Feminine Power: The Divine to the Demonic

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Feminine power: the divine to the demonic | British Museum

‘Lilith’, Kiki Smith, 1994. Photo by Hyla Skopitz

No, non è una mostra dedicata alle rivendicazioni di quello che un tempo si sarebbe detto sesso debole, ma un excursus sulla rappresentazione del femminile attraverso i secoli. Vi partecipano sante, streghe e dee, divise per sezioni: creazione e natura; passione e desiderio, magia e malvagità; giustizia e difesa; compassione e saggezza. Astenersi maschilisti e misogini.

Circe Offering the Cup to Ulysses, John William Waterhouse, England, 1891. Feminine Power: The divine to the demonic at British Museum 19 May – 25 September 2022

John William Waterhouse, Circe Offering the Cup to Ulysses, England, 1891

A colourful image showing birth and the creation of life in the landscape of a female body.

Judy Chicago, The Creation, part of The Birth Project. Print, 1985

Kali Murti, Kaushik Ghosh, India, 2022. Feminine Power: The divine to the demonic at British Museum 19 May – 25 September 2022

Kaushik Ghosh, Kali Murti, 2022

Queen of the night relief, c. 1750 BCE, Iraq. Feminine Power: The divine to the demonic at British Museum 19 May – 25 September 2022

Old Babylonian Queen of the Night plaque. South Iraq, 19th–18th centuries BC

Stone figure wears a long skirt fastened by a knot with bare breasts and delineated nipples.

Carved stone figure of a cihuateotl, Mexico, around 1400–1521

Figure of Guanyin with 18 arms, some hands holding attributes, seated on throne.

Porcelain figure of Guanyin, China, 18th century.

Thangka of the twenty-one seated Taras, Tibet, 19th century

La mostra è un tour attraverso la storia per capire i modi in cui l’autorità femminile è stata percepita nella credenza spirituale“, ha detto Belinda Crerar, curatrice del museo. “La diversità di dee, spiriti e santi e la loro influenza sulla vita delle persone, nel presente come nel passato, ci dà modo di riflettere su come la femminilità, ma anche la mascolinità, siano definiti e valutati oggi e nel futuro“.

Le violon d’Ingres è la foto più cara di sempre

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Le Violon d' Ingres 1924 Man Ray stampa 80 x 60 cm | Fruugo IT

La schiena e le natiche sono quelle di Kiki de Montparnasse. Il genio, invece, è quello di Man Ray che le ha rese immortali grazie a una foto che da sabato 14 maggio vale 12,4 milioni di dollari, come decretato dall’asta al Christie’s Rockefeller Center di New York. Stracciato il record precedente del tedesco Andreas Gursky il cui paesaggio, Rhein II, era stato venduto nel 2011, sempre da Christie’s, per 4,3 milioni. In parole povere, Le violon d’Ingres è diventata la fotografia più cara di sempre.

Pura idolatria.

La foto più costosa della storia: 4,3 milioni di dollari - Fotografia Artistica

Andreas Gursky, Rhein II

La luce mediterranea di Sorolla

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SOROLLA, PITTORE DI LUCE A PALAZZO REALE – Mercoledì 27 aprile ore 15.45 – Visita guidata con Dott.ssa Anna Torterolo | Anisa Milano

Istantanea, Biarritz

In Italia è poco conosciuto, ma Joaquin Sorolla è uno dei più importanti pittori spagnoli, vissuto a cavallo tra Otto e Novecento. Delle sue opere si ammira soprattutto la luce, declinata in infiniti riflessi. Ora in mostra qui.

La luce di Joaquín Sorolla brilla a Palazzo Reale - Milano - Arte.it

Cucendo la vela

Joaquín Sorolla e la corrida con il sole

Mia moglie e i miei figli

Pomeriggio sulla spiaggia a Valencia

Joaquín Sorolla, maestro dimenticato della luce - Il Sole 24 ORE

Correndo sulla spiaggia a Valencia

Joaquín Sorolla, Idillio al mare (1908; olio su tela, 151 x 199,3 cm; New York, Hispanic Society of America)

Idillio al mare

Joaquín Sorolla, La siesta (1911; olio su tela, 200 x 201 cm; Madrid, Museo Sorolla)

La siesta

Joaquín Sorolla, Maria nei giardini di La Granja (1907; olio su tela, 58 x 89 cm; Madrid, Museo Sorolla)

Maria nei giardini di La Granja

Joaquín Sorolla, La vasca dell'Alcázar di Siviglia (1910; olio su tela, 82,5 x 105,5 cm; Madrid, Museo Sorolla)

La vasca dell’Alcázar di Siviglia

La poetica di Sabine Weiss

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La condizione umana nelle foto di Sabine Weiss ai Tre Oci di Venezia - Electomagazine

New York, USA (1955)

La Casa dei Tre Oci di Venezia le dedica una mostra: La poesia dell’istante. Mai titolo fu più azzeccato per definire il lavoro della fotografa che, nelle parole di Christian Caujolle, è stata “una di quelle persone che sanno vedere solo ciò che le commuove“.

Dagli anni '30 ai Duemila: gli scatti di Sabine Weiss in mostra a Venezia - ViaggiOff

Venezia, Italia (1950)

Le fotografie di Sabine Weiss in mostra alla Casa dei Tre Oci Eventi a Venezia

Porte de Saint Cloud, Parigi (1950)

Presso la casa Tre Oci, a Venezia, una mostra della fotografa recentemente scomparsa Sabine Weiss: da Marzo 2022 – Discorsi Fotografici Magazine

Félix Labisse, pittore, Neuilly-sur-Seine (1952)

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Gitani, Sainte-Maries-de-la-Mer, Francia (1960)

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Brigitte Bardot, Parigi (1959)

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Romy Schneider, Parigi (1961)

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Autoritratto (1953)

Trova le differenze

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Fotografo mette a confronto cani e rispettivi proprietari e la somiglianza è sconcertante

Benji & Harper (Schnoodle)

Gerrard Gethings si è divertito a fotografare cani e padroni,  dimostrando che, in questo genere di rapporti simbiotici, gli uni e gli altri finiscono col somigliarsi.

Charlotte & Caspar (Chinese Crested)

Cenk & Horst (Schnauser)

Sergei & Spike (Siberian Husky)

Elle & Yasmin Le Bon (Puli)

François & Antoine (French Bulldog)

E poi ci sono loro, i “divini”:

Nancy & Buttons (Scottish Fold). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Nancy & Buttons (Scottish Fold)

Leila & Daphne (seal point birman). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Leila & Daphne (Seal point birman)

Henry & Carlotta (Exotic Longhair). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Henry & Carlotta (Exotic Longhair)

Dominic & Merlin (Blue tabby maine coon). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Dominic & Merlin (Blue tabby maine coon)

Matthew & Hubert (Abyssinian). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Matthew & Hubert (Abyssinian)

Daniel & Marcel (Exotic Shorthair). Copyright and courtesy of Gerrard Gethings

Daniel & Marcel (Exotic Shorthair)

Alex Katz. La vita dolce

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A Rovereto la "vita dolce" di Alex Katz - PressRoom

The Black Dress

Niente drammi alla Edward Hopper né narrazioni sottese alla David Hockney: l’America di Alex Katz è rappresentata da uomini e donne borghesi, belli e senza età. Perché, come spiega il Nostro: “Penso che a entusiasmarmi siano prima di tutto le persone. Le persone di New York mi appassionano, ad esempio, per il modo in cui indossano i vestiti, per i loro gesti, è qualcosa di molto specifico e mi piace. Mi piace lavorare nel Maine perché la luce è così bella, è completamente diversa da quella europea. Nel Maine c’è una sorta di libertà sociale di vivi e lascia vivere anche se alla fine è un luogo un po’ selvaggio, ci sono lattine di birra dappertutto, la gente fa quello che vuole“.

Qualcuno ha bollato l’arte di Katz come superficiale, senza tenere conto che l’artista ha scelto di dipingere ciò che vede. E quindi la presunta superficialità è da addebitarsi a Katz o alla “vita dolce“?

Alex Katz, Libby, 1991, olio su tela. Mart, Deposito Collezione Privata © Alex Katz, by SIAE 2022

Libby

ALEX KATZ – Monica De Cardenas

Anne Lyon

Lawn Party (1965) Alex Katz | Alex katz, Pop art, Realistic paintings

Lawn Party

Yves Field 1

Red Nude

Winter

January 4

Moonlight

Il Surrealismo in mostra

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La vestizione della sposa di Max Ernst - ADO Analisi dell'opera

Max Ernst, La vestizione della sposa

Il titolo della mostra Surrealismo e magia. La modernità incantata, dice già tutto. Fin troppo per chi avesse in animo di accostarvisi con curiosità da neofita. Ma si sa, il mercato obbedisce a regole ben precise che non possono essere disattese, neppure per lasciare al visitatore il piacere di confrontarsi con allucinazioni oniriche, con il perturbante che invece di rimanere nascosto affiora, e disorientando ammalia. Ma quanto saprebbe essere più efficace se non fossimo messi sull’avviso?

La pastorella delle sfingi | Opera d'arte | Collezione Peggy Guggenheim

Leonor Fini, La pastorella delle sfingi

Surrealismo e magia. La modernità incantata | Mostra | Collezione Peggy Guggenheim

Dorothea Tanning, Il gioco magico dei fiori

I piaceri di Dagoberto, opera di Leonora Carrington | Artsupp

Leonora Carrington, I piaceri di Dagoberto

Il mondo nuovo di David LaChapelle

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The Story Behind Lil Kim's Iconic Louis Vuitton Logo-Print Portrait - GARAGE

Lil Kim. Luxury Item

David LaChapelle, le cui opere sono esposte ora a Milano, si dice certo del bisogno crescente di spiritualità e bellezza, temi del resto cari alla sua produzione. Della tecnologia, invece, che senza mezzi termini definisce bestia, dice:

La bestia è la tecnologia piena di cose oscure, spaventose e noi artisti siamo chiamati a mostrare alternative. Organizziamo viaggi su Marte e non ci rendiamo conto che il tesoro è qui, è questa Terra che stiamo trascurando. Essere buoni e compassionevoli l’uno con l’altro e con la natura è l’unico strumento che abbiamo per evolverci“.

È uomo di fede, LaChapelle. Speriamo abbia ragione lui. Perché io tutto questo anelito alla spiritualità e alla bellezza, se non a livello teorico, non lo vedo mica.

Mary Magdalene Abiding Lamentation, 2019 by David LaChapelle | Ocula

Mary Magdalene: Abiding Lamentation

David LaChapelle. I Believe in Miracles - Mostra - Milano - Mudec – Museo delle Culture - Arte.it

The Holy Family with St. Francis

Intervista a David LaChapelle in mostra a Milano | Artribune

Our Lady of the Flowers

After the Deluge: Statue