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Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"

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Cose che mi piacciono.

Post n°2046 pubblicato il 26 Giugno 2015 da ossimora
 


...appunti progressivi

 



Andare nel mio boschetto e stupirmi ogni anno dei bucaneve, degli anemoni e delle primule. Ritrovare vecchie fotografie , credute smarrite, dentro i libri. Accendere candele profumate accanto a me , soprattutto al gelsomino , ma non solo. Le querce secolari. Il cassetto delle sciarpe e dei foulard. L’acqua trasparente nei fiumi. Ascoltare le vecchie canzoni francesi . L’attenzione. Sputare i noccioli delle ciliegie lontano .Nessun orario. Il micio che si avvicina per le coccole . Scoprire un nuovo autore che scrive molto bene . La cioccolata amara . Passare dalla serietà al sorriso grazie ai bambini . Le coppie affiatate che parlano all’unisono . Lo yogurt coi mirtilli , la mela e i cereali al mattino. Andare per mostre. Il gomasio. Via dalla pazza folla . I ruscelli a primavera . La confusione “piena “ di un’amica . L’ordine maniacale di un’amica. Il Mercoledì. Sbirciare la web cam sull’oceano a Biarritz . Fare incetta di immagini . Gli asparagi . I calendari senza santi. Le mostre di pittura .Il sugo coi piselli. Sorridere di nulla. Essere chiamata Filiberta . Spostare casette nei giochini scemi. Camminare con il vento in faccia.I pensieri per mia mamma . Le collane di pietre dure. Il silenzio della notte. La gentilezza ovunque e comunque . L’insalata di campo. Le foto di mia figlia, i suoi vestiti, il suo profumo, tutto di lei . La mia pressa per i fiori. Infilare i pantaloni dell’anno prima e trovarli larghi.  Picasso .La cannella nell’orzo. I miei LP. I vivai. Dormire nelle ore più strane. I capelli appena lavati . Chi arrossisce .Le scarpe comode. La pelle abbronzata. Ridurre l’osso della pesca all’osso .I fiori estivi. Le risposte perfette. Cantare da sola in macchina. Reincontrare vecchi amici e rinvangare …per poco però. I carciofi . Fare programmi per cambiarli totalmente . I profumi dolci e preziosi. Dormire al mattino . I giardini antichi. La fiducia accordata alla leggera...


Continua...

 
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Metà di Giugno.

Post n°2045 pubblicato il 16 Giugno 2015 da ossimora
 


Urge riscrivere  e riscrivere , devo/voglio.

Sto perdendo le parole che rischiano di diventare se inespresse , almeno in parte ,   minestroni intersecati di pensieri non sempre vigorosi e limpidi , voglio vederle sfilare , cercarle , giocarci ed elaborarle, recuperane il sottile , profondo piacere .

Non posso che forzare un po’ la mano , adesso nulla viene fluido e spontaneo, almeno mi sembra .

Il lungo periodo di impegno pressante ; un po’ di stress di troppo , un cupio dissolvi ormai privo degli entusiasmi dell’inizio progetto . 

Alla fine facevo fatica a “fare il minimo “ , nel senso di controllare impegni e seguire cose avviate  nel prosaico /patetico tentativo di  non stancarmi troppo .

Ora è finito , libro stampato , presentato , mostra fotografica fatta e già smontata ; scuola chiusa ( neanche un giorno di permesso preso , come mi ero messa in testa ...stoica ...nè raffreddori , nè mal di gola mi hanno fermato e questo va bene ), restano un paio di incombenze e poi…

Non è piacevole sentire la stanchezza in maniera profonda e diffusa, quasi un malessere , preoccupante o meglio irritante , non accettato o accettato  con  un senso di rabbia  che va ad incrementare la stanchezza stessa in un  molle circuito vizioso .

Adesso sto incominciando a riposarmi…ricomincio a leggere ciò che desidero leggere , a tirar tardi perché la sveglia non incombe , a riprendermi il gusto di scordare gli orari : oggi mi sono alzata alle nove ,lungo sciabattamento con apertura posta , colazione , innaffiamento fiori .

Un paio di giri per scadenze tassifore (odiose file , odiosissime tasse) , mangiato alle due e mezza ...la comida frugal ...ed eccomi qui .

Non ho fatto che metà delle cose che mi ero programmata ma per oggi va bene così . Decompressione .

 
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chibo /un'analisi

Post n°2044 pubblicato il 02 Giugno 2015 da ossimora
 






 Al netto del solito diluvio di dichiarazioni, spesso vaneggianti, e di interpretazioni del tutto infondate di numeri che, in quanto tali, alla fine più di tanto non possono essere relativizzati e quindi sminuiti nel tentativo di piegarli alle diverse cause, alcune considerazioni paiono essere evidenti.
Destra senza centro: per quanto Toti si sia subito affannato a dichiarare che non si presterà ad una lettura della sua vittoria in termini di numero di voti portati alla coalizione dai singoli schieramenti che la compongono, è innegabile che in Liguria, come nelle altre sei regioni in cui si è votato, il risultato lo abbia fatto Salvini insieme alla Meloni, mentre Forza Italia è in preda ad un inarrestabile deflusso di voti. Dunque, sparisce il centro e si afferma la destra, una destra marcatamente antieuropeista, xenofoba, populista e nazionalista che ha fatto una campagna elettorale  urlata e becera, volta ad amplificare ed addirittura sollecitare il malpancismo generico e le paure sociali senza portare, sia chiaro, alcuna risposta concreta in termini di progetto politico. 
Il che paga sul momento, ma pone interrogativi sul medio e lungo periodo, soprattutto pensando alle prossime elezioni politiche dove, con la nuova legge elettorale, non ci saranno colazioni ma liste singole.
Dunque, il problema a destra è chiaro e di non facile soluzione, perchè stando così le cose, con Forza Italia in dissolvimento, la lista unica dovrebbe giocoforza prevedere Salvini candidato premier e tutti gli altri dietro a lui. Difficile però immaginare una tale dissoluzione del fu centrodestra in un'unica formazione di destra che non ha nulla di moderato e che invece, per avere almeno una chance di vittoria, dovrebbe avere la capacità di attrarre i milioni di voti persi da Forza Italia. Da questo punto di vista, politicamente parlando, la difficoltà più grande sta tutta a destra, e per quanto Salvini oggi faccia il gradasso, affermando di essere l'unica alternativa a Renzi, in realtà con i numeri che ha raccolto a livello nazionale deve prima vedersela con i Cinquestelle, che potrebbero anche andare al ballottaggio alle politiche, ma prima ancora deve riuscire a trovare una formula - ad oggi francamente inimmaginabile - per tenere insieme tutte le forze della sua parte.
La questione è spinosa: se annacqua il suo messaggio, per tentare di rendersi gradito all'elettorato moderato, Salvini rischia di perdere terreno a destra, ma se continua a spingere sul pedale del più becero populismo, resta fermo ai numeri di oggi ed oltre non va. Trovare la quadratura del cerchio è dunque il suo vero e gravoso compito, a dimostrazione che quando si spinge sugli estremi poi è difficile tornare indietro e recuperare credibilità su un terreno meno incline alle urla e più sensibile alle proposte argomentate.

Pd senza sinistra: di segno opposto, e quindi speculare, la situazione a sinistra, dove il Pd si conferma comunque il partito trainante, mentre la sinistra alla sua sinistra, dove si è presentata, ha raccolto numeri buoni solo a fare danni, non certo a vincere, con buona pace di Civati che vede praterie dove invece ci sono solo sentieri sempre più stretti per coltivare livori personali, rese dei conti interne e rendite di posizione sempre più esigue. Significativo in questo senso il 6,28% raccolto in Toscana dalla lista della "vera sinistra" che pure prometteva sfracelli a discapito del Pd.
Ma una lettura critica ed analitica di questo risultato va fatta, ed è tutta interna alle scelte del Pd, da cui ci si aspettava, con buona ragione,  candidature che marcassero  con evidenza il rinnovamento della classe dirigente sui territori invece della riproposizione di volti e nomi provenienti dalle precedenti legislature oppure, come nel caso della Moretti in Veneto, il frutto di un calcolo sbagliato fatto sull'esito del voto alle europee di un anno fa.
Ora, sarebbe ridicolo - anche se in queste ore è un luogo comune ampiamente abusato - negare l'evidenza dei numeri; in dodici mesi, in due tornate di elezioni regionali, il Pd si è aggiudicato dieci regioni su dodici, e giova ricordare che invece si partiva da una situazione di sei a testa, con buona pace della Ditta delle non vittorie, quindi la segreteria di Renzi, da questo punto di vista, può essere senza dubbio considerata vincente.
Ma è fuor di dubbio che il rinnovamento sui territori è ancora un progetto da costruire e da realizzare, mentre, per contro, giunge un messaggio forte e chiaro dagli elettori, ovvero che le rendite di posizione non pagano più, che le candidature nate per consuetudine, appartenenza e cooptazione hanno fatto il loro tempo e non sono più garanzia di successo, anzi, al contrario, suscitano insofferenza nel loro manifestare continuità con il passato e producono sconfitte che lasciano il segno. Il caso della Paita, in Liguria, ma anche la faticosissima riconferma della Marini, in Umbria, sono segnali nettissimi e non ignorabili della necessità di lavorare molto ed in profondità sulla costruzione di una nuova classe dirigente.

M5S: ha fatto una campagna elettorale lasciando a casa Grillo, segno che la batosta di un anno fa alle europee ha lasciato il segno e, forse, ha anche insegnato qualcosa in termini di mera condotta politica sul campo. Resta però un dato di fatto: gli argomenti usati dai grillini, a cominciare dal cavallo di battaglia del reddito di cittadinanza, dati in pasto agli elettori senza fornire alcun dato certo su eventuali coperture finanziarie di tali operazioni, hanno il fiato corto e le gambe ancora più corte, come insegnano le loro esperienze di governo locale, dove sono stati sconfessati proprio sui temi che li avevano fatti vincere, un caso per tutti la storia dell'inceneritore a Parma. Dunque, questa fase apparentemente più matura del movimento - che peraltro in Parlamento continua a dire di no a tutto, tenendo congelati da due anni i propri voti - dovrà dare tangibili riscontri di una accresciuta consapevolezza politica per nutrire ambizioni di governo, e giova ricordare a quelli che oggi cantano vittoria che, in tutta evidenza, non esiste una regione governata dal M5S, dunque la vittoria per ora è da rimandarsi ad un futuro che, forse, potrebbe persino vederli al ballottaggio, se a destra non si creasse una lista unitaria, ma difficilmente li premierebbe in termini di effettiva credibilità come forza di governo.
Astensionismo: le ultime tornate elettorali hanno evidenziato che anche in Italia, sia pure con molto ritardo rispetto alle altre democrazie occidentali, si è manifestata una grande mobilità dei flussi elettorali. Il voto identitario che ha caratterizzato la Prima Repubblica, la contrapposizione tribale della Seconda Repubblica, sono finiti lasciando cumuli di macerie sotto forma di disaffezione ai partiti e di patente mancanza di credibilità della politica agli occhi degli elettori. 

In questo quadro, due cose risultano palesemente ridicole: che i rappresentanti delle passate stagioni ancora in attività siano quelli che alzano i lamenti più alti sul dato astensionistico, invece di fare mea culpa e riconoscere le proprie gravissime responsabilità nell'aver creato questa frattura con gli elettori; che si ignori l'astensionismo quando fa comodo - tipo esaltare Podemos senza dire che in Spagna ha votato il 49% degli aventi diritto - e lo si agiti come spettro di una crisi della democrazia quando invece si tratta di coprire le proprie responsabilità nell'averlo creato. 

Anche da questi espedienti di piccolissimo cabotaggio passa il giudizio di una classe politica fallimentare da cui i cittadini, non votandola, prendono le distanze.

 
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Lolli

Post n°2043 pubblicato il 24 Maggio 2015 da ossimora
 

 

Oggi va così...un pò di nostalgia , un pò di utopia ; domenica grigiosa , qualche lettura , voglia immarcescibile di ribaltare tutto!

 

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 


Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttana 
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana. 
Sei soddisfatta dei danni altrui ti tieni stretta i denari tuoi 
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento. 
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa 
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese. 
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria 
così grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene. 

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 

Godi quando gli anormali son trattati da criminali 
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali. 
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia 
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare. 
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione 
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione. 
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria 
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia. 

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. 

Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana 
chi lo fa per più di due ore o chi lo fa in maniera strana. 
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista 
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista ... ex 
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto 
sempre fissa lì a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto. 
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa 
e sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani. 

Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia 
per piccina che tu sia il vento un giorno, forse, ti spazzerà via.



 

 
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Campagna Unesco

Post n°2042 pubblicato il 18 Maggio 2015 da ossimora
 

*** Grazie a  Cecilia per questo post 

 

L'UNESCO ha lanciato una campagna mondiale di sensibilizzazione e denuncia sulla distruzione del patrimonio culturale del pianeta, il cui focus è naturalmente la distruzione sistematica e velleitaria operata dall'Isis.

Si chiama #Unite4Heritage(cioè: uniti in difesa dell'eredità culturale.

Il simbolo #, l'hashtag, ha ormai una ben chiara intenzione, su internet, di identificare un argomento specifico, per etichettarlo e tracciarlo attarverso tutti i canali sui quali se ne parli.)

Vi consiglio di andare alla HOMEPAGE della campagna, dove appaiono delle foto molto simboliche e belle dei luoghi a rischio e dei loro tesori.Inserisco qui qualcosa che mi ha molto colpita, un'immagine della adesione alla campagna che viene da Firenze: la statua della Primavera, sul Ponte Santa Trinita, ammantata di nero.

E la GALLERIA FOTOGRAFICA su Repubblica dello splendido sito archeologico di Palmira, in Siria, minacciato proprio in queste ore dall'assedio dell'Isis.


Capisco, capiamo tutti, che le minacce al genere umano sono molte e che l'uccisione di donne, bambini, uomini, è una tragedia con risvolti drammatici ed umanitari maggiori, ma se perdiamo il senso della storia, perderemo anche l'altra battaglia, perché pian piano anche l'essere umano e la nostra capacità di scandalizzarci per la sua sofferenza non avrà più nessun significato.Esistiamo e siamo in virtù di quello che siamo stati. Ci riconosciamo e ci identifichiamo su questo passato e sulla storia.

 
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Roba da chiodi

Post n°2041 pubblicato il 10 Maggio 2015 da ossimora
 





Mi sembra che pur con le vicende a volte disgustose legate all’accoglienza dei migranti , come il rifiuto della regione Val D’Aosta di accogliere profughi (ovviamente mi associo a Gad Lerner nel dire che io mai e poi mai andrei in vacanza in un posto del genere!) e la difficoltà di uscire dalla paura e dal razzismo nel valutare i flussi migratori sulle coste italiane ,mai si sia definito “schiavismo” questa ondata di migrazione . 
Gli schiavi che venivano portati in catene , in condizioni inumane verso gli Stati Uniti non fuggivano dalla miseria totale e dalla devastazione delle guerre , erano costretti , imprigionati e coerciti per dare forza lavoro e braccia forti , venivano venduti e considerati merce di scambio . 

Adesso i nuovi dannati della terra scappano , da miseria totale , da siccità , da guerre , non hanno alternative e seppur la loro sia una scelta coatta , piena di sacrifici economici ed affettivi , certamente non si possono definire …schiavi.

 Questo fino a qualche giorno fa , quando il ministro dell’interno Alfano ha invitato i sindaci coinvolti negli sbarchi a …fare lavorare gratis i poveretti scappati a carestie , guerre , scafisti e mafiosi . 

Un uomo di grande statura umana e politica Angelino , sì sì .

 
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stregoni

Post n°2040 pubblicato il 02 Maggio 2015 da ossimora
 




Ho visto nel mio navigare mattutino un video di Veronesi , l’oncologo  , il quale sostiene che è difficile fare ricerca in Italia in quanto le persone hanno una diffidenza,radicata,  verso la scienza , gli scienziati ed il metodo scientifico In  una parola,  sostiene lui :“ l’Italia è un paese  di madonne  che piangono”.

Un sacco di persone sono pronte a credere senza se e senza ma al primo “stregone” che si inventa una panzana che a chi  se ne sta chiuso in un laboratorio sottoponendo le eventuali scoperte alle prove ed ai necessari riscontri.

Di esempi se ne possono fare molti . Uno su tutti , quello dei vaccini .Da sempre si sa che i vaccini , basandosi sul metodo omeopatico , possono essere pericolosi dato che seppur in piccola parte ci ammalano.

Di pari passo con una giusta cautela verso le profilassi selvagge però l’Italia è stata richiamata dall’OMS perché ancora diversi bambini si ammalano di morbillo e rosolia congenite ed i vaccini non sono così diffusi come nel resto d’Europa .

Certamente la scarsa fiducia nella scienza e nel mondo scientifico da noi sono acuite da due fattori ; il primo è la pessima abitudine sempre più dilagante a credere ad un’informazione chiacchierona e scandalistica che fa scoop e produce come prodotto vulgate da bar .( Di prodotti "naturali "che fanno bene alla salute è pieno il parlottare , spesso si dimentica però che per avere i benefici conclamati da molti di loro ...se ne dovrebbe consumare quintali onde attivare  il principio attivo !)

Il secondo , certo più comprensibile , che siamo così abituati al sistema delle mazzette e del nepotismo che la diffidenza nei confronti delle case farmaceutiche e di coloro che fanno informazione di base sta entrando nel nostro modo di giudicare e scegliere .

Ed in questo caso la serietà delle istituzioni dovrebbe/ potrebbe  riprendersi spazio e credibilità.Non c'è altra via.

 
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Scribacchiare.

Post n°2039 pubblicato il 28 Aprile 2015 da ossimora
 


Non amo leggere in e book , non che non mi sia sforzata , ci provo  e ci riprovo ma non riesco a portare a termine un libro intero ; il lucore mi distoglie , fisso lo sguardo e le parole perdono significato , debbo rileggere pagine intere. 

Se un testo mi piace   lo compro cartaceo , altrimenti lo lascio  lì , abbandonato nella sua miseria senza spessore , suscettibile di scaricarsi e di sparire quindi nel nulla. 

Scrivere invece è un'altra storia. 

Pur conservando taccuini neri un po’ ovunque e continuando ad esercitare l’arte amanuense con piacere e più che spesso  ( ultimamente non mi piace la mia calligrafia, non sono abitudinaria in nulla evidentemente e lavorando ad un progetto“storico” ho ritrovato miei scritti molto più estetici !) mi rendo sempre più conto della ricchezza che offre la scrittura elettronica .

Inserimenti , scambi, periodi flessibili da modificare , ampliare , cancellare come una magia , recuperare , inserire , sempre più quando scrivo a mano mi accorgo di cercare specifiche possibilità  lì impossibili. 

Scrivere qui  è creare comunque una creatura intimamente multimediale, anche quando non vengano applicati suoni o musiche o filmati,  vuol dire"immaginare" nel senso pieno del termine, cioè pensare per immagini e non soltanto per parole. 

E’ stratificare , comprimere, svolazzare , è ricchezza e velocità , ricerca e intuito , sprezzatura ed interesse . 

Mi rilassa molto e quando sono stanca come stasera mi distoglie dalle fissità delle preoccupazioni quotidiane.

 
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pulviscolo

Post n°2037 pubblicato il 21 Aprile 2015 da ossimora
 



Mi alzo al mattino, presto ; apro le finestre , prima appena un po’ , tanto quanto basta per sentire gli uccelli che risiedono nei pini del giardino dietro casa che fanno conversazione ,  riprendo il contatto con la luce , apro  di più e lascio che il sole inondi ogni spazio possibile.

 Dalla finestra entra il pulviscolo atmosferico che mi piace tanto; i suoi giochi con il sole , il roteare , penetrando , sfilare e modificarsi continuamente ; la memoria di me bambina che volevo acchiapparlo , possederlo , l’impossibilità di farlo e la frustrazione, le risate di mia madre .

Stamattina c’è un azzurro deciso che mi riconcilia , in parte , con l’amarezza suscitata dai fatti che accadono alle nostre sanguinolente frontiere ( il tremendo  è che non si può più nemmeno esprimere la propria indignazione , il dolore, perché c’è sempre qualcuno che sminuisce la tua empatia rubricandola al capitolo “buonismo naifs “ ).

 Stanotte mi sono svegliata di soprassalto , ripensavo e ancora e ancora e ancora da due giorni , a quei corpi accalcati in una stiva puzzolente , le urla , l’odore forte di paura e angoscia, le mani  inaridite che si aggrappano ai cadaveri ; galleggiare ,  l’acqua che invade tutto , i polmoni collassati , il sale, le urla strozzate,le lacrime e  il silenzio dell’acqua gorgogliante  e cattiva che ingoia possibilità di riscatto . La claustrofobia si fa cosmica ; quelle madri  hanno visto partire figli amati , consegnati alla speranza  ,  non  li rivedranno più ,  non sapranno nemmeno immaginare dove sono , buio , il  loro dolore pervade tutto , intossica , delimita confini di intollerabilità .

Tragedie di proporzioni immani alle quali io non riesco e non voglio abituarmi :  non lo faccio , non posso ; sono compressa e attonita,  tanto più queste orribilia si ripetono ,  tanto più mi sembra idiota tutta una serie di chiacchiere odiose del  vecchio mondo putrefatto , ipersiliconato , efficentista  che pensa soltanto alla forma fisica ed all’apparenza . 

Urlavamo “sono cittadino del mondo “, adesso lo siamo ancora e di più  anche se non lo grida più nessuno , lo siamo perché tutto ciò che consumiamo/ divoriamo  diligentemente viene dai confini del mondo  , anche le vite umane.

 
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Bolzaneto

Post n°2036 pubblicato il 15 Aprile 2015 da ossimora
 




Dopo la condanna dell’Europa all’ Italia sui fatti della Diaz a Genova durante il g8  , è tutto un parlottare ed io mi diverto perché (ahimè sarà l’età) mi bastano due parole , ed anche due non detti,  per capire al volo dove vogliono parare le persone e che cosa pensano e non solo ; anche cosa sanno veramente di quei giorni e di che cosa è accaduto .Si ..però , va bene ...ma .

E’ un gran minestrone , confondono estintori lanciati a camionette ,con devastazioni vandaliche miste a colpi di pistola alla testa , mutande alla finestra negate , con violenze inaudite a persone che dormivano tranquillamente . 

Informarsi davvero , soprattutto in un paese che non è all’avanguardia per la libertà d’informazione come il nostro , non è semplice lo capisco ma sono certa che molti di coloro che sostengono che infondo …si …la tortura ...hanno violentato qualche ragazza , spaccato la milza a qualcuno , fatto a  pezzi 82 persone , umiliandole e facendole piangere eh però…infondo la violenza era stata la cifra delle giornate di Genova. ..non sappiano davvero cosa è successo e questo purtroppo è   tanto brutto. 

Adesso se ne esce il poliziotto che su qualche social afferma che

“lui lo rifarebbe”

La cosa non mi  meraviglia nè scandalizza affatto e trovo strano che ci sia tanta gente che lo attacca :

Che si aspettavano?  .

Lo trovo più che normale ,l’assalto alla Diaz , definito dal vicequestore Michelangelo Fournier ,un pestaggio da “macelleria messicana” , per sua natura aveva ovviamente bisogno di personaggi carichi di fascismo , e di violenza fin nel profondo ( "corpi scelti pianificati a tavolino" ), diversamente non sarebbe mai stato possibile , lì non bastava la mera obbedienza sia pure all’allora ministro dell’interno, ci voleva la carica “dentro”, l’odio  ; immagino che quei signori che umiliavano le persone carichi di aggressività rivivranno con un brivido di piacere e di orgoglio ( una vera mattanza di libidine sado ) , (ho sentito un "signore "delle forse dell'ordine rivolgersi ad una persona dicendole :" sei vestita come una zecca" e questo in una occasione di normale chiacchiera figurarsi)  la dice lunga sulla formazione ideologica di certi corpi , trovo quindi assolutamente normale e compatibile col soggetto la sua affermazione. 

 
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Solidarietà alla presidente Boldrini

Post n°2035 pubblicato il 11 Aprile 2015 da ossimora
 




Leggo sui giornali che lo scaltro  troglodita (non voglio nominarlo) in mancanza di invettive  ,  tutte pro domo sua , da destinare  miserrimamente e quotidianamente contro migranti / terroristi/zingari  , ormai  sola cifra del suo“programma politico” , si è scagliato oggi ,  con la sua loquela da sottoscala di bar,contro la presidente della Camera dei deputati .

 Ho notato che in molti ce l’hanno con la signora in questione e francamente la cosa mi meraviglia e mi fa pensare che la capacità di giudizio e di analisi del cittadino medio sia davvero minima se non nulla .

 Pensando ai presidenti precedenti …ci sono , nell’ordine G.Fini , burbanzoso , fascistissimo ripulito e messo a Genova per la grande mattanza , Bertinotti , simpatico salottiero ma assolutamente insipido , Pierferdi l’arrivistone , uomo per tutte le stagioni con nel cuore i palazzinari  romani , l’algido Violante  e l’altra donna …l’aureolata , taieullerata , Pivetti , più che insignificante .

Ecco nessuno di costoro si è meritato parole di disprezzo e veri e propri insulti come Laura Boldrini . Perchè? 

 Io sono stata molto felice quando è stata eletta , anzi  ci speravo e mi sembrava incredibile venisse proposta   e non solo perché è soltanto la terza donna  nella nostra storia  che ricopre questa carica ma perché la conoscevo come giornalista , dai  suoi reportage all’estero e come operatrice O.N.U. nel suo impegno per i rifugiati .

Oggi mi sembra impersonare più che dignitosamente il ruolo istituzionale che riveste , senza  sbavature né uscite maldestre .

 Anzi , di più ,mi sembra avere coraggio di dire cose che non trovano sempre consensi politici a destra e a manca ,  sempre coerenti col suo pregresso impegno umanitario e con un solido senso delle istituzioni.

Certamente sentirsi dire “e’ Il nulla fatto donna “ dallo “scaltro troglodita “,

 (mentre lo stesso si allea per le regionali con cani e porci , tentando di acchiappare quella cosiddetta maledetta maggioranza,  affatto silenziosa ;razzista , intollerante , meschina , vecchia , capace solo di insultare  e proteggere la sua stessa miseria mentale e materiale ) 

non l’avrà colpita più di tanto ...

ma io voglio lo stesso offrirle tutta la mia solidarietà ! 

 
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Scarzuola

Post n°2034 pubblicato il 07 Aprile 2015 da ossimora
 

 

Per arrivarci , ci siamo persi un paio di volte , abbiamo fatto un giro vizioso raddoppiando praticamente i chilometri  ( mappe bah!) ma alla fine siamo approdati in questo luogo infossato fra le colline e raggiungibile soltanto da anguste e abbastanza pericolose stradine bianche , soprattutto quando , come ieri , tanta era la gente che tentava di arrivare. 

Era da un po’ che mi avevano raccontato storie su questo luogo al confine fra la provincia di Terni e quella di Perugia , zone a me sconosciute.

Una natura attorno incontaminata e completamente libera dalle culture intensive , credo che fra qualche settimana sarà al suo massimo splendore ; ancora tutto attorno era decisamente dormiente . 

Alla “Scarzuola”si è accolti dal rigore e dalla semplicità di un convento Francescano , proprietà  dell’architetto Tommaso Buzzi che l’ha acquistata nel 1956 …ma proprio dietro al convento l’architetto (che ne fece peraltro la sua dimora ; una sorta di buon ritiro dopo aver lavorato con i più grandi coevi ) creò quella che lui definì un oasi di raccoglimento ,di studio , di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e di miseria , di vita sociale e di vita eremitica , di contemplazione in solitudine , regno della fantasia , delle favole , dei miti ,echi e riflessi fuori dal tempo e dallo spazio , echi del passato e note dell’avvenire …in barba a chi lo rimproverava di aver disintegrato lo spirito francescano del luogo…









 
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fffff

Post n°2033 pubblicato il 06 Aprile 2015 da ossimora
 

 
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Aprile

Post n°2032 pubblicato il 04 Aprile 2015 da ossimora
 


Sophia de Mello Breyner Andresen


Mare


I

Di tutti gli angoli del mondo
Amo d’un amore piú forte e piú profondo
La nuda spiaggia in estasi e la duna
Dove mi unii al mare, al vento e alla luna.

II

Odoro gli alberi la terra e il vento
Che la primavera colma di profumi
Ma io vi voglio solo e solo vi procuro
La selvaggia esalazione delle onde
In ascesa verso gli astri come un grido puro.




Sophia de Mello Breyner Andresen
Come un grido puro

traduzione e cura di Federico Bertolazzi
Crocetti Editore 2013

 
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incontri

Post n°2031 pubblicato il 02 Aprile 2015 da ossimora
 


«Nel momento in cui mi sono ritrovato a scrivere questo libro, ho cercato di restituire sulla pagine quello che succede a tutti 
noi quando proviamo una forte sofferenza: diventiamo il centro dell’universo,qualunque sia il tipo di dolore, ed escludiamo tutto il resto.»

 Intervista a Marco Peano.

Iniziano giornate di tempi lunghi e vacanze ,non molti ma ci vogliono .Imperativo categorico:  ritualità siano a zero ed orologio assente .

Stamattina ho finito di leggere “L’invenzione della madre “di Marco Peano . Ho incontrato ed ascoltato l’autore nemmeno una settimana fa .Opera prima . Libro autobiografico .

Il racconto minuzioso del distacco dalla propria madre malata di cancro , di un giovane il quale  si fonde totalmente in lei , in quello che sta accadendo al suo corpo , alle sue cellule . Gli anni della speranza, degli interventi ,l’agonia e la fase terminale e poi la morte e la sua mancanza ; spazio interiore di dissoluzione e di inclusione metafisica.

 Il tutto raccontato con una scrittura attenta , essenziale , a tratti sconcertante per la capacità di percepire sfumature di emozioni che spesso sfuggono e grazie a lui riemergono alla coscienza. La rabbia , la voglia di prolungare un discorso già invece interrotto dalle possibilità dei farmaci e del dolore .Evocativo, commovente , ben scritto. 


MINIMUM FAX

Mattia  ( il protagonista ) mette in scena  un’autopsia del presente. Non può far altro che vedere corrispondenze, coincidenze, situazioni che accidentalmente eppure inevitabilmente si mettono in rima: esplorare metafore, studiare etimologie. Perché laddove, al cospetto della morte, tutto perde senso, allora tutto deve avere senso, ogni particella di realtà è sintomatica e rivelatrice,il significato deve nidificare ovunque. E nonostante ciò tutto resta intollerabile e l’indagine non conduce a nulla se non a immaginare di poter conservare il fiato della madre in una serie di palloncini così da poterne affrontare la mancanza futura inalandone il respiro.


La madre, in qualche modo, pur essendo il fulcro della storia e l'oggetto d'amore,è stata cancellata. Nonostante Mattia cerchi di registrare ogni suo respiro,ogni frammento infinitesimale della sua esistenza prossima all'esaurimento,«quando però prova a immaginarla prima della malattia, incontra una specie di ostacolo mentale che frena il ricordo. È incapace di visualizzare il volto di lei se non sovrapponendolo con quello che conosce ora»: il volto deturpato dell'agonia. Ritrovare il suo vero volto, la sua identità, è un atto mnemonico impossibile. In qualche modo c'è già una risposta alla domanda che si è fatto considerando la “belva calva”: forse sua madre è davvero diventata la malattia, la malattia l'ha sostituita spazzando via la sua intelligenza e ciò che è stata, occupando interamente il suo carapace ferito, sfinito, svuotato del sé. In qualche modo, Mattia deve riappropriarsi della memoria e della persona: così, come suggerisce il titolo del libro, ricreare l'essere amato e perduto che un tempo ha creato lui, anche tramite gesti che a un osservatore esterno potrebbero sembrare folli, o di un lirismo stupido e puerile.

 

 
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Abdeltiff

Post n°2030 pubblicato il 30 Marzo 2015 da ossimora
 



Qualcuno mi aveva detto che c’era una persona che dormiva sotto il ponte del Tevere ; era qualche anno fa , Settembre mi pare , ancora il tempo era bello e seppur pesante la situazione poteva essere tollerabile . 

Ero passata vicino al club delle canoe,  non lontano da questa “residenza” ed in effetti avevo visto , sbirciando incuriosita , un po’ di roba ammucchiata  , coperta alla meno peggio, protetta dall’umidità che di certo non manca a due passi dal fiume , per quanto caro ai destini di Roma. 

Ho avvisato un’amica che si occupa di “sociale” della cosa ed una sera , quando già pioveva abbastanza ,  siamo andate a vedere. Forse il fatto di incontrare  due donne l’ha un po’ intimorito ma anche rilassato , magari pensava alla polizia e vederci tranquille e sorridenti  l’ha ben disposto verso di noi. 

Era un uomo , abbastanza giovane , alto , occhi neri e capelli di petrolio,  Magrebino,  faticava non poco a farci capire che era arrivato da poco ed aveva bisogno di una casa e di un lavoro .

"Hai detto niente!"

Viste le circostanze era interlocutoria  la sua estrema pulizia , non ci capacitavamo di come facesse ad essere perfettamente in ordine , persin profumato (pur con un vago sentore d'umidità) (con tanto di tuta da ginnastica chiara , pulitissima ) il tutto  vivendo in quelle condizioni ; ci spiegò ( affabulando )  che aveva amici già dotati di casa che gli permettevano di farsi la doccia.

 La mia sensazione immediata  fu che fosse uno che aveva ben chiaro dove voleva arrivare e che pur non capendo nulla di dove era  , sapesse stare al mondo e se lo mordesse .

Ci siamo date da fare ed in men che non si dica lui dormiva nella vecchia sede di un partitello dei tanti  nati ed estinti più velocemente  della luce , almeno  quel posto è servito a qualcosa!

Poi il lavoro al tabacco… una vera casa in affitto , i soldi a casa e via .

 Siamo diventati amici e da allora ho fatto con lui delle baruffe epiche .

Per centinaia di minuzie ; anche se ero certa che non poteva comprendere ciò che dicevo , io lo dicevo ; era incredibile  , si arrabbiava per cento cose poi bastava un nonnulla per farlo sorridere, si adombrava spesso però  .

Una guerra . 

Io sempre disposta a dire la mia e ad interagire , lui  più chiuso di un sasso.  La sensazione  che tanto c’era da dire e  di realtà ,  cose fondamentali ,  essenzialità , di quotidianità pragmatica. Io volevo fargli capire (tentare) dove si trovava , cosa volevano dire tanti segnali e messaggi che male interpretava o schifava proprio. 

Mi mostrò la foto dei suoi genitori , fuori da una capanna  ai confini fra il deserto e le montagne, con le capre , la teneva sopra il mobile come un oracolo ; era bella .

Ho cercato un pollo vivo perché doveva macellarlo "alal "e terrorizzata ... l’ho rinchiuso in una scatola  bucherellata per portarglielo e lui ...si è lamentato perché gli avevo sporcato la cucina.

Quando ha deciso di offrire una cena a me ed altri che lo avevano aiutato si è rifiutato di portare un fiasco di vino su  per le scale urlandomi  dietro  in qualche modo che il vino era uno schifo e  lui non l’avrebbe toccato nemmeno con un dito ed io a prenderlo in giro dicendogli che il vetro non era buon conduttore di alcool !

Ho faticato a capire perché non voleva mangiare l’insalata…continuava a chiedermi se c’era il vino ed io microcefala non capivo che si  riferiva all’aceto.

Durante il ramadan gli ho dato la mano e me l’ha rifiutata guardandomi malissimo anzi  come una reproba .

Una volta ho tentato di fare il dolcissimo the che in genere preparava lui e non la finiva più prima di prendermi in giro e poi incazzarsi...non sapevo nè farlo  , nè  mescerlo  calandolo dall'alto come lui faceva bene !Un disastro .

Una serie infinita di battibecchi con me che non mollavo e cercavo impossibili spiegazioni e lui figurarsi .

Adesso a distanza di anni , lui ha una famiglia qui .

Lavora in proprio . E' invecchiato tanto .

 L’ho incontrato oggi , per questo mi è ritornato in mente tutto , ho srotolato un periodo , interessante , vivido , corposo.

Mi ha fermato , sorridendomi allegro e salutandomi con la mano sul cuore e chiedendomi : "Stai bene sorella ?"

 
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risvegli osannanti

Post n°2029 pubblicato il 29 Marzo 2015 da ossimora
 


Domenica resa più sonnolenta dal passaggio (evviva) all’ora legale  .

 Mi hanno svegliata gli amplificatori (esterni in l’occasione della domenica delle  palme ? ) della chiesa ….canto mattutino della suoretta errante …"osannaosanna"

I soliti libertari frantumano le palle del quartiere , senza domandarsi nemmeno per un istante se oltre a coloro che affollano la casa di dio non ci sia qualcuno che vuole dormire in pace .

Del resto inutile cercare di renderli più rispettosi e contenuti  .

Tutto è dovuto. Loro hanno la vita , la verità , la via e al bando tutto il resto.

Ormai so bene che non c’è nulla di più vero dell’adagio“scherza coi fanti ma lascia stare i santi “ e non perché ci siano santi da difendere  , quanto perché il concetto stesso di “possibilità” altre, e/o di critica accesa va ad intaccare il senso di “dono “ e/o di elite dei credenti ed è da loro lontano anni luce visto che sono portatori di grazia e del beneficio dell'accettazione acritica .

Adesso  poi in regime di pre- guerre sante , oltre ai porporati , i mangia ostie seriali e gli invasati , si son messi a difendere crocefissi e immaginette anche le san tanchè e i salvini  con l’ afflato mistico che  irradia ogni loro ieratico gesto, dai  loro volti e dalla loro forte tensione verso il paradiso ... di un posto al sole , guadagnato difendendo le sacre radici cristiane.

Non si può obiettare .

Punto .

Volevo andare dalla direttrice della mia banca per dirle che i padripii le madonne  dimegiugori , e i santini vari che l’ impiegata dello sportello al pubblico sciorina senza riguardo li trovavo fuori luogo ma…conosco bene gli sguardi delle persone quando azzardi obiezioni sui dogmi immarcescibili ed anche su queste forme di superstizione . Ne ho molta esperienza.

Sei messo all’indice , subito e senza sconti  ed io ho imparato che mi posso sfogare qui , con la scrittura , con l’ironia ma debbo guardarmi bene dal tentare di interagire.  Non mi interessa più .

Silenzio e via andare.

 

 
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leggerezza ....

Post n°2028 pubblicato il 23 Marzo 2015 da ossimora
 

Dalle  "lezioni Americane "  I. Calvino 




Dedicherò la prima conferenza all'opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. 

Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d'aver più cose da dire. 

Dopo quarant'anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l'ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio. 

In questa conferenza cercherò di spiegare - a me stesso e a voi - perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; quali sono gli esempi tra le opere del passato in cui riconosco il mio ideale di leggerezza; conte situo questo valore nel presente e come lo proietto nel futuro. [...] 
Oggi ogni ramo della scienza sembra ci voglia dimostrare che il mondo si regge su entità sottilissime: come i messaggi del DNA, gli impulsi dei neuroni, i quarks, i neutrini vaganti nello spazio dall'inizio dei tempi... 
Poi, l'informatica.
 E' vero che il software non potrebbe esercitare i poteri della sua leggerezza se non mediante la pesantezza del hardware; ma è il software che comanda, che agisce sul mondo esterno e sulle macchine, le quali esistono solo in funzione del software, si evolvono in modo d'elaborare programmi sempre più complessi. 

La seconda rivoluzione industriale non si presenta come la prima con immagini schiaccianti quali presse di laminatoi o colate d'acciaio, ma come i bits d'un flusso d'informazione che corre sui circuiti sotto forma d'impulsi elettronici. Le macchine di ferro ci sono sempre, ma obbediscono ai bits senza peso.
 E' legittimo estrapolare dal discorso delle scienze un'immagine del mondo che corrisponda ai miei desideri? 
Se l'operazione che sto tentando mi attrae, è perché sento che essa potrebbe riannodarsi a un filo molto antico nella storia della poesia.
 Il De rerum natura di Lucrezio è la prima grande opera di poesia in cui la conoscenza del mondo diventa dissoluzione della compattezza del mondo, percezione di ciò che è infinitamente minuto e mobile e leggero.
 Lucrezio vuole scrivere il poema della materia ma ci avverte subito che la vera realtà di questa materia è fatta di corpuscoli invisibili.

 E' il poeta della concretezza fisica, vista nella sua sostanza permanente e immutabile, ma per prima cosa ci dice che il vuoto è altrettanto concreto che i corpi solidi.
 La più grande preoccupazione di Lucrezio sembra quella di evitare che il peso della materia ci schiacci. Al momento di stabilire le rigorose leggi meccaniche che determinano ogni evento, egli sente il bisogno di permettere agli atomi delle deviazioni imprevedibili dalla linea retta, tali da garantire la libertà tanto alla materia quanto agli esseri umani. La poesia dell'invisibile, la poesia delle infinite potenzialità imprevedibili, così come la poesia del nulla nascono da un poeta che non ha dubbi sulla fisicità del mondo.
 Questa polverizzazione della realtà s'estende anche agli aspetti visibili, ed è là che eccelle la qualità poetica di Lucrezio: i granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia (II, 114-124); le minute conchiglie tutte simili e tutte diverse che l'onda mollemente spinge sulla bibula barena, sulla sabbia che s'imbeve (II, 374-376); le ragnatele che ci avvolgono senza che noi ce ne accorgiamo mentre camminiamo (III, 381-390). [...
] La gravità senza peso di cui ho parlato a proposito di Cavalcanti riaffiora nell'epoca di Cervantes e di Shakespeare: è quella speciale connessione tra melanconia e umorismo, che e stata studiata in Saturn and Melancholy da Klibansky, Panofsky, Saxl. 
Come la melanconia è la tristezza diventata leggera, cosi lo humour è il comico che ha perso la pesantezza corporea (quella dimensione della carnalità umana che pur fa grandi Boccaccio e Rabelais) e mette in dubbio l'io e il mondo e tutta la rete di relazioni che li costituiscono.
 Melanconia e humour mescolati e inseparabili caratterizzano l'accento del Principe di Danimarca che abbiamo imparato a riconoscere in tutti o quasi i drammi shakespeariani sulle labbra dei tanti avatars del personaggio Amleto. 

Uno di essi, Jaques in As You Like It, cosi definisce la melanconia (atto IV, scena I):

.. è la mia peculiare malinconia
composta da elementi diversi, quintessenza
di varie sostanze, e più precisamente di
tante differenti esperienze di viaggi
durante i quali quel perpetuo ruminare mi
ha sprofondato in una capricciosissima
tristezza.

Non è una melanconia compatta e opaca, dunque, ma un velo di particelle minutissime d'umori e sensazioni, un pulviscolo d'atomi come tutto ciò che costituisce l'ultima sostanza della molteplicità delle cose.


 
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Celebrazioni


 

Giornata Mondiale della Poesia     EVENTI21 marzo


Gianni D'Elia

tu le ricordi le cene, le sere, lunghe
del jazz, il sole ultimo, caldo nella stanza,
traverso le serrande del crepuscolo, ai muri
battuti dall'arancio, ed al profumo degli intingoli...

Fummo mai di nessuno, nel più nostro
folle amore di noi stessi, e null'altro
consunto, appassionato spasmo d'ideale -
e il cartoccino di stagnola, di paradiso artificiale,

e le bevute, tirando di Joyce e di Brecht...
E questo mondo ottuso, che si voleva cambiare,
ora che soli e accompagnati, in ore querule
per caso ci s'incontra, vagando, prima d'un temporale...


Gualtiero De Santi


I sentieri della notte
Figure e percorsi della poesia italiana al varco del millennio

Crocetti Editore 1997

 
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