LA SÒLA DEL SECONDO RISTORO sul PORTALE DELLA RISTORAZIONE. Il Mipaaf si affida a Poste Italiane che crasha alla scadenza

fondo ristorazione

Portale della Ristorazione. Cara Ministra Teresa Bellanova per sostenere la filiera italiana e i prodotti DOP e IGT dell’eccellenza italiana si assicuri di aver scelto una piattaforma digitale di pari requisti, non solo italiana ma in grado di dimostrare l’efficienza del servizio al 100%! E ora?

LA SÒLA DEL SECONDO RISTORO sul PORTALE DELLA RISTORAZIONE. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali si affida a Poste Italiane che vanno in crash il giorno ultimo della domanda.

Non so se il prossimo scudo europeo in termini di soldoni per l’ammodernamento e lo sviluppo del digitale in Italia sia in grado di metterci in una condizione superiore al cosiddetto terzo mondo. Di fatto attualmente siamo incastrati tra la contingenza pandemica e l’insufficienza delle piattaforme digitali di esperire quei servizi che vengono offerti online.

Il 15 dicembre non è stato solo il giorno digitale nero per Poste italiane con migliaia di utenze impossibilitate ad accedere ai servizi di posta e ai loro denari, ma anche per quelli che – ristoranti, pizzerie, mense, i servizi di catering, gli agriturismi e gli hotel con somministrazione di cibo- hanno cercato di inviare la pratica per il contributo a fondo perduto per la ristorazione in scadenza alle 23.59 del 15 dicembre, gestita da Poste Italiane. Il Portale della ristorazione acquisiva l’identità digitale del richiedente ma non proseguiva l’archiviazione della pratica perchè non era in grado di riconoscere lo SPID dell’utente, obbligatorio per la registrazione (e chiunque abbia una identità digitale sa bene la noiosa e costosa lungaggine di procedura per ottenerla).

Tutte le novità introdotte con le nuove tenologie sono farraginose, complesse e non assicurano  il buon fine. Di fatto tutti gli imprenditori italiani si stanno adeguando alle fatturazioni elettroniche, alle firme digitali e a tutti gli ammennicoli all’avanguardia, senza la garanzia che alla loro preparazione effettiva corrisponda  la risposta certa e funzionale dei servizi offerti.

Si trattava del secondo fondo di ristorazione,  10mila euro in regime de minimis, tutto sommato ben miseri, che avrebbero però supportato le pmi  per il calo di fatturato del 2020.  Perdite che in molti casi vanno ben oltre il 25% di quelle subite tra il 2019 e il 2020 a causa delle ristrettezze dei lockdown per il comparto della ristorazione e di altri esercenti, e requisito minimo previsto per accedere al fondo.

In più il fondo era rivolto a sostenere gli acquisti dei prodotti della filiera italiana – latte carne verdure pasta vini eccetera- e dei prodotti Dop e Igt, l’eccellenza italiana.

Si può ben immaginare che non riuscire a presentare la pratica per insufficienza del portale preposto è una sconfitta amara, specie per chi usa materie prime selezionate ed è già  sui limiti del profitto, più che positivo solo in quello del gusto che riceve ovviamente i meritati apprezzamenti dai clienti.

Diversamente per il fondo, l’accesso, che non era un click day come ripetutamente avvisato ma un “comodo invio”  il 15 dicembre comportava l’inserimento di fatture, quietanze, visure, di tre e cinque prodotti prioritari sino a raggiungere l’importo massimo di 10 mila euro e contenuti anche in fatture che presentavano altri acquisti. Un invio di materiali dunque cospicuo e molte ore di lavoro a fronte  di un portale che ha rifiutato l’inserimento delle pratiche.

La beffa digitale non finisce qui, nessuna indicazione dell’errore e mail di riferimento per ovviare e comunicare il disagio del mancato processo digitale, nessuna alternativa di prosecuzione se non fare il pacchetto e andare in posta, senonché gli orari ormai, alla disfatta digitale della mezzanotte, non erano certamente quelli di apertura degli uffici postali. A distanza di due giorni, nessuna comunicazione ufficiale da parte del ministero sui disagi, nessuna proroga, nessuna spiegazione. L’affare merita una class action o l’intervento delle associazioni di categoria.

E ora? cara Ministra delle politiche agricole se la ristorazione è parte integrante della filiera agroalimentare, come lavorerete per sostenerla ancora?

I ristoratori: Noi Investiamo sul cibo,
 il Made in Italy di eccellenza
e mettiamo in tavola il futuro
Mipaaf , Voi almeno il digitale
 please!

 

LA SÒLA DEL SECONDO RISTORO sul PORTALE DELLA RISTORAZIONE. Il Mipaaf si affida a Poste Italiane che crasha alla scadenzaultima modifica: 2020-12-17T10:55:38+01:00da Dizzly

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2 Comments

  1. Non so a quanti sia accaduto, ma il 15 dicembre sul portale della Ristorazione per il fondo Eccellenza italiana – Made in Italy – 10mila€ destinati alla ristorazione – non era possibile inserire la pratica per malfunzionamento del portale gestito da Poste Italiane. Si rileva infatti per quel giorno un disagio nazionale per le utenze di PI e al contempo per quelle di categoria che non hanno potuto partecipare on line al bando. Si segnala il disagio al fine di reperire contatti e informazioni circa la possibilità di recuperare la partecipazione. Di realizzare che l’impasse tecnologica ha escluso utenze per cause che non sono dipese da loro, ma a monte della piattaforma digitale.

  2. Abilità tecnologica e Intelligenza è dimostrare “in caso di crisi” – anche un portale non funzionante è una crisi – che si ha a cuore un problema. Né Poste Italiane né Ministero hanno mostrato un segno propositivo, giustificativo, risolutivo verso la questioneaccaduta deplorevolmente il 15 dicembre 2020 per i fondi 100%italiano

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