Discutevo con una mia amica che ha un blog (totalmente diverso dal mio, invero) di come ognuno di noi si rapporta a questo mezzo.
In 10 minuti di ciaccola, è riuscita a farmi mancare il respiro.
Ma forse sono io che sono troppo distaccata, o che ho un rapporto strano col bloggo, o forse dipende dal fatto che si, è vero che si scrive "in pubblico!", ma fondamentalmente per quanto mi riguarda vale la regola che ciò che metto qui dentro ha per me un senso particolare e non deve necessariamente attirare l'attenzione, il compiacimento, o raccattare centinaia di commenti a consenso o dissenso.
Invece per lei è una specie di obbligo quotidiano, una specie di impegno con il "suo pubblico" che rimarrebbe deluso dalla mancanza di contenuti, innovazione, spunti.
Mi sembra che si senta un po' crocerossina virtuale. Boh.
Avevo la netta sensazione che soffrisse quasi di ansia da prestazione.
Francamente, mi sembra che in generale ci si stia tutti prendendo un po' troppo sul serio con ste robe.
Non siamo tutti filosofi, politologi, opinionisti, narratori, comici, scrittori, saggisti, sociologi.... rendiamocene conto.
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Che poi se ci penso, ultimamente c'è davvero questa tendenza generale ad essere sempre meno pudici, più esibizionisti.
I sentimenti, le sensazioni, la propria vita: tutto in piazza.
C'è quasi una necessità di esternarsi, anche nei propri lati negativi.
Non sarà un caso che ci sono sempre più reality show in TV, blog e siti personali su Internet. Videofonini. Cazzo, videofonini!