L’Antico anatema cinese. Ci sono critiche spietate che sono meglio di un complimento

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La critica che fa riflettere, che investe l’universalità del pensiero e mai del singolo o del luogo eppure anche di luoghi e persone.

Parafrasando le parole di Baratta in merito alla prossima Biennale d’Arte di Venezia, iniziamo a domandarci dell’esser “pronti a un confronto diretto con opere che possano” – come le critiche avverse (rispondo) –  “sollecitare lo sguardo, la mente e l’emozione, o il ragionamento  di chi osserva”.

Sembrerebbe stasi. Tra  meccanismo bovino pubblico e intuizione del guizzo creativo, dell’impellenza di creare (dell’artista) che può essere pari all’impellenza di distruggere ( del critico);

lo scetticismo è frutto di una intelligenza acuta. Immancabile però il ruolo dell’artista che nonostante appaia sempre più insediato in acclamazioni di routine ed esso stesso poco rifuggente il senso vincolato  delle azioni ( e in presenza simultanea di diversi ordini; ma in questo già grande), del mal d’arte come ardore, costretto ai canoni del tempo (e le sue cure massive e ma se questo è il tempo),  libera nonostante la sua energia. A venirne in contatto.

Sottotraccia o inaccessibile ma di ogni cosa connessa con tutte le altre; del trovare relazioni.

May You Live in Interesting Times

E ‘Che tu possa vivere in tempi interessanti’.
"antico anatema cinese" Ralph Rugoff

Curatore della 58. Esposizione Internazionale d’Arte 2019
(grazie,

 a chi ha sollevato la discussione come un buon caffè al mattino):Dizzly

 

L’Antico anatema cinese. Ci sono critiche spietate che sono meglio di un complimentoultima modifica: 2018-11-07T09:06:50+01:00da Dizzly

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3 Comments

  1. ‘Che tu possa vivere in tempi interessanti’: davvero una frase scatenante, perché al volo mi è sembrato un augurio, perfino bellissimo, e non un anatema. Riflettendo poi, su quali potrebbero essere i tempi interessanti, scopro che lo sarebbero solo quelli dei grandi conflitti che, poi, sono quelli che, da un lato complicano la vita, da un altro la risolvono in conquiste e da un altro sono il cibo degli artisti. E chi se ne frega, meglio una vita tortuosa ma vissuta “in tempi interessanti”.
    Non è un anatema, è un augurio.

  2. Concordo con te, il conflitto nel suo lato migliore è padre di tante narrazioni , considero la frase come anatema inteso come obbligo, ovviamente non al conflitto ma quanto più possibile ad essere “artisti” in vita, buona serata 🙂

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