palle del quartiere , senza domandarsi nemmeno per un istante se oltre a coloro che affollano la casa di dio non ci sia qualcuno che vuole dormire in pace .

Del resto inutile cercare di renderli più rispettosi e contenuti  .

Tutto è dovuto. Loro hanno la vita , la verità , la via e al bando tutto il resto.

Ormai so bene che non c’è nulla di più vero dell’adagio“scherza coi fanti ma lascia stare i santi “ e non perché ci siano santi da difendere  , quanto perché il concetto stesso di “possibilità” altre, e/o di critica accesa va ad intaccare il senso di “dono “ e/o di elite dei credenti ed è da loro lontano anni luce visto che sono portatori di grazia e del beneficio dell'accettazione acritica .

Adesso  poi in regime di pre- guerre sante , oltre ai porporati , i mangia ostie seriali e gli invasati , si son messi a difendere crocefissi e immaginette anche le san tanchè e i salvini  con l’ afflato mistico che  irradia ogni loro ieratico gesto, dai  loro volti e dalla loro forte tensione verso il paradiso ... di un posto al sole , guadagnato difendendo le sacre radici cristiane.

Non si può obiettare .

Punto .

Volevo andare dalla direttrice della mia banca per dirle che i padripii le madonne  dimegiugori , e i santini vari che l’ impiegata dello sportello al pubblico sciorina senza riguardo li trovavo fuori luogo ma…conosco bene gli sguardi delle persone quando azzardi obiezioni sui dogmi immarcescibili ed anche su queste forme di superstizione . Ne ho molta esperienza.

Sei messo all’indice , subito e senza sconti  ed io ho imparato che mi posso sfogare qui , con la scrittura , con l’ironia ma debbo guardarmi bene dal tentare di interagire.  Non mi interessa più .

Silenzio e via andare.

 

 
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leggerezza ....

Post n°2028 pubblicato il 23 Marzo 2015 da ossimora
 

Dalle  "lezioni Americane "  I. Calvino 




Dedicherò la prima conferenza all'opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. 

Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d'aver più cose da dire. 

Dopo quarant'anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l'ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio. 

In questa conferenza cercherò di spiegare - a me stesso e a voi - perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; quali sono gli esempi tra le opere del passato in cui riconosco il mio ideale di leggerezza; conte situo questo valore nel presente e come lo proietto nel futuro. [...] 
Oggi ogni ramo della scienza sembra ci voglia dimostrare che il mondo si regge su entità sottilissime: come i messaggi del DNA, gli impulsi dei neuroni, i quarks, i neutrini vaganti nello spazio dall'inizio dei tempi... 
Poi, l'informatica.
 E' vero che il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza del hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno e sulle macchine, le quali esistono solo in funzione del software, si evolvono in modo d'elaborare programmi sempre più complessi. 

La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d'acciaio, ma come i bits d'un flusso d'informazione che corre sui circuiti sotto forma d'impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bits senza peso.
 E' legittimo estrapolare dal discorso delle scienze un'immagine del mondo che corrisponda ai miei desideri? 
Se l'operazione che sto tentando mi attrae, è perché sento che essa potrebbe riannodarsi a un filo molto antico nella storia della poesia.
 Il De rerum natura di Lucrezio è la prima grande opera di poesia in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di ciò che è infinitamente minuto e mobile e leggero.
 Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realtà di questa materia è fatta di corpuscoli invisibili.

 E' il poeta della concretezza fisica, vista nella sua sostanza permanente e immutabile, ma per prima cosa ci dice che il vuoto è altrettanto concreto che i corpi solidi.
 La più grande preoccupazione di Lucrezio sembra quella di evitare che il peso della materia ci schiacci. Al momento di stabilire le rigorose leggi meccaniche che determinano ogni evento, egli sente il bisogno di permettere agli atomi delle deviazioni imprevedibili dalla linea retta, tali da garantire la libertà tanto alla materia quanto agli esseri umani. La poesia dell'invisibile, la poesia delle infinite potenzialità imprevedibili, così come la poesia del nulla nascono da un poeta che non ha dubbi sulla fisicità del mondo.
 Questa polverizzazione della realtà s'estende anche agli aspetti visibili, ed è là che eccelle la qualità poetica di Lucrezio: i granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia (II, 114-124); le minute conchiglie tutte simili e tutte diverse che l'onda mollemente spinge sulla bibula barena, sulla sabbia che s'imbeve (II, 374-376); le ragnatele che ci avvolgono senza che noi ce ne accorgiamo mentre camminiamo (III, 381-390). [...
] La gravità senza peso di cui ho parlato a proposito di Cavalcanti riaffiora nell'epoca di Cervantes e di Shakespeare: è quella speciale connessione tra melanconia e umorismo, che e stata studiata in Saturn and Melancholy da Klibansky, Panofsky, Saxl. 
Come la melanconia è la tristezza diventata leggera, cosi lo humour è il comico che ha perso la pesantezza corporea (quella dimensione della carnalità umana che pur fa grandi Boccaccio e Rabelais) e mette in dubbio l'io e il mondo e tutta la rete di relazioni che li costituiscono.
 Melanconia e humour mescolati e inseparabili caratterizzano l'accento del Principe di Danimarca che abbiamo imparato a riconoscere in tutti o quasi i drammi shakespeariani sulle labbra dei tanti avatars del personaggio Amleto. 

Uno di essi, Jaques in As You Like It, cosi definisce la melanconia (atto IV, scena I):

.. è la mia peculiare malinconia
composta da elementi diversi, quintessenza
di varie sostanze, e più precisamente di
tante differenti esperienze di viaggi
durante i quali quel perpetuo ruminare mi
ha sprofondato in una capricciosissima
tristezza.

Non è una melanconia compatta e opaca, dunque, ma un velo di particelle minutissime d'umori e sensazioni, un pulviscolo d'atomi come tutto ciò che costituisce l'ultima sostanza della molteplicità delle cose.


 
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Celebrazioni


 

Giornata Mondiale della Poesia     EVENTI21 marzo


Gianni D'Elia

tu le ricordi le cene, le sere, lunghe
del jazz, il sole ultimo, caldo nella stanza,
traverso le serrande del crepuscolo, ai muri
battuti dall'arancio, ed al profumo degli intingoli...

Fummo mai di nessuno, nel più nostro
folle amore di noi stessi, e null'altro
consunto, appassionato spasmo d'ideale -
e il cartoccino di stagnola, di paradiso artificiale,

e le bevute, tirando di Joyce e di Brecht...
E questo mondo ottuso, che si voleva cambiare,
ora che soli e accompagnati, in ore querule
per caso ci s'incontra, vagando, prima d'un temporale...


Gualtiero De Santi


I sentieri della notte
Figure e percorsi della poesia italiana al varco del millennio

Crocetti Editore 1997

 
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Famiglie




Roberto Fiore,Segretario Nazionale di Forza Nuova, comunica di aver spedito, a Domenico Dolce e Stefano Gabbana due tessere ad honorem del Movimento, per aver dimostrato coraggio nel difendere il valore della famiglia tradizionale, per essersi dichiarati contrari all'adozione di minori a coppie dello stesso sesso, per aver rifiutato il modello dei "figli della chimica” che non hanno né mamma né papà.
Contestualmente Forza Nuova invita tutti gli i taliani a boicottare Elton John, capostipite internazionale di quella lobby razzista omosessuale che intende sovvertire l'ordine naturale e dare patenti di democraticità a chi di suo gradimento.


Dunque Dolce e Gabbana ,noti "maitre a penser" di Via della Spiga, hanno tuonato contro le fecondazioni eterologhe vs  coppie gay  (definendo bambini di plastica quelli nati in provetta come il figlio di Elton John e marito), loro novelli difensori  della famiglia naturale .(?) Ci sta il fatto di poter cambiare idea , ci mancherebbe , la cosa  però sa più  di  iper ego che altro,   almeno  potevano evitare il clangore mediatico!


Ci mancavano loro , non bastavano tutti i retrogadi ,  i bigotti , gli schifiltosi, gli  io sono d'accordo ...ma , di cui pullula la terra , loro che dell' "ambiguità" hanno fatto un brand (o forse è per questo) .

Di sabotaggio in sabotaggio il mondo gay  risponde chiedendo di sabotare D&G.

 ...niente mutande griffate  che capolineggiano dal pantaloncino , buttate gli occhiali fascion ...è il grido di battaglia .

Non nego che fatico un po’( anche se mi diverto) a commentare ste idiozie ; che roba vecchia , che sgradevole puzza di vecchio , che faide strapaesane !!! 

Mi sembra sempre più surreale che l’idea di libertà individuale , di responsabilizzazione e consapevolezze latiti e soffra a prendere il volo ,che  le leggi non liberticide e di sostegno ai minori fatichino così tanto a divenire “senso comune”  e tradursi   in buone pratiche quotidiane !

 
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Marai

Post n°2025 pubblicato il 14 Marzo 2015 da ossimora
 




«Il dolore è passato.

 La vita lo ha trasformato in qualcos’altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. 

Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere. 

Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria.

 Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in
silenzio.

 È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. 

Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica.

 Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte.

 È quel che accade ad ogni idea e passione umana».

 Sándor Marái, “Il gabbiano”, Adelphi, Milano

 
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Burri

Post n°2024 pubblicato il 12 Marzo 2015 da ossimora
 

 

12 Marzo 1915

12 marzo 2015

Oggi c'è festa...

Centenario Nascita di Alberto Burri 

 

 

 

 
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vento

Post n°2023 pubblicato il 08 Marzo 2015 da ossimora
 





Il vento non si è fermato per tre giorni e tre notti . 

Mi sono trovata ad ascoltarlo , pensando  spesso a Gabriel Garcia Marquez ; ai suoi mondi , 
 in attesa che accadesse qualcosa di magico e  terribile , inusitato, anomalo , mai visto . 

"Mentre si leva un vento terrificante che spazzerà via Macondo dalla faccia della ....terra ..."

A tratti , pur ravvicinati , e molto , così violento e pervasivo da far tremar le vene assieme ai vetri , le finestre , le porte e qualsiasi cosa non ancorata pesantemente . 

Un susseguirsi di boati , rimbombi , allarmi , rotolamenti , cigolii, fruscii di carta spazzata per aria , cassonetti che scivolavano , cortecce che si rompevano come cannucce ,piante non autoctone che sparivano spezzandosi effetto vela,  cartelloni di mesta pubblicità che si piegavano e cadevano miseramente.

Nonostante la confusione , il tramestio ed i conati delle folate potenti , il silenzio ha contraddistinto soprattutto la notte ; le case tutto intorno pur lambite e sballottate erano gravide di silenzio . 

Le persone tacevano , sembravano nascondersi , acciambellarsi in stato d’attesa ,più aumentavano i rumori accidentali è più spariva ogni traccia di vita . 

La paura di un fenomeno nuovo , anomalo ; una potenza ctonia  che ha cambiato il volto della valle  sigillava tutto , nella paura di volare via o di vedersi capitolare addosso qualsiasi cosa . 

Non si dimenticherà presto questo inizio Marzo che ci ha fatto incontrare una forza mai vista ed ha cambiato le prospettive ed i colpi d’occhio tutto d’intorno .

 
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Anonima

Post n°2022 pubblicato il 03 Marzo 2015 da ossimora
 



Occhi arrossati.

Finito l’ultimo tomo della tetralogia di ElenaFerrante  , quarto volume de“ L'amica geniale" ( mi mancheranno un pò Lila e Lenù) e  proprio in questi giorni nei quali Roberto Saviano da New York ne  ha lanciato la candidatura al Premio Strega

Non credo perché gli siano piaciuti particolarmente i suoi libri ma intanto  perché  tutti i volumi sono stati editi  dalla Casa editrice e/o , certamente (seppur in crescita ) non potente come i giganti dell’editoria italiana che allo Strega hanno sempre e comunque le loro teste di serie che lasciano la sensazione di scrivere direttamente se non unicamente , in funzione dei premi stessi .

 Poi c’è il boom americano davvero incredibile : il report completo delle recensioni si può trovare sul sito ufficiale Elenaferrante.com. "Author of the NeapolitanNovels" così viene epigrammata l’autrice senza volto in cima alla pagina web e subito sotto epigrafata dall’Economist: "May be the bestcontemporary novelist you have never heard of" (probabilmente la migliore romanziera contemporanea di cui si sia sentito parlare).

 Ci hanno messo una firma tutti quelli che contano: New Yorker, Financial Times, New York Times, Wall Street Journal con articoli e recensioni.

In seconda battuta per quello che sta diventando un Giallo/ chiacchiera / divertissement  , sull’identità della scrittrice .”E’ un uomo “,qualcuno ha detto, altri l’hanno individuata nella moglie di questo e l'altro scrittore napoletano,  ma solo se lei/ lui /loro decideranno sapremo…niente  altro per ora , solo i suoi editori ed il commercialista sono al corrente sull'identità , vincolati a maglie strettissime nel silenzio.

Elena Ferrante ha scritto “L’amore molesto” dal quale è stato tratto un fortunato film di Mario Martone  e i  “I giorni dell’abbandono “ trama e canovaccio di un altro film di Roberto Faenza (con un Bregovich imprevisto e affascinante).  L ’autobiografico “La frantumaglia”  un raccontarsi come scrittrice ed infine questi quattro libri che dal 2011 ad oggi hanno  scandito le attese di un pubblico sempre più numeroso , tradotti in svariate lingue , diventati veri eventi alla loro uscita (IL supersegreto sta dando superfrutti: i primi quattro volumi della saga de L’amica geniale  hanno venduto oltre 200 mila copie in Italia e i primi tre 130 milanegli Stati Uniti. Ferrante vende anche in Francia (con Gallimard), Danimarca,Svezia e Norvegia)

Tutto questo senza cedere mai di una virgola sulla sua invisibilità ; nessuna presentazione nelle librerie, nessuna presenza alle prime dei film . 

Un ectoplasma che sta moltiplicando il peso della sua presenza attraverso l’assenza. 


Internazionale :Elena Ferrante sono io 

 
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delitto Matteotti 2

Post n°2021 pubblicato il 01 Marzo 2015 da ossimora
 


Rubato a Forma mentis  ( a lato nei miei preferiti )





Ricordati degli amici
Ci tenevo a ribadire che Putin è persona stimabilissima , è un brav'uomo, veste elegante e che la Russia è il più grande paese del mondo (17 098 242 km²).

 
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aforismando

Post n°2020 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da ossimora
 


"La debolezza è sublime, la forza spregevole.

Quando un uomo nasce, è debole ed elastico.

Quando muore è forte e rigido.

Quando un albero cresce, è flessibile e tenero;

quando diviene secco e duro, esso muore.

La durezza e la forza sono le compagne della morte.

La flessibilità e la debolezza esprimono la freschezza della vita.

Perciò chi è indurito non vincerà." Lao-Tze. 

 

Saudek Saudkova



Più che elogio del debolismo, un elogio dell'adesione al

divenire, come direbbe il filosofo.

Si sa che ogni età ha i suoi dilemmi, si tratta solo di seguire la

via della rigidità o quella dell'adattamento.

 

 
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scorpioncini

Post n°2019 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da ossimora
 


LA RANA E LO SCORPIONE


"Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione. "Devo passare dall'altra parte" disse"ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affogherò. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso, te ne sarei molto grato". La rana perplessa rispose: "Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi!". Lo scorpione rassicurò la rana: "Non ti preoccupare, perchè dovrei farlo, se ti pungessi morirei anch'io perchè affogheremmo entrambi nel fondo". La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire. Quando furono a metà del fiume,lo scorpione punse la rana. La rana stupita dal gesto dello scorpione mentre stava affondando insieme a lui trovò la forza di chiedergli: "Ma perchè l'hai fatto adesso moriremo entrambi?" Lo scorpione rispose 

"Non ho potuto farne a meno, questa è la mia natura".


Sono giorni che un po’ mi diverto ,( con i bambini)  un po’ mi interrogo sui significati che si possono attribuire a questa favola e su quanto di questa possa essere utilizzato ,  per discutere di noi,di umanità.

 Esiste la”natura” o il carattere e se si  , in quale misura e che peso ha sulla nostra storia , sulle scelte , sui sentimenti e le reazioni , sulla nostra propensione alla felicità , al rimuginamento ,all’allegria ed a tutto il resto?

 Penso a due   film che mi hanno affascinato : “l’enigma di Kaspar Hauser “di Herzog e “L’enfant sauvage “di Truffault ; nel primo Kaspar segregato dalla nascita , ed abbastanza incapace di evolvere così come i suoi maestri avrebbero voluto , quando muore viene “analizzato “ e la società rassicurata inquanto sembra che lui soffrisse di una qualche malattia mentale . 

Invece il ragazzo selvaggio che scappa per andare ad omaggiare alla luna infine accetta l’educazione soprattutto perché il suo educatore procede con piedi di piombo e sensibilità. (Rousseau docet)

Davvero lo scorpione è così scemo da lasciarsi morire perché  quella è la sua natura ?

Questa cosa si registra anche  fra le persone , son fatto così, infondo è la mia natura , il carattere non si cambia , ho imparato a convivere con la mia essenza, tutte frasi che si sentono spessissimo .

Continuiamo  a farci  del male per l’incapacità di cambiare , tutto qui, è semplice  e la natura c’entra poco , siamo noi che disabituati e scoordinati nel fare esercizio di conoscenza , crescita  , meditazione e volontà siamo esattamente come lo scorpione. 

Un maestro indiano definiva   "doppio idiota "colui che  non lavora costantemente  sulle proprie nevrosi (la natura!),  dal   se stesso già  raggiunto a quello in evoluzione permanente  ,  per di più facendone un vanto...io sono così !

 
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